The new Art

of Silence

Ultimo aggiornamento: 26 agosto 2017

Informazione on-line dal 2004 su inquinamento acustico

Testata giornalistica specializzata

 

Home

 

Cerca nel sito

 

 

Site search technology courtesy Free Find

Fisica

Università di Modena e Reggio Emilia

Giuridica

Giurisprudenza rumore

Ante 2011

Post 2011

Bacheca

Cerco Compro Vendo

Annunci presenti: 15

Didattica

Corsi di formazione

Novità

Guida metodologica per la stima del carico di malattia da rumore ambientale

World Health Organization Europe (WHO) Joint Research Centre (JRC)

La posta

dei lettori

Disturbo

Proposta

Protesta

Siti web

Selezionati dalla rete

Governance and Integrated Observation of Marine Natural HAbitat

Ascoltare il silenzio

Web-museo del suono

Servizi

Annunci gratuiti

Gazzetta Ufficiale

IT Directory

Meteo

il motore di ricerca per annunci di lavoro

Codici sconto e offerte

 Come risparmiare negli acquisti online

 

 

Disturbo

da rumore

A cura della Redazione

News giuridica by Studio Cataldi

Avvertenza: Questo sito non offre consigli legali. Le risposte fornite si limitano a delle prime sommarie informazioni per cercare di aiutare quanti sono disturbati dall'inquinamento fonico quale fattore di rischio per la salute delle persone. Dei fatti descritti dai lettori non può essere garantita la veridicità.

 

rilassarsi con la musica... »musicamente

Disturbo quiete pubblica

28.07.2017

Spett.le Redazione,

in un locale sottostante le nostre abitazioni ha aperto un bar ristorante che sin dall'inizio dell'attività ha creato una serie di problemi, scarico dell' immondizia, rumore dei condizionatori, esalazioni puzzolenti dalla canna fumaria, ecc. ma il problema maggiore si creato quando hanno chiesto ed ottenuto una occupazione di suolo pubblico. Il servizio ai tavoli viene proseguito ben oltre le ore 24, di solito fino alle 2 a volte fino alle 3 con grandissimo disturbo della quiete pubblica.

Il Comune lo scorso anno ha emanato un ordinanza in merito alla quiete pubblica ma riguarda solo le attività di intrattenimento e non fissa alcun limite per le normali attività di somministrazione, inoltre nella stessa ordinanza viene fatto divieto di consumo di alcoolici nelle pubbliche vie dopo le ore 24. A nulla sono valse segnalazioni ed esposti a Polizia Municipale e Carabinieri, abbiamo chiamato i Carabinieri in diverse occasioni per segnalare il fatto, hanno effettuato un paio di sopralluoghi trovando decine di persone tranquillamente sedute a consumare alcoolici ma nessuno di loro è stato identificato e/o diffidato, al gestore non è stato addebitato alcunché e non c'è stato alcun seguito.

Come possiamo muoverci?

Ringrazio anticipatamente.

 

V.L.

» la risposta della Redazione

 

Feste patronali e zero tutela degli abitanti?

22.07.2017

Spett.le Redazione,

per chiedere gentilmente un consiglio. Abito in un quartiere dove ogni anno si svolge una festa patronale in questi giorni della durata continuativa di dieci giorni. Parrebbe che, come ogni anno anche quest'anno, il comune abbia autorizzato la deroga alle attività rumorose per questi dieci giorni fino alle 24.00 di ogni giorno, ovviamente compresi i feriali.
Le emissioni sonore durante i concerti sono rumorose al punto tale che a porte e finestre chiuse (d'estate non è il massimo) ci sono ancora vibrazioni molto forti e si può chiaramente percepire le parole dei cantanti. Si tratta di un quartiere residenziale dove abitualmente non ci sono che case.

L'anno scorso avendo provato ad interpellare il comune ci è stato seccamente risposto che loro avevano chiesto questa deroga e che il comune gliel'aveva concessa. Punto stop.

A questo punto chiedo gentilmente se sapete se il quartiere - popolato da gente che lavora, anziani e bambini molto piccoli - può essere tutelato e da chi - o se semplicemente deve subire quest'attività che per dieci giorni risulta lesiva al benessere psicofisico degli abitanti perché il comune non se ne cura.

Ringrazio anticipatamente per un vostro gentile riscontro.

 

A.L.

» la risposta della Redazione

 

Piscina comunale rumorosa

15.07.2017

Spett.le Redazione,

vivo in un paese in collina in provincia di Prato. Da alcuni anni i miei vicini ed io abbiamo riscontrato un aumento dell'attività rumorosa della piscina comunale, costruita nell'alveo del fiume Bisenzio anni fa e a poca distanza dalle abitazione (circa 30-40 metri) in un anfiteatro naturale che amplifica notevolmente i rumori alle nostre abitazioni.

Fino al 2014 l'attività della piscina si è svolta senza troppi disturbi e soprattutto senza riproduzione di musica all'esterno che, data la conformazione del sito, viene notevolmente amplificata. Dal 2014, cambiata l'Amministrazione comunale, gli stessi gestori privati, hanno avviato con la riproduzione di musica durante la giornata, una festa che si è protratta fino alle 3 di mattina e numerose serate fino a mezzanotte e oltre.

Abbiamo segnalato al Sindaco più volte e nel corso degli anni, il nostro disagio, dovuto sì all'intensità della musica che si somma al rumore prodotto dai bagnanti, ma soprattutto alla CONTINUITA' del disagio che si svolge dalle 9 la mattina alle 19 la sera di tutti i giorni per quasi 3 mesi consecutivi del periodo estivo. Abbiamo chiesto al Sindaco di intervenire per chiedere ai gestori privati del bene pubblico di evitare la riproduzione di musica all'esterno che provoca disagio ai residenti e non è indispensabile all'attività che la piscina svolge: non c'era gli anni precedenti e la gente ci andava lo stesso.

Nonostante le segnalazioni e le "rassicurazioni" pro-forma del Sindaco, la situazione peggiora anno dopo anno per cui abbiamo l'impressione che il Sindaco non abbia interesse a tutelare i propri cittadini ma sia a favore dell'ente gestore, con personale proveniente da Prato, che pare gestisca la piscina pubblica come una proprietà privata (dimostrato questo da feste serali del 2015 non autorizzate dal Comune data l'assenza di documenti consultabili e per il fatto che tali gestori possano chiudere al pubblico la piscina per lo svolgimento di eventi privati senza alcun controllo da parte dell'Amministrazione).

Non potendo rivolgerci più al Sindaco (e quindi all'ARPA né ai vigili urbani), dato che è inutile, volevamo capire se e come possiamo essere tutelati contro tale abuso.

Ringraziamenti e saluti.

 

Andrea

» la risposta della Redazione

 

Latrati notturni

08.07.2017

Spett.le Redazione,

Vi scrivo in merito alla situazione che da tempo ormai sono costretti a tollerare i miei genitori. Abitano in un appartamento al secondo piano di un palazzo di quattro piani totali. Dall’altra parte della strada vive, in una villetta con un cortile esterno e un giardino, un signore che possiede un gallo, una gallina ed un cane, il quale vive esclusivamente all’esterno. Questo cane ogni notte, all’incirca verso le ore 3.00 del mattino, incomincia sistematicamente a latrare in modo ininterrotto, di tanto in tanto fermandosi per pochi minuti, per poi ricominciare indispettito per ore.

Il problema è che, mentre nelle camere che si affacciano sul giardino del palazzo, dalla parte opposta della strada, il rumore sia quasi impercettibile, nella camera dei miei genitori, che è la più esposta sulla strada, il latrato si sente come se il cane stesse abbaiando in casa. Aggravante è che il cane stia fuori la notte sia d’inverno che d’estate ma, mentre durante l’inverno si può arginare un po’ il fastidio chiudendo tapparelle e finestre, anche se non in maniera soddisfacente, perché l’abbaiare del cane è davvero incessante, fastidioso e assordante, d’estate è impossibile dormire con la finestra semi aperta per questo motivo.

I miei genitori sono esausti; entrambi medici ospedalieri con orari già di per sé stressanti, hanno provato a chiedere al padrone se potesse evitare di tenere il cane fuori la notte o quantomeno insegnargli a non abbaiare in quel modo nelle ore notturne, ricevendo in cambio una risposta sgarbata, della serie ‘’il cane fa tutto quello che vuole quando vuole’’.

Per legge so che i proprietari dell’animale devono ridurre al minimo le occasioni di disturbo e prevenire le possibili cause di agitazione dell’animale stesso, soprattutto nelle ore notturne, in quanto in caso contrario, fatti gli accertamenti necessari, scatta il reato di disturbo delle occupazioni notturne o del riposo delle persone. Purtroppo per la disposizione degli altri appartamenti e delle relative zone notte, la camera più colpita è esclusivamente quella dei miei genitori, per cui non sarebbe possibile denunciarlo come disturbo della quiete pubblica, anche se l’abbaiare del cane supera decisamente la soglia della normale tollerabilità notturna, rendendo talvolta impossibile il sonno.

Quale sarebbe la soluzione più adatta da adottare, posto che purtroppo il dialogo con alcune persone è, se non inutile, impossibile?

Vi ringrazio per la gentile attenzione. Cordiali saluti.

 

Elena

» la risposta della Redazione

 

Disturbo da passaggio treno alta frequentazione

24.06.2017

Spett.le Redazione,

abito nella zona Nord di Roma, all'interno del parco Arrone-Galeria accanto al Parco di Veio. E' una zona molto verde, ma sopratutto molto silenziosa. La strada più vicina è la via Cassia ad almeno 250 metri in linea d'aria.

Il comprensorio, però, è letteralmente circumnavigato dalla linea ferroviaria Regionale Roma-Cesano-Viterbo ad alta frequentazione. Questo significa che dalle ore 6 alle ore 23 c'è un passaggio di treni mediamente ogni 10 minuti.

La ferrovia è a circa 200 metri (ad occhio), ma il silenzio della zona, la totale assenza di ostacoli e la conformazione a curva che sembra avere il fuoco geometrico proprio sul gruppo di case dove abito, genera un disturbo veramente esagerato, da dover interrompere le comunicazioni a voce a breve distanza, poiché di alto volume ed anche prolungato nel tempo, prima di abbassarsi per poi scomparire. In pratica, si riesce a sentire il treno prima che arrivi, durante il transito e dopo che è scomparso per ancora diversi secondi.

Esiste una normativa speciale per questo tipo di situazioni? Magari in relazione al parco nel quale è inserito il consorzio.

Grazie per il vostro supporto.

 

Gianluca

» la risposta della Redazione

 

Schiamazzi di un bar vicino di casa

10.06.2017

Spett.le Redazione,

ho un problema di forti rumori provenienti da un bar in affitto. Mi spiego meglio, il bar in questione è all'interno del mio contesto abitativo, attaccato alla mia abitazione (dove ci sono le stanze da letto) e ha uno piccolo spazio all'aperto con sedie e ombrelloni che confina con il mio cortile di ingresso. Dove abito è un grande casolare a due piani che è stato diviso: la mia proprietà, all'interno del medesimo c'è un altro proprietario mio fratello e una terza parte c'è il bar in questione. La mia abitazione è in una zona commerciale.

Il problema è che non rispettano gli orari di chiusura settimanale e quello di chiusura per legge alla domenica. Ogni giorno c'è musica ad altissimo volume (esempio il proprietario fa il conto alla rovescia e finito il conto mette la musica al massimo del volume, e poi tutti i clienti urlano e fischiano forte insieme a i due gestori), in poche parole sono i due gestori a incitare i clienti ad esultare con urla e fischi (hanno pure dato a loro "in dotazione" una campana da suonare accompagnate sempre da urla forti).

A lamentarci non siamo solo noi, ma la musica è talmente forte che si è anche un po' lamentato un altro vicino di casa. Il bar non è molto grande ma ogni mercoledì e sabato sera c'è talmente tanta gente che stanno ammassati dentro il locale, fuori nello spazio aperto e al secondo piano (la gente resta fuori dal balcone da quanta gente c'è!! Immaginate il caos).

In tredici anni che abitiamo qui non abbiamo mai avuto problemi con gli scorsi gestori del bar (tutti chiudevano alle 18 e non si sentiva per niente la musica). Inoltre molte volte restano fino alle 23:45/00:00 nello spazio all'aperto a cantare a squarciagola canzoni (probabilmente ubriachi). Io per lavoro faccio turni, tra cui spesso le notti ed è mio diritto riposare e rilassarmi a casa mia (questa situazione che è degenerata ultimamente a provocato molto stress a me e alla mia famiglia).

Questi che ho descritto sono i problemi di entità maggiore. Quello che vi chiedo è come agire per vie legali o come muovermi in comune per risolvere la questione (presumo che il bar non sia neanche a norma per via di come si sente forte la musica e le voci dall'altra parte della parete). Perché nonostante siamo andati a parlarci e lamentarci, continuano a comportarsi in questo modo. Vi ringrazio in anticipo per i consigli e la vostra risposta.

Cordiali saluti.

 

Debora

» la risposta della Redazione

 

Azienda distributrice di freschi

27.05.2017

Spett.le Redazione,

abito da più di trent’anni in una casa singola in periferia insieme alla mia famigli tra cui quattro bambini piccoli. Fino a tre anni fa si viveva bene, poi vicino alla nostra casi ci si è trasferita una ditta di distribuzione freschi e da allora il putiferio. La ditta è composta da più di 80 camion e da quelli esterni che vengono a caricare e scaricare sia di giorno che di notte, è un continuo rumore di celle frigo, di retromarcia di camion e muletti, il giorno si resiste ma di notte no. Poiché tra la nostra casa e la ditta c’è una strada chiusa, tante volte i camion parcheggiano lì (soprattutto la domenica e i giorni festivi) sotto le nostre finestre siamo costretti ad uscire e farli spostare.

Abbiamo parlato tantissime volte con il proprietario chiedendogli un po’ di rispetto almeno di notte (di non suonare il clacson dei camion per farsi aprire, ma di scendere, di accendere il meno possibile le celle frigo, ma rispondono che per loro è lavoro!). Sempre per via agevoli abbiamo fatto un controllo fonometrico dal quale risulta un eccessivo sbalzo tra giorno e notte, con questi dati siamo tornati dal proprietario il quale promette ma poi niente ci sta proprio prendendo in giro!

La scorsa estate dopo l'ennesima nostra lamentela ha installato delle colonnine per l’elettricità in modo tale da non tener accesa la cella frigo ma di attaccarci i camion, ma queste ancora non sono attive. Non ce la facciamo più, la notte non si riposa i bambini di continuano ci chiedono cos’è questo rumore, d’inverno con le finestre chiuse un po’ si respira ma eccoci arriva un'altra estate e non sappiamo più cosa fare.

Ci potete dare qualche consiglio, dobbiamo andare per via legali? Noi ci dobbiamo vivere giorno notte estate inverno!

Ringrazio anticipatamente per l’attenzione prestata.

Cordiali saluti.

 

Sabrina

» la risposta della Redazione

 

Rumori molesti in condominio

29.04.2017

Spett.le Redazione,

in primo luogo, mi dispiace per il mio povero italiano, parlo inglese. Spero sia comunque chiaro da capire. Ho un problema con il mio vicino che vive al piano superiore che sta' utilizzando le scarpe di legno o pantofole che fanno un forte rumore durante la notte. In aggiunta al suono forte della TV fino nelle ore tarde della notte.

Ho parlato con lui, così come con l'amministratore e proprietario della casa. Tuttavia, ha risposto in un brutto modo per tutti noi, dicendo che questa è la mia casa e non può controllare in casa mia. Ho chiamato il Carabinieri durante il tempo del rumore a tarda notte, sono venuti e hanno sentito il rumore e poi hanno tentato di andare a parlare con queste persone. Tuttavia, non hanno aperto la porta per la polizia. il poliziotto si è arrabbiato e mi ha detto che queste sono persone cattive, e si dovrebbe andare a fare Polizia denuncia. Questo è stato più di tre mesi fa, ho cercato di evitare di avere problemi con loro, ma stanno aumentando il rumore e ora sia mia moglie sentiamo male per disturbi del sonno.

Sono andato alla polizia per fare una denuncia, ma l’uomo mi ha chiesto di fare esposto, non denuncia. La prego di guidare il modulo corretto che posso usare per questo o cos'altro mi consigliate di fare per risolvere questo problema.

 

Ahmed

» la risposta della Redazione

 

Problema schiamazzi notturni

08.04.2017

Spett.le Redazione,

Vi scrivo per portare alla Vostra gentile attenzione un problema che ormai da un anno affligge me ed i miei vicini. Abito in un piccolo borgo della campagna toscana. A febbraio 2016 è stato aperto nella piazza su cui affaccia anche la mia casa in pieno centro storico; un bar provvisto di macchine automatiche per l'erogazione 24h su 24 di bevande, snack, e merendine.

Tale attività ha purtroppo portato, come era facile prevedere visto il tipo di frequentazioni che purtroppo insistono nella cittadina in cui vivo, un degrado incredibile. Infatti tale attività ha cominciato ed essere utilizzata come punto preferito di ritrovo di tutta una serie di bande di ragazzi in un'età compresa fra i 10 ed i 20 anni che puntualmente trasformano tale piccola piazzetta in una discoteca a cielo aperto dove; fra schiamazzi ed urla di ogni genere, musica (principalmente da cellulari ma non è mancata la presenza di auto dagli impianti modificati durante il periodo estivo), lanci di bottiglie, pallonate ed ovviamente violazione del decoro della piazza con immondizia e cartacce lasciate ovunque; la situazione sta' diventando davvero invivibile. Aggiungo che inoltre il proprietario ha la pessima abitudine di provvedere al rifornimento di tale apparecchiature in orari spesso antesignani (è stato visto anche all'1 del mattino) con conseguente disturbo alla quiete pubblica determinato dalla movimentazione del materiale necessario alle ricariche.

Sono state fatte segnalazioni ed esposti alla polizia municipale, al comune ed all'ARPAT, ma fino'ora nessuno dei nostri tentativi ha prodotto alcun risultato (le testuali parole dell'ARPAT sono state, cito la relazione che mi è stata consegnata "per la rumorosità prodotta dal chiacchiericcio degli avventori che stazionano all'esterno del bar automatico, su area pubblica, non sono applicabili i valori limite differenziali di immissione diurni e notturni e che il relativo problema può essere risolto solo con adeguati provvedimenti di ordine pubblico").

Ora che cosa possiamo fare? Posto che la situazione non accenna a migliorare ci sono altre forme di intervento che possiamo richiedere per interdire il locale e farlo chiudere? (unica soluzione davvero risolutiva) Vi ringrazio per la gentile attenzione.

Cordiali saluti.

 

n.d.

» la risposta della Redazione

 

Rumore da frigoriferi. Macchinari di un supermercato

01.04.2017

Spett.le Redazione,

volevo porVi un quesito riguardo a rumori e vibrazioni provenienti da un supermarket che ha sede al piano terreno del palazzo dove mi sono trasferito da qualche mese. Abito in una zona residenziale mista ad uffici e qualche attività commerciale (centro storico di grande città, casa primo 900 di quattro piani), dove il silenzio notturno ritengo debba essere totale.

Il supermercato di medie dimensioni, da tempo presente in loco, è posto all’angolo della via. La mia stanza da letto è al terzo piano e non esattamente sopra il locale commerciale, bensì spostata di circa una decina di metri dall’ultima vetrina dello stesso. Al di sotto di ogni vetrina è posta una grata che comunica con i locali cantina dove il gestore ha posizionato i motori dei frigoriferi (e immagino quelli di altri macchinari) che sono sempre accesi ad intermittenza (ovvero ogni tanto per un po’ di minuti sembrano fermarsi ma riprendono subito dopo perché il motore deve costantemente lavorare per abbassare la temperatura interna).

Le griglie sono quattro ed emettono un suono continuo e a tratti spezzato, come un’auto che accelera e frena (quel classico mmmmm wuuuuu mmmmmm wuuuuu) che di giorno risulta tollerabile e coperto dai rumori delle auto che transitano in zona (poche peraltro), ma che di notte tende a penetrarmi nella testa, anche perché è continuo, con intervalli di silenzio di qualche minuto che lo rendono ancora più insopportabile.

E’ evidente che abitando al terzo piano, con gli infissi dotati di doppi vetri, percepisco una vibrazione continua, una sorta di rumore di fondo, nulla di assordante. Passando a piedi lungo la via ho misurato con un’applicazione installata sullo smartphone e mi risultano al piano strada sulle grate circa 55/60 dB. La via è molto stretta e corta, quindi funge da cassa di risonanza, per cui nel silenzio notturno, se apro la finestra (e d’estate dovrò sicuramente farlo) sembra che stia passando un transatlantico, tanto più che pare che i motori facciamo vibrare tutto il locale in cui sono stipati.

Non ho ancora chiesto a nessuno degli altri condomini che abitano da tempo al primo o al secondo piano come possano riposare però nel frattempo vi faccio partecipi delle mie perplessità perché devo riconoscere che il rumore che percepiamo in casa non è per nulla forte (si può dire che in camera da letto regni il silenzio) ma come dicevo un ronzio – vibrazione continuo che quasi tutte le notti ci sveglia e "entra" in testa. Sarà sufficiente a superare la soglia limite? Certo che posizionandosi alla fonte (sopra le griglie) per poter riuscire a conversare è quasi necessario urlare… Mi conviene parlarne con l’amministratore?

RingraziandoVi anticipatamente per l’attenzione prestatami Vi saluto e Vi auguro buon lavoro.

 

Paolo

» la risposta della Redazione

 

Disturbo serale, degrado, alcool

04.03.2017

Spett.le Redazione,

vorrei porVi un quesito a cui nessuno riesce a dare sfogo, e cioè: nella zona ove abito insistono piccoli market gestiti da stranieri che rimangono aperti fino a tardi. Questo genera bivacco dal pomeriggio alla sera di gente straniera ed italiana che beve alcol appoggiati su portoni, macchine, seduti su marciapiedi etc., etc.. Situazione sicuramente contraria al decoro urbano ed ai principi costituzionali.

Durante il periodo dell'ordinanza anti-alcol la situazione migliora di molto, ma solo di sera poiché vieta (però solo in alcune vie) la vendita dopo le 22.00 a tali esercizi e vieta (importante) il consumo di alcool per strada.

Quello che mi domando non è tanto se si può vietare dopo una certa ora la vendita tutto l'anno di alcol a questi esercizi, questo perché c'è la liberalizzazione voluta da Bersani, ma mi chiedo esiste qualche norma a cui appigliarsi per vietare il consumo di alcol per strada (quindi in zone non adibite al consumo di alcol come bar o pub, evitando cosi alla fonte il bivacco e tutto il degrado che ne consegue? Che voi sappiate negli altri paesi europei come si regolano?

Grazie mille dell'attenzione.

 

Francesco

» la risposta della Redazione

 

Rumore da servizio igienico

11.02.2017

Spett.le Redazione,

nell’appartamento sovrastante il mio è stato aggiunto il cosiddetto secondo bagno il quale è stato posizionato opposto al primo, cieco in fondo al corridoio dove a destra c’è la cucina con porta finestra nel cortile e a sinistra una camera da letto che da sulla via. Questo piccolo vano a suo tempo era una dispensa, e fa parte della cucina.

Lamento il rumore che si propaga per tutto l’appartamento di 130 mq dal motore che viene azionato e anche quello originato da ognuno che se ne serve! La doccia poi è uno scroscio d’acqua che sembra ricevere sopra la testa. Pur essendo al piano sopra è come averlo nella mia cucina, è davvero per me intollerabile. Pago un affitto non da poco e penso che non sia stato installato a norma.

Desidero sapere se posso pretendere che si provveda invocando qualche articolo o norma...Grazie.

 

Francesca

» la risposta della Redazione

 

Rumore impianto di climatizzazione interno all'interno dell'abitazione

11.02.2017

Spett.le Redazione,

Anche io, come molti, avrei necessità di un Vostro parere in merito ad un tema di acustica. Il quesito è il seguente:

Nell’ambito della progettazione e realizzazione di un impianto di climatizzazione autonomo, esiste un limite sonoro massimo da garantire all’interno dello stesso appartamento a cui l’impianto è asservito? Ovvero, nel momento in cui compro un immobile da un costruttore, se il condizionatore autonomo (split canalizzato) produce e diffonde rumore all’interno delle stanze del mio appartamento, posso fare rivalsa sul costruttore, richiamando dei limiti di legge (qualora questi esistano)?

Ringrazio anticipatamente e saluto cordialmente.

 

Paolo

» la risposta della Redazione

 

Rumore da asciugatrici di lavanderia a gettone

11.02.2017

Spett.le Redazione,

volevo porVi un quesito in merito ai rumori provenienti dalle macchine asciugatrici di una attività commerciale di lavanderia a gettone di nuova costituzione, nel condominio in cui risiedo. Gli orari di questa lavanderia sono dal lunedì alla domenica dalle 8.30 alle 21.00. Da quando è stata aperta questa attività, il rumore prodotto dalle macchine asciugatrici è tale che mi impedisce di soggiornare nel mio appartamento posto al primo piano. Il rumore è molto forte e si propaga oltre che all'esterno verso il cortile condominiale, sia all'interno con effetto cassa di risonanza. Ho fatto presente all'amministratore di condominio il problema il quale ha girato la mia lamentela al proprietario del locale e di seguito al gestore dell'attività. Ho chiesto loro se erano state effettuate le rilevazioni fonometriche da parte del Comune di Milano per autorizzare l'attività, ma per tutta risposta il gestore della lavanderia mi ha inviato le schede tecniche delle asciugatrici e lavatrici. Glissando la mia richiesta circa l'ottenimento del permesso.

Ho insistito con l'amministratore del condominio affinché provvedesse a fare denuncia presso il Comune per inquinamento acustico, al fine di fare intervenire l'Arpa per le opportune rilevazioni, ma la risposta è stata che poiché sono stata l'unico condomino a lamentarmi, loro non fanno nulla, inoltre secondo loro l'Arpa chiederebbe un contributo per detta operazione, quindi dovrebbero indire una assemblea per avere l'autorizzazione dagli altri condomini. In realtà anche i negozi adiacenti avvertono il rumore perché le apparecchiature sono state collocate senza alcun isolamento, ma essendo loro in affitto e il proprietario del locale è anche il proprietario di tutti i negozi esistenti nel condominio, preferiscono non esporsi.

Conclusione, il problema per loro non sussiste e rimane mio l'onere di procedere presso le autorità competenti. Nel frattempo io sono costretta a vivere presso altro domicilio perché il rumore è veramente insopportabile. Come posso agire per ottenere che il locale venga insonorizzato?

Grazie per un cortese riscontro.

 

Ivana

» la risposta della Redazione

 

Disturbo da parco pubblico sotto condominio

21.01.2017

Spett.le Redazione,

abito in un condominio la cui recinzione confina con un giardinetto pubblico.

Principalmente vorrei richiedere le seguenti cose:

- tenuto conto della frequentazione molto rumorosa di bande di ragazzini che urlano a tutte le ore del giorno e della notte, in quale maniera possiamo tutelarci? Arrivando ad ondate per 30/40 minuti circa non è possibile far rilevare con precisione e tempismo il livello di deciBel;

- esiste una legge che regolamenti la distanza minima tra un'abitazione ed un giardino pubblico? Nel nostro casa la prima altalena è circa 3 metri in linea d'aria dal mio balcone ed il giardino stesso confina con la recinzione condominiale.

Grazie mille per la collaborazione.

 

Federico

» la risposta della Redazione

 

Rumore prodotto dalle attività di scarico merce di un supermercato

21.01.2017

Spett.le Redazione,

mi sono trasferita a febbraio in una piccola palazzina composta da 5 appartamenti, solo 3 occupati. Solo il mio appartamento affaccia su un cortile in comune con un supermercato.

Tutti i giorni dalle 6:00/6:30 del mattino arrivano i camion che scaricano la merce con muletti e carrelli e vanno avanti per molto tempo. Una volta terminato il giro dei fornitori la merce viene sistemata con dei carrelli metallici molto rumorosi che vengono spinti su uno sterrato.

L’amministratore si vuole togliere dall’incarico e anche se ho provato più volte a comunicare questo mio disagio non ho ricevuto alcuna collaborazione.

Per quanto mi riguarda basterebbe che la merce venisse scaricata nell’ingresso principale del supermercato, lontano da abitazioni e che vengano sostituiti i carrelli metallici con carrelli di plastica, gommare le gomme di esse e mettere delle piastrelle di gomma come rivestimento del cortile. Il rumore termina alle 20 con la chiusura del supermercato.

Secondo voi è possibile mettere fine a tutto questo in determinati orari?

Grazie mille e cordiali saluti.

 

Sonia

» la risposta della Redazione

 

Rumore persistente della caldaia condominiale centralizzata

10.01.2017

Spett.le Redazione,

circa 4 anni fa io e mio marito abbiamo aderito all'acquisto di una casa in costruzione a Milano, città dove abbiamo sempre vissuto. La Cooperativa promotrice del progetto si è rivelata, fino ad ora, un'entità del Territorio seria e di buona qualità. Nonostante questo i problemi possono verificarsi e nel nostro caso si tratta della centrale termica del condominio. Questa si trova posta al primo piano interrato, sotto l'appartamento a piano terra attiguo al nostro e in minima parte anche sotto la nostra area giorno. Come per tutte questo tipo di iniziative, aderimmo sul progetto grafico e sul capitolato di massima.

Sulla piantina che riguardava il nostro appartamento e relativa porzione di giardino privato di pertinenza, era visibile anche una parte dell'appartamento adiacente al nostro, davanti il cui giardino privato si vedeva il disegno di una piccola struttura comune ( sembrava una piccola scalinata) che nessuno ci disse cosa rappresentasse e neppure noi chiedemmo subito cosa fosse, un po' perché si trattava della nostra prima esperienza di casa in costruzione e un po' perché concentrati su molti altri aspetti.

Dopo circa un anno, dopo che il rustico era stato iniziato e che erano avvenuti altri incontri, fu chiaro che si trattava delle scale all'accesso al locale centrale termica. Preoccupati per l'eventuale rumore che avrebbe provocato, chiedemmo informazioni al direttore dei lavori. Questi ci spiegò che avrebbero fatto in modo di costruire il parapetto di tale accesso in modo da ridurre gli eventuali rumori percepiti stando all'esterno. Sembrava esclusa la possibilità di poter sentire rumore dall'interno dell'appartamento.

L'appartamento ci fu consegnato a fine luglio del 2015 ma il nostro trasloco è avvenuto a luglio di quest'anno, per ragioni di completamento di lavori da farsi dopo la consegna e che non hanno influito minimamente sulla centrale termica del condominio.

In questo modo, pur non vivendoci, abbiamo frequentato molto l'appartamento nel periodo tra la consegna e il nostro trasloco. Questo ci ha permesso di sperimentare e osservare molti aspetti del nuovo appartamento, condominio compreso. Il quartiere lo conosciamo già perché ci viviamo da anni.

Ci siamo così accorti che, dopo l'accensione del riscaldamento nell'ottobre dell'anno scorso, abbiamo iniziato a sentire un rumore continuo, giorno e notte, percepito come frequenze medio-basse. Tale rumore è molto più forte al primo piano interrato, sotto al nostro appartamento, dove si trovano una parte delle cantine della Scala dove viviamo e che confinano con il locale della centrale termica. Sul soffitto dei corridoio delle cantine viaggiano le varie tubazioni necessarie agli impianti. Durante tutta la stagione di spegnimento del riscaldamento non abbiamo mai sentito il rumore sopra descritto, che però è riapparso dopo l'accensione del riscaldamento avvenuta a metà del mese scorso.

Verso novembre dell'anno scorso, facemmo presente il problema alla Cooperativa che dispose delle rilevazioni acustiche con l'impresa costruttrice, eseguite a metà gennaio.

Dopo vari mesi la Cooperativa ci inviò una lettera con cui ci informava di aver ricevuto dall'Impresa la relazione del tecnico acustico in merito alla rilevazione avvenuta nel nostro appartamento e che l'Impresa avrebbe eseguito gli interventi correttivi da esso proposti. Non erano specificati né i valori misurati e neppure quali fossero gli interventi preposti, nonostante avessimo chiesto di comunicarceli. Abbiamo poi saputo, solo informalmente, che il valore massimo misurato fu di 27 dB(A) e che uno degli interventi fatti è stato fatto prima della riaccensione del riscaldamento ed è consistito nell'ammortizzare i punti di contatto tra i macchinari componenti la caldaia e i muri del locale. Questi sarebbero stati spostati di un centimetro e negli spazi creati sarebbe stato inserito un pannello fonoassorbente(?) o antivibrazioni (?).

Non è stata fatta la rilevazione del "rumore di fondo" del nostro appartamento con il riscaldamento spento, nonostante lo avessimo proposto come idea ragionevole. Quindi ci manca il valore di quello che ho capito si chiami "tono puro".

Dopo questa lunga premessa, spero per voi utile a capire la situazione e non tediosa, vi chiedo gentilmente consiglio sui seguenti punti.

1) Quali consigli potreste darci al fine di far emergere il rumore durante la rilevazione acustica di questa settimana, che secondo noi non è diminuito dalla rilevazione precedente? Altri consigli per una "buona rilevazione"? Sicuramente spegneremo tutti i dispositivi al fine di riportare la situazione di base il più possibile uguale a quella esistente durante la prima rilevazione acustica.

2) nel caso ci dicessero che i risultati di tale rilevazione fossero "nella norma", come potremmo dimostrare che, perlomeno per noi, il rumore è rimasto invariato rispetto la prima rilevazione?

3) come potremmo tutelare il nostro riposo? Infatti ci siamo accorti che questo rumore persistente e con frequenze medio-basse, aumenta la nostra stanchezza mentale. Di giorno si somma agli altri rumori e dispositivi che però cessano praticamente completamente alla sera. Tra l'altro la zona è molto tranquilla.

Fiduciosa in vostro gentile riscontro, ringrazio e invio cordiali saluti.

 

Emanuela

» la risposta della Redazione

 

Motori frigo Supermarket

24.11.2016

Spett.le Redazione,

volevo porvi un quesito riguardo rumori provenienti dal vicino supermarket. Abito in una zona residenziale, dove fino a pochi mesi fa il silenzio notturno era totale.

Da aprile di quest'anno ha aperto un supermercato di medie dimensioni, in cui sopra il tetto sono stati posizionati dei "motori" per il refrigeramento delle celle e dei banchi frigo. Emettono un suono continuo (quel classico mmmmm più volte descritto) che di giorno risulta tollerabile, ma che di notte tende a svegliami (come altre persone nel condominio)
Anche perché è continuo tutta la notte, con intervalli di silenzio di circa 1 minuto che rendono ancora più insopportabile il rumore.

L'amministratore ha di recente inviato una raccomandata con la richiesta di interporre dei pannelli o comunque silenziare questo gruppo motori, dopo che aveva già telefonato perché la proprietà provvedesse (ma non si sono visti interventi).

Il prossimo passo sarà una querela al comune che, essendomi già informato, manderà l'Arpa a fare i rilievi.

La mia domanda e le mie preoccupanti perplessità riguardano proprio questa questione: devo riconoscere che il rumore emesso e che percepiamo in casa non è assordante (vedi traffico, pub sotto casa, etc.) ma come dicevo un ronzio continuo che quasi tutte le notti ci sveglia e "entra" in testa impedendoci il più delle volte di riaddormentarci.

Sarà sufficiente a superare la soglia limite? essendo il rumore di fondo praticamente nullo, quanto valgono 3 dB per il superamento della soglia? Mi preoccupa il fatto che se questo non avvenisse sarei/saremmo condannati a subire questo disturbo per tutti i nostri prossimi anni. C'è un esempio materiale di quanto "sono" 3 dB?

Vi ringrazio per l'attenzione e vi saluto.

 

n.d.

» la risposta della Redazione

 

Feste private all'aperto

24.11.2016

Spett.le Redazione,

da qualche anno mi sono trasferita in un'abitazione poco distante dal paese in zona di campagna con media densità abitativa. Purtroppo ho dovuto riscontrare che due delle ville nei pressi della mia abitazione organizzano spesso feste all'aperto, senza alcun rispetto degli orari né dei limiti di rumore.

Ho provato a mettermi in contatto col proprietario di una delle due ville dal quale ho appreso che, non abitandovi, la concede in uso a chi volesse organizzare feste. A fronte di sue rassicurazioni gli schiamazzi e la musica, talmente alta da poter essere sentita chiaramente dalla mia camera da letto anche a finestre chiuse, si è protratta sino alle 2:00 di notte ed è terminata solo a fronte di un nostro intervento nei confronti degli organizzatori.

Vorrei capire quali strumenti ha a disposizione il cittadino per tutelare il proprio diritto al riposo ed alla tranquillità, spesso chiamare le forze dell'ordine non porta a nulla, dal momento che nella maggior parte dei casi consigliano una risoluzione tra le parti senza il loro intervento.

L'intervento delle forze dell'ordine va sempre richiesto? Oppure è possibile procedere con esposto?

Grazie per il cortese riscontro.

 

Elisa

» la risposta della Redazione

 

Tractor-show da incubo

24.09.2016

Spett.le Redazione,

da 4 anni viene organizzato per una domenica (ormai un week-end) metà settembre un cosiddetto Tractor-Show all’interno di un comune (RE) su un campo libero, lungo una strada principale, di fronte alla nostra villetta a schiera.

Due anni fa mi ero rivolta all’ARPA (ente regionale di protezione ambientale) per le molestie acustiche causate dal suddetto “Tractor-Show”. Il sollecito eseguito cortesemente da parte dell’ARPA nei confronti del Comune di non superare i decibel tollerabili non ha avuto nessun seguito.

L’anno scorso il nuovo sindaco del Comune mi ha convocata sotto il pretesto di rimediare al disagio acustico in suddetta occasione. Ma è stata una beffa perché “l’evento” si è protratto fino alle due di notte di domenica a lunedì - malgrado tre chiamate da parte mia ai carabinieri dopo mezzanotte - senza esito.

Il rumore causato dai trattori ma soprattutto dai bassi della trasmissione radio locale in diretta, facevano tremare le finestre e penetravano le vetrate doppie chiuse e le saracinesche abbassate. Neanche con i tappi negli orecchi si riusciva a dormire. L’indomani avevo un forte mal di testa ed una rabbia indescrivibile di esser diventata preda di gente incivile.

In questi giorni il campo viene continuamente trasformato in “pista” e già stasera tardi si sentono le prime “prove” di trattori.

Visto che la notte di domenica a lunedì (18/19 settembre) non possiamo spostarci e dormire in un albergo perché l’indomani i miei figli e io dobbiamo andare a scuola (sono insegnante), Vi preghiamo di farmi sapere a chi posso rivolgermi la sera stessa per impedire un altro tractor-show da incubo per noi.

Distinti saluti.

 

Gerda

» la risposta della Redazione

 

Schiamazzi al parco

05.09.2016

Spett.le Redazione,

per prima cosa voglio ringraziarvi per aver creato questo sito che ha ampi spazi informativi e può aiutare a risolvere (spero vivamente) qualche problema legato all’inquinamento acustico.

Vivo oramai da otto anni davanti a un parco comunale, naturalmente quando io e la mia famiglia abbiamo scelto di venire a vivere qua eravamo consci della presenza del parco e del probabile rumore da esso derivato. In tutti questi anni non ci sono mai stati grandi problemi acustici, tuttavia dall’estate scorsa, la sera è impossibile vivere in casa. Le uniche stanze che non danno sul parco sono la cucina e il bagno, luoghi di rifugio, oramai, per chi la sera vuole studiare.

Durante il giorno è facile adattarsi, tutto sommato si è spesso fuori casa o comunque (parlo nel mio caso) si impara a studiare negli orari in cui il parco è deserto. Il problema si presenta la sera, dalle 21:30 circa alle 23:30/00:00. Infatti da un paio di anni, intorno a questo orario, si ritrovano al parco delle famiglie con bambini/ragazzi e cani, il problema nasce dagli schiamazzi, dalle urla e dai latrati che accompagnano il loro arrivo.

Siamo tutti consci che ci vuole pazienza in queste situazioni, ma tutto diventa molto stressante se alle 23:30 i bambini/ragazzi giocano a rincorrersi urlando e incitando i cani ad abbaiare, con i genitori che chiacchierano tranquilli non rendendosi conto del terribile baccano che deriva da questi giochi. La situazione è diventata snervante, siamo costretti a chiudere tutte le finestre e sperare che vado via presto in modo da poter riaprire e respirare un po’ di aria fresca.

La nostra domanda è molto semplice: è possibile fare qualcosa?

Cordialmente.

 

Claudia

» la risposta della Redazione

 

Passaggio mezzi pesanti in centro abitato

05.09.2016

Cordiale redazione,

Vi scrivo per esporvi il mio problema e chiedervi consiglio. Sono andato da qualche mese ad abitare con la mia compagna in una casa che si trova appena fuori da un centro abitato e adiacente a un attività produttiva che, per le sue funzioni, comporta un elevato traffico di mezzi pesanti (per il tipo di strada classe "F").

L'attività in questione esiste da molti decenni ma solo da qualche mese, dopo un recente ampliamento, ha intensificato il traffico anche durante le ore notturne rendendo impossibile il riposo in quanto la mia abitazione è collocata a ridosso della sede stradale e i camion passano quindi alla distanza di qualche metro dal muro perimetrale e dai serramenti.

Ho presentato un istanza al Comune chiedendo che limitino il passaggio di TIR all'interno del Centro Abitato durante le ore serali/notturne e mi è stato risposto che dovrei procedere con una misurazione fonometrica dell'ARPA per verificare se i livelli di inquinamento vanno oltre i limiti previsti.

I tecnici venuti in sopralluogo mi hanno detto che il passaggio di qualche camion non influirebbe sul valore medio rilevato e quindi non potrei chiedere eventuali limitazioni.
Durante la notte passano in media 2/3 camion ma sono sufficienti a rendere difficile dormire in quanto veniamo svegliati ad ogni passaggio.

Il regolamento Comunale di classificazione acustica prevede anche dei valori limite differenziali di 3 dB per le ore notturne ma non applicabile alle infrastrutture stradali.

Avete qualche consiglio su come potrei fare per limitare il passaggio notturno di questi mezzi?

Ringraziando in anticipo per la cortese attenzione porgo cordiali saluti.

 

Francesco

» la risposta della Redazione

 

Il rumore del gommista

20.08.2016

Cari amici della Redazione,

innanzitutto colgo l'occasione per complimentarvi con voi per l'ottima idea di aver creato un sito che si occupa di inquinamento acustico e che dispone di ampi spazi informativi, primi fra tutti la giurisprudenza di merito. Inoltre, il fatto di poter scrivere per ottenere un parere ed ottenerlo vi rende ancor più unici.

Vi scrivo perché nel paese dove vivo,in una zona assolutamente abitata, di fronte il mio condominio, sorge la officina di un gommista che principalmente lavora coi camion, camper, ecc. e solo saltuariamente con le automobili per 363 giorni l'anno. Non lavora il 1° gennaio e il 15 agosto. Dispone dell'ampio cortile che a sua volta appartiene al condominio che ha affittato al titolare il locale dove il signore dovrebbe esercitare la sua attività ma sia di inverno che d'estate egli, e per lui i poveri operai, svolgono la suddetta attività fuori dal locale preposto:

- invadendo lo spazio che sarebbe di pertinenza del condominio in cui sorge;

- producendo il fastidioso vocio dei clienti, uomini, che parlano a voce alta (io vivo al primo piano di fronte);

- producendo rumori connessi all'espletamento dell'attività. Essendo un gommista, sempre pare di essere in guerra con rumori che sembrano spari di mitra (strumento che avvita i bulloni);

- rumori che derivano dalla percussione di metallo su metallo (martelli, ecc.);

- utilizzo di strumenti ad aria compressa.

Appare evidente che durante l'inverno, dovendo chiudere le finestre, i rumori sono mitigati. Ma d'estate è impossibile vivere, fare un riposini nel primo pomeriggio, leggere un libro, studiare, semplicemente svegliarsi in maniera naturale, insomma, svolgere tutte quelle attività in cui sarebbe necessario silenzio e concentrazione.

E questo dal lunedì al sabato, dalla mattina alle 7.30 fino alle 13/13.30 per riaprire intorno alle 14.30/15. Occupandosi di Camper non mancano domeniche in cui la officina è aperta dalle 7. Gli orari non sono forfettari bensì sono questi: evidentemente apre a seconda degli impegni.

Esiste una soluzione?

Vi ringrazio in anticipo dell'attenzione accordatami.

 

Sara

» la risposta della Redazione

 

Funzioni religiose

11.07.2016

Spett.le Redazione,

abito in una strada non molto larga e proprio di fronte a me si trovano alcuni piccoli capannoni artigianali. Causa la crisi alcune delle attività che li occupavano hanno chiuso e uno dei capannoni è stato affittato a persone di colore che lo utilizzano per svolgervi funzioni religiose.

Le funzioni sono particolarmente rumorose perché la prediche vengono urlate al microfono e sono intervallate da numerosi canti accompagnati da pianoforte e batteria, amplificati. Le funzioni avvengono due sere a settimana dalle 20:00 alle 22:00 circa e la domenica mattina dalle 9:30 alle 14:00. Il capannone in questione non ha finestre ma solo una porte e tre lucernari e arriva a contenere anche un'ottantina di persone compresi bambini.

In inverno la situazione si regge, ma con la primavera e l'estate è veramente insostenibile perché, con le finestre aperte, sembra di averli in casa. A questo si aggiunge che nel corso della settimana, in giorni ed orari variabili, vengono dei ragazzi a provare, a volte anche per 5 ore di seguito. In questi casi il rumore è contenuto ma il rullio della batteria accompagna tutto il pomeriggio. Questa situazione dura ormai da tre anni.

I vigili, chiamati varie volte, solo l'anno scorso si sono decisi a convocare il pastore e gli hanno imposto di tenere la porta del capannone chiusa. Cosa inutile dato che con lucernari aperti la musica si sente ugualmente, in più con il caldo la porta si apre e chiude continuamente perché, ovviamente, lì dentro c'è molto caldo e le chiacchiere e gli schiamazzi dei bambini si mischiano continuamente a musica e prediche. E' una situazione veramente insostenibile.

Ho anche avvertito la segreteria del sindaco, spiegando anche che il capannone è lungo e stretto, ha solo una porta di ingresso e nessuna uscita di sicurezza né finestra per cui sostituisce anche un pericolo in caso di incendio e che la domenica mattina ci sono molti bambini. Non è servito a nulla. Cosa altro posso fare? Alcune persone mi hanno detto che se segnalo la cosa ai vigili del fuoco e loro fanno un accertamento sgomberano il capannone, altri invece mi hanno detto che non è vero e che i vigili de fuoco non intervengono su segnalazioni private. Potreste spiegarmi se c'è qualcosa che ancora posso fare?

Cordiali saluti.

 

Grazia

» la risposta della Redazione

 

Area per cani

02.07.2016

Spett.le Redazione,

Vi scrivo per chiedere il Vostro parere in merito alla situazione seguente. Io e circa altri cento residenti, firmatari di una proposta/protesta contro il nostro comune, siamo contrari alle due aree per lo sgambamento cani nel parchetto tra i condominii nei quali abitiamo che l’Amministrazione del comune ha fatto costruire qualche anno fa.

Le aree sono molto grandi e una particolare, la più grande, è a ridosso delle nostre abitazioni, con la conseguenza che il latrato dei cani disturba non solo il sonno, ma anche la permanenza nelle nostre abitazioni durante la giornata.

E’ diventata una situazione insopportabile, il sabato e la domenica, gironi di maggior afflusso, è impossibile stare in casa, riposare difficilissimo, guardare la televisione altrettanto, sembra di avere per 24 ore i cani con i loro latrati in casa.

Il nostro Comune non vuole sentire ragioni. Da per scontato che i residenti come noi non abbiano diritti da esercitare in merito. E’ proprio così? La nostra è una battaglia persa? Il Comune non ha dei doveri imprescindibili anche per il nostro riposo?

In totale siamo circa duecento persone disperate.

Cordialmente.

 

Gabriele

» la risposta della Redazione

 

Disturbo serale, degrado, alcool

15.06.2016

Gentile Redazione di Inquinamentoacustico.it,

innanzi tutto complimenti per il sito, ben fatto, anzi troppo ben fatto. VI scrivo per una problematica penso comunissima. Abito ad Ostia Lido (RM), dove vicino insistono da 2 anni due market alimentari gestiti da stranieri che aprono alle 07:00 e chiudono dopo la mezzanotte ed in primavera, autunno ed estate anche fino alle 02.00.

Il problema è che vendono alcool e quindi si creano capannelli di persone, minimo 4, generalmente di stranieri, sempre dalle 17.00 che stazionano o davanti il portone di ingresso del palazzo o appoggiati sulle macchine parcheggiate di fronte al portone.

Il marciapiede è molto piccolo quindi te li trovi sempre di fronte, in piedi, con queste bottiglie di birra in mano sempre a bere. Questo continua fino a tarda notte e dopo cena ovviamente il movimento decuplica sia di stranieri, italiani e minorenni.

Ciò provoca degrado, sporcizia, insicurezza pubblica, oltre che schiamazzi e fastidi notturni.

Leggendo sul vostro sito e da altre parti ho visto che mi posso appellare al codice penale per art. 659 C.P. (schiamazzi), art. 689 C.P. alcool ai minori, ed al Sindaco per sospensione attività per art. 100 del T.U.L.P.S..

Ovviamente, sia personalmente che cumulativamente col palazzo sono stati prodotti esposti ai VV.UU., P.S. ed al Commissario Straordinario di Ostia lido (Ostia è quartiere e dovrebbe avere il Presidente di Circoscrizione ma vi è un Commissario Straordinario poiché è commissariata per mafia), ma tali esposti hanno prodotto poco o niente, anzi il Commissario Straordinario dopo vari esposti a lui indirizzati ha girato il tutto ai Vigili.

Il mio quesito è:

- Si può stazionare appoggiati ai portoni condominiali o anche davanti, con birre, etc. per tempi lunghi?

- Esiste una regolamentazione che prevede che il consumo di alcol sia vietato per strada, davanti agli edifici etc., ma solo su idonee strutture, tipo tavolini, pub, bar, panchine, etc.?

- Questi esercizi commerciali devono tenere appositi strumenti per misurare l’alcol e relative tabelle?

- Posso inviare in allegato all’esposto foto di questi gruppi o c’è la privacy o magari posso mandarle oscurando i volti?

- Esiste una legge a cui appellarmi al degrado pubblico o cose simili visto lo spettacolino che ci riservano questi gruppi di persone tutti a bere con bottiglie in mano e certo non sobri?

- C’è una normativa che tutela la svalutazione dell’appartamento?

- Tali market sono in affitto, allora vi chiedo ci si può appellare anche contro i proprietari dell’immobile?

Tutto questo provoca come detto tra le altre cose scarsa sicurezza pubblica. Veramente grazie mille e scusate le tante domande, ma lo Stato e le Istituzioni ci hanno abbandonati da anni ed è difficile trovare una soluzione.

Grazie ancora.

 

Francesco

» la risposta della Redazione

 

Suono dei clacson del traffico

07.06.2016

Gentile Redazione,

abito in un piccolo borgo della Toscana, zona collinare, attraversato da una strada molto stretta, in alcuni punti è larga 2,5 metri a doppio senso.

La mia casa è proprio l'ultima del borgo, sopra un tornante. In mezzo al tornante c'è il cartello di Fine Borgo. Prima della mia casa c'è anche l'ultima strettoia della strada.

Nonostante che la strada sia stretta e mal praticabile, è molto trafficata, specialmente nelle ore di punta. Sono costretta a sentire clacson che suonano dall'alba al tramonto!!! Suonano alla strettoia (prima di casa mia) e poi prima di arrivare al tornante (davanti a casa mia) e viceversa.

L'unica cosa che sono riuscita ad ottenere dal comune, sono due specchi che hanno posizionato sul tornante.

Sto impazzendo. Cosa posso fare?

Grazie.

 

Daniela

» la risposta della Redazione

 

Rumore causato dallo stazionamento dei treni

21.05.2016

Gentile Redazione,

abito in un condominio nei pressi di una zona ex scalo merci della stazione dei treni, fino a qualche mese fa, a parte il solito transito di treni anche notturno e ai rumori derivanti da attività di carico scarico merci, nessuno si è mai lamentato riguardo ai rumori provenienti da tali attività.

Negli ultimi 4 mesi, diciamo pure da inizio anno 2016, la zona è interessata da un deposito di treni passeggeri che stazionano per intere notti in prossimità dei nostri condomini, a ridosso della zona notte, sempre accesi con ventole e compressori che emettono un rumore, anzi un ronzio costante e a volte anche assordante che disturba notevolmente il riposo notturno, tenendo svegli i condomini per ore intere e creando notevole disagio a chi il giorno dopo si deve recare al lavoro e non solo, ma a tutta la popolazione residente nel quartiere.

La scrivente, che si è fatta portavoce del disagio, ha cercato un contatto con le Ferrovie, rivolgendomi prima ai capi stazione e in seguito alla Polfer della stazione che si è presa l'incarico di contattare i dirigenti di Trenitalia per sottoporre il problema.

La risposta è stata che i treni erano lasciati accesi solo nelle nottate più fredde per evitare disagi al funzionamento diurno dei treni e che il tutto sarebbe passato con il trascorrere dei mesi più freddi.

Atteso pazientemente il trascorrere dei mesi invernali, non senza notevoli fastidi, con l'arrivo della primavera il disagio non si è attenuato, anzi per certi versi è anche aumentato, con il risultato che non solo uno ma a volte anche due treni contemporaneamente restano accesi per intere notti, dalle 21.00 di sera fino anche alle 6.00 del mattino.

Chieste spiegazioni alla Direzione regionale di Trenitalia e avendo suggerito anche delle possibili e semplici soluzioni al problema, come per esempio cercare altra sede o spostare almeno i treni 100 metri avanti o 100 metri indietro rispetto alla sede scelta, dove non ci sono condomini nella adiacenze, la risposta è stata lapidaria, non ci sono altre sedi e non si può fare in altro modo. In particolare, la risposta ultima che mi è stata recapitata proprio stamattina è stata la seguente:

Comprendiamo la vostra perplessità, perché si tratta di un argomento di natura strettamente tecnica e non facilmente intuibile.In buona sintesi, le operazioni a cui lei fa cenno sono svolte in ossequio ad una disposizione di carattere nazionale emanata allo scopo di offrire maggiori garanzie di efficienza dei mezzi”.

In sostanza i treni devono rimanere accesi e in modo molto rumoroso, con ventole a pieno regime che provocano un ronzio penetrante fastidioso e pressante, per l'intera notte a volte anche con le luci accese, ma questo non è un problema.

Quindi oltre a un danno acustico, si prefigura anche un danno biologico e sanitario, in quanto la gente non riesce davvero a dormire in una situazione simile.

Vi chiedo se tutto questo è normale, ho visto in rete che ci sono tantissimi casi analoghi al nostro in altri comuni d'Italia, da nord a sud, ho raccolto una rassegna di stampa locale notevole al riguardo e in molti casi sono arrivati ad interessare il Comune o addirittura le Procure stesse.

Io mi sto attivando con una raccolta firme da presentare al Comune, così da coinvolgere l'ARPA per i rilevamenti fonometrici, anche in previsione dell'arrivo della stagione calda e con le finestre aperte il sonno notturno a quel punto sarebbe davvero impossibile.

In attesa di un vostro gentile riscontro, porgo i miei più cordiali saluti.

 

S.R.

» la risposta della Redazione

 

Deposito autobus

30.04.2016

Spett.le Redazione,

mi sono trasferito da un anno esatto e ho acquistato un appartamento in un bel condominio costruito negli anni 70. Da subito ho purtroppo avuto grossi problemi al mattino a dormire a partire dalle 5 per causa dell’adiacente deposito e officina di autobus di 2 società.

Ingresso e uscita sono canalizzati in una strettoia adiacente al deposito che dista circa 20 metri dal condominio. In aggiunta il locale degli autisti e controllori è proprio in corrispondenza di questa strettoia, di fronte al palazzo.

Tutto il rumore si canalizza tra una pseudo barriera in plastica ondulata alta 3 metri, le pareti del deposito e il condominio di 5 piani creando un frastuono incredibile, oltre al rischio che questo enorme traffico pesante comporta su una strada minuscola intercomunale di collegamento. Immagini il via vai di autobus urbani e extra-urbani tutti i giorni dell’anno, i rumori dei clacson per comunicare tra di loro, le condotte d’aria degli autobus che sbuffano, gli autobus che vengono accesi e tenuti accelerati per essere scaldati al mattino presto in inverno, i fischi i richiamo tra autisti, bestemmie e urla da bar sin dalle 5 del mattino, ecc..

Capisco l’utilità di un servizio di trasporto pubblico, però le aziende e il comune hanno l’obbligo di valutare che disturbano il sonno di cittadini che vivono accanto. Di certo i comportamenti sono “ad personam”, nel senso che ogni autista rispetta a modo suo le regole del quieto buon vivere, però pochi autisti maleducati e arroganti fanno cadere nell’inutilità lo sforzo di tutti gli altri.

Il problema sta anche nel fatto che il deposito si trova al confine di un comune mentre il condominio nel comune vicino. Ne consegue che il potere dei condomini sull’amministrazione comunale è praticamente nullo, in quanto non facenti parte di potenziali elettori di sindaci o giunte o italianate politiche varie. Infatti il deposito è anche fornito di altra identica entrata dalla parte opposta, chiusa e inutilizzata. Ho chiesto informazioni a riguardo ai miei vicini di casa, tutti ultra settantenni, e mi hanno riferito, dimessi e rassegnati, che in passato in effetti era li che si trovava l’uscita, ma siccome adiacente a un gruppo di belle villette “di persone influenti” tutto il traffico e locale “intrattenimento” è stato spostato verso l’uscita adiacente il condominio.

Ho appena ristrutturato con grandi sacrifici economici l’appartamento e ora, vorrei vivere in normale tranquillità, per lo meno al mattino fino alle 8. Ho già inviato 2 lettere alle aziende che, visti gli effetti nulli, non sono state prese in considerazione.

Come poter fare per avere un po' di serenità? Mi può consigliare una strada da intraprendere per ottenere un risultato (lo spostamento almeno di una parte del traffico verso l’altro ingresso e una barriera antirumore)? Nella speranza di non dover intraprendere un percorso più tortuoso e arrivare a richiedere un risarcimento o peggio a trasferirmi.

 

Ste

» la risposta della Redazione

 

Le abitudini della coinquilina possono risultare moleste

12.03.2016

Spett.le Redazione,

da ottobre mi sono trasferita in una casa con altre 4 ragazze, 3 studentesse, compresa me e 2 lavoratrici, io sono in stanza con una di queste, premetto che tutte le altre sono delle ottime coinquiline, la ragazza in camera con me, peraltro ultima arrivata, fa la commessa part-time, il resto del tempo lo passa nel letto e per la maggior parte della giornata (ho saputo anche a lavoro), è in chiamata con il suo fidanzato.

Ciò che davvero non sopporto, oltre ai vari comportamenti sui quali si potrebbe anche passar sopra, è il fatto che resti con la chiamata aperta anche durante la notte, la cosa mi disturba molto per diversi motivi, non mi sembra normale che questa persona possa sentire anche me durante la notte, cosa più importante di tutte, sono costretta a ricevere delle radiazioni in maniera del tutto inutile e sconsiderata, in più è successo diverse volte che mi svegliasse agli orari più improponibili durante la notte, per chiamare il fidanzato e lamentarsi con lui di aver chiuso la chiamata.

Ho già "discusso" (è stata per lo più una chiacchierata) con lei di questa situazione, tutto ciò che ha detto è stato "eh, lo so che ci morirò per questa cosa!" Questo però non significa che debba portarmi con se... Pensavo con questa chiacchierata/discussione di aver risolto, ma quando ieri sono entrata in stanza per andare a dormire ho sentito un forte sibilo provenire dal suo cellulare, lei dormiva ed aveva gli auricolari, dal telefono girato sul comodino vedevo la luce della chiamata aperta, a quel punto ho deciso di svegliarla e dirle di chiuderla perché io non potevo proprio dormire con quel rumore.

Il problema è che a questo punto sono certa che continuerà a tenere la chiamata aperta durante la notte tentando di fare in modo che non me ne accorga. Il suo contratto scade a settembre e so che non le sarà rinnovato, ma non voglio continuare a stare in questa situazione fino ad allora.

Vi prego di aiutarmi, con tutto quel che si sente sulle radiazioni ho davvero il timore che possa venirmi qualcosa, voglio costringerla, avvalendomi di una qualche norma o legge a non tenere più le chiamate aperte durante la notte. Grazie.

 

Claudia

» la risposta della Redazione

 

A cosa sono serviti i dati di rilevamento del rumore?

27.02.2016

Spett.le Redazione,

vorrei avere un parere sulla mia situazione. Abito in una zona mista tra la zona artigianale e la zona rurale. La mia abitazione e' una casa singola a 200 m in linea d'aria da una zona artigianale dove ha sede una essiccatoio per l'essiccazione dei cereali. La mia segnalazione (tramite email) al comune per la verifica delle emissioni rumorose (oltre a quella di fumi) risale a gennaio dell'anno scorso, quando l'impianto lavorava ininterrottamente dal lunedì al sabato pomeriggio.

Da agosto dello scorso anno invece e' in funzione a ciclo continuo tutti i giorni della settimana, sabato e domenica compresi, il livello di rumore prodotto dai motori dell'essiccatoio e dai silos e' costante di giorno e di notte. Oltre al rumore dei macchinari, di giorno sono anche da aggiungere il rumore delle ruspe e dei camion che lavorano intorno a questo impianto.

Dopo la mia segnalazione, in ottobre e' uscita l'ARPA per fare una misurazione, lasciando il loro furgoncino nel mio giardino per 20 giorni. A fine novembre ho chiesto informazioni al tecnico ARPA che mi aveva visitato e mi ha detto che avrebbero dovuto fare una rilevazione anche nello stabilimento causa del rumore e per fare ciò sarebbe servita la coordinazione di più tecnici e che non sapeva dirmi quando sarebbe potuto avvenire tale verifica.

A metà gennaio ho risollecitato il tecnico per avere un aggiornamento ma non ha risposto a nessuna delle mie email. Ho scritto anche al sindaco se aveva novità o se si poteva interessare seriamente al mio caso, ma oltre a scrivere che avrebbe sollecitato ARPA non mi ha detto altro. Tra l'altro ho invitato diverse volte il sindaco a visitarmi per capire come si viva immersi ininterrottamente dal rumore, ma non e' mai venuto a verificare la situazione di persona.

Ora per evitare di dovermi rinchiudere in casa tutta l'estate, visto che il rumore si diffonde ampiamente nel mio giardino, vorrei sapere come comportarmi, per poter far si che chi di dovere si occupi del mio caso in modo serio.

Ringrazio anticipatamente.

 

Cittadino preoccupato

» la risposta della Redazione

 

Cercasi consiglio per la gestione di feste

12.01.2016

Spett.le Redazione,

ho letto con molto interesse quanto pubblicato sul sito e ho trovato molto precise e puntuali le risposte date alle comunicazioni dei lettori. Mi trovo, purtroppo, nella condizione di dover chiedere anch'io consiglio perché subisco le intemperanze acustiche di un locale per feste.

Vado con ordine. Abito al secondo piano di uno stabile al pian terreno del quale è stato aperto circa due anni fa un locale dove si organizzano feste varie per compleanni, etc. Da subito sono cominciati i problemi dovuti all'uso ad alto volume di apparecchiature acustiche, fatto di cui mi sono lamentato prima a voce e poi per iscritto con l'amministratrice del condominio. In pratica era impossibile studiare, lavorare o semplicemente riposare o guardare la TV.

Come da regolamento condominiale ho sottoposto il problema all'amministratrice chiedendo di rispettare la normale regole di convivenza e decenza spiegando le mie ragioni affermando che i suoni erano così alti da essere perfettamente percepibili anche con le imposte chiuse ed in ambienti senza aperture all'esterno. In pratica non avevo modo di difendermi dalle aggressioni acustiche. L'amministratrice si è rivolta al proprietario dei locali che ha ottenuto un ridimensionamento del volume durato solo qualche giorno. Dopo tutto è tornato come prima.

Ad ogni protesta il volume veniva abbassato seppur di poco, dimostrando così che, volendo, il problema si sarebbe potuto risolvere, per poi tornare ai livelli di prima. Questo tira e molla è durato qualche mese con ripetuti tentativi da parte mia di trovare una soluzione che garantisse la tranquillità mia e della mia famiglia nel rispetto del lavoro degli altri.

Adesso la situazione vede il volume non più elevatissimo ma comunque tale da arrecare disturbo. Il tutto è aggravato dal fatto che le feste si svolgono praticamente ogni giorno e più volte al giorno, ivi compresa la sera con sforamento anche dopo la mezzanotte.

Una Domenica pomeriggio, durante un'ennesima festa col volume al solito livello, esasperato, ho chiamato l'amministratrice che a sua volta a chiamato il proprietario che ha ritenuto di dover soltanto dichiararsi disturbato da quella chiamata, dimostrando così il suo assoluto disinteresse riguardo al disturbo continuo arrecato a me ed ai miei familiari dai suoi affittuari. Purtroppo sono il solo a lamentare questo disagio. I condomini dei piani superiori, forse, non avvertono i rumori e quello del piano di sotto, che non può non sentirli, evidentemente non parla per motivi di opportunità.

Le sarei veramente grato se potesse darmi qualche buon consiglio su come poter risolvere questo problema che ci sta causando seri fastidi e perdita della serenità di cui abbiamo diritto.

La ringrazio vivamente per l'attenzione che vorrà dare alla presente.

 

Giancarlo

» la risposta della Redazione

 

Rumore fino alle 2 di notte per manifestazione "temporanea" di 72 giorni consecutivi

07.01.2016

Spett.le Redazione,

abito in un comune in provincia di Varese. Scrivo per porvi una questione riguardo l'inquinamento acustico generato da una manifestazione temporanea che la scorsa estate ha avuto luogo nei pressi di casa mia e che, da quanto affermano già ora gli organi di stampa, anche la prossima estate probabilmente si ripeterà.

La scorsa estate, da metà giugno a fine agosto, per un totale di 72 giorni consecutivi, si è svolta la manifestazione citata, presso un polo fieristico nelle immediate prossimità di casa mia. Tale evento ha generato un forte disagio per l’impatto sonoro sulla mia abitazione a causa di musica ad alto volume e schiamazzi provenienti dal sito citato fino alle 2:00 di ogni notte per tutto il periodo dello svolgimento della manifestazione. Ogni notte ero costretto a dormire con le finestre chiuse (si immagini, col caldo che ha fatto la scorsa estate!), i tappi nelle orecchie e, malgrado ciò, era assai difficile prendere sonno a causa, appunto, del frastuono proveniente dal sito ove aveva luogo la manifestazione.

A poco o nulla sono valse le segnalazioni alla polizia locale in quanto a chiunque lamentasse tale disagio veniva risposto che, da controlli effettuati (senza specificare né luogo né modalità attuative dei rilevamenti), le immissioni nell'ambiente erano regolari.

A seguito di ciò ho inviato, in comune, in via formale, una richiesta di accesso agli atti d’ufficio relativi all’autorizzazione al regolare svolgimento della manifestazione temporanea in oggetto, richiedendo inoltre una copia della dichiarazione del rispetto dei limiti di orario e di immissioni acustiche e/o eventuali deroghe rilasciate dalle autorità competenti. Gli atti mi sono stati concessi, a seguito di 3 solleciti telefonici, al sessantesimo giorno (termine ultimo previsto dai regolamenti comunali) e a manifestazione ormai ultimata.

Dagli atti si evince che è stata emessa una deroga alle N.T.A. del Piano di Classificazione Acustica del Comune per le “Manifestazioni all’Aperto”.

La zona acustica entro la quale si svolge la manifestazione è classificata, secondo il Piano di Classificazione Acustica del Comune, come Zona IV - "aree ad intensa attività umana". Secondo le N.T.A. i valori massimi assoluti di immissione sono: 65dB(A) per il periodo diurno (6:00 - 22:00); 55dB(A) per il periodo notturno (22:00 - 6:00).

Le N.T.A. del Piano di Classificazione Acustica in vigore, inoltre, sanciscono che per le "manifestazioni temporanee all'aperto", i limiti massimi che possono essere concessi in deroga, dal punto di vista degli orari e dei valori massimi di immissione, sono i seguenti: dalla domenica al venerdì, fino, al massimo, alle ore 23, valore massimo di immissione in deroga: 80 dB(A); il sabato, fino, al massimo, alle ore 24, valore massimo di immissione in deroga: 80 dB(A).

Come si evince dall'atto di deroga, è stata concessa l'autorizzazione affinché la manifestazione temporanea di intrattenimento musicale mediante l'utilizzo di impianti rumorosi avesse un limite massimo di immissione di: 70 dB(A) dalle 21 alle 24 dalla domenica al mercoledì; 75 dB(A) dalle 21 alle 24 il giovedì; 80 dB(A) dalle 21 alle 24 il venerdì e il sabato; 65 dB(A) dalle 0 alle 2 di ogni notte (dal lunedì alla domenica).

Dall'atto di deroga si evince inoltre che non si applica il limite di immissione differenziale né le penalizzazioni previste per componenti impulsive, tonali e/o di bassa frequenza.

La mia abitazione, tuttavia, pur trovandosi nelle immediate vicinanze della manifestazione, non si trova nella medesima zona acustica, ma in una zona di classe II - "aree destinate ad uso prettamente residenziale". Secondo le N.T.A. i valori massimi assoluti di immissione per aree in classe II sono: 55dB(A) per il periodo diurno (6:00 - 22:00); 45dB(A) per il periodo notturno (22:00 - 6:00).

In merito a quanto detto avrei perciò alcuni approfondimenti, sui quali mi farebbe piacere avere un vostro parere:

Come detto, le N.T.A., per "manifestazioni temporanee all'aperto", sanciscono valori massimi in deroga superiori a quelli previsti dalla zonizzazione acustica fino, al massimo, alle ore 23 (fino alle ore 24 nella giornata di sabato). Per i restanti orari, a quanto posso capire, sono vigenti i valori previsti per la zonizzazione acustica. La deroga concessa alla manifestazione citata, tuttavia, autorizza valori di immissione superiori a quelli previsti per la zonizzazione acustica anche ben oltre le ore 23 (o 24), fino addirittura alle 2 di notte. L'atto di deroga, pertanto, non è forse in contrasto quanto stabilito dalle N.T.A. del Piano di Classificazione Acustica Comunale sia per quanto concerne la zonizzazione acustica sia per quanto concerne i limiti in deroga alle manifestazioni temporanee? Se sì, è possibile considerarlo non regolare e, pertanto, passibile di segnalazione presso organi di magistratura? Esistono normative sovra comunali che disciplinano le autorizzazioni in deroga in riferimento all'inquinamento acustico?

Come detto la mia abitazione si trova nelle immediate vicinanze ma in una zona acustica differente e in Classe II. La deroga concessa alla manifestazione influisce in qualche modo sui valori massimi di immissione accettabili stabiliti dalle N.T.A per l'area in cui ho il domicilio? È possibile che una manifestazione definita "temporanea" abbia una durata di 72 giorni? Esistono normative sovra comunali che definiscono le tempistiche massime perché una manifestazione possa definirsi "temporanea"? A quali enti ci si può appellare per risolvere efficacemente la situazione, vista la totale assenza dell'Istituzione competente in materia?

Ringrazio per la vostra disponibilità.

 

Fabio

» la risposta della Redazione

 

Pista di pattinaggio all'aperto con musica ad alto volume per 14 ore al giorno

05.12.2015

Spett.le Redazione,

Vi scrivo per chiedere aiuto riguardo una pista di pattinaggio all'aperto che è stata posizionata sotto il mio palazzo, con tanto di americane con impianto audio e luci, in funzione 14 ore al giorno (10:00 - 24:00) nei festivi, 13 ore (10:00 - 23:00) nei feriali, per un mese intero. Il volume della musica non permette, a finestre chiuse, di poter stare nelle stanze che affacciano sulla pista. La pista è risultato di un bando redatto dal Comune di Milano.

Nei prossimi giorni cercheremo di informarci presso l'Ufficio Politiche Ambientali se è stata concessa una deroga, altrimenti sappiamo che la zonizzazione acustica di questo quartiere prevede un limite notturno (22:00 - 06:00) di 55 dB, e 65 dB nelle ore diurne. A nostro avviso questi limiti sono ampiamente superati, anche se non abbiamo in mano una perizia vera e propria.

Purtroppo non è il primo di questi eventi assordanti che dobbiamo subire, d'estate c'è stato un dj set dietro l'altro autorizzati sempre dal Comune, e nessuno si è mai preoccupato di indagare se oltrepassava i limiti concessi o se una continua esposizione poteva nuocere agli abitanti. Abbiamo fatto petizioni, esposti, proteste con risultato nullo. Anzi, qualche esponente della giunta comunale ci ha detto di cambiare casa, e ai giornali continuano a dichiarare che i nostri "piccoli fastidi" sono dati dal fatto che il quartiere in cui viviamo è diventato uno "spazio di aggregazione".

Ci preoccupa in questo caso l'esposizione prolungata per tutto il giorno per un mese, cosa che è intollerabile. Chiediamo il Vostro parere per capire come agire per dimostrare che è necessaria una rilevazione fonometrica, e che una simile esposizione è dannosa per la nostra salute.

Vi ringrazio per l'attenzione, cordiali saluti.

 

n.d.

» la risposta della Redazione

 

Disagio acustico e abuso edilizio

05.12.2015

Gentile Redazione,

mi chiamo Giovanni, vivo a Forli, ho un quesito da proporvi.

Ho comprato un appartamento in cui da subito ho percepito dei disagi acustici. La mia stanza da letto risultava confinante con il bagno del vicino probabilmente abusivo, fatto però dal costruttore del palazzo, non dal vicino stesso. Ho misurato tramite un tecnico competente e la disponibilità del vicino, sia il rumore dello sciacquone che il potere isolante della parete divisoria. E risultano entrambi fuori dalla normativa.

Un altro problema ho poi verificato in quell'appartamento. Non potendo vivere in quella stanza a causa del disagio acustico io e mia moglie ci siamo spostati nel sottotetto. Anche lì il nostro disagio era notevole. Con l'amico tecnico abbiamo fatto le misure e anche l'isolazione della facciata del sottotetto era fuori dalla normativa. Fatto presente questo al costruttore la sua risposta è stata che è normale in quanto il sottotetto è ad uso non abitativo. Preciso che a me era stato venduto come abitabile, con anche il bagno annesso, che poi ho scoperto in comune essere abusivo come quello del mio vicino.

Non potendo più vivere in quell'appartamento, causa i notevoli disagi acustici, come posso collegare questi all'abusività edilizia per far capire ad un eventuale giudice che le due cose sono collegate e che l'appartamento ha sia gravi vizi di forma (abusività edilizia) che è totalmente diverso da quello che mi è stato presentato, quindi il costruttore deve riprenderselo indietro.

Ho parlato con un avvocato che però non riesce a unire le due cose, come se non fossero collegate, ma nella mia esperienza di vita nella casa abusività edilizia e disagio acustico erano collegati, quindi spero che la giustizia li valuti come tali. Avete qualche consiglio o qualche precedente che posso considerare e consigliare all'avvocato?

Grazie, e grazie per quello che fate.

 

Giovanni

» la risposta della Redazione

 

Rumori e vibrazioni pompe di calore in condominio

28.11.2015

Spett.le Redazione,

purtroppo Vi scrivo per chiedervi un consiglio su come agire per risolvere un problema che oramai da un anno mi tormenta. Nella fattispecie, nei periodi invernali e nei mesi estivi i motori di qualche pompa di calore oramai vecchi di un condominio datato del '72 si azionano sia nelle ore diurne e, soprattutto, oltre che al rumore costante e a volte alternato con fermate e ripartenze nel pieno della notte emette fortissime vibrazioni che si trasmettono e propagano fra i muri del mio appartamento e con effetto cassa di risonanza e quindi rimbombando impedendomi il normale riposo notturno.

Ho cercato di capire da dove provenisse e in quale piano potesse essere il rumore per interpellare direttamente l'inquilino ma non ci sono riuscito perché é impossibile capire da dove provenga; ho inoltre sottoposto la questione all'amministratore, durante una riunione del condominio, ma da parte dei partecipanti non c'è stata alcuna collaborazione, anzi tutti hanno negato di avere motori, nonostante fossero belli arrugginiti e appesi al muro nella facciata del palazzo sotto, sopra e fianco al mio appartamento del secondo di cinque piani.

Come posso agire? Ho già pensato di fare un un esposto alla ASL o serve anche una rilevazione con un fonometro e o una relazione di un tecnico specializzato?

Grazie.

 

Marco

» la risposta della Redazione

 

Rumore da aspiratori self service

03.10.2015

Spett.le Redazione,

vivo in un quartiere classificato come residenziale, e di fronte alla mia abitazione si trova un distributore di carburanti con annesso lavaggio auto e aspirapolveri self service. Da due anni a questa parte vivo una situazione di rumore intollerabile data da questi impianti, in particolare dal rumore di aspirapolveri giorno e notte a orari assurdi (festivi compresi!).

Questa estate siamo riusciti a far si che ripristinassero un timer notturno per il loro spegnimento, dal momento che il nuovo gestore lo aveva disattivato (in barba agli accordi che l'Amministrazione Comunale aveva preso col suo predecessore).

Ogni mattina alle 6 però parte tutto in automatico svegliandoci di soprassalto, e il rumore è fortissimo a finestre e scuri sigillati. Non è servito a nulla farlo presente in maniera educata al disturbante, anzi questo viene fatto per ripicca nei nostri confronti perché abbiamo presentato esposto in Comune! Abbiamo richiesto all'ufficio ambiente un intervento a sorpresa di Arpa per misurare i valori di inquinamento acustico sia dentro che fuori la nostra abitazione, ma la Polizia Municipale ci ha dissuaso dicendo che è inutile farlo, dal momento che sono tenuti ad avvisare i disturbanti dei controlli.

Inoltre, ci è stato detto che possono fare rumore dalle 6 alle 22, perché "sono in regola con gli orari"! Non ne posso più di non dormire e vivere male. Il rumore si sente anche coi tappi per le orecchie indossati, e studiare e lavorare (faccio traduzioni) è impossibile in ogni stanza della mia villetta. Questa estate ho dovuto ricorrere a farmaci per dormire, e tuttora dormo 3/4 ore per notte siccome il mio sonno ormai è compromesso. Sono esasperata, e mi sento ignorata da chi dovrebbe tutelarmi come cittadina.

Vi ringrazio della vostra attenzione.

 

G.L.G.

» la risposta della Redazione

 

Inquadramento giuridico e procedurale per il rumore generato da una discoteca

05.09.2015

Spett.le Redazione,

da più anni (forse 7) una discoteca a mare (che non dispone di alcuna struttura per contenere/mitigare il suono) diffonde (prima di quest'anno fino a tarda notte, poi oggi) fino a mezzanotte livelli sonori che raggiungono (e sovente oltrepassano) i 69 dB (a quasi un kilometro di distanza).

Questa discoteca ottiene delle autorizzazioni di esercizio da un comune limitrofo (di cui non conosco la zonizzazione per ciò che riguarda le emissioni sonore, ma parliamo sempre di zona residenziale anche se sul mare). L'ufficio responsabile dovrebbe essere quello dell'assessore all'ambiente.

I rilevamenti che ho esposto sopra sono stati fatti da me e non sono stati certificati da un perito.

La mia intenzione non è quella di attaccare la discoteca (né di farla chiudere), ma di far valere la normativa europea nei confronti del comune. I limiti devono essere rispettati e dei mezzi di mitigazione del suono devono essere apposti sulla struttura a questo fine.

Vengo alle domande:

a) ritenete che questa strategia, sia adeguata, rispetto alla casistica pregressa da voi monitorata?

b) ritenete che sia necessario/auspicabile di effettuare una lettera al comune federando più interessi economici locali (hotels in particolare, comprensori - che in passato hanno registrato polemiche su tripadvisor in relazione ai rumori notturni)?

c) a che condizioni procedere ad un esposto in procura/carabinieri?

d) in che modo si può tentare di evitare una causa contro il comune?

e) quale sarebbe la giurisprudenza più calzante al caso?

f) avreste un giurista specializzato da consigliare (si tratta della Sardegna)?

Vi ringrazio anticipatamente per la vostra assistenza.

Con cordialità.

 

Andrea

» la risposta della Redazione

 

Inquinamento acustico su strada in salita

05.09.2015

Spett.le Redazione,

con la mia famiglia gestiamo un albergo in una località di mare. La nostra struttura si trova in una primissima collina, su di una strada che sale ad un punto panoramico e verso zone residenziali. Negli ultimi 10 anni sono esponenzialmente aumentate le abitazioni costruite a monte rispetto al nostro albergo e il risultato è un aumento consequenziale di traffico di macchine e di moto.

Poiché la strada è in salita e si snoda in una serie di tornanti lungo la collina, l'eco delle motociclette e delle macchine è molto forte e si ha la sensazione che lo stesso mezzo passi non una ma tre volte. Il rumore delle sempre più numerose motociclette, spesso con motore potenziato, è a volte assordante ed essendo la strada in salita tutti i mezzi sono in accelerazione, col risultato che è ancora maggiore la sensazione di fastidio e di rumore.

Abbiamo già perso dei clienti per questo e non sappiamo cosa fare. Il piccolo giardino che abbiamo di fronte all'albergo ha perso valore ed i nostri ospiti non si siedono più volentieri fuori.

C'è qualcosa che possiamo fare per intervenire? Si può richiedere un limite di velocità al comune o l'inserimento di cunette rallentanti? Ogni anno la situazione sembra peggiorare.

Grazie per l'attenzione.

 

Maria

» la risposta della Redazione

 

Scarico dei cassonetti per i rifiuti urbani

11.08.2015

Gentile Redazione,

volevo porre un quesito riguardante la rumorosità eccessiva dei mezzi di ritiro della nettezza urbana che viene effettuata nelle prime ore del mattino (inizia tra le 4.30 e le 5).

Nella mia città la raccolta è pseudo-differenziata con postazioni di vari cassonetti per tipologia di rifiuti per cui i mezzi che passano, uno dopo l'altro sono vari e, nel mio caso, ognuno ha da ritirare i rifiuti di 2 cassonetti. Inoltre, la raccolta avviene con mezzi automatici che prelevano il primo cassonetto, lo tirano su, lo svuotano, comprimono e così con l'altro. Ogni mezzo impiega per l'operazione qualche minuto! Purtroppo, la batteria dei cassonetti e adiacente alle camere da letto per cui potete ben capire di cosa si parla, anche in concomitanza dell'estate dove è difficile dormire con le finestre chiuse.

Per prima cosa ho fatto richiesta al Comune di spostare i cassonetti ma mi dicono cosa non fattibile per problemi di distanza dagli incroci, etc. Altrettanto non fattibile il cambio orario del ritiro.

A questo punto cosa posso fare? Posso fare un esposto con richiesta di controllo delle emissioni sonore in orari in cui dovrebbero essere regolamentate? Come dovrei procedere?

Vi sarei grato se poteste darmi un consiglio e Vi ringrazio anticipatamente.

 

Paolo

» la risposta della Redazione

 

Uso smodato dei clacson sulle strade dell'Appennino

01.08.2015

Gentile Redazione,

io gestisco una casa vacanze. E' nel bosco ai piedi del Appennino, provincia di Pistoia. Come uno può immaginare le strade nel bosco sono strette e con tante curve. Potete anche immaginare che il 90% dei conducenti anzi che affrontare le curve frenando e con attenzione preferiscono suonare il clacson. Poi c'è modo e modo anche per quello perché a volte (raramente) è un discreto e corto suono ma di solito è un prolungato e continuo uso che ti fa saltare dal letto.

Visto che in campagna poi inizia il movimento anche molto presto del mattino i miei clienti-ospiti spesso si lamentano e sono stufo a sentire commenti dai stranieri dal tutto mondo per questo comportamento incivile. Ma non solo i stranieri noi stessi per fare una siesta in estate o mangiare dobbiamo chiudere porte e alzare il volume della tv. E pensate che viviamo nel bosco, in campagna. Ma qua non esistono 5 minuti di fila senza i clacson che coprono i suoni del bosco e degli suoi animali.

Sono 4 anni che vado in Comune e chiedo di fare qualcosa. Sono sempre d'accordo ma non mi aiutano o propongono qualcosa. L'ultima volta il Sindaco mi ha detto che devo capire che vivo in Italia (non sono Italiano) e che tanto i turisti lo sono e vengono lo stesso. Vediamo fino quando però...

Potrei scrivere tante cose ancora perché è una storia lunga. Ma il punto è quello descritto sopra.

Volevo sapere se con la vostra esperienza sapete se esistono leggi che proteggono strutture ricettive come la mia. Non so' più cosa fare e penso seriamente di abbandonare l'attività (nonostante vada bene) e trovare un posto più tranquillo a vivere.

Non so' come giustificare tutto questo ai clienti che si trovano bene ma alla qualità di sonno mi danno i voti peggiori...e parlando ho capito perché...anche se lo sapevo già. Non dormo anche io tranquillo da anni. E poi è ingiusto a uno che risparmia un anno a fare una settimana tranquillo in un bosco in Toscana e avere questo incubo tutto il giorno. E una cosa che svaluta la zona e la qualità di vita.

Grazie per la vostra attenzione.

 

Niko

» la risposta della Redazione

 

Il disturbo notturno di un'attività commerciale

25.07.2015

Gentile Redazione,

vivo al primo piano di in un condominio. Al piano terra c'è una banca, un normale negozio, e purtroppo da circa 3 anni un distributore automatico di cibi e bevande aperto 24h su 24. Nel retro di questo locale si trova un sexy-shop anch'esso aperto 24h su 24. Il problema è che questo "doppio" locale sempre aperto é diventato luogo di ritrovo di ragazzini (e non solo) maleducati ed incivili che fanno un rumore pazzesco a qualunque ora della notte.

Ovviamente le autorità comunali se ne fregano, così come le forze dell'ordine che chiamiamo regolarmente, e che hanno sempre altro da fare. Non sappiamo più cosa fare. È impossibile dormire nel periodo estivo e a volte anche d'inverno. Una denuncia contro ignoti per schiamazzi notturni potrebbe servire?

Vi ringrazio e attendo risposta.

 

Silvia

» la risposta della Redazione

 

Come difendersi dal rumore stradale?

18.07.2015

Gentile Redazione,

abito in un paese attraversato da una strada statale (da circa 10 anni è diventata provinciale) e la mia abitazione non che la camera da letto è ad una distanza di circa 15 metri dalla carreggiata. Il traffico per la maggior parte è locale ed è intenso per gran parte del giorno e della notte.

Il problema sorge soprattutto di notte quando le vetture, ma soprattutto i mezzi pesanti, transitano sotto le finestre e il rumore diventa assordante. Ultimamente il traffico notturno è aumentato quindi vorrei sapere come fare per monitorare la situazione e a chi mi devo rivolgere per fare dei rilievi fonometrici.

Grazie.

 

Massimo

» la risposta della Redazione

 

Utilizzo terrazza condominiale per attività bar

22.06.2015

Gentile Redazione,

sono ad illustrarvi il mio caso per chiedere un vostro parere su come comportarmi. Sono gestore di un pub/birreria da circa 3 anni. Il pub si trova a piano terra di un condominio. Premesso che nessun condomino si lamenta della nostra attività tranne uno che abita direttamente sopra al locale.

Iniziata l’attività questo condomino ci ha subito mandato un controllo dell’Arpa. Siamo risultati fuori dai limiti, abbiamo pagato la nostra sanzione e fatto degli interventi di isolamento per rientrare. Annesso al nostro locale c’è una terrazza di proprietà del condominio che da più di vent’anni è stata data in affitto al locale che poteva utilizzarla mettendo fuori tavolini, etc.. Quando l’Arpa è intervenuto ha fatto rilievi non solo per l’interno ma anche per l’esterno ed ovviamente anche fuori eravamo sopra i limiti ma lì il regolamento edilizio ci impedisce di fare interventi per la chiusura della terrazza stessa.

L’Arpa nella sua lettera che, secondo il mio parere, è un format sempre uguale inibisce l’utilizzo della terrazza finché non si rientra nei limiti. Dopo alcuni mesi passati a provare a trovare un compromesso non siamo giunti a niente e la terrazza non ci è più stata data in uso. Premesso che sulla terrazza non veniva messa né musica, né nessun tipo di diffusione sonora, solo i clienti del locale.

Ovviamente non utilizzando la terrazza non abbiamo più pagato neanche l’affitto per essa. Oggi dopo diversi mesi veniamo contattati da altri condomini che nei prossimi giorni ci sarà l’assemblea del condominio e vorrebbero portare all’ordine del giorno di darci ancora in uso la terrazza fregandosene del rilievo dell’Arpa perché a tutti non da fastidio tranne ad uno e a loro i nostri soldi dell’affitto fanno comodo. Ovviamente lui invece utilizzerà ancora il foglio dell’inibizione da parte dell’Arpa.

La mia domanda è: siccome i condomini sono proprietari della terrazza ed hanno i millesimi per deliberare l’uso della terrazza anche se lui vota no, l’Arpa può inibire l’uso di uno spazio privato al proprietario stesso, contro la sua volontà consapevole del disturbo?

Ovvero se loro dovessero deliberare l’uso della terrazza senza mia specifica richiesta, consapevoli che verranno superati i limiti di legge (perché un plateatico con 50 persone è impossibile che possa rispettare i valori di legge), come dovrei comportarmi io? Il condomino che non è d’accordo potrebbe prendersela con me pur essendo una cosa deliberata da loro senza mia richiesta consapevoli del rilievo dell’Arpa?

Ringraziandovi per l’attenzione porgo cordiali saluti.

 

Daniele

» la risposta della Redazione

 

I Nuvolari a Cuneo: abitanti della frazione di Borgo Gesso e di C.so Giovanni XXIII esasperati da più di 20 anni

16.06.2015

Buongiorno, spero che prendiate a cuore la nostra lettera e ci diate un consiglio come fare a risolvere il problema di inquinamento acustico che Vi andiamo ad illustrare e che assilla da parecchi anni gli abitanti della città di Cuneo.

Il comune di Cuneo possiede un’area poco distante dal centro storico che affitta da più di 20 anni allo stesso gestore e dove sono sempre stati fatti concerti estivi all’aperto, inizialmente per qualche settimana, poi per qualche mese e, da qualche anno (dal 2008 pare), dal mese di giugno a quello di settembre, dal martedì alla domenica con inizio alle 22:30 e fine “ipotetica” alle 24:00. Ma spesso la musica si prolunga oltre mezzanotte e il comune di Cuneo ha concesso ultimamente di mettere musica non dal vivo dopo mezzanotte che si sente ugualmente a finestre chiuse dalle nostre abitazioni!

Il comune si nasconde sul fatto che quest’area degradata è stata valorizzata dallo stesso gestore, ci sono molti ragazzi che si riuniscono qua invece di scorazzare per le strade: di certo, non si nasconde l’utilità sociale che questa struttura ha, ma lo stesso comune deve anche tutelare, a nostro giudizio, la libertà di quegli altri cittadini che vorrebbero poter andare a dormire a ore non troppo tarde perché il giorno dopo devono recarsi al lavoro. Portar rispetto agli anziani che non hanno voglia di sentire musica “a palla” per tutta la serata, ai malati, etc..

Il disturbo nelle zone circostanti è notevole, vuoi per l’alta emissione, vuoi per la musica che non è proprio classica ma piuttosto rock/urlata, vuoi per l’influenza del vento, vuoi per la posizione, comunque parecchi di noi cittadini siamo disturbati nel nostro riposo ed esasperati dalla continua mancata presa in considerazione da parte dell’Amministrazione (che concede anche nostri contributi ad un gestore che già si arricchisce con questa attività).

Riteniamo che in nessun altro posto d’Italia esista una simile situazione di disturbo cosi prolungato per tutta l’estate, perché se fosse delimitata a pochi giorni tutto sarebbe diverso! Se si aggiunge che oltre quel locale esistono altri locali sull’altipaino che emettono musica sempre nella stessa direzione delle frazioni (per non disturbare il centro storico) si capisce bene come la situazione è esasperata.

Nel corso degli anni si sono fatte perizie tecniche (la prima risale al 1999),che dimostrano come in effetti il disturbo è reale, come la struttura non sia adeguata a contenere concerti sonori cosi elevati senza arrecare disturbo. Sono state fatte raccolta di firme, incontri con il Sindaco, con l’assessore, con i tecnici, sono state fatte segnalazioni telefoniche alla Polizia e ai Carabinieri, ai Vigili urbani ma, ad oggi, la situazione non è assolutamente migliorata.

L’anno scorso è intervenuta l’Arpa e ha constatato limiti superiori ai valori massimi, ma è scattata solo una pena pecuniaria (che tra l’altro non è certo nostra intenzione infliggerla) e l’attività è ripresa normalmente.

E’ stata avvisata la comandante della Polizia Municipale la quale ci ha risposto che non hanno pattuglie che intervengono di sera ed è quindi compito nostro chiamare i Carabinieri o la Polizia. Cosa che abbiamo fatto ma spesso ci rispondono che non è loro compito occuparsi di ciò che dovrebbe essere il comune a fare rispettare certe emissioni e ad eliminare le fonti di disturbo musicale che loro stessi spesso intervengono dicendo si abbassare la musica ma una volta andati via questi la rialzano.

Colloqui ne abbiamo fatti con l’Amministrazione, abbiamo mandato video, fatto intervenire medici che sottolineano come il riposo sia indispensabile per la salute di una persona…ma ecco che il 3 giugno è iniziata la stagione e nulla è cambiato. Cosa ci consigliate di fare?

Ci potete delineare quali siano le armi che possiamo usare per difenderci da questo disturbo? (articoli di legge, chi è responsabile, se il Sindaco avrebbe dovuto in seguito al sopralluogo dell’Arpa fare un’ordinanza per interrompere il disturbo o qualcos’altro di simile). Dovremo per forza fare causa legale?

Ci si chiede se sia possibile che in tutti questi anni e con le tecniche di oggi non sia stato possibile da parte del gestore della struttura effettuare interventi di mitigazione acustica, già elencati nella relazione commissionata dall’Ufficio Tecnico del Comune di Cuneo nel 1999 (eppure i soldi non mancano: in un intervista lo stesso gestore parla di giro d’affari di 400 mila Euro!).

Inoltre, ci si chiede come mai l’Amministrazione comunale non intervenga per un problema che ben conosce, imponendo, come in altre città, delle regole che limitino il disturbo sonoro (esempio orari di cessazioni soprattutto in settimana, limitazione dei concerti in giorni festivi anche se i giorni festivi non lo sono per tutti) ed effettuando come è di competenza per legge, un maggior controllo e una vigilanza agli stessi concerti.

Si chiede pertanto di non essere costretti a chiudere le finestre anche d’estate (con comunque scarso risultato), a dover cercare di scappare dalla propria abitazione perché esasperati dal troppo disturbo, perché non si riesce a leggere un libro, a riposarsi a causa del rumore di fondo, a non vedere i Nuvolari e le altre strutture “emissive” di musica come nemici con cui arrabbiarci, insomma a farci stare bene in casa propria, a Cuneo.

 

Abitanti di Borgo Gesso e di C.so Giovanni XXIII - Cuneo (CN)

» la risposta della Redazione

 

Trattenimenti musicali di un pubblico esercizio

30.05.2015

Gentile Redazione,

abito nel comune di Cassano d'Adda (Mi), da un anno a questa parte un locale in prossimità del nostro condominio ha cambiato gestione.

Da quando è avvenuto il cambio di gestione il nuovo proprietario molto spesso fa suonare musica rock dal vivo all'esterno del locale. Il locale si trova a meno di 50 metri (la distanza con il condominio è solo la strada che ci passa in mezzo) e la musica è davvero molto forte anche con le finestre chiuse sembra di averla in casa. Anche il proprietario sicuramente è cosciente del disturbo infatti per fortuna fino adesso non è mai andato oltre le 23.30. Nonostante la coscienza del titolare del locale però il disturbo e il fastidio provocato è davvero terribile.

Non capisco come abbiamo potuto dare il permesso ad un locale così vicino ad un condominio di 83 appartamenti e in centro (ma in zona ad alto centro abitato) il permesso di fare casino. Siamo sicuri io e altri condomini che il permesso li è stato concesso fino alle 24, perché più volte sono stati avvisati i Carabinieri ma senza avere riscontro positivo, in quanto rispondo che ha il permesso fino alle 24.

Volevo chiedere come è possibile che abbia il permesso di fare macello in libertà in una zona ad alta densità? A chi bisogna rivolgersi in comune per cercare di far smettete o per lo meno farli abbassare il volume (visto che è stato avvisato di persona da noi, ma continua)? A parte il comune ci si può rivolgere a qualcun altro? Potete darmi delucidazioni riguardo leggi che tutelano un problema simile al mio?

Grazie in anticipo Saluti.

 

Francesco

» la risposta della Redazione

 

Impianto di climatizzazione insopportabile

23.05.2015

Gentile Redazione,

abito in una zona molto tranquilla di Milano, la cosiddetta Città Studi, caratterizzata dalla presenza di numerosi dipartimenti universitari, molto frequentati nelle ore di punta ma pressoché deserti negli altri orari, garantendo quindi ai pochi abitanti circostanti pochissimo inquinamento acustico non essendoci passaggio di autoveicoli o locali ed intrattenimenti.

Peccato che di fronte al mio condominio esista una palazzina laboratorio dalla quale, nelle ore notturne, soprattutto nei mesi più caldi o più freddi, un impianto di climatizzazione emette un continuo insopportabile frastuono. Nei mesi estivi è praticamente impossibile dormire tenendo le finestre aperte.

Cosa possiamo fare per intervenire? A chi ci dobbiamo rivolgere e con quali mezzi?

Molte grazie in anticipo per il Vostro gentile riscontro.

Cordialmente.

 

Luca

» la risposta della Redazione

 

Musica in condominio

23.05.2015

Gentile Redazione,

da più di un anno io e altri condomini abbiamo a che fare con un problema di immissioni di musica a basse frequenze.

Abito al quinto piano di un condominio e quasi quotidianamente dalle 12.30 fino alle 17, il figlio ventenne dei condomini del sett piano, produce (in quanto dice che è il suo lavoro) musica techno a volumi tali da sentirsi fino al mio appartamento.

Il rumore che si percepisce riguarda esclusivamente le basse frequenze che si propagano con più facilità nei materiali. Poggiando l’orecchio sulle pareti il rumore è percepibile distintamente. Vero è che è un rumore che è facilmente copribile alzando il volume della televisione, ad esempio, ma che invece è inevitabilmente percepibile se si vuole riposare, testa sul cuscino.

Dopo varie lamentele in toni civili che non hanno portato a nessun cambiamento, sono seguite delle lamentele dai toni più accesi da parte di altri condomini, in particolare uno (un ottantenne con moglie cardiopatica) ha fatto una scenata sulle scale perché la moglie si stava sentendo male.

Per circa un mese non si è sentita più musica perché il ragazzo era andato in un garage a produrla, ma da lì è stato cacciato perché il box non aveva l’agibilità necessaria e per l’ovvio disturbo ai condomini soprastanti il suddetto box. Dopodiché è tornato tutto come prima.

A questo punto abbiamo proceduto con una diffida mandata per conto di alcuni condomini da parte dell’amministratore, alla quale è seguita una delirante lettere della madre del ragazzo che negava qualsiasi addebito, sostenendo di non avere un impianto tale da produrre questo rumore e che dato che le lamentele “focose” si erano svolte di fronte ad una minore rimasta turbata (circostanza non vera), alle prossime lamentele si sarebbe riservata procedere alla denuncia per turbativa di minore.

La situazione risulta quantomeno delicata perché mi trovo a che fare con condomini evidentemente maleducati e pronti a fare denunce fuoriluogo e pretestuose.

Come tutelarsi?

 

Andrea

» la risposta della Redazione

 

Rumore della pista di motocross

02.05.2015

Gentile Redazione,

sono cittadino di Laveno Mombello (VA) da oltre 15 anni. Ho trovato il vostro sito web, e vorrei chiedervi un consiglio. Hanno (ri-)aperto, dopo anni di silenzio, qui a Mombello, una pista motocross, vicinissima alle case degli abitanti. Da alcune settimane usano questa pista, che emette un fastidiosissimo rumore ogni weekend, e anche molti giorni durante la settimana. Molti cittadini qui a Mombello si sentono estremamente seccati dal rumore, e la nostra qualità di vita è proprio minacciata, soprattutto con l’arrivo della bella stagione che abbiamo il diritto di goderci senza essere costretti di sentire dei motori rumorosi. Non possiamo accettare che la vita di centinaia di persone viene condizionata dal “divertimento” di alcuni.

Purtroppo il comune sembra di sostenere questo impianto (vedi http://www.lavenomombelloedintorni.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1987:parte-bene-la-stagione-enduro-m-c-scag-enduro&catid=8&Itemid=101).

Vi sarei molto grato se poteste darmi dei consigli come potremmo difenderci contro questo impianto. Che leggi esistono? Quali sono le regole che un impianto del genere deve rispettare? Ci sono dei limiti di deciBel che possono essere emessi? E quantaltro. Sto' per creare una iniziativa di cittadini e ogni consiglio sarebbe benvenuto.

Grazie per il Vostro aiuto.

 

Clemens

» la risposta della Redazione

 

Rumore insopportabile di sconosciuta provenienza

11.04.2015

Gentile Redazione,

siamo un gruppo di abitanti che ci lamentiamo di un rumore talmente fastidioso che impedisce di dormire.

Dal mese di novembre 2014 nella nostra via hanno iniziato i lavori per la nuova urbanizzazione di vari terreni vicini, compreso la modifica della strada già esistente modificata con una piccola rotatoria per accedere alle nuove vie delle nuove lottizzazioni, hanno installato varie pompe per aspirare l’acqua e eseguire i lavori che purtroppo si sono prolungati per mesi, consapevoli dei disagi per i vari rumori abbiamo sopportato giorno e notte.

Non varia anche isolando tutti gli impianti: staccando l'interruttore generale dell'impianto elettrico, chiudendo impianto del gas e dell'acqua che hanno contatori sulla recinzione esterna al giardino.

Dalle feste natalizie 2014, su conferma della ditta responsabile dei lavori ci è stato garantito che tutte le pompe sono state levate o staccate, ma da quel periodo ad oggi il fastidioso rumore ci continua a disturbare sia di giorno che di notte: faccio presente che più di qualche volta anche di notte siamo scesi in strada per verificare assieme ai miei vicini da dove provenisse il rumore che non è continuo ma va e viene come se ci fosse un galleggiante, rumore che all’esterno delle abitazioni non si sente ma all’interno delle case e assordante.

Premetto che nei dintorni per chilometri non ci sono fabbriche o edifici che possano emettere rumori.

Vi prego di darmi un consiglio di chi chiamare per trovare una soluzione al caso premetto che io abito da 55 anni in questa abitazione.

Distinti saluti.

 

Massimo

» la risposta della Redazione

Commenti dei lettori

Le vibrazioni, i rumori da vibrazione ci sono eccome! Sono prodotte dai lavori di scavo, ad esempio, della metropolitana con talpa meccanica o per la realizzazione di diaframmi e palancolate. Si trasmettono anche a distanza di decine di chilometri in linea d'aria e non danno tregua nel sonno, perché i lavori vengono effettuati normalmente durante tutta la notte per sfuggire, immagino, ai controlli. Spero che la consapevolezza collettiva di questa grave, infrazione dei nostri diritti, costringa gli amministratori al rispetto di regole e a subire sanzioni severe quando non rispettano il diritto al riposo notturno dei cittadini.

 

 

Chi tutela le vittime dell'Inquinamento Acustico?

28.03.2015

Gentile Redazione,

da undici anni lamentiamo all'Amministrazione Comunale l'inquinamento acustico generato dai motori dei camion presenti notte e giorno in un parcheggio pubblico antistante a un'azienda.

Azienda e parcheggio sono stati realizzati diciassette anni fa adiacenti a una via d'interquartiere che li "separa" appunto da un quartiere residenziale ultra trentennale. (Il progetto per la realizzazione ed insediamento della fabbrica prevedeva che i carichi e gli scarichi dai camion sarebbero avvenuti dalla parte opposta dell'azienda e non di fronte alle residenze). Inoltre, in questa via è vietato il passaggio dei camion ad eccezione per quelli che caricano o scaricano nell'azienda, quindi dovrebbero solo transitare da e per l'azienda e non fermarsi mai nel parcheggio pubblico. Invece, essi sostano per ore sia di giorno sia di notte nel parcheggio pubblico senza che la Polizia Locale intervenga a far rispettare il Codice Stradale e la segnaletica. La presenza e il via vai quotidiano di decine di mezzi pesanti comportano un ininterrotto rombo di motori con un'immissione nell'ambiente di rumore che supera i 100-120dB (come ben risaputo).

L'Amministrazione Comunale ha "tentato di rimediare" all'inquinamento acustico declassando alla Classe III il quartiere residenziale, alla Classe IV la via d'interquartiere e alla Classe V l'azienda anziché farle bonificare, come prevede la Zonizzazione Acustica, l'inquinamento acustico indirettamente provocato da essa. Ovviamente il rumore patito dai residenti è rimasto quello di sempre.

Per cortesia, come possono i residenti far valere i loro diritti senza dover per forza intraprendere costose e interminabili azioni legali?

Grazie in anticipo, cordiali saluti.

 

Claudio

» la risposta della Redazione

 

Alcuni consigli utili per pretendere il risanamento acustico dell'azienda

21.03.2015

Spett.le Redazione,

abito vicino ad un'azienda di stampaggio che fa utilizzo di presse meccaniche. Il lavoro inizia alle 7/7:30 fino le 17:30 più il sabato mattina tenendo portoni e finestre completamente aperte. La zona è classificata mista.

Dopo alcune richieste di controlli alla Polizia municipale nemmeno effettuati ho presentato un esposto con richiesta di rilevamento da parte dell'ARPA. Nei giorni precedenti ed antecedenti il rilevamento "casualmente "le presse lavoravano con meno pressione producendo meno rumore comunque superando il limite 5 dB (art .4, comma 1, del D.P.C.M. 14.11.97) arrivando al primo rilevamento ad un livello differenziale di 8,5 dB(A) e nel secondo di 12,1 dB(A).

Nella relazione di ARPA consegnata al Comune è stato specificato che la ditta si dovesse mettere a norma, per due/tre anni. Per mia poca competenza nelle leggi e sopratutto per furbizia del Comune e Polizia locale l'azienda ha continuato come prima nemmeno chiudendo i portoni. Poco tempo fa dopo mille uffici, telefonate e ricerche varie ho saputo che per tutelare il cittadino ci si può rivolgere al Difensore civico regionale, al che ho comunicato al Comune che mi ci sarei rivolto (senza farlo) a quel punto l'azienda ed il Comune si sono mossi per i lavori. Purtroppo però sul grosso portone da dove proveniva il rumore è stata semplicemente montata una tenda scorrevole in PVC di 3/4 millimetri ad apertura automatica che attutisce leggermente il rumore mentre le finestre sono uguali a prima ma siccome l'azienda è costituita da due capannoni ed è un continuo passaggio di muletti la tenda si apre e chiude continuamente.

A questo punto io vi chiedo:è bastato all'azienda solo questo intervento per mettersi a norma? Cosa devo fare per far si che l'azienda si metta totalmente a norma? Dopo questo intervento da parte dell'azienda vale ancora il rilevamento di ARPA? Com'é possibile che il Comune dica che i rilevamenti all'interno dell'azienda con macchinari in funzione siano a norma quando a casa mia che dista 100 metri i livelli sono al limite dei 55 dB?

Cordiali saluti.

 

Emanuele

» la risposta della Redazione

 

Disturbi da parte di una comunità evangelica all'interno di un condominio

11.03.2015

Spett.le Redazione,

abito a Milano, in una palazzina/condominio, composta principalmente da un passo carraio che porta a 3 piani sotterranei adibiti solamente a box (alcuni di proprietà, altri in affitto), un appartamento dove io sono l’unico inquilino e una chiesa evangelica, che fino a 9 mesi fa era frequentata solamente da una comunità italiana tranquillissima.

Il proprietario/pastore per pagare il mutuo del luogo di culto ha affittato ad una comunità evangelica sudamericana, da allora non abbiamo più tranquillità, il mercoledì e il venerdì svolgono le loro preghiere e canti dalle ore 20:00 fino alle ore 22:30/23:00, il sabato iniziano alle ore 13:30 e non sai mai quando finiscono e in questi giorni dopo l’incontro si radunano nel cortile del condominio a chiacchierare a voce alta, mentre la domenica iniziano alle 7:30 del mattino spostando panche e sedie mentre la loro funzione religiosa inizia alle ore 8:30 e finisce verso le 12:30 con canti urla e applausi continui.

Ma non finisce qui. Dopo l’incontro interno, tutta la comunità si riunisce all’esterno (parliamo di 50/60 persone a volte anche di più) installano una cucina da campo sotto un gazebo, apparecchiano lunghe tavolate e pranzano tutti insieme, a tutto questo si sommano anche gli schiamazzi, urla, bambini che giocano, e dura fino alle 15:00/16:00, (orario continuato) nel periodo invernale, nel periodo estivo non c’e orario, non si preoccupano in nessun modo della quiete altrui. Alla mia richiesta di limitare il loro comportamento, mi è stato risposto che “se non mi andava bene, potevo andarmene”.

Sono stanco e stremato da tutto questo menefreghismo, è possibile tornare alla tranquillità iniziale? Vi chiedo un consiglio su come comportarmi per poter riposare, visto che è un mio diritto. Vi ringrazio per ogni indicazione che potrete darmi.

Cordiali saluti.

 

Enrico

» la risposta della Redazione

 

Raccolta differenziata dei rifiuti particolarmente rumorosa

25.01.2015

Gentile Redazione,

avrei bisogno del vostro consulto per sapere se c'è un modo per impedire all'AMA (società che gestisce i rifiuti a Roma) di non attivare il segnalatore acustico di macchinario in movimento durante la raccolta dei cassonetto.

Da quando hanno iniziato a raccogliere i rifiuti in via differenziata, l'AMA viene con dei piccoli automezzi che quando sollevano i cassonetti emettono un fastidioso segnale acustico, probabilmente per indicare il movimento del macchinario. Il problema è che la raccolta di cassonetti avviene praticamente a tutte le ore del giorno e della notte. Secondo il mio parere dovrebbero perlomeno evitare di passare durante le ore notturne (spesso alle 23:00 e alle 01:00), per poi trovare una soluzione definitiva. Ma è mai possibile che riduciamo l'inquinamento organizzando per bene i rifiuti e poi la società che li recupera produce inquinamento acustico? E se in orario notturno, a mio personale parere, anche con disturbo della quiete pubblica?

Ho provato a scrivere all'AMA, ma non ho ricevuta nessuna risposta. Posso fare una qualche tipo di denuncia più formale? Devo indire una petizione pubblica per trovare (e ce ne sono moltissimi) altri cittadini con lo stesso problema cosi da avere maggior risonanza? E' necessario che ingaggi un avvocato per gestire la cosa? Grazie per qualsiasi informazioni riusciate a darmi.

I miei migliori saluti.

 

Roberto

» la risposta della Redazione

 

Rumori notturni catering

25.01.2015

Gentile Redazione,

abito a Venezia, da poco ho cambiato casa in una zona che pensavo tranquilla, vicino alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista. Spesso vengono organizzati eventi e concerti in questo luogo, con utilizzo di alcuni barconi per il catering.

Il problema è che se anche finiscono la musica per mezzanotte, rumori di spostamento di casse di bicchieri, piatti, tavoli, sedie e simili vanno avanti quasi sempre almeno fino alle 01:00/01:30 del mattino, con aggiunta del suono non proprio leggero del motore dei barconi quando poi finalmente vanno via. Non riesco più a dormire la notte.

Non c'è modo di far spostare il catering il mattino dopo? O comunque trovare una soluzione più silenziosa finiti i concerti?

Vi ringrazio per ogni indicazione che potrete darmi. Cordiali saluti.

 

Damiano

» la risposta della Redazione

 

Rumori provocati dal passaggio di autoveicoli in una strada a ciottoli

10.01.2015

Gentile Redazione,

vorrei sottoporvi il mio problema: abito in una casa in un piccolo centro storico e confino con una strada ciottolata disastrata larga dai 2,50 ai 3 m, l'aumento del traffico è iniziato da quando il Comune ha rilasciato il permessi di concedere la realizzazione di ben due supermercati senza considerare la viabilità. Dimenticavo, questa strada è racchiusa dalla mia casa oltre che da altre confinanti e da un muro di cinta alto circa 4 metri per circa 50 metri. In questa strada, è consentito il passaggio di auto, furgoni, camion, camper, etc..

Nonostante i colloqui con il sindaco per cercare di risolvere il problema, non è stato ancora fatto nulla. Avevo chiesto di limitare il traffico solo alle autovetture e di porre dei cartelli con dei limiti di velocità ma nulla di questo è stato fatto.

Da parte mia sono intervenuto mettendo delle doppie finestre con vetri antirumore, ma non sono riuscito a risolvere il problema. Vi chiedo cosa posso fare?

 

Roberto

» la risposta della Redazione

 

Disturbi da azienda vicino a casa

06.01.2015

Gentile Redazione,

mi rivolgo a voi per avere informazione su come comportarmi nei confronti di un artigiano vicino casa mia.

Vi illustro la situazione: a circa 30 metri dalla mia abitazione c'è un piccolo capannone di un artigiano muratore quest'uomo è praticamente "malato di lavoro", tutti i giorni e ripeto tutti i giorni alle 6:30 arriva al magazzino e comincia, dentro e fuori macchinari, avanti indietro con la ruspa, con il muletto, a motore, sposta materiale da destra a sinistra, accende e lascia macchinari accesi per delle mezz'ore senza usarli, etc..

Ho provato a parlargli ma, sta tranquillo qualche giorno, e poi ricomincia peggio. Ad esempio, il 26 dicembre alle 7:30 del mattino picchiava chiodi per fissare degli assi!

Io mi sono rivolto al Comune ed alla Polizia municipale esponendo il problema e mostrando video con orari e giorni ma questi mi hanno fatto capire chiaramente di lasciar perdere, che potrei sbagliarmi, che esagero. Ora vi chiedo, come posso comportarmi visto che parlando con un impiegato del Comune mi ha detto chiaramente, esponendosi a suo discapito, che anche presentando esposto e facendo eseguire i rilievi all'Arpa non risolverei niente perché il giorno dei rilievi l'artigiano "casualmente" non farà rumore o non ci sarà, anche se il rilievo verrà effettuato a "sua insaputa".

Esiste un altro modo per rilevare il rumore senza dover rivolgersi al Comune? Esiste un modo per risolvere questo problema?

Grazie e cordiali saluti.

 

n.d.

» la risposta della Redazione

 

Requisiti acustici passivi d.P.C.M. 5 dicembre 1997

24.12.2014

Spett.le Redazione,

pongo magari il solito quesito, ma chiedo se è possibile parere in merito.

Nel 2006, nel mio condominio in centro storico del 400, hanno finito di ristrutturare l’appartamento sopra il mio, tra l’altro si è eseguita anche la sostituzione del solaio (100mq). Secondo gli accordi si doveva collocare, sopra il solaio nuovo in legno-cemento per cui di ridotto spessore, prima della posa dei pavimenti, una soluzione di insolazione acustica idonea ad abbattere i rumori da calpestio ecc..

Poi di punto in bianco mi sono ritrovato che stavano posando la pavimentazione, tutta in laminato galleggiante, con la messa in opera del solo tappettino in cartone sotto il laminato. Ho cercato di interrompere i lavori, ma ovviamente niente, allora ho scritto alla Direzione lavori intimandone la posa, ma niente. Alla fine ho ottenuto sola la garanzia verbale della posa di una guaina, il tutto, secondo loro depositato in comune con una variante in corso d’opera; per ottenere l’abitabilità ovviamente.

Fino ad oggi ho sopportato una serie infinita di rumori, non da poco, “anche la chiusura/apertura di ante si temette sul solaio e nel mio appartamento”, poi ho letto che le cose sono cambiate giuridicamente con condanne ai costruttori/proprietari per l’inadempienza nell’abbattimento per il rumore da calpestio, ed allora mi sono fatto avanti per rifar valere i miei diritti, ma ancora niente, risposte aleatorie. Ora, da poco, hanno venduto, ma i rumori sono rimasti. Ho anche proposto al nuovo proprietario di sistemare la cosa, avvertendolo che il vecchio proprietario è responsabile fino ad un anno dal contratto, ma niente anche in questo caso, anzi hanno installato pompa calore/asciugatrice…

Ora sono al limite e chiedo: se vado per vie giuridiche tramite avvocato ottengo qualcosa? non sono passati i 10 anni dal completamento delle opere. In breve tempo? Voglio vendere la casa, incorro io in qualche reato perché i proprietari del piano di sopra non hanno ottemperato ai lavori di insolazione secondo la normativa?

 

Luca

» la risposta della Redazione

 

Disturbo causato dai botti

24.12.2014

Spett.le Redazione,

vorrei sapere se esiste una norma che regolamenta l'uso dei botti. Purtroppo, dove vivo ne sparano continuamente, quasi quotidianamente ed a qualsiasi ora del giorno e della notte! Abito non molto distante da un ristorante per cerimonie, credo che siano anche loro a spararne per ogni occasione!

Mi rendo conto che dove sto', in provincia di Napoli, le leggi sono un optional, ognuno fa quel che gli pare indisturbato, ma io provo comunque a fare la mia parte.

Cordiali saluti.

 

Antonella

» la risposta della Redazione

 

Disturbo causato da una ludoteca

06.12.2014

Spett.le Redazione,

è la prima volta che mi rivolgo ad una testata giornalistica specializzata in problemi derivati da inquinamento acustico. Sono esasperata e vorrei consigli concreti su come agire.

Vivo in un parco privato e ahimè da qualche anno all’interno del suddetto parco, ha aperto una ludoteca/sala feste per bambini causando non pochi problemi. Prima di tutto, tale ludoteca affaccia all’interno del parco e anche l’entrata è situata internamente al viale abitato; è come se le feste si svolgessero in casa mia dato che dal balcone della mia camera riesco a sentire praticamente tutto!

Inutile dire che le lamentele alla proprietaria sono state vane, in risposta ho ricevuto solo aggressioni verbali e disinteresse. Io sono una studentessa universitaria e lavoro part-time come baby-sitter, quando sono a casa vorrei poter riposare e/o dormire in tranquillità invece mi ritrovo sempre più spesso con emicranie e ultimamente anche con crisi d’ansia, senza contare la totale impossibilità di concentrazione.

In secondo luogo, altra piaga è la pessima qualità delle persone che frequentano la ludoteca in questione. Un continuo via vai di motorini strombazzanti e auto rumorose, urla e strilli degni del peggior mercato ittico e chi più ne ha più ne metta.

Insomma, credo di aver fatto un quadro abbastanza esaustivo dell’incubo che vivo ormai da troppo e al quale pare non ci sia soluzione. Scrivo “pare” perché spero invece che ci sia effettivamente un modo per contrastare tutto questo. Attendo risposta e ringrazio per l’attenzione.

 

Sara

» la risposta della Redazione

 

Tutela mancata

22.11.2014

Spett.le Redazione,

Vi scrivo in merito ad un problema di inquinamento acustico. Abito in un condominio, pochi piani sopra ad una kebabberia/bar (all'interno del mio stesso palazzo) che produce rumori molesti fino a tarda notte, dovuti a musica a volume elevato. Secondo le normative del mio comune, è consentito ascoltare musica nei pubblici esercizi solo fino alle ore 24.

Il bar in questione oltrepassa questo limite, tutti i giorni fino alle 3 del mattino, disturbando e rendendo impossibile il sonno. Bisogna aggiungere altri gravi strappi alla legge, come la costruzione di una canna fumaria non a norma, e l'utilizzo in alcune occasioni di una rampa di scale del parcheggio condominiale retrostante il bar, come angolo cottura per il barbecue.

Esasperato dall'accaduto, ignorato dal proprietario del bar, mi sono recato in Comune dove ho consegnato un esposto scritto, chiedendo l'intervento dell'Arpa per il monitoraggio. Il Comune mi ha spiegato che "può chiamare l'Arpa solo 3 volte all'anno" e non ha quindi intenzione di farlo per il mio caso. Si è limitato a protocollare la mia richiesta ed inviarla ai vigili urbani (gea).

Mi sono allora recato da quest'ultimi che mi hanno informato che anche loro non richiederanno l'intervento dell'Arpa.

Allora ho contattato personalmente l'Arpa pensando di farmi carico delle spese, ma mi rispondono che non possono intervenire su richiesta diretta dei cittadini.

Come devo comportarmi? il Comune può davvero ignorare la mia richiesta?

 

n.d.

» la risposta della Redazione

 

Rumore della caldaia condominiale

22.11.2014

Spett.le Redazione,

abito in un appartamento situato al di sopra del locale caldaia condominiale. Il mese scorso prima dell’accensione del riscaldamento, il condominio ha inviato un tecnico che ha rilevato 3 dB al di sopra della soglia massima consentita (test effettuato alle ore 12 e avendo acceso l’impianto per circa 20 minuti).

Ora che siamo a regime il rumore e’ ancora più forte ed intenso: un sibilo acuto, che devo sopportare per più di 12 ore al giorno e che mi generano mal di testa e spossatezza.

Vorrei sapere cosa devo fare per sensibilizzare il condominio e l’amministratore che continuano a sottovalutare il problema.

 

Gloria

» la risposta della Redazione

 

Rumore di tutti i giorni causato da un "Ape"

19.10.2014

Spett.le Redazione,

mi chiamo Ignazio ed ho 34 anni. Vivo da pochi mesi in provincia di Roma e ho riscontrato un grave problema che spiego meglio di seguito:

tutti i sacrosanti giorni (e per tutti intendo anche sabato e domenica, quindi 7 giorni su 7 per tutto il mese) un signore viene a parcheggiare sotto la mia camera da letto o comunque nella via molto stretta e piccola con un Ape con motore pessimo o rotto, nel senso che si sente già che arriva dalla via precedente e rimane sull'acceleratore "forzando" la macchina con conseguente assordante rumore.

Sto diventando pazzo perché non riesco a capire a chi posso rivolgermi e se ho diritto di lamentarmi e secondo Voi posso ottenere qualcosa. Credetemi, è veramente insopportabile, anche se si verifica tra le 9:30 e le 10 di mattina dentro casa non stiamo più bene. Inoltre, poi quando abbiamo bisogno di dormire di più perché magari la sera abbiamo fatto tardi, questo non possiamo farlo perché veniamo puntualmente svegliati. Anche se vediamo la tv comunque siamo disturbati da questo rumore.

Lascio a Voi immaginare questa estate (la prima in questa casa tra l'altro...) con le finestre aperte a che livello diventa il rumore...

Grazie, spero tanto di avere una risposta o un semplice consiglio.

 

Ignazio

» la risposta della Redazione

 

Strada non conforme al decreto del Presidente della Repubblica n. 142/2004

08.09.2014

Gentile Redazione,

nel 2009, a poche decine di metri da casa, è stata realizzata una strada che sin da subito si è palesata fonte di inquinamento acustico. Dopo anni di lettere ed esposti, sono riuscito ad ottenere una rilevazione da parte dell’ARPA, la quale ha constatato “valori non conformi alla vigente normativa – D.P.R. 30 marzo 2004 n. 142, poiché sono stati riscontrati livelli assoluti di immissione di 64,0 dB(A) nel periodo di riferimento diurno e di 58,0 dB(A) nel periodo di riferimento notturno, rispetto ai limiti assoluti di immissione consentiti per la classe II di 55.0 dB(A) nel periodo di riferimento diurno e 45,0 dB(A) nel periodo di riferimento notturno".

A questo punto, visto quanto sopra e in considerazione del fatto che secondo il citato d.P.R. la strada in questione risultava essere una infrastruttura stradale di nuova realizzazione (art. 1, comma 1, lettera c)), posso esigere un adeguamento urgente da effettuarsi in tempi rapidi? Ci sono i presupposti per un’eventuale azione legale?

Grazie e cordiali saluti.

 

Fausto

» la risposta della Redazione

 

Bar sotto casa

30.08.2014

Spett.le Redazione,

abito a Viareggio in zona periferica, sotto il mio appartamento, non in condominio, c'è un bar che solitamente è aperto dalle ore 5,30 alle ore 24.00 e venerdì, sabato e domenica si protrae anche dopo le ore 01.00. I rumori che sento dalla mia camera da letto sono diversi a seconda degli orari, si comincia la mattina alle ore 5.30 con lo spostamento di sedie e tavoli per l'allestimento della veranda, proseguono poi intorno alle ore 8.30 con l'accensione della televisione, e si prosegue nel primo pomeriggio con la musica proveniente da alcune casse (4/5) posizionate all'esterno del locale ma all'interno della veranda. Nell'ora dell'aperitivo, verso le 19.00-19.30, la musica sale di volume per terminare al momento della chiusura del locale.

A tutto questo si sommano anche gli schiamazzi e le urla dei frequentatori solitamente giovani, i quali non si preoccupano in nessun modo della quiete altrui. Alla nostra richiesta di limitare il volume della musica, ci è stato risposto che "non è una chiesa ma un bar e che se volevamo dormire tranquilli di cambiare casa, aggiungendo inoltre che non volevano più essere stressati durante gli orari di lavoro, in quanto erano in regola con le norme e pagato la SIAE".

Abbiamo chiamato alcune volte i vigili urbani e mi hanno detto di non poter intervenire in quanto vige un regolamento comunale dove nel periodo invernale la musica deve cessare alle ore 24.00 e nel periodo estivo, dalla domenica al giovedì, deve terminare entro 00.30, il venerdì e sabato alle ore 1.30.

E' possibile che io possa dormire solo quattro ore per notte? Vi chiedo un consiglio su come comportarmi per poter riposare un adeguato numero di ore in pace, visto che al mattino devo prendere lavoro alle ore 7.30.

 

n.d.

» la risposta della Redazione

 

Inquinamento acustico causato dal suono della sirena

04.08.2014

Gentile Redazione,

abito attualmente in condominio, in un quartiere molto vicino a una zona industriale, la quale da sempre ha provocato qualche lieve disturbo acustico (di entità minima e sopportabile, ad esempio rumori leggeri di turbine o automezzi in manovra, etc.). Premetto anche che tra noi e la suddetta zona industriale passa un binario del treno che tra poco diventerà a doppia corsia e verrà per l'occasione installata una parete antirumore. Questo per dire che siamo persone abituate a qualche piccolo disturbo come il passaggio del treno 6/7 volte al giorno… ma non è mai stato un problema, trattandosi di rumori che duravano solo qualche secondo e molto sopportabili, rumori decisamente non paragonabili all'avere di fronte una strada trafficata tutto il giorno.

A parte questi piccolo rumori, è sempre stata una zona tranquilla, le auto sono poche in quanto la nostra è una strada chiusa e a parte quelli che vivono nella nostra via, non passa nessun altro.

Da poche settimane (inizio luglio circa) è stata installata una (credo io) sirena presso uno stabilimento della zona industriale. Alle ore 07:10 inizia a suonare, si tratta di un rumore molto forte, che ora che è estate con le finestre aperte, sembra di avere qualcosa che suona nell'appartamento. Per far capire il livello del rumore: se si tiene la tv accesa, nel momento del suono (che dura circa 5 secondi ogni volta) il rumore della tv è completamente coperto da quello della sirena.

Il suono si ripete dalle 7:10 alle 10:20 circa ogni 10/15 minuti. Riprende poi verso le 13 del pomeriggio e a volte dura (con la stessa frequenza di 10/15 min.) anche fino alle 17:00 della sera.

Ora io vi chiedo: è lecito innanzi tutto, e a chi posso rivolgermi per richiedere delle verifiche riguardo all'inquinamento acustico che provoca la nuova sirena?

Aggiungo inoltre che per una persona che lavora (come me) che esce alle 8:00 del mattino e rientra alle 18:00 della sera non è tanto un problema. Ma vi assicuro che, essendo ora a casa in ferie, per chi se ne vuole stare un poco in tranquillità e farsi un sonnellino rigeneratore, è un vero incubo. In queste mattine la mia sveglia è coincisa con quella della sirena, alle 7:10 giù dal letto e poi via così ogni 10 minuti! (e dormo con i tappi).

Vi ringrazio dell'attenzione, un cordiale saluto.

 

Simona

» la risposta della Redazione

 

Suonare e cantare amplificati in appartamento condominiale

14.07.2014

Spett.le Redazione,

dopo aver cercato tanto su internet, ho trovato il Vostro sito, molto dettagliato in materia di acustica. Le risposte che si trovano nel web non sono sempre precise e un condomino sfortunato rischia di non sapere dove sia il giusto.

Io scrivo da Catanzaro. Il mio dubbio è questo: da più di un anno, si è trasferito al piano di sotto un “signore” che pretende di cantare amplificato (tastiera, base musicale e microfono con effetto eco) quando gli pare. Sedute terribili di neomelodico di circa 2-3 ore per tre volte a settimana. Io lavoro a casa e quando mi riposo vorrei farlo seriamente; mi sono resa conto che pur chiudendomi in una camera lontana, il suono è molto forte e mi crea tachicardia, tremore e forte nervosismo. Ormai, il solo pensiero che possa cantare mi scatena queste reazioni.

Vorrei sapere se la legge consente di cantare amplificati nell’appartamento di una zona residenziale e come posso contrastarlo. Si è completamente rifiutato di cantare senza amplificazione e ha fatto sapere che chiederà all’Asl il limite dei decibel; ma con tutta quell’apparecchiatura che lui ritiene indispensabile per suonare e cantare non supererà comunque la quota eventualmente consentita? Premetto che anche quando lui crede di tenersi basso, lo stesso sembra di averlo in casa ad un volume sostenuto!

Vi ringrazio per la risposta, attendo speranzosa.

 

Condomina ormai esaurita

» la risposta della Redazione

 

Questioni di condominio

28.06.2014

Spett.le Redazione,

vivo da alcuni anni una situazione condominiale che qui vi racconto e che mi sta facendo propendere alla scelta di cambiare abitazione, dato che devo constatare l'eccessiva confusione provocata dai miei vicini, dalle loro attività e da quelle dei loro figli.

Sono residente in una frazione di un piccolo paese di campagna, in un condominio la cui popolazione è di 9 adulti e 7 bambini. Il condominio è chiuso da una recinzione che delimita un piccolo cortile, che si estende su quattro lati. I miei vicini organizzano liberamente grigliate nel giardino condominiale alla presenza contemporanea di quasi 70 persone (adulti e bambini), dalle ore 10 del mattino fino alle ore 20 di sera, normalmente nei giorni festivi, con frequenza più che mensile (da maggio a settembre). In sé, la grigliata non sarebbe nemmeno una cattiva idea, ma se si limitasse a svolgerla in date prestabilite e alla presenza dei soli condomini (non degli amici degli altri condomini).

I ragazzini utilizzano il cortile condominiale come spazio per il gioco del pallone e il portone del "mio" garage come porta entro la quale calciare la palla. Il rumore che produce la palla contro il portone metallico è davvero una seccatura, soprattutto perché continua per un lasso di tempo prolungato (almeno due ore) e, egoisticamente parlando, lo è ancora di più dato che il garage è il mio.

Il cortile condominiale viene spesso utilizzato come spazio per il gioco con la presenza contemporanea anche di altri bambini e il rumore può diventare spesso assordante (sebbene a non più di 200 metri c'è uno spazio attrezzato per il gioco): in pratica, i bambini dei cortili confinanti vengono spesso a giocare in quello del condominio in cui vivo, mentre non avviene mai il contrario. Con grande frequenza, la tromba delle scale viene scambiata per spazio dove svolgere conversazione anche a voce alta, senza capire che se si chiama "tromba" un motivo ci deve essere.

L'anno scorso, gli adulti del condominio hanno pensato bene di acquistare un biliardino da bar e piazzarlo nel garage di uno dei proprietari. Quindi, durante il periodo estivo, non c'è istante tranquillo in cui 4 quarantenni (o 8 a seconda delle squadre) si sfidano a questo simpatico tavolo. Pazienza per le ore pomeridiane (ma vanno avanti per ore e nei weekend è una costante), ma il venerdì sera si è pensato bene di svolgere i tornei nel garage con inizio alle ore 21 e termine all'una di notte. Chiaramente, ognuno di questi punti non è isolato, ma può capitare (e spesso) che alcune situazioni avvengano contemporaneamente e, quindi, provate a pensare la situazione che si è venuta a creare. Io purtroppo sono da solo e sono sovrastato da questo atteggiamento che, sinceramente, mi fa sentire di non essere più a mio agio a casa mia. Ovviamente, studiare, o lavorare, o semplicemente leggere è diventato impossibile. È giusto che loro possano fare quello che vogliono in barba a qualunque buon rapporto di vicinato?

Ho provato a parlare con il mio dirimpettaio, chiedendogli ad esempio di non far giocare suo figlio con un pallone di cuoio all'interno dell'appartamento alle due e mezza di domenica pomeriggio, oppure di non far usare a sua figlia il monopattino sempre in casa perché il rumore si propaga per tutta la casa, per rispettare le ore del riposo, ma di contro mi sono sentito dire che sono una persona intollerante e che ha solo voglia di rompere le scatole. E che lui doveva tollerare di spostare tre miei vasi di fiori (per i quali ho chiesto a tutti se potevo lasciarli in giardino vista la particolarità della pianta) posizionati in giardino quando doveva tagliare l'erba una volta ogni dodici settimane per un totale di tre volte all'anno.

Fatemi sapere voi gentilmente un Vostro parere e quali sono le azioni che posso intraprendere, dato che le buone maniere non sono servite a nulla. Grazie.

 

Un condomino stanco

» la risposta della Redazione

 

Inquinamento acustico da mescita e ristorazione all'aperto

20.06.2014

Spett.le Redazione,

siamo un gruppo di oltre 300 cittadini che abitano nel centro storico di Cagliari, riuniti nel comitato "Rumore No Grazie" che da anni si battono contro l'inquinamento acustico.

Tutto è iniziato alcuni anni fa quando il Comune ha fatto concessione di suolo pubblico di strade e piazze per mescita e ristorazione all'aperto. In breve spazio - una strada e una piazzetta - si sono addensati tavoli in grado di ospitare circa 500 commensali da attribuire a 11 locali.

Rilevamenti fonometrici eseguiti da un fonometrista abilitato nel corso di 2 anni hanno accertato livelli medi di rumore di oltre 60 dB nella fascia notturna con un differenziale mediamente superiore a 12 dB.

Abbiamo accertato all'URP di Cagliari che nessuno dei locali in oggetto ha presentato Valutazione Previsionale di Impatto Acustico per l'attività di mescita e ristorazione all'aperto, causa fondamentale dei nostri disagi.

Contrariamente a quanto sostengono gli uffici del Comune, ritenete che la Valutazione Previsionale di Impatto Acustico debba essere richiesta al pubblico esercente prima della concessione del suolo pubblico? Nel caso in cui il Comune persista nelle "sue certezze" cosa possiamo fare?

Grazie per la risposta.

 

Comitato "Rumore NO Grazie" - Cagliari (CA)

» la risposta della Redazione

 

Karaoke in bar vicino - art. 659 - rispetto decibel

20.06.2014

Spett.le Redazione,

un condominio vicino a quello in cui abito ospita un bar che ha iniziato a fare karaoke il sabato dalle ore 20 alle 01 del mattino, orario in cui staccano la musica, ma poi tra i clienti e i proprietari non si può dormire fino alle 2.

La zona è sempre stata tranquilla, ci sono solo alcuni negozi e il rumore del poco traffico di passaggio non è mai stato un problema (strada periferica). Ora risulta impossibile riposare. Il nostro regolamento condominiale, come quello dell'altro condominio credo, vieta di fare rumori molesti dopo le 22.

Mi chiedo: il regolamento condominiale vale anche per i bar? Il bar non è insonorizzato e il proprietario dice che può arrivare fino a 70 decibel perché è solo un'attività temporanea e la legge lo permette visto che ha presentato una autocertificazione di previsione acustica. Ma lui ha come limite i 70 decibel previsti dalla legge quadro sull'inquinamento acustico (e come si calcolano? all'interno delle case o del locale?) oppure deve rimanere nella soglia dei tre decibel superiori al rumore di fondo? E quanti giorni all'anno può farlo?

Abbiamo una perizia tecnica che dimostra come nelle stanze da letto ci siano in settimana normalmente 27 decibel, mentre il sabato notte sono più che raddoppiati, anche con le finestre chiuse. Possiamo fare valere il regolamento condominiale? O il limite dei tre decibel sul rumore di fondo? Oppure, come dice il proprietario, gli è permesso spadroneggiare in una area fino a pochi mesi fa tranquilla, impedendo il sonno a tutti i palazzi vicini visto che lo fa "solo temporaneamente"? Posso denunciarlo penalmente per l'articolo 659? Io e mia moglie facciamo i turni in ospedale e spesso dobbiamo alzarci alle 5 del mattino, con la responsabilità di assistere i pazienti senza avere praticamente potuto dormire!

Grazie in anticipo e scusate lo sfogo.

 

Massimo

» la risposta della Redazione

 

Le assordanti feste di alcune associazioni

14.06.2014

Spett.le Redazione,

abito in un quartiere di un Comune lombardo a ridosso di un parco comunale nel quale hanno sede un'associazione sportiva, un'associazione per la pesca sportiva, una birreria e una zona che viene utilizzata per le feste di paese. Dai primi di maggio a metà settembre, in ognuna di queste sedi, vengono svolte attività che prevedono l'emissione di musica ad alto volume.

Nella "Area Feste" vengono organizzate feste tutti i fine settimana di giugno e di luglio (in qualche caso durano anche due weekend consecutivi per una durata complessiva di 8 giorni con due palchi di musica live) più qualche fine settimana di agosto e settembre. L'associazione sportiva quasi tutti i sabati organizza eventi di musica disco, karaoke, musica live. La birreria spesso, sfrutta un palchetto esterno per far suonare svariate band. L'associazione per la pesca sportiva (più di rado rispetto agli altri) organizza feste private con musica live. Premettendo che svariati personaggi del Comune sono coinvolti in queste attività, e che gli eventi a volte si sovrappongono creando un rumore assordante anche a finestre chiuse, vorrei chiedervi le seguenti cose:

1 In che modo potrei chiedere il coordinamento di tutte queste attività?

2 Le associazioni e la birreria hanno facoltà di poter fare musica all'esterno dei locali?

3 Il fatto che sistematicamente tutte queste attività vengano svolte, può far venie a meno la "occasionalità" e quindi l'applicabilità delle deroghe concesse dal Comune? (sempre che ci siano)

Grazie. Cordialmente.

 

Un cittadino che vorrebbe riappropriarsi di una piccola parte della propria quiete

» la risposta della Redazione

 

Problemi causati dagli altoparlanti della chiesa

14.06.2014

Spett.le Redazione,

vi scrivo sperando che possiate aiutarmi a risolvere una situazione per me insostenibile. Abito in centro al paese e, da qualche tempo, la chiesa che dista al massimo 500 metri da casa ha installato degli altoparlanti per trasmettere la messa con tanto di coro, spesso e volentieri senza tener conto degli orari (è capitato che gli accendessero alle 7 della domenica mattina e anche alle 9.30 di sera).

Tralasciando il fatto che sono atea, e che quindi l'ascoltare la messa non è una cosa a me gradita, il volume degli altoparlanti è sempre altissimo, tanto che per non sentirli sono costretta a stare in casa con le finestre chiuse, con musica o televisione ad alto volume, e spesso neanche questo aiuta.

Premettendo che non so se sono in regola con i permessi, che cosa posso fare? Non vorrei davvero trascorrere l'intera estate chiusa in casa.

Vi ringrazio anticipatamente per il vostro aiuto. Cordiali saluti.

 

Chiara

» la risposta della Redazione

 

Disturbo da impianto di autolavaggio e aspirapolvere self -service

14.06.2014

Gentile redazione,

di fronte alla mia abitazione, sita in zona residenziale, si trova un distributore di carburanti con self-service 24 ore. Da circa una decina di anni è stato installato un autolavaggio, e da un paio d' anni anche due postazioni fisse con delle aspirapolvere, una delle quali rumorosissima anche a vetri e persiane chiuse.

Già in passato, contro i precedenti gestori, i miei vicini di casa avevano presentato esposto al comune, siccome gli impianti funzionavano anche in piena notte con un rumore fastidioso e intollerabile. Il comune aveva stabilito una fascia oraria notturna secondo la quale i titolari avrebbero dovuto staccare gli impianti di aspirazione e autolavaggio dalle 23 alle 7.

Il nuovo gestore non rispetta affatto questa disposizione, asserendo di essere nel giusto. Mi sono rivolta al Comando di Polizia municipale del mio paese, che mi ha dato però risposte vaghe e contraddittorie: non esisterebbe una regolamentazione oraria, ma solo un accordo tra il concessionario del distributore e il comune stesso. L' attività (secondo loro) non sarebbe regolamentata perché classificata come artigianale.

Ho consultato il sito del comune, e non ho trovato nessuna regolamentazione in materia di attività rumorose. Possibile che sia inadempiente sotto questo aspetto?

Dopo varie insistenze siamo riusciti a far mettere una guaina isolante ad uno delle aspirapolvere, che il gestore però toglie e mette a piacimento, quasi per ripicca nei nostri confronti! Mi chiedo come mi convenga agire per tutelare il mio diritto alla quiete (e quello dei miei vicini), anche perché la situazione mi ha causato non poco stress e problemi di insonnia.

Se anche l'Arpa dovesse recarsi presso il distributore per fare una rilevazione fonometrica, al titolare basterebbe rimettere l'isolante per ribaltare temporaneamente la situazione a suo favore!

Questa situazione è grottesca ed estenuante. Vi ringrazio di cuore e vi porgo i miei più cordiali saluti.

 

Una studentessa insonne

» la risposta della Redazione

 

Attività di tiro a segno

10.06.2014

Spett.le Redazione,

chiedo a Voi un aiuto per capire come posso risolvere il mio problema di inquinamento acustico.

Abito con la mia famiglia confinante con un tiro a segno nazionale, struttura chiusa ma a cielo aperto. L’eco degli spari rimbalza sulla struttura in cemento armato e si propaga all’esterno. Abitando al primo piano e quindi anche sopra i muri della struttura vengo presa in pieno dall’onda sonora. Il tiro a segno nazionale è stato costruito negli anni 20 e attualmente è affidato alla gestione locale dell’associazione italiana. Svolge quasi totalmente un’attività ricreativa. Il terreno sui cui è edificato è del demanio/Ministero della difesa. Le strutture sembrano invece essere iscritte negli immobili del Comune.

Dal 2009 abbiamo fatto un esposto in Comune assieme ai vicini per un problema di acustica. Nel 2011 circa il Comune approva il piano di zonizzazione acustica è finalmente si attiva chiedendo ai gestori del tiro a segno di conformarsi al nuovo piano: limiti 60 decibel di giorno e 50 di notte. Nel 2012 su nostre pressioni finalmente il Comune fa eseguire dall’Arpav le rilevazioni acustiche all’interno della nostra casa: con finestre aperte abbiamo dei picchi di 80 decibel (in terrazza anche se non ufficiale hanno rilevato picchi superiori ai 90 decibel).

Il Comune in base ai dati Arpav intima ai gestori del tiro a segno di adottare le corrette azioni per limitare l’impatto acustico. A seguito di ciò vengono effettuati dei lavori che non hanno minimamente migliorato la situazione acustica e anche la relazione consegnata poi in Comune dai gestori stessi evidenza che anche usando una pistola di piccolo calibro sono fuori tolleranza!

Il tiro ha segno ha fatto comunque opposizione all’ingiunzione del Comune per la messa a norma in quanto affermano che la struttura è stata fatta prima delle case confinanti (negli anni 20) e che essendo la proprietà del demanio/Ministero della difesa non sono soggetti a limiti acustici (anche per gli orari di apertura per esempio sono a loro discrezione: il Ministero infatti li ha autorizzati a poter aprire l’attività dalle 07.00 del mattino alle 22.00 sette giorno su sette). E’ da settembre 2012 che in realtà la cosa è ferma e in aula non si è mai dibattuto nulla: le udienze vengono continuamente rinviate. Da settembre 2013 siamo passati a dicembre 2013, quest’ultima nuovamente rinviata a febbraio 2015! E intanto l’attività continua come se nulla fosse e noi siamo costretti anche d’estate a stare rintanati in casa con le finestre chiuse. Leggendo su internet i danni provati dall’inquinamento acustico mi preoccupo sempre di più anche perché ho un bimbo di meno di due anni.

Chiedo a Voi: che altre vie posso seguire per cercare di risolvere il mio problema? Mi sembra di capire che purtroppo questa è una situazioni un po’ complicata in quanto la normativa a riguardo o non è chiara o non è molto conosciuta dagli esperti del settore.

Grazie per l’attenzione prestata. Saluti.

 

Loretta

» la risposta della Redazione

 

Rumori causati da un'attività di cantiere

07.06.2014

Spett.le Redazione,

vi scrivo in merito a un grosso problema. Siamo una famiglia di 4 persone e abitiamo a ridosso del cantiere della Ferrovia Arcisate-Stabio, praticamente all'imbocco della nuova galleria in costruzione. Vi contatto per sapere come far uscire ARPA per un controllo acustico, abbiamo grossi disagi durante la notte a causa dei continui andirivieni di camion, di cingolati che si spostano avanti e indietro dal cantiere e dalle gru a martello demolitore che utilizzano per la costruzione della nuova galleria senza contare gli operai che urlano nella galleria come venditori di pesci nei grossi mercati. All'inizio del cantiere ci avevano promesso di installare i pannelli di insonorizzazione per i forti rumori ma ciò non è mai accaduto.

Andando incontro alla bella stagione saremo obbligati a tener chiuse finestre per il troppo rumore addirittura a finestre chiuse si fa fatica a parlare. Ho un bambino piccolo e uno in arrivo e ormai è diventato un incubo perché il bambino alla notte non dorme ha paura di questi rumori, preciso che i turni iniziano alle 22 e finiscono alle 6 per poi cambiare squadra per un altro turno, quindi è un rumore continuo come potrei fare per cercare una soluzione a questo problema? Come devo fare per far uscire ARPA per una verifica?

Vi ringrazio anticipatamente spero di aver un vostro positivo riscontro.

 

Deborah

» la risposta della Redazione

 

Rumore dei galli

07.06.2014

Spett.le Redazione,

vorrei chiedervi come posso risolvere il seguente problema:

abito in una zona residenziale in provincia di Reggio Emilia. La mia abitazione segna proprio il confine tra zona residenziale e zona rurale. In questa zona rurale, a circa 20 metri da casa mia, abita una famiglia di contadini che detiene almeno 30 tra galli e galline, che iniziano a "cantare" alle 3:30 di ogni mattina. Sottolineo che l'attività' canora più intensa è proprio tra le 4 e le 8 di mattina con circa 5000 canti in 4 ore.

Non so se il pollaio sia stato o no autorizzato; resta però il problema che questo disturbo mi impedisce il sonno, non sono nemmeno servite i serramenti ad alto isolamento acustico top di gamma che ho installato.

Come posso muovermi? Ho possibilità di risolvere il mio problema?

Vi ringrazio per il servizio offerto. Cordiali saluti.

 

Andrea

» la risposta della Redazione

 

Rumori notturni di giovani in zona ricreativa

07.06.2014

Spett.le Redazione,

Vi scrivo perché la situazione che si è venuta a creare è diventata insostenibile. Mi spiego.

Abitiamo in una zona un po' fuori della città, cioè zona abbastanza tranquilla e nel verde. Però il nostro complesso residenziale si trova un po' in erta e al di sotto c'è una zona ricreativa. Durante il periodo estivo, io e i miei vicini ci troviamo a far fronte al solito problema perche un gruppo di giovani si incontra lì a festeggiare. Questo oramai va avanti già da due anni, all'inizio era solo di rado, però dall'anno scorso stanno arrivando ogni fine settimana iniziando già sabato pomeriggio a fare musica con un enorme generatore di elettricità. La musica poi, come ad esempio lo scorso fine settimana, durava anche fino domenica pomeriggio SENZA INTERRUZIONE ma il rumore più insopportabile è proprio quello dei bassi della musica durante la notte non è nemmeno possibile di dormire con i tappi.

Abbiamo già tante volte chiamato la polizia e anche i Carabinieri però o non vengono neanche perché non hanno delle macchine disponibili o se vengono (non ho idea cosa dicono a questo gruppo) però neanche due ore dopo iniziano di nuovo.

Ora abbiamo cercato di contattare il nostro sindaco. Tuttavia, questo solo ci ha dato la risposta che se avrebbe mandato i giovani via da lì, avrebbero continuato la loro musica nel centro storico della città dove la soluzione è ancora peggio. Quindi volevo chiedere quando il Sindaco è tenuto a arginare questo problema, dal momento che l'area ricreativa è su terreno comunale?

I vigili urbani della nostra città non possono fare nulla perché è la giurisdizione della polizia della comunità vicina e questi hanno un solo poliziotto. I Carabinieri ci hanno rinviato alla comunità. E i TCAA della Provincia ci hanno detto che loro misurano solo i deciBel di rumore di sistemi audio fisso come di Bar o discoteche, ma non nei parchi o zone di ricreazione.

Avete forse un consiglio come dovremmo o possiamo procedere. E 'possibile fare querela contro il comune, sulla base dell'articolo 659 C.P.? I carabinieri non sono autorizzati a sequestrare almeno questo generatore di elettricità?

Cordiali saluti.

 

Mirjam

» la risposta della Redazione

 

Pompe di calore

31.05.2014

Spett.le Redazione,

sul tetto condominiale sono state installate (in concomitanza alla costruzione della casa) pompe di calore ad utilizzo del negozio a piano terra affittato ad una banca. All’acquisto del mio appartamento all’ultimo piano non è stata indicata la presenza di queste pompe di calore nel rogito (e nemmeno nel rogito degli altri 5 appartamenti).

Preciso che il costruttore ha venduto il negozio ad un privato che ha affittato alla banca; la vendita è stata la prima effettuata e di conseguenza nel primo rogito è stato indicato l’utilizzo di queste pompe di calore.

Il mio problema è che queste pompe di calore causano oltre al rumore esterno anche vibrazione all’interno del mio appartamento. Quando ho scoperto la cosa (circa un anno dopo) abbiamo segnalato il problema; sono usciti vari tecnici ed è stato installato un ulteriore materassino anti vibrazione di ovatta vegetale con anima di laminato smorzante (Foni Veg) senza miglioramenti nella vibrazione.

Faccio presente che le pompe di calore sono in funzione dalle 8 alle 18,30 dal lunedì al venerdì solo per il raffrescamento (solo da aprile a settembre).

Ho provveduto ad inoltrare lettere di lamentele da parte del mio avvocato; adesso vogliono mandare un architetto per fare le rilevazioni. Sicuramente vogliono verificare che il rumore sia nella tolleranza…

Potete darmi qualche consiglio su come è meglio procedere? Non ho la possibilità di affrontare una CTU tramite giudice e da quanto sto’ leggendo sui forum in internet il tutto è complicato.

Se il costruttore non ha fatto richiesta in Comune per l’installazione delle pompe di calore si può fare qualcosa?

Ringrazio in anticipo per ogni indicazione che vorrete fornirmi. Cordiali saluti.

 

n.d.

» la risposta della Redazione

 

Problemi di rumore causati dalla vicina

31.05.2014

Gentile Redazione,

siamo confinanti con una famiglia che da un po' di tempo ha installato una piscina grande che distanzia solamente 2 metri dal cortile consociale. Oltre a questa c'è una zona giardino dedicata al gioco che appartiene alla signora in questione.

Nel periodo estivo assieme hai figli si aggregano i loro amichetti raggiungendo un massimo di 10 bambini al giorno, assieme al rumore provocato dai bambini si aggiungono le risate e le vocine acute delle rispettive mamme. Tutto questo ha inizio dalle prime ore del pomeriggio fino a sera inoltrata.

Abbiamo provato a parlarne con gli interessati senza raggiungere una soluzione, anzi sembra che la signora per dispetto dopo averle parlato abbia aumentato il rumore. Ci siamo recati anche in Comune a chiedere una mano, ma nemmeno loro hanno trovato una soluzione efficace.

Voglio precisare e sottolineo precisare 2 punti fondamentali:

1) questa zona è stata considerata dal comune zona residenziale;

2) confinante alla signora c'è anche mio padre che ha 80 e vive attaccato all'ossigeno 24 ore al giorno e avrebbe bisogno di un po' di tranquillità.

Dal momento che il periodo estivo è oramai alle porte, volevamo sapere come agire nei loro confronti per avere un po' di tranquillità e non rimanere chiusi in casa per limitare il rumore proveniente dall'esterno.

Attendo una Vostra risposta esauriente che possa aiutarci, considerato che, oltre a mio padre, in questa zona vivono molte persone anziane che hanno bisogno di tranquillità.

Spero di essermi spiegato al meglio la ringrazio per le attenzioni. Cordiali saluti.

 

Enzo

» la risposta della Redazione

 

Rumori molesti causati da un'officina di riparazione motoseghe

28.05.2014

Spett.le Redazione,

mi rivolgo a voi per avere alcune informazioni riguardo a rumori molesti provenienti da un capannone sotto la nostra abitazione. Da Marzo 2014 è stata aperta un'attività di riparazione motoseghe, tosa erba e tutte le apparecchiature per giardinaggio e forestale in un capannone che confina con la nostra abitazione. Al capannone confinano inoltre altre 2 abitazioni e nel lato sud una pizzeria/hotel con relative camere da letto affittate a turisti.

Il proprietario dell'attività mi ha chiesto anticipatamente scusa per i rumori di motore che ogni tanto ci saranno e mi ha offerto la sua disponibilità gratuita per eventuali lavoretti in giardino o riparazioni dei nostri macchinari (in cambio della mia sopportazione).

I rumori molesti derivano dal fatto che, sia al mattino che al pomeriggio, per riparare le motoseghe e gli altri macchinari, i dipendenti accendono i motori al massimo dei giri nello spiazzo fuori il capannone che confina direttamente con la finestra delle camere da letto: la durata del rumore varia, accompagnata anche dall'accensione di motori ad aria compressa per pulire gli apparecchi e da odore di miscela che ci impedisce di tenere le finestre aperte, per lo più adesso che è in arrivo l'estate. Volevo sapere se è possibile aprire un'attività del genere vicino a zone abitate e se sono autorizzati ad accendere i macchinari vari all'esterno più volte al giorno.

Ringrazio anticipatamente.

 

Ilaria - Levico Terme (TN)

» la risposta della Redazione

 

Problemi con la vicina parrocchia

24.05.2014

Spett.le Redazione,

da qualche anno all'interno della parrocchia vengono organizzati degli incontri settimanili in orario serale (dalle 21 alle 23 e anche oltre), sia con gli adulti che con i ragazzi, succede spesso che queste persone, sia prima che dopo gli incontri, stiano fuori dalla Chiesa e, soprattutto, i ragazzi mantengono un tono di voce un po’ alto, anzi dire troppo alto, tanto che questa estate ci siamo trovati costretti a dover chiamare la parrocchia per aver un po’ di quiete, e per riuscire a dormire.

Purtroppo ci capita spesso di NON POTER andare a dormire quando sentiamo al necessità, ma siamo COSTRETTI ad aspettare che questi incontri volgano al termine e che tutti le “persone” vadano via.

Vorremmo chiedere sia al parroco che ai parrocchiani di provvedere ad organizzare questo incontri in altri orari oppure cambiare sede.

Forse stiamo facendo una richiesta enorme, però davvero a volte siamo costretti ad andare a letto solo dopo che questi incontri sono terminati, e a dirla tutta non mi sembra corretto nei nostri confronti. Anche perché questo succede dal lunedì al giovedì, e poi anche in estate non possiamo tenere le finestre aperte perché non riusciamo nemmeno a sentire il televisore, e oltre alle persone ci si mette pure il suono dell'organo che in estate entra nelle nostre case in un modo esagerato.

Ultimante abbiamo pensato di cambiare casa anche per questo.

Credo che dopo una giornata lavorativa una persona in casa proprio abbia un minimo di diritto ad un po’ di relax e purtroppo questo, soprattutto, in estate le assicuro che non ci è concesso.

Abbiamo già fatto alcune segnalazioni direttamente alla parrocchia, ma non abbiamo ricevuto nessun tipo di riscontro, purtroppo.

 

n.d.

» la risposta della Redazione

 

Utilizzo di macchine industriali in appartamento condominiale

19.05.2014

Spett.le Redazione,

Vi scrivo perché la situazione che si è venuta a creare nel condominio è diventata pressoché insostenibile. Mi spiego.

Abito in un condominio e il proprietario dell'appartamento sotto la mia stessa verticale utilizza un macchinario industriale rumorosissimo a qualsiasi ora del giorno e fino alle 22.30 circa. Il problema è che questo proprietario è assolutamente un attaccabrighe con il quale è impossibile dialogare in maniera civile, pertanto diventa impossibile arrivare a qualsiasi forma di pacifica convivenza che non implichi la sottomissione di noialtri condomini. Per lo stesso motivo non è possibile prendere in considerazione la possibilità di presentare reclamo verso l'amministratore del condominio perché la cosa potrebbe portare, successivamente, ad uno scontro fisico con lo stesso proprietario.

A tale proposito mi chiedevo se fosse possibile risolvere la questione attraverso segnalazione anonima a... non so... Carabinieri o qualche altro corpo che possa controllare e risolvere la questione. Anche perché non credo che in un appartamento sito in condominio si possa allestire una pseudo-fabbrica di pelletteria.

Vi ringrazio in anticipo e attendo istruzioni sul come eventualmente muovermi.

 

n.d.

» la risposta della Redazione

 

Rumore di ignota provenienza in casa

29.04.2014

Spett.le Redazione,

scrivo per avere un parere in merito ad un rumore di ignota provenienza che avverto in casa, soprattutto di notte (forse perché c'è più silenzio). E' un rumore di fondo, simile a quello che si avverte avvicinandoci alle centrali elettriche, quindi un rumore cupo (lo "scrivo": mmmmmmmmmmmmmmmmmmmm) e persistente, a volte un pochino più forte altre meno, e lo sento in tutto l'appartamento, ma naturalmente in camera da letto è molto fastidioso, ti entra nel cervello.

Preciso che abito al piano primo di una piccola palazzina di 4 appartamenti, due dei quali non abitati e con l'interruttore Enel staccato; l'inquilina che abita sopra non ha alcuna strana apparecchiatura elettrica né trasformatori, né nulla che funzioni dalle ore 22,00 circa fino a oltre le ore 8,30. Nel suo appartamento non sente nulla di anomalo. Non ci sono centrali elettriche nei paraggi, c'è però una grande cabina Telecom a circa 300 metri in linea d'aria. C'è un palo Enel fuori casa, con cavo, i tubi del gas sono esterni, perimetrali.

In casa mia non ho nulla che emetta tale rumore, che si avverte già entrando nel condominietto, nella tromba delle scale, ho fatto le prove staccando l'interruttore, il rumore persiste. Nel vano scale c'è un alimentatore per il videocitofono, ma non produce null'altro che un lievissimo fischio, anche se al momento funziona solo la telecamera essendosi guastato il citofono, ma sollevando la cornetta in casa, non si ode alcun rumore, è completamente silenzioso. Il quadro elettrico ha le luci scale, il temporizzatore per il crepuscolare, e tutto funziona senza rumore alcuno.

Non so più cosa pensare: ho pensato anche ad interferenze elettromagnetiche, ma non ho nemmeno ripetitori di telefonia vicinissimi, il più vicino è a circa 800 metri in linea d'aria. Non ho televisore, non ho telefono, solo un PC con chiavetta che la sera spengo e stacco.

Chiedo un parere alla luce di queste indicazioni e se sia utile o meno far intervenire un tecnico dell'Enel.

Ringrazio della cortese attenzione che vorrete riservare alla mia lettera e frattanto porgo cordiali saluti.

 

Rosalba

» la risposta della Redazione

 

Come individuare la fonte del rumore?

12.04.2014

Spett.le Redazione,

vivo a Roma all'ultimo piano di un condominio con terrazzo. Da alcuni mesi, quando sono in terrazzo, o in casa se ho le finestre aperte, si sente un forte rumore molto fastidioso (simile ad un fischio) che si ripete moltissime volte nel corso della giornata e della sera ad intermittenza (in pratica con una durata di dieci o venti secondi per poi ripetersi a distanza di qualche minuto per tutto il giorno).

Sia il volume che la frequenza molto alta del rumore e la sua costante ripetitività lo rendono un disturbo inaccettabile per cui vorrei poter intervenire al fine di farlo cessare. Il problema e' che non si riesce ad individuare la fonte del rumore. I condomini di fronte, che ospitano anche degli uffici, sono dotati di impianti di condizionamento visibili all'esterno e potrebbero essere la fonte del disturbo ma purtroppo non ho alcuna certezza che si tratti di loro.

In questi casi come posso agire? Chiedere l'intervento delle autorità contro ignoti mi sembra una procedura non attuabile per cui vorrei prima poter individuare la fonte del disturbo.
Esistono procedure o misurazione per ottenere tale risultato? E a chi dovrei rivolgermi per poter fare, oltre alle misurazioni dell'entità del rumore, anche analisi per individuare con certezza la fonte dello stesso?

 

P.D.D.

» la risposta della Redazione

 

Intraprendere un battaglia per far istallare dissipatori acustici

12.04.2014

Spett.le Redazione,

sono un cittadino di Rimini che abita in Via Stiria. La mia abitazione di proprietà é adiacente alla SS n. 16 una strada a quattro corsie a scorrimento veloce. Gli abitanti del quartiere sono riusciti con fatica a far chiudere proprio la via dove io vivo (via Stiria) in quanto come perpendicolare "secca" alla statale 16 invogliava molti automobilisti a immettersi da entrambe le corsie (per la conformazione della strada e della viabilità ) oltrepassando la doppia linea continua, provocando molteplici incidenti anche gravi.

Vinta questa battaglia resta l'inquinamento acustico derivante da questa statale che, giorno e notte, supporta un traffico "pazzesco". Ora vi chiedo se potete fornirmi indicazioni per intraprendere un battaglia per far istallare all'ANAS o al Comune di Rimini dei dissipatori acustici (quelle barriere alte circa 3/4 metri che delimitano i centri abitati delle strade a grande percorrenza).

Purtroppo viviamo in mondo dove le Autorità preposte alla tutela dei cittadini si attivano solo (e non sempre) quando questi ultimi si organizzano per tutelare i loro più elementari diritti.

Vi ringrazio e resto fiducioso di una vostra risposta.

 

Enrico

» la risposta della Redazione

 

Rumori da un supermarket

21.03.2014

Spett.le Redazione,

da qualche anno sto avendo grossi problemi con un supermercato costruito nelle immediatissime vicinanze della mia abitazione, sto cercando di documentarmi e sono finito nel Vostro sito. Vi racconto quello che sta succedendo: da premettere che la mia zona è classificata come abitativa, nel 2011 hanno deciso di lottizzare un terreno di fronte al mio appartamento, metà del terreno dovrebbe essere stato adibito ad area verde (per il momento però è una discarica di materiale ferroso e cumuli di terreno di risulta) l'altra metà ci hanno costruito due palazzine di una decina di appartamenti l'una e tra queste palazzine e la mia in cui abito, hanno costruito un supermercato di circa 800 mq, tra il mio appartamento e il supermercato ci sono scarsi 10 metri divisi da una recinzione metallica.

Il problema è che quell'ala del supermercato è stata adibita a scarico merci e scarico rifiuti solidi urbani, oltre ad esserci bidoni dell'umido, c'è anche un compattatore di carta il quale è stato posizionato al limite della recinzione ed a circa 4/5 metri dalla finestra della camera da letto di mio figlio (15 mesi), la finestra del bagno e la cucina, viene azionato 20/30 volte al giorno con un ipotetico silenzio dalle 12 alle 15 che tantissime volte non viene attuato.

Il problema grosso non è neanche questo, ma è lo scarico merci ...iniziano alle 4/5 del mattino, arrivano camion che scaricano roll senza nessun tipo di precauzione, sbattono quei carrelli nel cassone, quando sono sul pianale elevatore e scendono dal camion, fanno un rumore assordante, senza parlare quando ricaricano i roll vuoti ...quello stridere metallico che ti vibrano anche le ossa ...tutto questo si protrae per tutta la mattina, fino a circa le 16. 7 giorni su 7, per 365 giorni l'anno.

Tutto questo in un area molto piccola e circondata da case, il rumore non ha neanche il modo di disperdersi. Ribadisco, la mia abitazione è li dagli anni 60, le altre sono state costruite prima del supermercato.

Il condominio ha contattato la direzione del supermercato per cercare una soluzione al problema, ma a nostro avviso, non hanno fatto assolutamente niente per risolverlo, ci siamo rivolti ad un avvocato, gli è stata mandata una lettera di diffida, ma loro ci hanno risposto picche, abbiamo deciso di fare querela alla Procura della Repubblica.

La mia famiglia risulta querelante, verranno chiamati come testimoni le famiglie che abitano nelle 4 palazzine vicino al supermercato.

Chiedo, alla luce di quanto raccontato, c'è qualche possibilità che il giudice decida di far installare un muro antirumore o far chiudere e coibentare l'area di scarico? Oppure, questo supermarket per lo più a marchio nazionale, potrà continuare a fare quel che vuole?

La mia paura è anche che se dovesse venire l'APPA o ARPA, a loro basterebbe quel giorno di non fare rumore e le cose sono compromesse.

In attesa di una vostra gentilissima risposta, porgo i miei più cordiali saluti.

 

n.d.

» la risposta della Redazione

 

Disturbata dalla raccolta dei rifiuti e dal condominio poco isolato

20.03.2014

Spett.le Redazione,

vivo nel centro storico di Brescia, e la mattina verso le 6.45 vengo svegliata dalle macchine operatrici per il ritiro dei rifiuti, che fanno un baccano fuori dalla norma. Oltre a ciò, il condominio in cui vivo è assolutamente privo di qualsivoglia isolamento acustico. Nel mio appartamento sento limpidamente le voci dei miei vicini che conversano ad un tono di voce normale, e come se non bastasse, si sentono distintamente i rumori da calpestio, lo strascico di mobili, tavoli e sedie, e persino il rumore dei cassetti che vengono aperti e chiusi.

Di nuovo, come se non bastasse, prima di trasferirmi in questo appartamento ho notato i lavori di edilizia nel condominio accanto, e mi è stato detto dall'affittuario che avrebbero finito da lì a poco, e che "sentirai solo un pochino di rumore, ma hanno finito". E' un mese e mezzo che vivo qui e si sentono tutto il giorno rumori di seghe elettriche, trapani, picchetti e quant'altro, ed essendo il mio condominio non isolato il rumore è avvertibile come se i lavori avessero luogo nella stanza accanto.

Il mio affittuario sostiene fermamente che tutti questi rumori sono normali (premetto che non vive nel mio appartamento). Sono fermamente convinta che il condominio non sia stato costruito secondo la normativa vigente per la riduzione dell'inquinamento acustico.

Vi chiedo gentilmente un parere su come muovermi, se è necessario coinvolgere gli altri inquilini, se devo scrivere un esposto (scrissi un esposto dove abitavo prima, non venni presa molto sul serio. Ho paura che riconoscendo il mio nome, cestinerebbero la segnalazione).

Vi ringrazio di cuore.

 

n.d.

» la risposta della Redazione

 

Musica dal vivo in palazzo residenziale

09.03.2014

Spett.le Redazione,

abito, in affitto, in un palazzo storico nel centro di Brescia, che è in continuità fisica con quello con cui fa angolo. In tale palazzo, immediatamente adiacente al mio appartamento, che è anch'esso sull'angolo, ma al piano inferiore, c'è un circolo culturale Arci, le finestre del quale si trovano quindi a 4-5 metri in linea d'aria dalle mie. Al di sopra del circolo ci sono abitazioni di privati, al di sotto c'è un ristorante. Il proprietario di entrambi i palazzi è lo stesso, e vive anch'egli nello stesso edificio.

Questo circolo fa spettacoli di musica dal vivo almeno due sere alla settimana. L'orario è variabile, ma la maggioranza delle volte l'inizio è dopo le 22, con conclusione dopo la mezzanotte. Gli strumenti e gli amplificatori sono posizionati attaccati alle finestre. I due edifici sono vecchi, i serramenti in pessime condizioni, i vetri di carta velina, come ci si aspetta da un edificio antico.

Il risultato è che quando la musica è in corso, è impossibile non solo dormire ma anche, per esempio, guardare la televisione, sia in caso di musica normale e tanto più quando c'è l'uso di percussioni; in caso di bassi pronunciati, tremano fortemente i vetri delle finestre.

Il problema è accentuato d'estate perché il circolo tiene le finestre aperte: in tal caso ho letteralmente una batteria a 5 metri dal mio letto!!!

E' vero che questo avviene prevalentemente nel fine settimana (al giovedì a domenica), e quindi per molti non sarebbe un problema, tuttavia, facendo i turni, per me è assolutamente incompatibile con una vita personale e soprattutto lavorativa normale!

Mi chiedo perciò "chi ha ragione" e come muoversi.

Sul regolamento del Comune c'è chiaramente scritto che i locali sono tenuti a non arrecare disturbo dopo le 23, il che mi fa pensare che le mie richieste potrebbero essere legittime. Tuttavia mi chiedo:

- è possibile che il locale abbia avuto delle deroghe per poter suonare dal vivo? anche così frequenti? (5-10 al mese)

- nel caso il circolo sia tenuto a porre rimedio (es. isolando meglio il locale), sono gli affittuari, o il padrone che deve provvedere?

- essendo male isolato anche il mio appartamento, ho anche io l'obbligo di isolarlo meglio? i costi sono a mio carico, o del proprietario?

Preciso che è da molti mesi che abbiamo cercato, ripetutamente, di esporre il problema molto cortesemente sia ai gestori del locale (chiudere le finestre, anticipare inizio/fine degli spettacoli, spostare la localizzazione degli strumenti): inizialmente hanno risposto che avrebbero rimediato, ma non hanno fatto niente di quanto richiesto; abbiamo anche citato il regolamento comunale, ma hanno smesso di rispondere.

Abbiamo esposto la situazione al padrone (essendo proprietario di tutti i palazzi), che ha risposto che avrebbe parlato con i gestori, ma che avrei dovuto avere pazienza perché tanto era solo nel fine settimana: è vero?

Vorrei solo sapere se ho qualche diritto a questo proposito o se devo rassegnarmi a traslocare.

Grazie mille per l'attenzione, cordiali saluti.

 

Valentina

» la risposta della Redazione

 

Bambini che giocano in giardino privato

04.03.2014

Spett.le Redazione,

ho due bambini che d'estate giocano nel mio giardino, sottolineo privato, anche nelle ore di cosiddetto riposo (come da regolamento comunale). Ho una casa a schiera con un giardino proprio.

Recentemente, ho ricevuto delle lamentele da parte di un vicino, specifico non confinante con la mia abitazione, che si sente disturbato dalle loro voci, che a mio parere non sono di volume alto, direi nella normalità, certo si divertono hanno 2 e 4 anni.

Siccome questo vicino è parecchio arrogante (con minacce varie di chiamare i vigili) vorrei capire quale è il mio diritto e quale il suo.

E' legittimo da parte sua pretendere che io chiuda in casa i miei figli e che non li faccia uscire nel mio giardino privato? Ma soprattutto, è legittima la pretesa che due bambini di questa età si controllino?

Grazie e cordiali saluti.

 

n.d.

» la risposta della Redazione

 

Nuova costruzione priva della valutazione previsionale dei requisiti acustici passivi

19.02.2014

Spett.le Redazione,

abito in una villetta a schiera iniziata nel 2004 e ultimata nel 2006 con regolare certificato di agibilità rilasciato dal comune, anche se non è mai stata presenta una valutazione previsionale dei requisiti acustici passivi.

Siccome da un esame strumentale che abbiamo fatto risulta che le pareti di divisone tra una villetta e l’altra non rispettano i limiti di Legge, e dato che non è mai stata redatta una valutazione dei requisiti acustici passivi da parte di un tecnico abilitato volevo chiedervi se il Direttore lavori rientra tra i soggetti responsabili anche si è limitato a verificare che i lavori venissero eseguiti secondo quanto previsto dal progetto e dai contratti d’appalto tra impresa e immobiliare.

Vi faccio questa domanda in quanto essendo sia l’immobiliare che l’impresa costruttrice fallite stiamo verificando su quali soggetti poterci rivalere prima di intraprendere una azione legale che potrebbe rivelarsi da esito incerto.

Ringraziandovi della vostra cortese disponibilità vi porgo i miei distinti saluti.

 

Gianni

» la risposta della Redazione

 

Inquinamento acustico da mezzi agricoli nei pressi di una zona residenziale

21.01.2014

Spett.le Redazione,

Vi scrivo per chiedervi cosa posso fare, avendo già segnalato tre volte la mia situazione alla polizia locale, e scritto una lettera al giornale locale.

Vivo in una zona residenziale di Brescia centro, in fondo ad una via. Davanti alla mia abitazione c'è una cascina, i cui proprietari, imprenditori agricoli, sono responsabili di un inquinamento acustico insopportabile, anche a finestre chiuse (la mia casa ha doppi vetri), ogni ora del giorno, ogni giorno (sì, anche la domenica. Il proprietario è uno stakanovista, non si è mai preso un giorno di ferie in vita sua). Ho smesso di tenere aperte le finestre per il ricircolo d'aria, a causa del rumore.

Ciò che causa il rumore non è solo il traffico di mezzi agricoli, bensì anche la loro fermata (a motore acceso anche per più di un'ora), e le "sirene" come quelle udite dai mezzi per i lavori stradali. Ebbene, è come avere i lavori in corso ogni ora del giorno tutti i giorni.

La cosa a mio parere drammatica, è che sono costretta ogni notte ad ascoltare rumore bianco con gli auricolari, per non essere svegliata alle 7 del mattino da queste bestie. Ciò mi porta ad assumere una posizione scorretta durante il sonno, che si è tradotta in un intenso dolore cervicale e lombare che non mi abbandona un solo minuto della giornata. Vorrei specificare che ho solo 22 anni e sono studentessa, e mi sembra di averne 80 per i dolori fisici che ho. E non ho i soldi per tentare una causa né per assumere tecnici a mie spese. Trovo ridicolo che per un problema di salute causato da terzi io debba spendere soldi per tutelarmi.

Ho scritto un esposto, sollecitato telefonicamente due volte la polizia locale. Cosa devo fare?

 

n.d.

» la risposta della Redazione

 

La caldaia del condominio, un situazione divenuta oramai non più sopportabile

03.01.2014

Egregio dott. Brugola,

sono un ragazzo di 26 anni, vorrei chiederle delle informazioni circa la rumorosità cui sono sottoposto da circa un anno.

Ho acquistato un appartamento che si trova a piano terra, esattamente sotto di esso si trova la caldaia condominiale, quest'ultima mi ha causato e sta continuando a farlo, un esaurimento nervoso, a causa dei rumori che produce.

Mi sono recato all'Arpa, ma quest'ultima mi ha detto che non può intervenire in quanto si tratta di una questione tra privati, ovvero tra me e il condominio. Mi è stato consigliato di fare una perizia fonometrica, ma quest'ultima è, per le mie possibilità economiche, non fattibile. Vorrei chiederle delle informazioni in merito a una risposta che Lei ha già dato a un lettore per un caso simile al mio. La caldaia del mio condominio è accesa tutti i giorni dalle ore 6 del mattino alle 9 e poi dalle 13 fino alle 22:30, è da considerarsi un impianto a ciclo continuo? Davvero, in questo caso non deve superare i 25 decibel? Può darmi un consiglio?

Le scrivo perché facendo centinaia di ricerche su internet Lei mi sembra il più preparato in materia. Spero davvero che mi possa offrire una risponda.

Grazie mille.

 

Davide

» la risposta dell'esperto

 

La storia di un pub nel condominio

13.12.2013

Spett.le Redazione,

dopo anni e sentenze siamo riusciti ad ottenere la chiusura anticipata del locale sotto il condominio; prima chiudeva alle 02.00 di notte facendo un casino infernale, poi con l'intervento dell'Arpa e lenzuola di protesta sul balcone, siamo riusciti ad ottenere dal tribunale la chiusura alle 23.30 tranne il venerdì e il sabato che chiude alle 00.30. Da allora le cose sono migliorate tantissimo ma il locale ha perso un po' di clientela. Notizia di questi giorni il gestore ha dato la disdetta e aprirà un locale in un'altra posizione.

La mia domanda è questa: il nuovo gestore potrà applicare il vecchio orario in quanto la sentenza è legata al precedente gestore, o a fronte di queste nuove situazioni il locale dovrà quantomeno essere insonorizzato visto che non ha nulla per essere un pub essendo stato per anni un negozio?

Tantissimi saluti e un ringraziamento.

 

Enrico

» la risposta della Redazione

 

Inquinamento acustico proveniente dalla ferrovia

04.12.2013

Spett.le Redazione,

vivo a Genova nella delegazione di Pra', zona interessata dalla presenza di un porto container (VTE) con tutti le problematiche dei rumori connessi: navi attraccate in porto con moto generatori accesi, gru da banchine, cicalini dei tir e delle gru, e circa 5000 passaggi giornalieri di TIR.

La presente per chiedere aiuto su possibili strade da percorrere riguardo un'altra problematica che specialmente nell'ultimo anno sta diventando insopportabile, di seguito espongo i problema.

Rumore dovuto alle frenate di treni merci: la mia civile abitazione si trova a circa 200 metri dalla linea ferroviaria Genova-Ventimiglia dove sono presenti numero 2 binari per il passaggio treni passeggeri ed treni diretti a Ventimiglia o La Spezia, e numero 2 binari per il passaggio di treni merci per servire il porto VTE. Su tale linea sono presenti diversi semafori ed uno di quelli è situato nelle vicinanze della mia abitazione. Purtroppo, specie di notte, quando i treni sono costretti a rallentare per fermarsi, il rumore provocato è talmente forte e penetrante che mi sveglia rendendo di fatto insopportabile il tutto. Anche con le finestre chiuse il rumore viene percepito. Sono il primo a ritenere che le merci debbano viaggiare su rotaia, però sarebbe anche giusto che le autorità competenti installassero delle barriere fonoassorbenti per cercare di ridurre il rumore.

Ho già provveduto a scrivere al Difensore civico regionale dal quale sto spettando ancora una risposta in merito. Volevo sapere quali azioni posso intraprendere sia come singolo sia come gruppo di cittadini, e a chi mi devo rivolgere per l'effettuazione di rilievi fonometrici. Mi hanno detto che per un rilievo di 24h con relazione siamo intorno a 1.000 Euro.

Ringraziandovi per l'attenzione porgo cordiali saluti.

 

Davide

» la risposta della Redazione

 

Nuovo locale con palestra e piscina all'interno di un condominio

03.12.2013

Spett.le Redazione,

Vi espongo il mio problema. Vivo in un appartamento al piano terra di una palazzina di 15 appartamenti, costruita negli anni settanta, nel cui interrato è stato realizzato un locale di circa 1.000 mq a doppia altezza (ad occhio direi circa 6 metri); per inquadrare meglio la situazione, specifico che siamo in periferia di Roma e l'accesso alla palazzina avviene mediante una strada privata lunga circa 70 metri che ci isola perfettamente dai rumori del traffico. La palazzina è (era) quindi silenziosissima.

Alcuni anni fa il locale interrato è stato affittato ed è diventato una palestra con piccola piscina; sono quindi iniziati i disagi ai condomini per il traffico di auto e persone nella strada (l'ingresso al locale è esattamente sotto le finestre del condominio). Da quel momento è stato un crescendo di rumore, traffico e schiamazzi sotto le nostre finestre, provocati dalla clientela della palestra. Specifico che i rumori vengono amplificati dalla conformazione dei luoghi, la strada di accesso alla palestra scende a livello dell'interrato creando una specie di gola con pareti verticali di circa sei metri lunga quanto l'edificio e larga circa 3 metri che riflette i suoni. Ora sono stati fatti dei lavori nel locale con ampliamento della piscina e della palestra, e montaggio di un potente impianto di amplificazione.

La situazione attuale è che dal mio terrazzo misuro circa 75 deciBel, con punte di 85-90 e più nei cambi di turno; nelle stanze con le finestre aperte si ha più o meno lo stesso livello; all'interno dell'appartamento e a finestre chiuse (infissi in legno da 70 mm con vetrocamera e doppia guarnizione) ho tra i 42 e i 48 deciBel dovuti alla musica che proviene dai pavimenti e alle urla belluine dell'istruttrice di ginnastica, chiaramente intellegibili. A palestra chiusa (la domenica) il fonometro che uso e che inizia a rilevare da circa 30 dB non misura nulla.

Ho fatto presente tutto ciò al gestore della palestra, il quale dice che per il rumore che fanno i clienti non può far nulla (e la responsabilità oggettiva?) e per quanto riguarda la palestra subito dopo i reclami abbassano leggermente il volume, tempo 3-4 giorni si torna come prima.

Per completezza di informazione il locale in questione è accatastato C\1, quindi non idoneo.

Visto che con la gentilezza non si ottiene nulla, cosa mi consigliate?

PS: il fastidio non è solo mio, disturba tutto il condominio.


Cordiali saluti.

 

Agostino

» la risposta della Redazione

 

Ubriaconi che giocano a carte a due metri dalla mia siepe

19.11.2013

Spett.le Redazione,

vi espongo il mio caso nelle speranza che possiate darmi qualche utile consiglio. Abito in una casa singola nell'immediata periferia di Padova, ultima casa di una strada chiusa che termina sull'argine del canale scaricatore. La zona è immersa nel verde ed è estremamente tranquilla se non fosse per la costante presenza di un gruppo di uomini di mezz'età che bivaccano tutti i giorni a due tre metri dalla mia siepe e quindi dalle mie finestre.

Il numero di questi individui varia da due a più di dieci, si siedono su giacigli di fortuna che poi provvedono a smontare quotidianamente. Passano le ore a bere, chiacchierare e a giocare a carte. Il volume delle voci e delle risate è tale da sormontare quello mio e dei miei famigliari in cucina obbligandoci a tenere chiuse le finestre anche in estate, non parliamo del giardino in cui solo raramente riusciamo a soggiornare.

La loro presenza è quotidiana e contante da almeno sei mesi. Ovviamente abbiamo chiamato svariate volte la polizia, ma senza alcun risultato, queste persone infatti non commettono alcun crimine, anzi dopo le prime visite delle forze dell'ordine hanno cominciato anche a raccogliere lattine e bottiglie, educatamente.

L'unico reato che commettono è quello di urinare li a pochi metri, ma ovviamente la polizia non è mai riuscita a coglierli in fragranza di reato.

Avete qualche buon consiglio? Grazie.

 

Alberto

» la risposta della Redazione

 

Costretto a chiudere

17.10.2013

Spett.le Redazione,

da due anni ho assunto in locazione in Montoro Inferiore (AV) in un posto non al centro, un locale commerciale per l'attività di wine bar e bar. Come noto, tali attività senza musica e serate non hanno ragione d'esistere.

Premesso che il locatore abita al piano superiore e nel primo anno ha partecipato alle mie serate. Voglio inoltre precisare che una sola volta a settimana in programma si effettuava una serata musicale ed entro le 23 e 55 staccavo.

Mi è stato locato un locale di circa 100 mq con antistante terreno di 120 mq, e le opere dalla pavimentazione alla realizzazione di wc, cucina, intonaco e tutto quanto concerne sia l'attività e non, sono state eseguite da me, il tutto per un valore di 80 mila Euro. Alla fine dei lavori il locatore ha solo voluto scalare dall'affitto 15 mila Euro.

Due mesi prima del raggiungimento della somma a scalare, il locatore ha manifestato segni di intolleranza alle serate ed al normale svolgimento dell'attività, come per esempio:

- il primo intervento avvenuto verso le 19:00, la moglie scende nel piazzale del locale urlando che dovevo lasciare il locale ed andarmene via perché non sopportava la musica ed i clienti;

- più volte innaffiando il giardino, dirigeva lo getto dell'acqua verso i clienti;

- nei pressi del ingresso, invitava i clienti a non entrare dicendo dicerie in genere.

Questi esempi sono i più clamorosi, per poi non parlare delle denunce che ho subito perché ho fatto rifornimento di gas senza la sua autorizzazione.

Dopo tutto questo ho deciso e non sono più in possibilità di pagare il canone, in quanto è crollata la clientela e l'incasso. Mi son ritrovato con un provvedimento non di sfratto, ma di invito volontario da parte del giudice di lasciare il locale.

La domanda:

Come posso riavere i danni e tutti i soldi spesi per la realizzazione del locale?

Più volte ho invitato il locatore ad intervenire sulla struttura in quanto il locale presenta muffa su tutto il perimetro (il suo tecnico ha specificato che si presenta la muffa perché parti della struttura ancora non sono state coperte con tegole e sottofondo d'asfalto).

 

Francesco

» la risposta della Redazione

 

Pontina, strada dall'elevato impatto sonoro

14.10.2013

Gentile Redazione,

da più di vent'anni vivo in una casa vicino la Strada Pontina a Latina (LT) all'altezza dello svincolo con la strada del mare. Vi assicuro che è una situazione assolutamente stressante perché, nonostante le finestre antirumore e le piccole barriere che il Comune fece costruire anni fa sul cavalcavia, il rumore è continuo e insostenibile.

La mia casa, con altre, è situata, come ho detto, all'altezza dello svincolo della pontina con la strada del mare e vicino al cavalcavia sulla stessa strada del mare, per cui abbiamo il rumore di tre strade:

1) la pontina con il cavalcavia sulla strada del mare che amplifica il rumore, soprattutto dei camion che si sentono a centinaia di metri di distanza,

2) lo svincolo che porta alla strada del mare e che soprattutto la mattina e durante l'estate è notevolmente trafficato,

3) la strada interna di quartiere.

Ho provato a cercare sul web iniziative o ricerche per la verifica ed il monitoraggio dell'inquinamento acustico e ambientale che crea questa strada che ormai taglia in due la città, ma non ho trovato niente.

Ho trovato il vostro sito e quindi ho voluto scrivervi per sapere se siete a conoscenza di iniziative per mettere in sicurezza dal punto di vista ambientale questa strada o comitati creati per la sensibilizzazione delle istituzioni o anche azioni legali che potrebbero essere intraprese per obbligare le istituzioni locali o regionali ad affrontare e risolvere il problema che interessa moltissime famiglie.

Ringraziandovi per il vostro lavoro, vi saluto e rimango in attesa di una vostra risposta.

 

Giulia

» la risposta della Redazione

 

Per la valutazione del rumore di un impianto a funzionamento continuo quale limite viene assunto a riferimento?

07.10.2013

Gentile Redazione,

scrivono i proprietari di un appartamento acquistato nel luglio 2011 ubicato esattamente sopra il vano caldaia la cui pompa di calore sta facendo passare le pene dell'inferno durante il periodo di accensione dei riscaldamenti. Presto il 15 ottobre ripeteremo l'esperienza.

In questi anni abbiamo prodotto 2 perizie che attestano un superamento dei limiti pari a 37 dB. Entrambe hanno suggerito dei rimedi ma il fornitore di gas/manutentore della caldaia si ostina a eseguire solo parte degli interventi segnalati o a eseguirli in maniere difforme, dopodiché dice di aver fatto il possibile e ora ci chiede una terza perizia perché - a fronte di un test - abbiamo segnalato che il rumore è invariato.

Nella vicenda, l'amministratore apparentemente ci presta ascolto ma nei fatti non fa nulla anzi ci osteggia e inganna e si dimostra connivente con il manutentore (ha anche invocato un ex Art. 700 c.p.c. per prometterci una sistemazione provvisoria rimangiandosi tutto).

Le domande che abbiamo sono:

1) E' giusto che non vengano seguite le indicazioni della perizia?

2) In entrambe le perizie i valori vengono segnalati come superati prendendo a riferimento LAeq 35 dB come limiti massimi. Abbiamo visto che però i più recenti chiarimenti ministeriali hanno indicato LAeq 25 dB come limiti massimi. E' vero? Quindi i periti hanno il dovere di rettificare quanto indicato? Questo per noi è molto importante perché a seconda del massimale 25 o 35 una terza ipotetica perizia che rilevasse ad es. 34 dB darebbe esiti differenti!

3) I chiarimenti rilasciati dal Ministero dell'Ambiente sui 25 dB e non 35 possono considerarsi validi ai fini legali per indicare una certezza interpretativa?

4) per un impianto sostituito nel giugno 2011 vale l'applicazione del d.P.C.M. 5/12/97? Se invece fosse un impianto precedente al 1997 quale legge si applicherebbe?

5) l'Art. 844 c.c. prevale rispetto a tutto quanto sopra? Cioè è sufficiente la differenza dei 3 dB dal rumore di fondo?

Ringraziamo in anticipo per le risposte... da due anni trasciniamo la nostre esistenze, siamo distrutti nel corpo e nella mente e non abbiamo il coraggio di avere un figlio in questa casa.

 

Angelo

» la risposta della Redazione

 

Abuso del fischietto in zona residenziale

01.10.2013

Gentile Redazione,

la mia abitazione (vi abito da 36 anni) si trova in zona residenziale classificata in Area III - area di tipo mista (limiti di emissione: 55dB diurni - 45 notturni; immissione: 60 dB diurni - 50 notturni) ed è confinante sul retro con una zona verde originariamente destinata alla nostra lottizzazione, in seguito trasformata dal Comune in area attrezzata con un Palaroller (tensostruttura) e con una pista d'atletica al cui interno è stato ricavato un campetto da calcio affidato da circa 20 anni dal Comune all'Associazione di Calcio locale.

Solo negli ultimi 3 anni, essendo subentrata una nuova società calcistica, gli allenamenti vengono effettuati anche per i bambini (spesso in contemporanea con 2 o 3 squadre e improvvisati allenatori, senza patentino, per 4/5 giorni alla settimana e per più di 2 ore giornaliere: 16,30 - 19) con un utilizzo dei fischietti pressoché continuo. L'altro giorno in 15 minuti ho contato 113 fischiate; infatti i fischietti vengono utilizzati sempre: per far partire l'atleta, per fermarlo, per indicargli l'esercizio da compiere, per segnalare un errore e comunque per ogni e qualsiasi input che debba essere dato, anche se i bambini sono a pochi metri di distanza. Tra l'altro mi risulta che il rumore di un fischietto sia di 70 dB e sottolineo che tale area è contornata dalle abitazioni distanti circa 10 m dal campetto di calcio ed è un parco pubblico frequentato anche da bambini piccoli, da mamme con carrozzine e passeggini, da persone anziane ...).

Si è già provveduto a segnalare il disturbo al Comune, il quale, per tutta risposta, ha scritto che le attività vengono svolte per poche ore al giorno e non coincidenti con quelle destinate al riposo, per cui non ritiene di intervenire.

E' legittimo chiedere il divieto di utilizzo del fischietto durante gli allenamenti e come mi consigliate di procedere per ottenere tale divieto? Ormai tutti quelli che usufruiscono di quest'area (insegnanti di ed. fisica con le relative scolaresche, personal trainer ...) utilizzano il fischietto a qualunque ora creando molestia ai residenti.

Ringrazio per la Vostra attenzione e per il Vostro servizio e rimango in attesa di una risposta.

 

Elena

» la risposta della Redazione

 

Dissuasori acustici in centro storico: che tipo di controlli?

29.09.2013

Gentile Redazione,

vivo al settimo piano in un centro storico, e il mio appartamento è dotato di un'ampia terrazza abitabile. Il condominio di fronte al mio (più o meno della stessa altezza) ha posizionato sul tetto un dispositivo di dissuasione acustica per scacciare i piccioni, che emette imitazioni di versi di altri uccelli (suppongo rapaci) ad alto volume e con brevissimo intervallo: non più di 3 minuti fra un'emissione e l'altra. Per alto volume intendo che il suono è ben percepibile anche al piano strada in pieno giorno, e si tratta della strada principale della città, quindi c'è un certo rumore di fondo.

La cosa è particolarmente molesta nei mesi tiepidi e caldi, quando volentieri si starebbe in terrazza, se non si fosse ossessionati dal suono ripetitivo. Anche i condomini dei piani inferiori sono disturbati, dato che hanno le finestre aperte.

A richieste verbali dell'amministratrice del mio condominio, il suono è stato interrotto nelle parti centrali della giornata, per qualche tempo, salvo essere ripristinato pian piano, modificando magari il verso emesso, per tornare alla situazione iniziale di emissioni frequenti e prolungate nel corso della giornata.

Non riesco a capire se simili apparecchi siano posizionabili liberamente senza alcuna autorizzazione da parte del Comune (dotato di un Regolamento per il controllo delle emissioni sonore, che tuttavia non è esplicito al riguardo) o se vi sia una normativa che limita il loro uso ad aree meno antropizzate.

Potete aiutarmi con qualche indicazione per capire come è più opportuno procedere per limitare o eliminare il disturbo?

Grazie per l'attenzione, un cordiale saluto.

 

Elisabetta

» la risposta della Redazione

 

Uso megafoni e musica in parrocchia

22.09.2013

Gentile Redazione,

vivo in un condominio antistante un campo sportivo di pertinenza di una parrocchia. La parrocchia gestisce bambini negli orari del dopo-scuola e nei fine settimana e, inoltre, organizza tornei di calcio serali per adolescenti e adulti. Purtroppo, per gestire i gruppi di bambini di giorno e per organizzare le partire di calcio la sera, l'organizzazione parrocchiale fa massiccio uso di megafoni, che vengono lasciati nelle mani di educatori poco più che adolescenti che si divertono a urlare e a chiamarsi l'un con l'altro con il megafono. Per pomeriggi interi, per non parlare poi della domenica, si sentono canzoni, urla, risate nei megafoni, in aggiunta a concerti sporadici che continuano fino almeno alle 11:30 di sera.

Ho scritto tre lettere e sono già andata due volte a parlare con il parroco per esporre il nostro grande disagio. Tuttavia, credo pervaso dalla convinzione di fare del bene all'umanità, non ha capito la gravità del problema per gli inquilini della zona. Lui stesso mi ha riferito, peraltro, di avere già ricevuto cinque esposti per il rumore dagli inquini dei palazzi della via perpendicolare alla mia, parimenti antistanti il campo sportivo. Tuttavia, non cambia proprio niente.

Mia mamma sta anche affrontando pesanti cure chemioterapiche e ha un gran bisogno di riposo, non so davvero come fare per far capire al parroco che non ne possiamo più, sembra che non gli interessi nulla.

Cosa posso fare? Alcune famiglie qui hanno già chiamato i vigili due o tre volte quando il rumore continuava oltre le 22, ma la realtà è che i megafoni disturbano enormemente a ogni ora del giorno e non ne possiamo veramente più. Che cosa ci resta da fare?

Grazie e un cordiale saluto.

 

Ilaria

» la risposta della Redazione

 

Vivere sopra una pizzeria

05.09.2013

Illustre Redazione,

scrivo da un paese della provincia di Milano. Viviamo in una zona tranquilla a insediamento presso che residenziale. Da poco meno di 2 anni viviamo in condominio con al piano terra un locale attualmente adibito a Pizzeria Ristorante. I rumori di questo attività condizionano la nostra vita (praticamente ci impongono i loro ritmi di sonno e veglia), nel particolare i rumori sono, le saracinesche dell'attività, il vociare (urlare) del proprietario del locale e dei suoi dipendenti, il vociale e l'urlare degli avventori del locale sia all'esterno che all'interno delle mura, più i rumori di un normale ristorante quindi pentole padelle, ecc, ecc. I rumori cominciano di norma alle 9.00 con l'apertura delle saracinesche (sotto le nostre camere da letto) del mattino e terminano alle 23 di sera (con la loro chiusura) nel migliore dei casi, se no proseguono oltre le 24.00.

Il nostro problema e il seguente, il locale non lavora tantissimo, e quindi i disturbi (sempre presenti) non sono sempre della stessa intensità a volte potrebbero definirsi sopportabili. Il locale non e minimamente insonorizzato anzi a dividere la mia proprietà dalla sua ci sono solo circa 20/30 cm di soletta. Oltre tutto per la conformazione del nostro condominio questo locale reca il disagio più grande solo a noi.

La nostra paura nel fare un esposto al comune e facendo intervenire l'ARPA è che quest'ultima venga fuori e effettui le misurazioni in momenti di troppa calma che quindi risulterebbero falsate rispetto alla normale attività, ovviamente se non riscontrassero il problema il proprietario del locale si sentirebbe legittimato a continuare a fare quello che vuole.

Quello che volevo chiedere e come di norma vengono effettuate queste misurazioni se prendono periodo abbastanza lungo o se sono tutto concentrate in una giornata. Oltre tutto sicuramente vedendo fare queste misurazioni questa persona eliminerebbe tutti i suoi comportamenti scorretti (il grosso problema e la grande inciviltà di questa persona) che sono una gran parte della fonte dei nostri disturbi. Potreste descrivermi velocemente la prassi con cui vengono effettuate queste misurazioni? Sarei tentato di nominare un tecnico di fiducia per fare delle prove preliminari prima di fare l'esposto! Per favore datemi qualche consiglio perché non ce la facciamo veramente più.

Ringrazio anticipatamente.

 

Francesco

» la risposta della Redazione

 

Disturbo prodotto da un gruppo di sbandieratori

04.09.2013

Gentile Redazione,

purtroppo vivo in un paese in cui esistono diversi gruppi di sbandieratoci (con tamburi, trombe, etc). Uno di questi ha da pochi mesi inaugurato, con tanto di taglio del nastro da parte del Sindaco, la nuova sede...a soli 150 metri da casa mia! Tutte le sere dalle 20.00 alle 22.00/22.30 fanno un "baccano" incredibile!

Ho parlato educatamente con il coordinatore del gruppo, il quale mi ha informato, dopo essersi dichiarato consapevole del grande disturbo che la loro attività arreca ai vicini, di avere tutte le autorizzazioni necessarie per lo svolgimento delle loro attività che, preciso, si svolgono all'aperto!

A questo punto vorrei sapere se esistono delle vie legali che potrei intraprendere, e se è possibile far fare rilevazioni del livello di rumore, magari all'ARPA, da poter utilizzare legalmente. Non pretendo di far chiudere il centro (anche se mi piacerebbe molto) ma, almeno, di obbligarli ad adottare delle barriere acustiche che possano ridurre il rumore che arriva alla mia abitazione.

Ringrazio per la cortese risposta, ed i preziosi suggerimenti. Sono disperato.

 

n.d.

» la risposta della Redazione

 

Disturbo causato da operatore ecologico

29.08.2013

Gentile Redazione,

abito in centro a Cagliari in un palazzo d'epoca e, considerato il traffico notturno dovuto ai numerosi locali presenti in zona e agli infissi non a tenuta perfetta, non posso dire che le notti siano particolarmente silenziose.

A tutto questo si è aggiunto, negli ultimi mesi, l'operatore ecologico della zona che inizia il suo turno di lavoro intorno alle 6:15 del mattino non con gli strumenti consueti (ramazza e paletta), ma con un soffiatore di foglie a motore a scoppio da spalla che fa un baccano infernale ed è totalmente inutile visto che nella mia via non ci sono alberi e foglie!!!

Ho già esposto le mie rimostranze c/o lo sportello reclami del Comune mettendo in evidenza il grande rispetto per il lavoro della persona, ma chiedendo se fosse possibile o far iniziare il turno alle 7:00 oppure di ritornare agli strumenti classici molto più silenziosi.

A tutt'oggi non è cambiato nulla ed anche l'aver interpellato i Carabinieri presenti sul posto mentre l'operatore era nel pieno della sua attività, non ha dato particolari speranze di soluzione del problema.

A questo punto chiedo gentilmente a Voi di aiutarmi a capire se ci sono altre vie da seguire. Resto in attesa di una Vostra cortese risposta e Vi saluto cordialmente.

 

Piero

» la risposta della Redazione

 

Il funzionamento della pompa di sollevamento dell'acqua del vicino

28.08.2013

Gentile Redazione,

abito in una bifamiliare da diversi anni ormai io e la mia famiglia siamo ai ferri corti con un nostro vicino. Precisamente di fronte a noi è stata costruita una villa singola ove anni fa passava il fosso di una sorgente sottovalutando questo particolare. Adesso noi conviviamo con la sua pompa a scoppio (24h al giorno) che preleva acqua da una cisterna interrata per buttarla nello scarico del tombino della sede stradale.

Dopo che il tentativo di trovare una soluzione tra persone civili è andato male, sono andato da polizia urbana, carabinieri, uff.tecnico del comune, sindaco, per finire da un avvocato che mi ha consigliato una lettera ma non ha avuto effetto, nonostante il disturbo della quiete.

Ringrazio della Vostra attenzione e resto fiducioso di una risposta. Grazie.

 

n.d.

» la risposta della Redazione

 

Rumore da festa di paese

15.08.2013

Gentile Redazione,

abito in un paese dell'entroterra cilentano dove da oramai tre anni si organizza una festa di due giorni (per alcuni "calvario") dedicata al "dio del vino". Secondo gli organizzatori la "festa" è un'occasione per far conoscere la tipicità dei vini e dei prodotti locali, però viene scambiata, dai più, per una sorta di discoteca a oltranza dove si possono bere bicchieri di vino ad un euro. Si può ben immaginare la devastazione che ne deriva da un uso "smodato" del vino (servito con molta nonchalance anche a minorenni). Dopo la due giornate, noi abitanti, ci ritroviamo in un paese stravolto: mura imbrattate da vomitate, bicchieri di plastica lasciati ovunque, cartacce, oggetti spaccati dalla pazzia dell'ubriachezza e, in più di un caso, furti di oggetti, etc..

Arrivo al punto. Durante questa manifestazione viene sparata musica (sia folkloristica, che pop, che da discoteca) ad altissimo volume per le vie del centro storico dalle 22:00 circa fino alle 3:00/3:30 del mattino dopo. Ovviamente dopo tale orario permane il rumore degli ormai ubriachi visitatori sino all'alba. Oltre a ciò, nei giorni che precedono tale manifestazione vengono provate i diffusori sonori a qualsiasi ora del giorno, e di solito nel pomeriggio presto.

Avvisati molte volte i carabinieri pare che neanche loro riescano a fare niente. A volte dicono di non saper niente della festa (?), altre di non poter far nulla (?), altre di non riuscire neanche a passare tanta è la gente (?).

Di certo non voglio criticare la festa che, per certi versi, è anche un'utile promozione all'economia del luogo, ma voglio chiedere un consiglio su come cercare di far rispettare almeno i limiti di orario (suppongo le ore 2:00) per il rumore della musica ad alto volume. Per il resto, andrebbe in qualche modo riformulata l'intera manifestazione.

Cordiali Saluti.

 

Nicola

» la risposta della Redazione

 

Troppo rumore proveniente da stazione FS

13.08.2013

Gentile Redazione,

abito in prossimità della stazione FS di Magenta e da un po' di tempo ho notato che il volume degli altoparlanti è stato notevolmente aumentato con notevole fastidio, gli annunci che vanno avanti dalle 5.30 all'una di notte sono continui poiché passano i treni della linea Milano-Torino che quelli di Trenord.

Paradossalmente è più fastidioso il rumore degli altoparlanti che dei treni stessi e si sente perfettamente anche a finestre chiuse (finestra cambiate di recente quindi con doppi vetri).

Si può fare qualcosa? A chi posso rivolgermi per chiedere di abbassare il volume?

 

Roberto

» la risposta della Redazione

 

L'inferno causato dal Circolino

04.08.2013

Gentile Redazione,

mi trovo in una delle tante insopportabili situazioni descritte in questo sito..abito in una casa singola proprio di fronte al Circolino del paese, che da quest'anno, spero soltanto per la stagione estiva, organizza ormai settimanalmente feste con dj o serate con gruppi che suonano dal vivo, con impianti e casse collocate all'esterno, nel cortile dello stesso.

Quando ci sono le feste con dj la musica da discoteca inizia dalle 19.00 fino alle 11.30, mentre quando c'è musica dal vivo il fantastico spettacolo inizia alle 21.30 e termina a mezzanotte.

Il rumore è talmente forte che non è possibile stare in casa nemmeno con le finestre chiuse e siamo costretti ad uscire di casa ogni volta. Basti evidenziare che una misurazione fatta con strumenti non aventi valore legale ha rilevato ben 97 dB(A) fuori dalla porta di casa. Per non parlare poi degli schiamazzi che vanno avanti fino alle 2.00 a.m..

Ho già chiamato i Carabinieri per ben due volte nella stessa serata e ogni volta, allontanatasi la pattuglia, il volume veniva alzato ancora di più.

La cosa assurda è che il Sindaco era all'interno del Circolo e ha serenamente risposto ai Carabinieri che il locale poteva continuare con la musica fino alle 23.30?..(!). I Carabinieri mi hanno riferito che senza una relazione dell'ARPA nulla possono fare se non andare lì e far abbassare il volume, così ho scritto una raccomandata al Comune invitandoli ad adottare i provvedimenti opportuni e chiedendo altresì l'intervento dell'ARPA.

Come era prevedibile non ho ricevuto alcuna risposta e le serate sono andate avanti con volume forse ancora più elevato per fare un dispetto a chi ha osato chiamare i Carabinieri.

Ho chiamato anche l'ARPA per avere qualche delucidazione in più e mi è stato riferito che loro non possono uscire su richiesta dei privati ma solo su richiesta dei Comuni. Quindi? Posto che il Comune non chiamerà mai l'Arpa, né posso io come privato cittadino chiedere l'intervento della stessa a mie spese per effettuare dei rilievi, cosa posso fare per tutelarmi?

Hanno valore delle misurazioni effettuate con strumentazioni non avente valore legale? Se sì quali sono e come posso utilizzarle? Sono disposta anche a sostenere in proprio dei costi, ormai è diventata una questione di principio contro la maleducazione e l'ignoranza.

Vi ringrazio per l'attenzione.

 

Elisa

» la risposta della Redazione

 

Musica con karaoke nella piazza del paese

02.08.2013

Illustre Redazione,

sono nato in un paese della Sicilia, nel quale ogni estate passo le mie vacanze estive. Sono un ragazzo di vent'anni e per studio mi sono trasferito altrove. Ogni estate che passo qui, prendo consapevolezza che questa è terra di nessuno, un circo di opportunità, in parole povere ognuno fa quello che vuole.

La situazione è questa: nella piazza principale della città, a meno di 5 metri di distanza tra loro, svolgono l'attività tre bar, i quali hanno come orario di chiusura, presumo autorizzato, le 02:00. Da almeno due anni, uno dei tre locali in questione, si serve di casse altoparlanti (abbastanza grandi) installate in piazza per il classico karaoke del giovedì sera.

Io abito a cento metri di distanza da questa zona, e ogni giovedì sera son costretto a chiudere le finestre per riuscire ad addormentarmi, soffrendo il caldo, ma al fine di poter svegliare la mattina presto.

Cosa devo fare per far cessare questo disturbo? A chi mi devo rivolgere? Dalla mia parte ho qualche normativa a favore?

Vi ringrazio in anticipo per l'aiuto che vorrete suggerirmi.

 

F.P.

» la risposta della Redazione

 

Si applicano i valori assoluti (limiti della Classificazione Acustica) quando il rumore è generato da un pubblico esercizio?

26.07.2013

Illustre Redazione,

vivo con la mia famiglia in un paesino della provincia di Cremona e vorrei chiedervi un chiarimento di base sugli obblighi di legge a carico degli esercizi pubblici in materia di rumore generato dalle loro attività. Il chiarimento verte sull'obbligo o meno da parte dell'esercizio pubblico di rispettare i soli criteri cosiddetti "differenziali" (famosi 3dB) rispetto a sorgenti rumorose "concorrenti" e preesistenti che ahimè superano i limiti massimi assoluti di emissione e di emissione imposti dalla legge (trattasi di strada provinciale) ovvero sull'obbligo di rispettare anche questi ultimi indipendentemente dal fatto che ci siano altre sorgenti rumorose "prevalenti" rispetto ad esse.

Neanche a dirlo, ad oggi l'esercizio pubblico sostiene di dover rispettare il solo criterio differenziale rispetto al rumore provocato dalla strada e non i limiti assoluti di legge (nonché di zonizzazione imposti dal Comune, che naturalmente a sua volta fa orecchio da mercante), col risultato che di fatto non dormiamo più.

Vi sarei molto grato quindi se poteste confermarmi se è proprio vero che la legge prevede questo meccanismo di "ombra" delle sorgenti minori rispetto a quelle prevalenti anche quando le minori sono di per se stesse rumorose?

Vi ringrazio moltissimo per il chiarimento che vorrete offrirmi e vi faccio i miei più grandi complimenti per la completezza e la semplicità delle preziosissima assistenza che offrite a tutti noi.

Grazie saluti.

 

G.G.

» la risposta della Redazione

 

Come indurre le Istituzioni a fare il loro dovere?

16.06.2013

Gentile Redazione,

Il caso segnalato nel post "Abbassiamo il volume. Silenzio rifiutato" del 19.02.2012 è di quelli, forse, irrisolvibili. L'unica soluzione potrebbe consistere nel presentare una lista alle prossime elezioni comunali, vincere le elezioni e cambiare il regolamento comunale per la tutela dall'inquinamento acustico.

Dico questo perché la legge affida ai comuni le competenze di tutela in materia di inquinamento esterno e dell’ambiente abitativo. Il comune può rilasciare autorizzazioni anche in deroga ai limiti di Legge per lo svolgimento di attività temporanee e di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico e per spettacoli a carattere temporaneo ovvero mobile, nel rispetto delle prescrizioni indicate dal comune stesso. Così si può spiegare, presumo, l’arcano del perché anche la Procura ha chiesto l’archiviazione.

In tutti gli altri casi, invece, sempre che ne sussistano e se né dimostrino le condizioni, c’è speranza che il problema trovi soluzione (prima o poi). Purtroppo i tempi sono generalmente lunghi.

Contrariamente a quanto si pensa, la vera causa per la quale tante persone in Italia sono costrette a subire danni da rumore, non dipende, giusto per fare un esempio, dal gestore senza scrupoli di un bar che abusa degli impianti di amplificazione, ma da chi è preposto per dovere d’ufficio a fare i controlli e a reprimere questi fenomeni di inciviltà, veri e propri attentanti alla salute delle malcapitate persone, costrette a subire l'oltraggio del disturbo e quello dei diritti negati.

È contro questi che bisogna attrezzarsi e combattere, non contro i "furbetti del concertino" che alla fine finiranno per essere anch’essi vittime.

La Pubblica Amministrazione è piena di persone per bene che fanno il loro dovere (a tutti i livelli dagli alti funzionari dei ministeri al piccolo impiegato del comune, dal capo della polizia all’ultimo agente delle forze dell’ordine). Il guaio è che noi (che abbiamo subito o subiamo disturbi) ci imbattiamo in quella piccola fascia che non fa il proprio dovere, vuoi per ignoranza o vuoi per altri motivi. Vi assicuro che questi sono una piccola minoranza, come sono una piccola minoranza le persone vittime dell'inquinamento acustico o disturbo al riposo e alle occupazioni, rispetto ai 60 milioni di abitanti.

Io ho denunciato (querelato) i sindaci (due) pro tempore del mio comune ed i funzionari responsabili delle forze dell'ordine locali. Ancora non ho notizie certe su queste denunce. Sono fiducioso.

Non bisogna aspettare che queste denuncie facciano il loro corso (3-5 anni o più), nel contempo occorre continuare a combattere investendo del problema chi sta gerarchicamente più in alto. Ed è per questo che ho scritto sino ad ora due lettere di cui una aperta al Prefetto perché nel mentre la giustizia fa il suo corso Lui, se né ricorrono gli estremi, intervenga richiamando all’ordine chi sta sbagliando e continua a sbagliare.

Non sono un tecnico, le mie devono essere considerate opinioni.

 

A.L.

» la risposta della Redazione

 

Bar e sala riunioni sotto casa

04.05.2013

Egregio dott. Brugola,

innanzitutto complimenti per l'importante servizio e sostengo che svolge e svolgete con il Vostro sito internet. Io e la mia fidanzata abbiamo acquistato un appartamento da circa 6 mesi, che si trova in un condominio di due piani fuori terra: al piano di sopra vi sono 4 abitazioni, mentre al piano inferiore vi sono attività, tra cui un bar e una sala in cui si tengono riunioni religiose, quindi c'è un duplice problema. Inizio dal bar.

Dopo 6 mesi, la situazione è questa: ha come orario di chiusura le ore 01.00, ma molte volte arriva anche alle 01.30. Il giorno di chiusura settimanale è il lunedì, ma alcune volte apre ugualmente. Vi sono delle sere in cui la musica si sente appena (si sentono i bassi non altissimi, ma che comunque a letto col silenzio danno fastidio), altre sere invece la musica è più alta e nemmeno la televisione riesce a coprirla. Non parliamo delle serate karaoke. Ora che è arrivata l'estate, inoltre, gli avventori si trattengono all'esterno dove vi sono i tavoli: un concerto di risate e grida. In più c'è un altoparlante sistemato all'esterno...praticamente è impossibile tenere le finestre aperte! E anche se sono chiuse, nel silenzio della sera, le voci dei clienti e i bassi si sentono. Quando alza molto poi si sente anche la musica.

Il regolamento condominiale prevedrebbe il silenzio alle ore 23.00, ma molte volte capita addirittura che il gestore a quell'ora alzi il volume invece di abbassarlo. I miei vicini dell'appartamento a fianco ci abitano proprio sopra e sono anni che si lamentano inutilmente. Mi hanno detto di essere anche andati dal sindaco, il quale però ha risposto che non ci si può fare nulla. Molte volte si sono lamentati col gestore, che è addirittura arrivato a rispondere in malo modo. Siamo costretti a dormire con i tappi nelle orecchie per avere silenzio, ma non lo trovo giusto. Alle 23.00 dovrebbe abbassare e non ci dovrebbe essere silenzio, anche da parte dei clienti!

La sala riunioni invece funziona così: vi si riuniscono degli africani per pregare in modo molto rumoroso, cantando e suonando. Utilizzano a volte perfino dei microfoni, sicché è come averli in casa. Questo al giovedì sera per un paio d'ore e la domenica dalle 9.30 alle 13.00. Anche qui i vicini "veterani" non sono stati capaci di risolvere le cose.

Come procedere per questi disturbi?

La ringrazio in anticipo per l'aiuto che vorrà suggerirci.

 

Mauro

 

 

I macchinari per la pulizia delle strade stanno diventando un vero incubo

19.04.2013

Gent.mo dott. Brugola,

abito in Sardegna, esattamente a Ittiri, un paese di circa 10.000 abitanti in provincia di Sassari. Le scrivo questo quesito per avere un suo parere circa la situazione poco piacevole che si crea ogni mattina, sabati e festivi compresi.

Ora le spiego meglio. Puntualmente, tutte le mattine io e la mia famiglia veniamo svegliati da un rumore fortissimo causato da un soffiatore a scoppio utilizzato da un operatore e da un macchinario per la pulizia delle strade.

Il problema è che oramai è diventato un incubo, mi sveglio di soprassalto con il cuore a mille, spaventatissimo perché il rumore risulta essere violentissimo e insopportabile. Ora sto iniziando anche a soffrire di insonnia, ovvero, dopo che vengo svegliato mi è impossibile continuare a riposare. Mia moglie il più delle giornata le inizia con il mal di testa.

Gli orari variano, quelli da me registrati sono i seguenti: ore 5:30, ore 6:00 e ore 6:30, questi sarebbero più o meno gli orari in cui vengono svolte le pulizie una volta al giorno. A volte gli ho osservati durante le loro pulizie e sono veramente "comici". Preciso che nelle strade non vi è una grossa sporcizia. Pensi che una volta un operatore ha soffiato per circa 10 metri un sacchetto di patatine fino alla spazzatura quando bastava inchinarsi e raccoglierlo, senza accelerare come se fosse una moto.

Ho visto che questo soffiatore di questo tipo ha una pressione sonora di circa 91,9 dB(A). E' normale che possano usare questi strumenti in pieno centro e sopratutto a quell'ora? Ma non potrebbero usare le scope come nelle altre città? Pensi che a Sassari questi macchinari non vengono usati.

Non sono l'unico a lamentarmi, ma tanti altri vicini, però hanno paura a lamentarsi. Ora non sopporto più la situazione, non so se fare un esposto in caserma o se denunciare il tutto in comune.

Io la ringrazio e resto in attesa di una sua graditissima risposta, cordiali saluti.

 

G.

 

 

Richiedere le verifiche del rumore nel timore che le stesse possano essere preannunciate al controllato

07.01.2013

Egregio dott. Brugola,

da circa un anno e mezzo stiamo combattendo la nostra battaglia contro un bar aperto ex novo in una zona residenziale del nostro Comune (20 mila abitanti) che tiene aperto fino alle 01 di notte e nei cui spazi esterni e nell’attiguo parcheggio, nelle sere del weekend, si radunano decine di giovani che bevono e urlano. Un frastuono insopportabile che le nostre famiglie (parlo a nome di un gruppo di vicini che si è coalizzato contro il locale). Dopo diversi esposti in Comune, denunce ai carabinieri, richieste di intervento della polizia locale e dei carabinieri – che però non hanno cambiato la situazione - abbiamo chiesto in Comune l’intervento dell’ARPA che nelle prossime settimane - così ci è stato garantito - verrà a compiere i rilievi fonometrici.

Il Comune ci ha già avvisato che durante questi rilievi saranno presenti anche un funzionario del Comune e un agente della polizia locale. E qui cominciano le nostre preoccupazioni perché il Comune è nettamente schierato a favore del locale, il cui titolare è amico di alcuni assessori e sponsorizza alcune iniziative comunali. Tanto che il sindaco, qualche settimana dopo l’apertura del locale, ci aveva promesso un'ordinanza per la chiusura anticipata alle ore 23 che però – dopo un anno e mezzo – stiamo ancora aspettando! Il nostro timore è che – saputa la data e l’ora dei rilievi da parte dell’ARPA – qualcuno in Comune faccia una soffiata al titolare del locale che, quella sera, potrebbe così mettere il "silenziatore" al locale, convincendo i suoi clienti a non fare rumore. In questo modo le rilevazioni ARPA ne risulterebbero falsate.

Le chiediamo: come possiamo evitare questo inconveniente? E’ proprio necessaria la presenza del funzionario comunale e del vigile? E l’ARPA deve obbligatoriamente avvisare il Comune in ordine alla data e all’ora delle rilevazioni? Se dalle rilevazioni (non veritiere, chiaramente) dovessero – come è probabile – risultare valori di rumore molto inferiori rispetto a quelli reali, "dimostrando" che il disturbo è molto più modesto rispetto a quello da noi denunciato, non ci troveremmo con le spalle al muro? E cosa dovremmo fare allora?

Grati se vorrà gentilmente darci una risposta, la salutiamo cordialmente e la incoraggiamo a proseguire nel suo benemerito impegno a favore di questa battaglia di legalità e di civiltà.

Un cordiale saluto.

 

P.M.S.

 

 

Parco giochi sottocasa utilizzato che asilo nido a tutte le ore del giorno

07.10.2012

Egregio dott. Brugola,

le scrivo per chiederle un parere su un problema che ci tormenta da oltre 3 anni.

Sotto casa nostra è stato creato un parco comunale con tanto di giochi e altalene che è frequentato da orde di bambini inferociti e repressi, figli di gente maleducata che evidentemente non è in grado di gestirli in altro modo che facendoli urlare a squarciagola durante tutte le ore del giorno e, nei periodi estivi, anche fino a tardi.

Il comune se ne lava le mani dicendo che non è colpa sua se esiste gente maleducata e che l'eventuale affissione di cartelli sarebbe solo uno spreco di denaro e non sarebbe letto e rispettato da nessuno. Il sindaco sostiene che in quella zona non doveva sorgere alcun parco pubblico in quanto si tratta di una zona situata fra molti palazzi e quindi l'acustica viene amplificata al massimo ma molte persone della zona hanno sollecitato la creazione di tale area verde in quanto non sapevano dove portare i loro figli ed è stato costretto a cedere alle loro richiesta ed ora mi viene a dire che non può mettersi contro queste persone.

Ma dove siamo nel far-west? Ed il mio diritto alla quiete ed alla serenità chi me lo garantisce? Una eventuale causa contro il comune potrebbe avere esito positivo?

Un esaurimento nervoso e tanti certificati medici potrebbero servire a far causa al comune per un risarcimento danni o per fargli cambiare idea in modo da regolare l'uso di questo parco/asilo nido della discordia?

Nell'attesa di un suo cortese riscontro ne approfitto per ringraziarla e salutarla.

 

Antonio

 

 

Rumori notturni da circolo privato "autorizzate" dal Sindaco

24.07.2012

Egregio dott. Brugola,

durante il periodo estivo, io e mia moglie ci troviamo a far fronte al solito problema. Abitiamo in una casa di una frazione del comune di Sorano (GR) a poca distanza da un circolo privato che organizza regolarmente concerti musicali all’aperto. Questi concerti oltre al fatto che spesso iniziano DOPO la mezzanotte, hanno un impatto acustico elevatissimo. Spesso vengono sentiti anche a distanza di molti km. Figuriamoci presso la nostra camera da letto, che trovandosi al primo piano proprio esposta in direzione del palco, è come fosse al centro del concerto.

L’altra settimana chiamando il 113 ci è stato chiesto di parlare più forte perché non sentivano niente con tutta quella musica…chiamavamo dalla camera da letto! Il 113 non può far niente perché è compito dei carabinieri. Li abbiamo chiamati tutti gli anni ma oltre al fatto che sembrano sempre scocciati della chiamata, ci dicono sempre che il comune spesso da l’autorizzazione a questi concerti anche fino alle 2 o addirittura 3 di notte! Facendo pressione sul volume, alla fine intervengono e spesso fanno terminare il concerto (vuol dire che queste autorizzazioni non sempre ci sono!).

Il problema è che un assessore del comune è la compagna di chi organizza il tutto. Il circolo si trova in locali del comune. Ed il comune non ha interessi politici ad intervenire, nonostante rassicurazioni date dopo una nostra protesta protocollata. Oltre tutto i vicini hanno anche paura di eventuali ritorsioni (ed anche noi) poiché l’ambiente non è frequentato sempre da persone tranquille. Quindi risulta che a chiamare i carabinieri siamo sempre noi.

A metà agosto, inoltre, viene organizzato addirittura un festival di musica etnica (prevedo tamburi fino alle 3 di notte).

Siamo quasi tentati a vendere casa e andarcene dal paese dei miei genitori e dove sono cresciuto. Mi sembra una sconfitta ma ho anche un bambino di 2 anni e mezzo da tutelare.

Cosa posso fare in concreto? Magari facendo sottoscrivere ai vicini una lettera per procedere con un esposto ai carabinieri o direttamente alla procura della repubblica? Non vorrei essere esposto a ritorsioni procedendo con denuncie (che avrebbero anche dei costi che in questo momento non posso permettermi) a titolo personale.

Cosa mi può consigliare?

 

M.P.

» la risposta dell'esperto

 

Rumore da circolo privato attraverso il muro confinante

10.07.2012

Egregio dott. Brugola,

vorrei chiedere un Suo parere su come procedere con il problema che perseguita me e la mia famiglia.

Abitiamo al primo piano di una casa con due unità abitative (una al piano terra e una al piano primo) la cui parete di fondo è attaccata alla parete del circolo del paese. Al primo piano del circolo, quindi giusto all'altezza di casa mia, c'è un locale adibito a sala ballo in cui il sabato sera, da settembre a giugno, ed in altre festività o occasioni estemporanee, ballano in orario 21.30 - 0.30 circa (a volte oltre).

Certe sere siamo stati costretti ad andarcene di casa perché non riuscivamo nemmeno a sentire decentemente la televisione nonostante avessimo alzato il volume, altre volte ci sono state vibrazioni che facevano tremare infissi e bicchieri. Inoltre il locale non è climatizzato, per cui nei periodi più caldi vengono tenute le finestre aperte ed il disturbo aumenta parecchio.

Più volte ho parlato con i responsabili del locale, ottenendo per lo meno di anticipare alle 0.30 (più o meno...) la fine della musica che prima si protraeva fino alle 1.00-1.15, nonostante l'orario ufficiale di chiusura sia le ore 0.00.

Da qualche mese hanno preso la decisione di procedere ad un'insonorizzazione del locale, che attualmente ne è completamente sprovvisto, per poter fare il loro comodo senza le mie lamentele. In via amichevole è stato chiamato un tecnico che ha effettuato le misurazioni per avere un'idea della situazione a cui si andava incontro, stabilendo col rumore di prova impostato a 90 dB nel locale che le pareti, attualmente senza insonorizzazione, abbattono circa 54 dB: secondo lui è sufficiente per isolare due unità abitative, certamente no per un locale pubblico soprattutto se utilizzato per attività rumorose.

Il problema di difficile soluzione è che gli edifici sono praticamente attaccati, per cui il rumore che si trasmette per via strutturale è difficilmente schermabile. Nelle ultime settimane infatti è stata spostato, per prova, il punto di emissione sonora dalla parte opposta della sala (ovviamente molto più grande di casa mia): quello che si è ottenuto è una sensibile diminuzione della pressione sonora "pulita" in casa (spariscono alti e medi) ma restano in maniera troppo fastidiosa i bassi e le vibrazioni, dando una sensazione di "testa in una scatola" che se possibile peggiora di più la cosa rispetto a prima.

Adesso mi hanno comunicato di avere in mano un preventivo di insonorizzazione da parte di una ditta specializzata, però mi hanno chiesto che se loro procedono, essendo la cifra non indifferente, io devo dare loro garanzie che mi accontenterò di quello che si ottiene. A causa del problema strutturale infatti, non avendo (ovviamente!) essi deciso di procedere in maniera radicale ma soltanto effettuando un'insonorizzazione alla parete che ci divide ed al palcoscenico (attualmente vuoto sotto, appoggiato a terra con sostegni rigidi ed attaccato alla parete), la ditta garantisce un abbattimento del 60% circa, senza peraltro specificare in quali frequenze questo sarà ottenuto.

Fra i responsabili del locale ci sono (ahimè) due consiglieri comunali dell'attuale (lo è da sempre) maggioranza, uno dei quali nell'ultima chiacchierata ha cominciato a parlarmi di regolamenti comunali con i limiti di rumore, di attività rumorose temporanee (essendo il ballo confinato quasi esclusivamente al sabato sera), e di autorizzazioni che presumibilmente riuscirebbero ad ottenere senza alcun problema, alla faccia mia. Mi è stato fatto presente che anch'io, secondo loro, dovrei procedere ad effettuare lavori in casa mia per schermare il rumore dalla mia parte, non si capisce con che logica visto che la fonte di rumore sono loro, ed inoltre è perfettamente inutile un insonorizzante sulla parete dalla mia parte visto che il rumore si è già trasmesso via pavimento; inoltre, il nostro appartamento è 50 mq circa e non posso certo permettermi di perdere 40-50 cm di profondità in stanze già troppo piccole, soprattutto nella camera di mia figlia neonata.

Per concludere, a tutto questo si aggiunge che, al piano terra del locale, c'è una stanza adibita a sala giochi - sala tv che viene utilizzata soprattutto da ragazzi giovani durante l'inverno. Il rumore che deriva da qui è forse anche più insopportabile di quello della sala ballo, perché quest'ultima almeno viene prevalentemente utilizzata il sabato, mentre il rumore della sala giochi c'è quasi esclusivamente le sere dei giorni lavorativi e sempre dopo le 23.00 (a volte ben oltre l'orario di chiusura, fino verso l'1.00).

Come dobbiamo procedere per evitare di infilarci in una situazione senza via d'uscita, e contemporaneamente per difendere il nostro diritto alla pace in casa nostra, che non è un locale pubblico?

Grazie infinite per tutto quello che fa.

 

Stefano

» la risposta dell'esperto

 

Rumore serale e notturno da circolo culturale

15.06.2012

Egregio dott. Brugola,

abito in un paese della Versilia Toscana. Il mio palazzo, di due piani, si trova nel centro storico del paese, ubicato in una via non molto larga, con traffico a senso unico. Già il traffico veicolare è piuttosto sostenuto. Dallo scorso mese di marzo un giovane uomo ha aperto un circolo culturale, dove anche si beve.

Apre alle ore 18 e da quel momento i clienti, insieme a lui, iniziano a conversare e a ridere a voce alta in strada, infatti si odono anche le singole parole dal mio appartamento. Il mio appartamento è costituito da due stanze le cui finestre danno sulla strada.

Per legge deve chiudere a mezzanotte, ma ciò non sempre accade giacché i suoi clienti entrano nel suo locale fino alle una di notte, ed oltre, sempre chiacchierando senza alcun rispetto dell'abitato circostante, della quiete notturna, infine della convivenza civile.

Un sabato sera delle ragazze hanno smesso di chiacchierare, sempre fuori del locale, dopo le ore tre del mattino e a seguito, soltanto, della mia lamentela. Il locale era aperto.

Ora al sabato interviene anche un cantante che si esibisce all'esterno del locale. Io mi sono lamentata con il gestore il quale, con arroganza e tono di sfida, mi ha risposto che io sono l'unica a lamentarmi e che lui rispetta l'orario di chiusura e che posso prendere provvedimenti se non sono soddisfatta (parole testuali). La conseguenza è che la qualità della vita in casa, insieme al riposo notturno, è stata pregiudicata notevolmente.

Mi sono rivolta all'amministratore del condominio che mi ha risposto che andrà a parlare con il gestore e, poi, prenderà visione in Comune della licenza.

Mi domando, anche, con quale criterio il Comune ha concesso l'apertura di questo esercizio commerciale, non tenendo conto della zona e del disturbo che si sarebbe arrecato alle civili abitazioni. E' questo un intervento appropriato, mi chiedo e Le chiedo?

In caso volessi vendere l'appartamento, esso non verrà svalutato dalla presenza di questo locale la cui vita si svolge sempre in strada.
Come posso tutelare i miei diritti, anche se temo le eventuali ripercussioni di questo signore? La ringrazio per la cortese risposta che vorrà darmi.

Distinti saluti.

 

M.G.

» la risposta dell'esperto

 

Mancata osservanza del regolamento di condominio per la piscina condominiale

10.06.2012

Caro dott. Brugola,

nel mio condominio vi è una piscina condominiale aperta dai primi di giugno alla metà di settembre. Il regolamento di condominio relativamente alla gestione della piscina è largamente disatteso. In particolare nei seguenti punti:

punto 3) i tuffi vengono fatti dai bambini continuamente ; non solo, ma a volte vengono incentivati dagli stessi padri che giocano con i figli gettandoli in acqua;

punto 4) spesso i genitori portano i bambini piccoli, inesperti nel nuoto, nella piscina grande con ciambelle di salvataggio,materassini o altre cose simili;

punto 5) viene consentito regolarmente il gioco del pallone dentro l’acqua e nell’area limitrofa alla piscina che è stata aperta da qualche anno per altri scopi;

punto 6) non è rispettato,spesso vengono usati i materassini dai bambini e a volte anche da qualche adulto.

Inoltre, nelle aree circostanti la piscina nella scorsa stagione sono stati introdotti addirittura giochi vari ed è stato consentito spesso ai bambini di circolare con le bici. Infine da anni è consentito ai bambini di urlare e fare schiamazzi oltre il naturale. In assoluto comunque deve essere assolutamente impedito l’introduzione di palle e palloni e ne deve essere impedito il gioco a qualsiasi ora dentro e fuori la piscina, poi non devono essere consentiti i tuffi: queste sono le due cose che provocano gran parte del rumore.

Ora siccome io abito sopra la piscina, dal 1 giugno a metà settembre devo subire una situazione di continuo disturbo della mia quiete: è stata trasformata la piscina in un parco giochi con l’aggravante che i rumori in un condominio rimbombano e quindi diventano assolutamente insopportabili. Tutto questo senza contare il fatto che io e i miei famigliari troviamo difficoltà a frequentare la piscina per gran parte della giornata, sia perché gli schiamazzi da mercato rionale non ci consentono nemmeno di leggere il giornale, sia perché in acqua spesso la situazione è tale che è difficile fare un po’ di nuoto.

Nel passato ho segnalato quanto sopra all’amministratore, ma le cose sono migliorate solo per un breve periodo, poi sono tornate come prima e in parte sono anche peggiorate.

Per quanto riguarda i bagnini, questi non solo non fanno rispettare minimamente il regolamento, come è evidente, ma fraternizzano troppo con condomini piccoli e grandi cosicché non sono in grado, neanche se lo volessero, di esercitare un minimo di autorità e di disciplina.

A chi devo rivolgermi per indurre l'amministratore a far rispettare il regolamento di condominio? Fino a che punto posso arrivare con un'azione legale per disturbo della quiete pubblica?

 

G.M.

» la risposta dell'esperto

 

Un disturbo prodotto dal bar al quale non pare esserci rimedio

13.05.2012

Egregio dott. Brugola,

abito in una villetta a bordo di una strada. Dall'altro lato, c'è un parcheggio comunale ad uso del centro sportivo costruito 5 anni fa a favore della cittadinanza. Peccato però che per gestire le attrezzature sportive (campi calcio, calcetto, campo polivalente, bocce) il Comune abbia dato in gestione il tutto ad un privato, il quale utilizza l'edificio a bar somministrando alcolici e superalcolici. Il bar è molto frequentato con orari di apertura 7 giorni su 7 ed orari fino alle 00:00 da lunedì al giovedì e la domenica, mentre il venerdì e il sabato fino alla 01.00.

Il disturbo è continuo da parte del bar con musica ad alto volume e perlopiù diffusa all'esterno con due altoparlanti (loro dicono a filodiffusione) e da parte degli avventori del bar che urlano. La molestia non finisce con la chiusura dell'esercizio commerciale poiché gli avventori si fermano a volte fino alle 02.00 nel parcheggio proseguendo lì la loro movida. Preciso che anche altri proprietari di villette si lamentano, ma essendo amici dell'amministrazione comunale, non fanno nulla se non quando proprio non ne possono più, chiamano i carabinieri.

A nulla sono valsi gli incontri con il sindaco, il quale dice lui, ha sensibilizzato i gestori facendo tenere la musica più bassa ma per gli schiamazzi al parcheggio ha suggerito quando succede di chiamare il 112 (già ma dovrei chiamarli in una serata quante volte??? perlopiù vivo in un paese di 2.500 abitanti e la stazione dei carabinieri è a 15 km. Inoltre il territorio di copertura ha un bacino talmente vasto che non riescono a volte nemmeno ad intervenire o quando intervengono dopo 2/3 ore è già tutto finito).

Ora dico io, il sindaco ha concesso tale gestione, il parcheggio dichiarato comunale è al solo uso del bar (la nostra è una zona di villette e non abbiamo bisogno del parcheggio) e lui parla con i gestori per sensibilizzarli senza mai risolvere la situazione.

La prego mi dia un consiglio, sono disperata.

 

Francesca

» la risposta dell'esperto

 

Come risolvere questo incubo?

28.03.2012

Egregio dott. Brugola,

Le voglio raccontare cosa stiamo passando noi "da cinque mesi stiamo vivendo un incubo" ci rivolgiamo ad un agenzia immobiliare per affittare un appartamento e sperando di aver maggiori garanzie, troviamo una bella casetta di corte ampia e non costa molto l'affitto, decidiamo di prenderla, da subito ci rendiamo conto che il vicino è un bevitore, di notte sono rare le volte che si dorme tranquilli, grida..urla, spacca la legna per la stufa? Tv e radio ad altissimo volume ...imprecazioni e bestemmie, cammina con gli zoccoli, insomma un inferno, proprio dove abbiamo la camera da letto siamo confinanti muro con muro con questa persona, ...e per giunta è un 77 enne sordo!?

A nulla sono servite le buone maniere nel fargli notare la cosa. A nulla è servito parlare con i parenti visto che vive solo...(proprietari del nostro appartamento....quindi al corrente della situazione). A nulla è servito l'intervento della forza pubblica. A parte fargli una denuncia querela dopo aver esaurito le buone maniere..la mia compagna è incinta...e spesso ci si trova di notte a chiamare i carabinieri per il trambusto. Gli stessi sono usciti più volte beccandosi insulti e minacce! Addirittura è arrivato a spintonarli.

Di giorno, invece, non si muove una foglia. Il soggetto in questione...dorme! Il tutto riprende solo la notte successiva, a volte con meno rumore a volte insopportabile (dipende se ubriaco o meno).

Ciò che mi domando, è come mai un soggetto del genere possa minacciare addirittura la forza pubblica oltre che me e la mia compagna e continuare ad essere impunito? Aspettano ci scappa il morto?

Non so più veramente cosa fare. Ultimamente la mia compagna ha frequenti attacchi di ansia, oltre che paura. La prego mi dia una sua opinione sul da farsi oltre che cambiare casa che forse sarebbe la soluzione più logica, ma in questo momento non è possibile.

 

C.B.

» la risposta dell'esperto

 

Disturbati dal continuo battere dei vicini

26.03.2012

Egregio dott. Brugola,

da ormai più di un anno, dall'immobile sottostante (vivo in un condominio degli anni 60) provengono sempre rumori molesti, non tollerabili. In particolare rileviamo che viene battuto ripetutamente il soffitto con un oggetto oppure viene elevato al massimo il volume della televisione. Questa condotta è reiterata ad ogni suono prodotto dalla normale vita quotidiana della nostra famiglia.

Preciso che la mia famiglia, composta dal sottoscritto, da mia moglie e da nostra figlia di tre anni, durante la settimana lavorativa è presente in casa solo il pomeriggio, visto che lavoriamo sia io che mia moglie e che nostra figlia frequenta l'asilo nido.

Inoltre, in passato abbiamo trovato nella cassetta della posta "bigliettini" firmati dai signori del piano di sotto (una coppia di circa 70 anni) con i quali ci veniva chiesto di evitare rumori molesti, anche con toni particolarmente accesi.

Abbiamo scritto all'amministratore (e loro in copia) con scarsi risultati, anzi ci hanno mandato una lettera dell'avvocato con la quale ci chiedevano di porgere loro le scuse considerandosi offesi del fatto che nella nostra lettera riportavamo che i rumori erano accompagnati alle volte da ingiurie e bestemmie (non discolpandosi però del fatto che producevano rumore).

Secondo Lei cosa possiamo fare per impedire tale condotta? La ringrazio anticipatamente.

 

Vincenzo

» la risposta dell'esperto

 

Quando il vicino non vuol proprio saperne di abbassare il volume del televisore

10.02.2012

Egregio dott. Brugola,

anche io mi unisco al coro dei ringraziamenti per l’ottimo servizio da Lei fornito. Le espongo di seguito in breve la mia situazione:

da ottobre 2011 il vicino che abita l’appartamento del piano di sotto ha preso l’abitudine di vedere la televisione ad alto volume per tutta la notte (normalmente sino alle 4.30 del mattino!); il televisore è collocato esattamente sotto la mia camera da letto e questo probabilmente accentua il fastidio da me avvertito.

Ho provato più volte a usare le “buone maniere” chiedendo gentilmente al vicino o di guardare una seconda televisione che tiene nella sala da pranzo (quindi non confinante in verticale con la mia camera da letto) o di utilizzare delle cuffie auricolari (che io stesso mi sono offerto di acquistare) ma ogni tentativo si è rivelato fino ad oggi inutile; per 2 – 3 notti tiene la televisione spenta ma poi ricomincia come se nulla fosse.

La situazione è per me diventata insostenibile sia perché lavorando per tutto il giorno la mancanza di sonno notturno (ormai dormo non più di 3 ore a notte) inizia a crearmi problemi di concentrazione sia, ed è questa la cosa ancora più grave, perché anche i miei due figli (di 3 e 5 anni) iniziano a mostrare segni di fastidio iniziando a svegliarsi di notte, ad avere difficoltà (mai avute in passato) ad addormentarsi e a essere oggetto di attacchi di sonnolenza durante il giorno.

Io non sono il tipo di persona che sbatte alle pareti (o in questo caso sul pavimento) in quanto lo trovo un comportamento incivile che creerebbe disturbo agli altri vicini che invece sono estremamente educati e sto dunque pensando di imboccare la strada “formale” anche se dalle letture fatte sui vari siti anche io sono molto demotivato.

Mi può consigliare come è più opportuno muoversi? Che passi devo intraprendere prima di far scrivere a un legale e avviare una causa? Ha senso fare una querela o sporgere denuncia ai Carabinieri? Lei pensa che riuscirò mai a porre fine a questa violenza che io e la mia famiglia siamo costretti a subire? Possibile che la legislazione non difenda il diritto elementare delle persone a riposare la notte?

Grazie in anticipo per il suo aiuto e per i consigli che saprà darmi.

 

Un padre di famiglia in difficoltà

» la risposta dell'esperto

 

Rumori dai vicini "temporanei per vacanza"

06.02.2012

Egregio dott. Brugola,

grazie per le le risposte sempre molto puntuali che scrive sul forum. Le vorrei chiedere dei consigli su come muovermi per far cessare l'uso dell'appartamento sotto il mio da parte di "vacanzieri" quasi sempre rumorosi che stanno nella mia città per brevi periodi.

L'appartamento sotto il mio è abitato per periodi brevi o brevissimi (qualche giorno o al massimo qualche settimana) dalle persone più varie, il proprietario l'ha messo a "reddito" affittandolo per brevissimi periodi a persone sconosciute. Costoro quasi sempre sono molto rumorose e per niente rispettose della quiete e degli orari di riposo.

Il regolamento condominiale recita che è "fatto divieto di usare le proprietà private e comuni per destinazioni contrarie a moralità, decenza o ad uso che possa comunque turbare il pacifico godimento della proprietà privata e comune". Oltre al rumore c'è anche il fatto che queste persone cambiano continuamente: come si fa ad essere sicuri di chi si ha di fronte? E se queste persone fossero delinquenti? Il proprietario non ha mai dichiarato l'uso che fa dell'appartamento all'amministratore o a noi condomini.

Le segnalazioni all'amministratore non sono servite a niente, se non a far dire al proprietario che lui di casa sua può fare quel che vuole. La verità è che gli occupanti dell'appartamento non rispettano quasi mai la quiete. Il proprietario non risiede nel condominio, lui dice che le persone che ospita in quell'appartamento dove lui non risiede non disturbano (ma non può saperlo perché non abita li e le persone cui affitta l'appartamento trovano l'annuncio su internet).

Nell'ultima assemblea condominiale sono riuscito ad ottenere che l'amministratore eserciti una censura formale dell'uso dell'appartamento perché la situazione è insostenibile in quanto a rumori e ad abuso delle parti comune (ascensore et similia). Ancora non so se l'amministratore abbia applicato la mia richiesta al condomino. Ad ogni modo la cosa è stata messa a verbale. Inoltre ho effettuato un esposto alla questura, ove gentilmente della faccenda si è occupato l'ispettore capo dell'anticrimine : il proprietario ha detto che ha usato l'appartamento come "appoggio" per gente che lui conosce e viene nella mia città da varie parti d'Italia. L'ispettore, non trattandosi di una denuncia ma di un semplice esposto, ha dovuto mediare (non so cosa abbia detto al proprietario dell'appartamento incriminato) tra me e lui. E' evidente che tale persona mente, che l'appartamento è locato per motivi di lucro (legittimo) ma che credo non rispetti le richieste dell'agenzia delle entrate in merito. Il proprietario se fosse stato in regola avrebbe detto la verità, che cioè affitta l'appartamento.

Non ho mai mandato una raccomandata al proprietario, l'ho visto una sola volta in assemblea di condominio, ma ho cercato in tutti i modi di sollecitare l'amministratore a a scrivergli. Cosa posso fare di più?

Il problema è che si tratta non sempre della stessa gente, la loro presenza è molto discontinua: come faccio a dimostrare che fanno rumore? Posso chiamare i vigili quando lo fanno? Devo puntare sul disturbo della quiete o sull'uso non congruo al regolamento? Il regolamento non vieta espressamente il bed and breakfast l'affittacamere o l'affitto temporaneo sotto i 30 giorni, ma dice che non si può usare gli appartamenti se questo uso turba la pace dei vicini ed i pacifico godimento della proprietà privata e comune.

Gli faccio causa? e se gliela faccio perdo o vinco? Come faccio a dimostrare che il fatto che cambi continuamente la gente in quel dannato appartamento e che questa gente è quasi sempre gentaglia che usa quella casa come se fosse loro con continui schiamazzi rumori molesti etc., etc. Devo dimostrarlo oggettivamente questo rumore con una consulenza di una ditta specializzata in rilevamenti acustici?

Se mi aiuta mi fa una grande cortesia. Sono costernato, e con me gli altri soli tre condomini.

 

Enrico

» la risposta dell'esperto

 

Disturbati dal rumore dei vicini

05.02.2012

Egregio dott. Brugola,

scrivo la presente per avere idee più chiare se avviare una azione legale contro i miei vicini.

Io ed il mio compagno abbiamo acquistato a gennaio del 2011 un appartamento in un complesso con entrata a due famiglie. Purtroppo già dopo un paio di mesi dall'acquisto ci siamo resi conto che i ns. vicini, abituati a vivere in modo poco educato, non rispettano le normali regole di buona educazione. Mi spiego meglio.

Abbiamo l'entrata in comune con portineria e il pianerottolo di entrata in comune. La moglie del vicino ha un tono di voce acustico esagerato, io forse solo quando grido ho lo stesso tono, e sempre TUTTI I GIORNI ospita la sorella dalle 08 del mattino alle 18 di sera con relativa bambina al seguito. E pure la sorella ha lo stesso timbro e tono di voce.

Tra i rumori per spostamenti di sedie, mobili, grida, le risate urlate, lo stereo acceso, io potrei fare il rendiconto della loro giornata perché dalla nostra parte si sente tutto. Consideriamo pure che durante l'arco delle giornate e sopratutto nei fine settimana hanno spesso e volentieri ospiti che sono altrettanto rumorosi e la portineria ormai è un mix tra un circo, una stazione e non so cosa altro. Inoltre per almeno 4/5 mesi all'anno (suddivisi in due tranche) la famiglia ospita pure alcuni parenti di lei (è brasiliana) quindi le lascio immaginare la confusione.

Il fatto è che abbiamo si, reclamato tre volte per i rumori direttamente suonando alla loro porta, e ora solo dopo le 22 (non sempre!!) i rumori diminuiscono. E' sconfortante perché se gli fai presente i rumori  ti rispondono "Ma cosa facciamo di male?!? stiamo solo in compagnia!". Proprio non capiscono.

Il problema è che durante tutta l'intera giornata spesso e volentieri non si riesce a stare nel nostro appartamento in modo tranquillo. Mettiamoci poi che al giorno d'oggi le pareti sono di cartapesta. Se avessi bambini che devono studiare purtroppo non riuscirebbero a stare concentrati e così pure se io lavorassi in casa non riuscirei a sopportare un tale logorio mentale. Anche con la televisione accesa sentiamo in continuazione le loro voci starnazzanti. Il problema è che i rumori non sono tali da chiamare Polizia Locale o Carabinieri perché sono in orari dalle 08 alle 22 ed esternamente si sentono ma poco ma mi creda fisicamente ci stanno uccidendo.

E' trascorso solo un anno dall'acquisto ma sto già pensando di vendere. A differenza del mio compagno che non vuole dargliela vinta.

Le chiedo sinceramente se vale la pena intentare una azione legale anche se, guardando le esperienze raccontate in giro, sono alquanto demotivata. La ringrazio in anticipo.

 

Claudia

» la risposta dell'esperto

 

Cari "amici" a 4 zampe

06.01.2012

Egregio dott. Brugola,

mi unisco innanzitutto ai numerosi ringraziamenti per l'ottimo servizio da Lei fornito.

Le vorrei sottoporre il mio caso, che rappresenta un classico tra i rapporti di buon vicinato: i cani.

Abito in affitto in un condominio di 12 famiglie in una zona centrale di Varese. L'appartamento al piano terra è l'unico ad avere un giardino di proprietà, che sarà all'incirca di 20-25 mq. I proprietari hanno diviso questa sorta di giardino in due e, da una parte hanno messo i giochi dei bambini, dall'altra 3 pastori maremmani adulti, cani da circa 50-60kg l'uno. Come qualsiasi persona sana di mente può immaginare, chiudere 3 cani da pastore costantemente in 10 metri quadri (in 7 mesi non glieli ho mai visti portare fuori nemmeno una volta), non può che causare problemi. E infatti i poveri animali non fanno altro che abbaiare in pratica dalla mattina alle 8 fino alla sera alle 20, quando finalmente i proprietari si degnano di portarli in casa.

Oltre al normale fastidio i problemi fondamentali sono due: l'intensità del rumore (quando abbaiano tutti e tre contemporaneamente mi tremano letteralmente i vetri), e il fatto che, lavorando a turni, quando faccio il turno di notte se riesco a dormire 1-2 ore al giorno è tanto. Sto infatti rischiando, in un periodo come questo, di combinare qualche casino a lavoro con tutte le conseguenze del caso (lavoro su impianti da decine di milioni di euro).

Ho parlato con i proprietari,chiedendo se fosse possibile, solamente quando faccio la notte, di tenere gli animali in case fino a mezzogiorno, in modo da poter dormire almeno 5 ore (si tratta al massimo di 10 giorni al mese). La risposta di queste civilissime persone è stata: "Sono problemi tuoi, se non ti sta bene cambia casa".

Il colmo è che io sono disposto ad andarmene, ho già parlato con il proprietario e ho dato la disdetta. Per non perdere i 1.200 euro di caparra, sono però costretto a dare almeno 4 mesi di preavviso. Ho quindi chiesto ai sensibili animalisti dei vicini se almeno per questi mesi fosse possibile trovare una soluzione: stessa risposta di prima.

Mi sono già rivolto ad uno studio legale, ma come saprà bene anche Lei i tempi della giustizia sono lunghi. Secondo Lei, esistono gli estremi per una denuncia per disturbo della quiete pubblica (o per l'art. 844 del codice civile)? Ho letto alcune cause passate, e pare proprio che ormai i cani abbiano più diritti delle persone. Qualsiasi consiglio da parte Sua sarebbe veramente utile.

Grazie per la cortese attenzione. Cordiali saluti.

 

Paolo

» la risposta dell'esperto

 

La disco sotto casa

02.12.2011

Gentile dott. Brugola,

in primis complimenti per questo servizio che con grande solidarietà e professionalità accoglie disagi profondi di chi, come me è purtroppo oggetto dello status di "ostaggio da rumore".

Abito al primo piano di un condominio collocato in una stecca di tre palazzi identici e con una serie di locali commerciali collocati al piano terra.

Un anno fa, circa, il locale situato sotto il mio appartamento prima adibito ad attività commerciale e poi venduto, è stato adibito a "locale per eventi". Feste di ogni genere hanno cominciato a susseguirsi prima con una frequenza molto bassa e poi pian piano con una certa costanza. Nonostante le nostre lamentele, il proprietario (tra l'altro proprietario di un'attività commerciale ristorazione da asporto), ha continuato sino a quando non abbiamo effettuato un esposto a Carabinieri, Polizia Municipale, Sindaco, ASL, Vigili del Fuoco, Procura, Guardia di Finanza.

Quest'azione ha inibito il proprietario sino ad agosto scorso, momento in cui si è dotato di una licenza per somministrazione di alimenti e bevande (tipo B), di autorizzazioni varie ed ha eseguito alcuni lavori di ristrutturazione all'interno dotandosi di un secondo bagno. Da quel momento l'inferno.

Le feste si susseguono con musica da discoteca riprodotta con strumenti acustici molto potenti, tanto da farci tremare pavimenti e suppellettili per non citare lo speaker che usando il microfono sembra trovarsi all'interno dei nostri appartamenti. Alla musica si aggiunge il caos per strada, che gli avventori generano all'ingresso e all'uscita proprio nel nostro vialetto occupando gli spazi condominiali che questo locale condivide. La fascia oraria in genere parte dalle 20.30 e si conclude tra le 23.30-00.00, purtroppo per me che vivo proprio al di sopra la tortura si protrae oltre, sino al termine delle pulizie varie e spostamenti di tavoli sedie e quant'altro.

Abbiamo quindi chiesto a Carabinieri e Polizia Municipale di intervenire, ma questi ultimi in particolare ci hanno dissuaso dicendoci che il proprietario ha tutti i permessi necessari, in realtà noi abbiamo la relativa certezza che abbia le necessarie amicizie per ottenere quello che vuole.

Credo possa immaginare il nostro stato d'animo e il nervosismo che questa situazione genera, anche perché attendiamo con l'ansia continua che ogni sera si possa verificare un evento che si traduce nell'impossibilità di vivere normalmente la quotidianità dal cenare serenamente, guardare la TV sino all'impossibilità di andare a letto in orari decenti.

Siamo molto sfiduciati considerando i primi esiti delle nostre azioni, ma come e cosa possiamo fare per impedire il protrarsi si questa situazione?

 

Vittorio

» la risposta dell'esperto

 

Abbassiamo il volume

29.11.2011

Gentile dott. Brugola,

da anni sono in lotta contro l'inquinamento acustico a S.Benedetto del Tronto, non solo come residente nel centro cittadino, dove si svolgono feste e spettacoli che si avvalgono di musica amplificata con casse acustiche, ma anche come Presidente di un comitato civico, nato per contrastare tale problema. Sono anni che aspetto una risposta dal comune, riguardo la richiesta di accesso agli atti autorizzativi delle feste suddette,anni che denuncio alla magistratura, ma nessuno inquisisce per omissioni di atti d’ufficio il comune.

Ho fatto fare rilievi decibel, durante la Festa della Musica, nel 2008, da cui si evinceva il superamento dei limiti decibel, ma ciò non è bastata a sanzionare nessuno. A seguito di un mio esposto alla Procura di Ascoli Piceno, è stata fatta un’indagine da cui sono emerse palesi violazioni di legge da parte del comune, che autorizza le feste, senza chiedere la relazione d’impatto acustico previsionale. Ebbene, il magistrato ha archiviato tutto!

Ho fatto opposizione e sono andata davanti al GIP, ma ciò non è bastato, nessuno ha preso in considerazione quanto da me denunciato, praticamente i fatti provati sono scomparsi, o meglio negati, ignorati. Come gridare a dei sordi! Quindi: tutti assolti, tutti innocenti.

Ho scritto una lettera di denuncia di tali vergognosi fatti al Procuratore Capo della Procura presso la corte d’appello e al CSM, nessuno mi ha risposto. Il comune e i vigili omissivi, la fanno sempre franca. Chi ci tutela, se alle nostre lagnanze e proteste nessuno risponde?

Intanto, la nostra qualità della vita è decaduta e le nostre abitazioni sono esposte a continue minacce di decibel a tutto volume....Farò l’ennesima denuncia alla Procura e richiesta di controlli ai vigili, per le prossime feste, ma temo che sarà ancora un altro buco nell’acqua.

La giustizia non è uguale per tutti.

 

Daniela

» la risposta dell'esperto

 

Rumorosità compressore metano da distributore confinante

22.11.2011

Egregio Dottor Brugola,

innanzitutto la ringrazio veramente di questa possibilità che lei offre a coloro che sono sottoposti a disturbi di questo tipo.

Abitiamo in un condominio confinante con un grosso distributore, che oltre tutto ha un bar aperto 24 ore su 24 ed è meta quindi di varia umanità con tutto quel che ne consegue per quanto riguarda i rumori. Ma la fonte di rumore più fastidiosa e persistente, perché continua, è il compressore del metano, che si trova proprio vicino al confine con la nostra proprietà, esattamente a 14 metri in linea d'aria dal cancello dove tutti passano (che gli abitanti sono circa 60, più eventuali altre persone di passaggio e che passano minimo 2 volte). Il compressore fa molto rumore perché è stato sostituito con un modello più grande ed essendo stato collocato nello stesso box è stata tolta la porta e quindi è come se fosse all'aperto (un rivenditore di questi box mi ha detto che la porta non è obbligatoria).

Ho controllato con le misure antincendio (D.M. 28/06/2002) e la distanza fra il compressore e la nostra proprietà sembra essere inferiore a quella consentita: la distanza minima sarebbe 20 metri altrimenti è richiesto un muro di cemento alto 2,5 metri e spesso 20 cm (oltretutto l'area del distributore è per una piccola parte attraversata da linee elettriche, che sarebbe proibito dai regolamenti antincendio), per me che scrivo e abito al piano terra quella del muro potrebbe essere una soluzione antirumore ma non lo sarebbe per quelli che stanno al primo e secondo piano.

Abbiamo comunque già fatto un esposto insieme ad altri condomini esposti alla fonte del rumore, in seguito è venuta l'Arpat per effettuare le misurazioni, con i seguenti risultati, in breve: Rumore ambientale Leq, finestra aperta 55.8, rumore residuo Leq 53.8, perciò secondo questa misurazione il rumore rientra nei limiti consentiti. Dopo un po' di tempo dalla chiusura del procedimento, i gestori del distributore hanno fatto dei lavori al compressore con un gran rumore che è durato due giorni, dopodiché lo stesso ha ricominciato la sua attività che sembra essere ancora più rumorosa di prima.

A tutto questo si aggiungono i frequentatori notturni del bar (nei finesettimana, spesso ubriachi che urlano e mettono la musica a tutto volume in macchina), gli aspirapolvere per auto che sono anch'essi sul confine con la nostra proprietà

Per quanto riguarda il nostro appartamento, abitiamo al piano terra con giardino e ci troviamo nell'impossibilità di fruire di quelli che dovrebbero esserne i benefici, in quanto il mio giardino è molto più vicino al compressore, ma secondo l'Arpat il giardino non ha un'importanza come ce l'ha appartamento ai fini della misurazione. Personalmente amavo stare nel mio giardino, invece adesso non riesco più a soggiornarvi e quindi mi sento danneggiata anche economicamente.

Alla luce di tutto questo, sarebbero tre le vie possibili da seguire: dobbiamo chiedere una valutazione per livello di tolleranza? Chiedere una verifica per rumorosità delle attività nel suo complesso? Procedere direttamente con le verifiche dei vigili del fuoco per le distanze di sicurezza?

 

La ringraziamo anticipatamente per il suo aiuto e le porgiamo cordiali saluti.

 

Maria

» la risposta dell'esperto

 

Quando il vicino non si dedica solo alla musica

05.11.2011

Gentile dott. Brugola,

Le scrivo in completa crisi nervosa, come potrà constatare, ad un orario assolutamente particolare (sono le 3 di notte). Non perché io sia una sonnambula ma perché, molto spesso soprattutto ultimamente, io non posso dormire dall'1.30 alle 3.30 circa. Ma le spiego meglio.

Vivo da sola in un monolocale che si affaccia su un ballatoio, nel centro di Torino, quindi in un palazzo molto vecchio e tenuto non benissimo. Non esistono quindi impianti d'insonorizzazione, le pareti sono vecchie e si sente veramente tutto da una casa all'altra. Sul ballatoio si affacciano in tutto quattro appartamenti, il mio è il penultimo di questi. L'ultimo che si trova alla fine del ballatoio, quindi attiguo al mio, è abitato da un ragazzo che frequenta il conservatorio. E se si limitasse a suonare il piano, saremmo tutti più contenti.

In realtà ci sono stati vari aspetti che mi hanno un attimo dato fastidio, a partire dal lasciare costantemente libero il suo cane (che non è certo di taglia piccola) o cani di suoi eventuali amici altrettanto grossi e dall'aspetto minaccioso girare liberamente sul ballatoio. Ma in effetti la cosa più fastidiosa è sicuramente l'abitudine di organizzare delle serate con gli amici, una sorta di "rave party casalingo", che iniziano puntualmente quasi ogni notte verso l'1.30, attaccando con musica techno/house/minimal a tutto volume che mi fa addirittura tremare il pavimento a causa dei bassi altissimi, e si protraggono appunto fino anche alle 4 del mattino.

Se durante il giorno la presenza di questo ragazzo è praticamente nulla, nel senso che non da assolutamente fastidio, la notte diventa un tormento, puntualmente dall'1.30 circa in poi. Quindi s'iniziano a sentire passi non propriamente delicati, roba che cade a terra, mobili che vengono spostati, urla, risate, poco fa mentre le scrivevo addirittura delle martellate... il tutto condito dalla musica che è appunto un sottofondo costante. L'altra sera si son addirittura dati al Karaoke, sempre verso le 2 di notte.

Il ragazzo in questione sa benissimo che le pareti sono vecchie e non attutiscono nessun rumore, visto che appena trasferitosi accanto è stato lui stesso a dirmi di questo problema. Quindi suppongo che sia una semplice e pura mancanza di rispetto, nonostante la consapevolezza dei problemi acustici dello stabile.

A questo punto, vorrei chiederle come agire. Non sono mai andata a lamentarmi della cosa personalmente, principalmente perché il tutto avviene sempre a notte fonda, e ripeto abitando da sola non mi sento tranquilla ad andarmi a lamentare in una casa piena di gente a quest'ora. Oltretutto è davvero raro che io lo incontri sul ballatoio, e quelle poche volte che succede sono saluti fugaci e io mi dimentico di esporgli le mie lamentele.

Volevo dunque chiederle: potrei agire facendo presente la cosa all'amministratore di condominio? Le mie lamentele sono abbastanza serie perché l'amministratore mi dia retta e possa intervenire, o dovrei chiedere prima pareri alle mie vicine di casa, creando magari una sorta di "coalizzazione"? Mi sembra comunque assurdo che nessuno abbia ancora agito in questo senso, visto che il rumore è assordante, e il genere di "musica" è fastidiosissimo. Io lo sento più di tutti, ma sono sicura che anche gli altri lo possono sentire.

 

Grazie mille per la sua cortese attenzione.

 

Elisa

» la risposta dell'esperto

 

Termodisturbatori e caldaia del vicino

31.10.2011

Gentile dott. Brugola,

AIUTO!...HELP!...SOS!...I miei timpani sono in ginocchio!

...mi perdoni questa apertura un po' sopra le righe...le scrivo per sottoporre alla sua attenzione il mio problema, vivo in una casa bi-familiare e da un paio di anni se non tre ho problemi acustici con il vicino, generati dai suoi termoconvettori per il riscaldamento e dalla caldaia a condensazione che ha installato l'anno scorso, caldaia i cui tubi passano in una canna fumaria vicino alla mia, un bolide marca Ferrari...e questa non è una battuta.

Il disturbo sonoro è un "ombra" costante che si infila nelle nostre orecchie, una persecuzione difficile da spiegare, un mostro vibratorio sonoro intollerabile da me e dalle persone che abitano con me, 3 ore al mattino dalle 07 alle 10, 3-4 ore il pomeriggio, fino al gran finale della serata a volte anche fino alle 02 di notte. E' come se fossimo nella morsa di un Diapason...oppure come se fossimo sempre in crociera, il rumore-vibrazione ricorda anche se lontanamente il tipico e continuo rumore che si avverte su di una nave da crociera di bassa lega.

Ho tentato una via collaborativa ma siamo in Italia e in questo Paese non c'è una cultura sana del contradditorio, anzi, dopo la mia lamentela e offerta di collaborazione, mi hanno fatto notare che io suono il pianoforte (tenga presente che prima di questo problema mi dicevano che a loro piaceva la musica e non disturbavo, tra l'altro io suono raramente non facendolo di professione, qualche ora di giorno, mai la sera dopo le 20.00).

Ho contattato l'ARPA, ma le questioni civili come lei ben sa non le accolgono. Come posso procedere? Esame fonometrico da privato e lettera dell'avvocato, oppure è più opportuno mandare prima una diffida (così lessi su di un articolo)? Potrebbero in una eventuale procedura legale avvalersi del "jolly" pianoforte?

La ringrazio anticipatamente per il suo servizio, la sua disponibilità, il suo prezioso ascolto, auspicandomi una sua preziosa risposta.

 

Cordiali Saluti da me e dai miei timpani.

 

Paolo

» la risposta dell'esperto

 

Come persuadere il vicino ad isolare la propria abitazione

22.10.2011

Egregio dott. Brugola,

sottopongo alla Sua cortesia e competenza un quesito, al quale sono interessato soprattutto, ahimè, al punto di vista legale.

Abito da qualche anno una villetta bifamiliare su due elevazioni costruita negli anni '80 come alloggio per ufficiali di una base militare posta nelle vicinanze. La tipologia costruttiva di detto immobile è quella di una costruzione in pannelli prefabbricati di cemento armato, tipo un capannone industriale.

Subito dopo l’acquisto della mia metà, prima di abitarla ho provveduto a realizzare dei lavori che mi consentissero un confort acustico e termico accettabile quali ad esempio coibentazione delle pareti esterne, svellimento della pavimentazione esistente con realizzazione di massetto (non ce n’era, solo un po’ di collante!!) e montaggio di parquet incollato al massetto, vetrocamere, etc..

Recentemente è venuto ad abitare nell’altra metà una famiglia che invece non ha eseguito nessun lavoro e abita la casa così come lasciata dai militari. Il rumore di calpestio, che ha un timbro quasi metallico, è insopportabile, non si riesce ad isolarsi neppure stando in casa con i tappi nelle orecchie, ogni rumore da percussione o sfregamento di mobilia nel pavimento giunge nella mia abitazione con un volume veramente notevole, sembra di vivere tutti nella stessa casa, come una grande famiglia!

Ho interpellato un installatore di materiali fono isolanti e fonoassorbenti, ma mi ha detto che l’isolamento della parete divisoria potrà avere risultati soltanto limitati. Ho chiesto al mio vicino di risolvere insieme il problema, ma lui non è interessato, tra l’altro dalla mia abitazione non gli giunge nessun fastidio!

La mia domanda è a questo punto questa: il rumore di calpestio che mi perviene deve essere limitato ai sensi dell’ art 844 cc, e quindi rientrare entro i 5/3 db, oppure in quanto generatesi da una attività normale rientra nel rumore di fondo e quindi io lo devo sopportare e mettermi il cuore in pace (quest'ultima è la tesi del mio avvocato).

E inoltre, ove si decidesse di agire in giudizio e richiedere una consulenza tecnica di ufficio il Giudice può disporre una prova di detto volume di calpestio nella abitazione del mio vicino, oppure il CTU dovrebbe eseguire l’accertamento unicamente dalla mia parte cercando di “ricostruire” il volume che a me perviene, magari attendendo che il vicino faccia rumore?

Le sono infinitamente grato per la sua cortesia.

 

Antonio

» la risposta dell'esperto

 

...vivi e lascia vivere

22.10.2011

Egregio dott. Brugola,

abito in una villetta trifamiliare, ho una batteria acustica nel mio garage che è confinante col il garage di uno dei 2 vicini (vicino2),il cui garage confina successivamente con il loro salotto, tanto per capirci (vicino uno: salotto – muro comune – io: salotto – garage – muro comune – vicino 2: garage – salotto) in linea orizzontale questo è lo schema.

Suono per circa 20 minuti o mezz'ora, giusto il tempo di provare una canzoni 2 o 3 volte, 2-3 giorni circa alla settimana non di più, in una fascia d’orario che va dalle 17:30 alle 19. la domenica non suono mai. Inoltre in caso il vicino2 mi chieda di non suonare perché i figli devono studiare o altro, io lo accontento e non suono per correttezza. Aggiungo che è solo lui a lamentarsi di ciò, infatti il vicino1 (a contatto) cui ho chiesto se c’erano problemi, non si lamenta, e gli altri vicini non dicono nulla.

Questo vicino inoltre si lamenta spesso per ogni cosa, che va dal parcheggio a quando ascolto musica a volumi non esagerati alle 5 del pomeriggio in agosto. Minaccia di andare per avvocati, in merito agli elementi che vi ho fornito, in un'ipotetica causa come andrebbe a finire? Aggiungo inoltre che sto insonorizzando il garage ma, questi lavori richiedono denaro e tempo per essere fatti bene.

 

Gregorio

» la risposta dell'esperto

 

Come isolarsi dai rumori del vicino

03.10.2011

Egregio dott. Brugola,

ho urgente bisogno di un suo consiglio. Abito in un condominio vecchissimo sopraelevato in 2 tempi, il mio appartamento in pietra e solaio in cannizzo, il piano sopra di me e l'ultimo in cemento.

Il solaio sopra noi terribilmente rumoroso dal calpestio, era stato smontato per ristrutturazione e noi abbiamo pagato l'isolamento consigliatoci da "tecnici" ma abbiamo buttato 17 milioni di lire ed il rumore persiste, dicono perché non è stato posizionato bene.

Non basta, al terzo e ultimo piano una famiglia con 4 bambini a cui è impossibile parlare civilmente. I rumori sono rimbombo, calpestio trascinamento, creda non ne possiamo più quindi, siccome ci sto rimettendo la salute ho nuovamente interpellato una ditta di insonorizzazione di Torino la quale mi garantisce di attutire il rumore almeno al 70-80%. Smonterebbero il solaio esistente, creando una controsoffittatura ad alto isolamento acustico (dicono loro) con la tecnica delle masse flottanti?!

 

Anna

» la risposta dell'esperto

 

Da abitazione immersa nel verde ad abitazione immersa nel traffico

10.09.2011

Egregio dott. Brugola,

da circa due anni abbiamo acquistato e viviamo in un quartiere residenziale di Roma noto per essere, o almeno essere stato, silenzioso e tranquillo, circondato dal verde, quindi anche non economico. Purtroppo con nostro enorme stupore, pur abitando al quarto piano, il rumore da traffico si avverte in modo incessante giorno e notte. Le nostre finestre affacciano su un viale che abbiamo poi scoperto essere trafficato pesantemente: scooter, moto, motorini, camion, autobus, etc. Inoltre la sosta selvaggia e l'assenza di vigili urbani peggiorano notevolmente la situazione diurna poiché il perenne ed insistente utilizzo di clacson delle auto è uno stillicidio.

Consideri che essendo una libera professionista mi capita spesso di dover lavorare in casa e le assicuro che pur chiudendo tutte le finestre ed utilizzando i tappi anti-rumore (che uso anche per dormire), il rumore continuo, che poco si attenua con gli infissi chiusi, mi crea uno stress ed un affaticamento mentale notevole, con conseguenze sulla salute che già inizio a notare.

Di notte, non migliorando la situazione, siamo costretti a dormire con le finestre di casa chiuse e ad azionare i condizionatori tutta la notte per l'intero periodo estivo poiché, pur essendo il nostro appartamento ben areato, è impossibile dormire con le finestre aperte. Da ciò ne consegue un aggravio economico. Il rumore da traffico fa spesso vibrare gli infissi e passa anche attraverso il materasso, quando non si utilizza il guanciale.

Mi sono rivolta ad un comitato di quartiere che si occupa anche di inquinamento acustico, chiedendo di raccogliere firme e fare una petizione al comune per richiedere l'intervento dell'ARPA. Mi è stato risposto che sarà molto difficile ottenere qualcosa dal momento che qualche anno fa presentarono la stessa problematica alla giunta allora in carica e la soluzione fu rimuovere i sanpietrini dal manto stradale ed asfaltare. Intervento che non ha ovviamente risolto il problema che ha a che vedere principalmente con il volume del traffico ma anche con le inadempienze della polizia municipale.

La mia situazione arreca alla sottoscritta un doppio danno, il più importante relativo alla salute, ma anche economico. Ora le chiedo, quali armi legali ha un cittadino per potersi difendere nei confronti di un comune che non fa assolutamente nulla per proteggere la salute dei suoi cittadini? Esiste un fondamento, in questo caso specifico, per chiedere un risarcimento danni al comune o al municipio di appartenenza?

Mi sono informata per la sostituzione degli infissi, peraltro fatti restaurare di recente e provvisti di doppio vetro. Il preventivo per infissi adatti a zone altamente trafficate ammonta a circa 2.500 Euro ad infisso (io ne dovrei sostituire 5). Una cifra non indifferente.

E' possibile richiedere ed ottenere un contributo al comune per l'installazione di infissi idonei? Le chiedo questo perché il comune, laddove concede permessi a costruire abitazioni in prossimità di raccordo, autostrade, tangenziali, etc., spende anche denaro pubblico per installare quegli orrendi pannelli fonoassorbenti, proprio perché si costruisce dove non si dovrebbe. Allora poiché nel mio caso si tratta di uno stabile costruito decenni prima che si sviluppasse una situazione come questa (il viale di cui le parlo era un prato verdeggiante), non dovrebbe il comune intervenire anche economicamente e trovare una soluzione?

 

Cordiali saluti.

 

Ludivica

» la risposta dell'esperto

 

Venezia da città dei sogni ai sonni rubati

08.09.2011

Egregio dott. Brugola,

qualche anno fa ho scelto di vivere a Venezia, una città magnifica e per molti aspetti scomoda. Ho deciso che conveniva pagare una città molto cara per avere in cambio una qualità di vita superiore alla media, garantita soprattutto dal silenzio e dalla quiete. Da qualche tempo la situazione è drasticamente peggiorata.

Nella zona in cui abito l'Amministrazione comunale ha concesso il vicino Campo San Giacomo da l'Orio (una piazza) a diverse manifestazioni pubbliche: durante Carnevale, per sagre organizzate da associazioni private, ora perfino per le feste dei partiti politici. Queste manifestazioni durano 8-9 giorni, si cucina all'aperto e soprattutto fanno musica amplificata fino alle 23-24 di notte. La folla utilizza le strette strade attorno alla piazza come latrina pubblica. Gli schiamazzi continuano fino a notte fonda. Consideri che si tratta di pieno centro storico e densamente abitato.

Ogni rimostranza della cittadinanza si è dimostrata inutile. Il comitato dei cittadini ha chiesto un incontro con l'Amministrazione, le forze dell'ordine non intervengono, l'ARPA non interviene poiché gli organizzatori di queste manifestazioni hanno ottenuto autorizzazioni in deroga a ogni limite, anche acustico.

So che il sindaco, in questo caso Giorgio Orsoni, è responsabile in materia di igiene e sanità pubbliche, e a lui compete l'obbligo di porre rimedi al fenomeno di inquinamento acustico o nel contrastarlo.

E' possibile salvaguardare in qualche modo i diritti alla quiete della cittadinanza?

 

La ringrazio. Cordialmente.

 

Andrea

» la risposta dell'esperto

 

Quando il gelataio non ne vuol proprio sapere di ridurre i rumori

31.08.2011

Egregio dott. Brugola,

nel mese di maggio 2011 hanno inaugurato l’esercizio commerciale (gelateria con annesso laboratorio). Il locale e l’annesso laboratorio sono allocati nel condominio “all’interno del quale, al primo piano, si trova anche l’appartamento di mia proprietà, La sottoscritta abita nel suddetto appartamento con l’intera famiglia, formata da tre figli tutti minori. Con l’avvento dell’esercizio commerciale la tranquillità e la serenità della nostra famiglia sono stati completamente sconvolti, con notevoli conseguenze, sia nei confronti di noi adulti, sia nei confronti dei nostri figli minori. Infatti, il gelataio per far funzionare il suo laboratorio di produzione artigianale di gelato, pur disponendo di due sistemi di refrigerazione, uno ad acqua che non emette alcun rumore ed uno meccanico che, al contrario, produce un rumore assordante, mette in funzione sempre (24 ore su 24 e sette giorni su sette in quanto il locale non prevede giorni di chiusura) solo quest’ultimo, cioè il sistema rumoroso, infischiandosene altamente sia del regolamento condominiale (che è di tipo contrattuale) che prevede il silenzio assoluto dalle ore 23,00 alle ore 7,00 del mattino e sia del regolamento di Polizia Locale del Comune, che prevede anch’esso il silenzio assoluto dalle ore 22,00 alle ore 8,00 del mattino. In presenza di questo problema, ho intrapreso tutte le iniziative possibili per addivenire ad una soluzione pacifica della controversia ed esattamente:

inviando al domicilio di questo commerciante, una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno (che il gelataio non ha mai ritirato, per cui è ritornata indietro) nella quale lo invitavo ad avere con la sottoscritta e con tutti i condomini, rapporti di buon vicinato, tant’è che in quella occasione non contestavo neanche il fatto che praticasse l’attività di laboratorio rumorosa nelle ore diurne, ma esigevo soltanto, come è lecito che sia, che mi lasciasse riposare almeno la notte.

Contestualmente, mi sono rivolta all’amministratore del condominio, ed ho inoltrato un esposto denuncia al Comune settore ambiente ed ecologia, al Comando dei Vigili Urbani, Settore polizia commerciale ed annonaria, all’ARPA .In tutti questi esposti inviati, a tutt’oggi, non vi è stata nessuna risposta, fatta eccezione la nota del Comune - Settore ecologia ed ambiente, per informi di aver iniziato l’azione amministrativa, e dell’ARPA che mi informava di non poter intervenire se la richiesta non viene fatta dal settore ecologia del comune di residenza. Nel frattempo il commerciante continua imperterrito la sua attività all’interno del suo esercizio commerciale, utilizzando 24 ore su 24 e sette giorni su sette il sistema di refrigerazione rumoroso che impedisce a noi adulti e ai miei figli minori anche di dormire la notte, con tutte le conseguenze che poi si riverberano nella giornata lavorativa che si deve affrontare il giorno dopo.

In conseguenza della perdita di sonno notturno al quale sono costretta ormai da due mesi, la sottoscritta si è dovuta recarsi ben due volte al pronto soccorso “per una crisi nervosa, conseguenza del rumore prodotto dalla gelateria e uno dei nostri figli, sempre in conseguenza dei rumori provenienti dal locale sottostante e per la perdita di sonno notturno, ha cominciato ad accusare forti dolori di testa ed un comportamento “isterico” per i quali il pediatra, ha prescritto una visita specialistica in neuropsichiatria infantile per la quale sono in attesa di conoscere la data di effettuazione. Ed ancora, mia figlia che frequenta il penultimo anno del Liceo in conseguenza dei rumori provenienti dal locale sottostante ha concluso l’anno scolastico anticipatamente e ciò ha comportato un abbassamento dei voti finali, dovuto alle assenze maturate ,pregiudicando anche la promozione della ragazza alla classe successiva, comunque conseguita solo perché l’andamento scolastico generale, durante tutto l’anno era stato più che soddisfacente.

Le ragioni della sottoscritta, sono state portate anche dall’amministratore del condominio, anche nell’assemblea condominiale alla quale erano presenti oltre al gelataio il proprietario del suo locale. In questa sede il sig gelataio ha ammesso di usare il sistema di refrigerazione rumoroso al posto di quello ad acqua, che non emette alcun rumore, facendosi scudo del fatto che quest’ultimo comporta un notevole consumo di acqua. Tutti i condomini presenti nell’assemblea hanno fatto rilevare al signore che l’eccessivo consumo di acqua per esercitare la sua attività, senza emettere rumori, sebbene comporti per lui un eccessivo consumo di acqua con i relativi costi, non è un problema del condominio che già preesisteva prima che lui aprisse l’attività commerciale e lo hanno invitato a trovare altre soluzioni, non ultima quella di trasferire l’attività in altro luogo e di conservare solo l’attività di vendita del gelato.

In seguito a queste dichiarazioni dei condomini il sig. ha letteralmente minacciato tutti i presenti ei la sottoscritta, in particolare, che da quel momento in poi avrebbe usato, per la sua attività, solo il sistema di refrigerazione rumoroso 24 ore su 24 e sette giorni su sette, perché non gli sembrava giusto che dovesse sopportare tante spese, per il consumo dell’acqua che richiede il sistema di refrigerazione silenzioso.

Il maresciallo dei Carabinieri che guidava la pattuglia ha constatato di persona il rumore assordante che proveniva dal laboratorio del sig. quell’ora aveva chiuso il locale, ma manteneva in attività il laboratorio rumoroso e dal mio appartamento lo ha chiamato all’utenza telefonica della sua abitazione, , invitandolo a venire presso il suo locale a spegnere immediatamente l’impianto rumoroso.

Il sig. ha ottemperato all’invito del maresciallo dei Carabinieri fattogli ma già dal giorno dopo ha continuato la sua attività usando i macchinari rumorosi al massimo e costringendo la sottoscritta e tutta la famiglia a vivere in uno stato di agitazione continua. Lo stesso sig., quindi, non solo è venuto meno all’impegno solenne preso nei confronti di tutti i condomini nell’assemblea ma successivamente all’intervento del 112 dei Carabinieri, si è comportato in modo difforme rispetto a quanto gli era stato intimato continuando a non usare il sistema ad acqua per la sua attività e che, a parere della sottoscritta, è l’unico sistema per il quale lo stesso gelataio è autorizzato, perché è difficile pensare che una pubblica amministrazione possa autorizzare una simile attività rumorosa nel contesto di un condominio nel quale per oltre 30 anni ha operato un negozio in cui si vendevano solo materiale di pelletteria.

Non so più cosa fare nelle more che tutta la faccenda venga risolta nelle opportune sedi giudiziarie, ma intanto continuo a non dormire la notte. La prego di darmi un consiglio ed intanto la ringrazio per l’attenzione.

 

Ada

» la risposta dell'esperto

 

Volo in elicottero con un bambino

08.08.2011

Egregio dott. Brugola,

avrei un quesito che forse solo Lei potrebbe chiarire: vorrei sapere a che età (giorni/mesi) esattamente si può trasportare un neonato in elicottero nonché su aerei ultraleggeri.

Sono mamma di una bambina di 26 giorni, il mio compagno pilota elicotteri ed aerei tipo cessna e sta insistendo per portare in volo la piccola (soprattutto in elicottero). Sto cercando sul web informazioni precise per tutelare la salute di nostra figlia ma non riesco a trovarle.

L'altitudine può essere controllata (voleremo a 500/1000 piedi max) ma penso che il vero problema possa essere il rumore, visto che sarebbe difficile proteggerla con cuffie (ha ancora le ossa del cranio aperte e morbide e non volevo costringerle...ma anche questo non so se è giusto o una mia inutile preoccupazione!).

La ringrazio per l'attenzione e resto in attesa di una Sua gentile risposta. Con i migliori saluti.

 

Federica

» la risposta dell'esperto

 

Strada "infernale"

19.07.2011

Egregio dott. Brugola,

mi affido alla sua competenza e gentilezza dato che ho letto molte delle risposte date a noi "poveri" cittadini "snervati"!

Vivo con la mia famiglia da circa 6 anni in un paesino di circa 1.200 abitanti in una casetta a circa 300 metri dal centro del paese ed a non più di 5-6 metri da una strada urbana (limite di 50 km/h che nessuno rispetta) a dir poco "infernale".

Il traffico, sia leggero che pesante, è divenuto ormai insostenibile sia di giorno che di notte ed è aumentato nel corso degli anni in modo esponenziale. Risulta praticamente impossibile lasciare le finestre aperte,l'audio della TV risulta impercettibile ed occorre sgolarsi anche solo per parlare tranquillamente in casa,questa situazione si protrae praticamente tutto il giorno placandosi lievemente durante l'ora di pranzo 12-13. La notte poi è una "giostra" di camion impazziti che,forti del fatto che la strada è sgombra e priva di qualunque sistema per il rilevamento della velocità,si sentono in diritto di accelerare e frenare senza ritegno alcuno. Il rumore notturno è talmente forte che i vetri della porta-fiestra della camera da letto tremano,a volte (forse per la velocità ed il peso degli autotreni) l'intero letto trema ed anche i soprammobili!

Sono arrivato al punto di chiudermi in casa di giorno e di dover usare dei tappi acustici durante la notte per riuscire a riposare almeno un po',visto che la mole di camion a partire dalle 3-4 del mattino diventa insostenibile, sono arrivato a contarne anche 60 (sessanta!!) all'ora!

Sono sull'orlo di una crisi nervosa,la prego mi aiuti... possibile che il comune non possa intervenire in qualche modo? Possibile che (come mi disse il sindaco) non si possano installare degli "autovelox"? possibile che non si possano installare dei semplici dissuasori di velocità? non risolverebbero il problema, ma farebbero ridurre la velocità e di conseguenza il rumore. Mi sento impotente e stanco di questa situazione che appare senza soluzione.

Anticipatamente ringrazio e saluto cordialmente,buon lavoro.

 

Marco

» la risposta dell'esperto

 

Oratorio parrocchiale

19.07.2011

Egregio dott. Brugola,

da qualche anno siamo sottoposti a continuo disturbo da parte dell'Oratorio del mio paese che purtroppo confina con il giardino della mia abitazione.

Nel corso dell'anno, spesso di domenica, utilizzano megafono e musica a volume ingiustificatamente alto per intrattenere i ragazzi che si recano in oratorio: gli orari sono quelli pomeridiano dalle 14 in avanti.

Il peggio arriva in estate. Alla fine della scuola, metà giugno circa fino a metà luglio, è attivo l'Oratorio feriale e circa 200 bambini di ogni età e altrettanti "giovani" intrattenitori hanno la meglio sul nostro riposo e quiete. Tutto il giorno usano musiche e soprattutto megafoni spesso a sproposito e comunque ad un volume almeno il doppio di quello che potrebbe necessitare.

Il fatto è che l'anno scorso mia madre è stata colpita da ictus e questo le dice già quale tipo di problematica noi stiamo affrontando: non riesce a riposare di pomeriggio e tutto il giorno si è disturbati da musiche e rumori vari che, alle volte ci impediscono di sentire quel che si dice in casa.

Se ci vogliamo mettere anche gli spettacoli musicali che, è vero che terminano entro le 23.30 come stabilito sempre e comunque accompagnati da rumori assordanti, ma se una persona non sta bene e volesse dormire alle 21.30?

C'è anche il problema del campetto di calcio dal quale mi arrivano in giardino tonnellate di palloni che, ahimè, superano la rete e mi arrivano in casa. Mi sento veramente impotente perché avendo già scritto al parroco, e responsabile dell'oratorio non ho comunque risolto nulla se non sentirmi addirittura dalla parte del torto perché loro "lo fanno per i nostri bambini…"

Ne uscirò mai? Grazie per la pazienza e mi dica se ho qualche speranza di risolvere la cosa prima dell'estate prossima.

Cordiali saluti.

 

Estatissima 2011

» la risposta dell'esperto

 

Vivere vicino a un locale rumoroso

13.07.2011

Gentilissimo dott. Brugola,

mi chiamo Antonella. Abito in un paesino di circa mille abitanti in provincia di Lecce. Nella piazza del paese si trova una struttura privata adibita allo svolgimento di ricevimenti, riporto testualmente quanto indicato sul sito internet dedicato: "Nella piazza centrale dell’antico paesino si affaccia l’austero Castello, dimora storica tra le più eleganti e prestigiose dell’entroterra salentino ...attraverso ampie vetrate ad arco, si accede alle sale da ricevimento del palazzo ...al romantico giardino d’inverno, allo spazio esterno dove piacevoli sentieri invitano a passeggiare immersi nella quiete... Il castello è il luogo ideale per ricevimenti e soggiorni indimenticabili nel cuore del Salento...Diviso in due grandi appartamenti, dispone in tutto di 20 posti letto e, nel totale rispetto del suo fascino e della sua storia…Il Castello, con le grandi terrazze e il magnifico giardino all’italiana, garantisce ai suoi ospiti la massima tranquillità e privacy".

Peccato che tale meraviglia, di proprietà privata, si trovi appunto nel centro del paese e in occasione dei ricevimenti all’aperto “nel romantico giardino d’inverno”, “la quiete” per tutti gli abitanti del paesino diventa un ricordo lontano! Infatti i ricevimenti, gestiti di volta in volta da ditte diverse di catering, iniziano solitamente in prima serata e si protraggono sino alle 02.00/03.00 del mattino solitamente con l’erogazione di musica ad altissimo volume con l’assoluta mancanza di buon senso civico e rispetto da parte dei gestori per tutta la popolazione.

La musica prodotta solitamente è nei limiti accettabili durante la prima parte del ricevimento in prima serata, mentre diventa insostenibile solitamente dalle 23.00 in poi sino a oltre le 02.00/03.00 di notte). Già qualche anno fa è stato presentato un esposto (firmato da una parte sostanziale della popolazione) indirizzato alla Procura della Repubblica ed al Sindaco, senza ottenere alcun risultato!

Di volta in volta viene richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine che solitamente non intervengono ed anzi a seguito delle insistenti richieste rispondono che tanto loro non possono fare nulla e che il problema è nostro! Quindi ogni volta non mi resta che alzarmi dal letto a notte fonda e andare a “discutere” con i responsabili al fine di ottenere ( non sempre!) almeno l’abbassamento del volume!

Da alcuni giorni, sempre a mezzo raccolta firme, è stato nuovamente segnalato il problema al Sindaco e siamo ancora in attesa di vedere qualche risultato positivo!

Le porgo i miei migliori saluti.

 

Antonella

» la risposta dell'esperto

 

Altro che "bottega del caffè"!

06.07.2011

Egregio dott. Brugola,

le scrivo per avere una consulenza tecnica. In breve ecco il nostro problema:

Abbiamo un bar sotto casa che è nato come semplice "bottega del caffè" per poi evolversi in locale anche notturno, in cui vengono fatte feste con musica a volte anche con Dj ed inoltre tutte le sere giocano a calcetto, creando fortissimi rumori nel nostro appartamento. Preciso che il locale ha la sola licenza (ho fatto una verifica) di somministrazione di bevande.

Abbiamo più volte parlato con la proprietaria per proporle di insonorizzare il locale e di cercare di rispettare i condomini, infatti il problema non è solo il nostro ma di altri abitanti del palazzo.

A questo punto abbiamo deciso di procedere per vie legali e amministrative. Ho chiesto all'amministratore di far fare una diffida dal legale e la denuncia presso la ASL visto che non ha i permessi e licenza per cucinare.

Però vorrei anche procedere sul fronte dell'inquinamento acustico, e credo che il primo step sia fare una rilevazione, corretto?

Lei cosa mi suggerisce?

 

Enrica

» la risposta dell'esperto

 

Non sempre baita vuol dire natura

09.06.2011

Egregio dott. Brugola,

mi chiamo M.C. e sono dalla Provincia di Verona. Mi permetto di disturbarla avendo molto apprezzato in rete la chiarezza delle Sue risposte in merito al problema degli schiamazzi.

Il mio problema è il seguente. Abito in un paese in provincia di Verona piuttosto tranquillo. Purtroppo vicino al mio condominio da circa tre anni è stata costruita una struttura detta "Baita Alpina". Io abito in quel luogo solo da un anno. Si tratta, da quel che comprendo, di un circolo privato, infatti l'accesso non è per tutti, che sta però con frequenza sempre maggiore organizzando feste pomeridiane di ragazzini che, sia all'interno che all'esterno della struttura, schiamazzano quasi tutti i giorni, rendendo di fatto impossibile per ore (15,00/19,00 ma a volte il disturbo è anche prima) l'ascolto della televisione e un dialogo pacato.

La zona è chiaramente residenziale (a fianco di un asilo nido e di condomini) e quando il Comune o chi per esso decise la costruzione della baita ci fu, mi viene detto, una raccolta di firme per bloccare la faccenda, ma senza esito. Fino all'anno scorso, mi dicono i vicini, le feste pomeridiane erano relativamente poche e il fenomeno tollerabile, ma da aprile di quest'anno questi incontro rumorosi si sono moltiplicati. Il disturbo per alcuni di noi inizia già verso le 13,30, quando arrivano i genitori carichi di vivande, poi, a partire dalla 15/15,30 esplodono i ragazzini sia dentro che fuori in giardino, con ore di sonno impedite al pomeriggio, televisione che non si può ascoltare e quant'altro. Le feste veramente alpine sono poche, ma qualche volta disturbano anche quelle, tra l'altro ben oltre gli orari normalmente autorizzati. Non Le dico la condizione di un vicino che, oltre al rumore, si trova spesso invaso dai palloni dei ragazzini, con danni seri all'orto.

Ci stiamo organizzando. Non siamo soli, anche se le famiglie apertamente disturbate sono 4/5/6, a causa della struttura della zona. I vigili urbani, ma anche il Sindaco, ammettono a parole il problema e mi hanno anche prospettato l'idea di transennare parte del fondo, ma a nostro avviso, la questione non si risolverebbe in questo modo. Comunque, a distanza di settimane, la transennatura non è stata realizzata. Non escludo, ma non ne sono sicuro, che ci sia un aspetto di redditività economica per il Comune o per gli Alpini con queste feste. Tra l'altro i vigili mi hanno accennato ad una definizione della struttura in termini di "centro di aggregazione comunale" (altro che Baita Alpina...)

Siamo persone ragionevoli, cerchiamo un compromesso (magari individuare alcune giornate nell'ambito delle quali la struttura non può essere utilizzata per alcuna funzione). Di fatto sarebbe sufficiente tornare all'uso più rispettoso dell'impianto che c'era fino all'anno scorso, ma abbiamo l'impressione che facciano orecchie da mercante. I vigili sostengono che la faccenda della feste andrà a sparire con la chiusura delle scuole, ma noi non siamo troppo convinti di questo ragionamento: anche fosse vero, dovremmo concludere che per oltre due mesi all'anno (senza contare settembre) dobbiamo sentire urlare per ore? Aggiungo che alcuni di noi fanno lavori piuttosto pesanti o studiano: la perdita di ore di sonno e di tranquillità è in questo caso un danno anche pericoloso. Può darci un aiutino?

Grazie di cuore.

 

M.C.

» la risposta dell'esperto

 

Condizionatori attività commerciale

05.06.2011

Gentilissimo ingegnere,

dal 1 maggio dello scorso anno sono entrati in funzione due condizionatori di grande portata a servizio dei laboratori e del bar-pasticceria in funzione notte e giorno che ci hanno reso insostenibile il quotidiano.

Tramite l’amministratore si inviava al comune raccomandata a.r. che la riceveva il 7 giugno con cui si chiedeva verifica immissioni tramite A.R.P.A..

Il comune richiedeva alla ditta scheda impatto acustico e la pasticceria risponde chiedendo istanza di proroga per produrla proroga fissata al 30 settembre.

La pasticceria in merito chiedeva proroga di sei mesi tramite lettera datata 30 settembre lettera in cui si dichiara che gli impianti necessitano di opere di revisione, che nel periodo estivo non è stato possibile reperire idonei insonorizzatori, che poi l’impianto a quella data non era più utilizzato.

L’amministrazione con lettera del 12/10 accettava la proroga di sei mesi, era in attesa e richiedeva documentazione di impatto acustico.

Di tutto ciò nulla di formale all’amministratore, che come tutti noi ha aspettato le verifiche dell’ARPA.

Sottolineo come inoltre la dichiarazione del tecnico risulti falsa visto che gli impianti sono stati accesi fino al 28 di novembre.

Mi sono attivata nel mese di febbraio per sapere cosa di tale pratica e per accedere gli atti. Nel frattempo nulla è stato mai fatto ai condizionatori. Scaduti i termini l’amministrazione comunale interpellata dice di aver dimenticato la pratica e comunque intima alla pasticceria, che nel frattempo i primi di aprile ha riacceso gli impianti riproponendo il solito rumore, di mettersi a norma entro il 7 maggio. Gli unici interventi fatti un pannello su uno del condizionatori e una tavola di legno sempre sopra ad uno di essi nessuna documentazione di impatto acustico ad oggi 30/05. Vista l’incompetenza del mio amministratore lo scorso giovedì mi reco presso gli uffici che gestiscono la pratica i quali mi dicono che ora si è in attesa di una ordinanza del sindaco.

Io ho incubi sento sempre suoni, sono in uno stato di ansia di giorno e di notte, quando torno dal lavoro ho paura di entrare a casa perché so di sentire tali rumori. La situazione è condivisa dagli altri condomini che però per l’eta’ non possono muoversi per rimuoverla. Stessa situazione di una famiglia che vive sopra ai condizionatori ma che essendo in uno stabile senza ancora l’amministratore non sa cosa fare. Ho parlato con l’ARPA ma mi dicono che se il comune non li convoca non vengono nemmeno se li paghiamo come richiesta autonoma dal procedimento. Abbiamo pregato l’amministratore di intimare all’amministrazione comunale di provvedere prima di un esposto in Procura.

Le ultime notizie sono le seguenti, si parla di ordinanza che il sindaco è in procinto di emanare.

L’attività commerciale ha risposto, ad ulteriori inviti a sanare la posizione, che sta provvedendo al risanamento acustico, assolutamente falso perché nulla si sta facendo se non spegnere di notte, e che dopo dieci giorni dalla proroga ancora richiesta, e siamo al 7 giugno, emetterà relazione impatto acustico.

E’ possibile che dopo un anno non ci sia possibilità di soluzione, è possibile che tale attività non abbia avuto nessuna multa e che possa operare senza la scheda di impatto acustico e rovinarci l’esistenza per gran parte dell’anno.

Come facciamo a far venire l’ARPA e quindi ad evitare le spese di una perizia di un nostro tecnico, la nostra controparte deve essere avvisata se ci sarà mai una verifica ARPA, le macchine hanno vari rumori a seconda della temperatura esterna se vengono a fare le verifiche li devono mandare al massimo e ora che ne hanno da 10 giorni fermata una la devono comunque misurare; quali sono i criteri ci valutazione dei limiti?

La ringraziamo per tutti i consigli che potrà darci.

 

F.M.

» la risposta dell'esperto

 

Il rumore dei condizionatori dello studio dentistico

31.05.2011

Gentile dottor Brugola, ho un grosso problema, davanti alla mia casa in un condominio interno dove non si sentono rumori di fondo, uno studio di dentisti compresa una piccola sala operatoria hanno istallato sopra il loro tetto, che si trova praticamente a pari delle mie finestre di camera, 4 grosse unità esterne di pompe di calore più un compressore che generano un rumore forte dalle 7 di mattina alle 8 di sera, quando rimangono lì per la notte hanno tentato di lasciarli accesi ma sotto mia sollecitudine li spengono alle 21 e 30.

A chi mi posso rivolgere per fare delle rilevazioni acustiche? Senza poi calcolare anche il calore che provocano durante il periodo estivo. Spero che Lei mi possa aiutare sono veramente disperata visto che loro non ascoltano le mie inutili lamentele fatte tra l altro sempre con molta gentilezza.

La saluto cordialmente e aspetto una sua preziosa risposta.

 

Francesca

» la risposta dell'esperto

 

Un locale pubblico rumoroso deve rispettare anche specifici limiti di orario?

24.05.2011

Gentilissimo dott. Brugola,

le sottopongo un problema analogo ad altri, sollevati in questo forum. Viviamo in un complesso residenziale di villette a schiera, lontani dalla citta' e (come si sperava) dai frastuoni dei grossi centri urbani. Abbiamo la "fortuna" di avere, nel nostro vicinato, un locale pubblico adibito a circolo sportivo, ma anche ristorazione e musica di intrattenimento.

Per la verita', fino ad un paio di anni fa, la convivenza con questa struttura, sia pure rumorosa, e' stata relativamente tranquilla e, devo dire, con un buon senso civico e rispetto da parte dei gestori. La musica prodotta era sempre nei limiti dell'accettabilita', tipicamente soft, e sempre in orari ragionevoli (per esempio, mai nel pomeriggio presto, e difficilmente, salvo particolari feste o celebrazioni, oltre le 24).

Da un paio di anni, la gestione dello stesso locale e' cambiata. La struttura si e' trasformata in sala da ballo, una rumorosa sala da ballo. A parte il disturbo da volume e dal tipo di musica stessa (martellante), quello che anche si sta verificando e' un continuo sforamento degli orari "oggettivamente consentiti", per esempio, alle 3 del pomeriggio della domenica e oltre le 2 di notte.

Vedendo le sue utilissime risposte a domande simili, ci stiamo muovendo, a livello condominiale, attraverso esposti al nostro Comune, la richiesta della visura di tutte le autorizzazioni, eventuali rilievi fonometrici A.R.P.A, etc. Eventualmente, ricorreremo anche all'assistenza di un legale.

Le chiedo in questa lettera una informazione precisa. Da quanto ho capito, i rilievi fonometrici ARPA si riferiscono al livelli di emissione in decibel, seguendo limiti precisati dalla legge. Vorrei capire se, indipendentemente dai livelli di emissione, esistono delle leggi (nazionali, oppure regionali o locali) che vincolino o vietino l'emissione sonora musicale in particolari ore della giornata, ad esempio nelle prime ore del pomeriggio. A dirla in maniera spicciola, sin da piccolo mi e' stato detto che non si fa "baccano" fino alle 5 del pomeriggio. Spero che questo simpatico ricordo della mia infanzia sia presente in una precisa legge.

La ringrazio sentitamente per un qualsiasi suo commento e Le porgo i miei migliori saluti.

 

Alberto - Provincia di Bari

» la risposta dell'esperto

 

Come proteggersi dal rumore del treno

23.05.2011

Buona sera ing. Marcello Brugola,

in relazione alle risposte da Lei riportate in questa rubrica, volevo un parere sulla mia situazione che le andrò a spiegare.

Ho acquistato un abitazione (complesso villette a schiera) costruite a circa 20 metri dai binari di una ferrovia locale, praticamente ci separa solo una strada a doppio senso di circolazione.

Qui transitano dei treni di 2/3 carrozze mediamente, ogni 45 minuti dalle ore 06:00 alle 23:30 circa sottolineando che in direzione del complesso delle nostre abitazioni si trova anche il semaforo per le coincidenze in stazione. Quindi oltre ad avere "credo" il fastidio del passaggio ogni 45 minuti dobbiamo a volte sopportarlo sino al verde semaforico. Inoltre, le confermo che non esiste o esistito a oggi niente che ci ripari dal rumore.

La ringrazio anticipatamente della sua disponibilità ad ascoltarmi.

 

Michele

» la risposta dell'esperto

 

Rumori del vicinato

19.05.2011

Gentilissimo dott. Brugola,

le pongo una questione piuttosto diffusa a giudicare dalle lettere che riceve su tale argomento.

Circa un anno e mezzo fa l’appartamento posto sopra il nostro all'ultimo piano è stato venduto ed è stato oggetto di profonda ristrutturazione, comprensiva di intero rifacimento dei pavimenti, con l’asportazione del pavimento preesistente e la presumibile posa di parquet: nostro malgrado, causa l’allagamento del nostro bagno a seguito dei lavori di ristrutturazione (caratterizzati da uso costante di martello pneumatico e scarico di masserizie non con montacarichi esterno ma tramite ascensore condominiale), abbiamo potuto constatare di persona quanto sopra affermato.

E’ da oltre un anno che subiamo continui rumori molesti provenienti dal piano superiore, rumori che sono perfettamente distinguibili: l’utilizzo di scarpe con i tacchi, il gioco con la palla sul pavimento, le corse ininterrotte da un lato all’altro della casa, gli spostamenti di mobili a qualunque ora del giorno e della notte, insomma una serie di comportamenti che ci hanno più volte spinto a segnalare, sempre in maniera pacata, ai diretti interessati la natura del disagio da noi provato, chiedendo di recarsi presso il nostro appartamento per rendersi conto direttamente del disagio arrecato.

Purtroppo l’unica risposta ottenuta è stata la rivendicazione di essere lasciati liberi di fare in casa propria quanto si vuole, intimando di “non molestare” (questo è stato esattamente il termine usato) ulteriormente con le nostre lamentele.

Naturalmente l'amministratore, che non sapeva niente dei lavori, neppure segnalati con avviso sul portone di ingresso, non ha preso alcuna posizione, o meglio ha avallato le spiegazioni dei proprietari che hanno un bambino piccolo che poveretto fa rumori normali durante le normali fasce di ammissibilità (invece il bambino corre anche alle 23.30); infine alla domanda dell'amministratore da noi suggerita relativa alla pavimentazione che non aveva mantenuto l'originario isolamento acustico, i proprietari hanno mentito affermando che non avevano affatto divelto i pavimenti di marmo (e allora il martello pneumatico ?), ma avevano soltanto posato il parquet sopra l'originario pavimento; in sintesi il mix è costituito da mancanza di corretto isolamento acustico, maleducazione e arroganza dei proprietari, oltre ad affermazioni lontane dal vero, più rumori e vibrazioni che il mio compagno non riesce ad evitare di sentire neppure mettendo i tappi nelle orecchie per dormire....

Il danno alla salute è già presente ma la strada da percorrere è difficile.

 

Inquilina disperata

» la risposta dell'esperto

 

Rumori dal supermercato

18.05.2011

Buongiorno, Vi scrivo da Sulmona (AQ) e Vi chiedo cortesemente info sulla mia problematica.

Lo scorso anno ho acquistato un appartamento in un residence condominiale al 3° piano, condominio al cui piano terra c'è un supermercato. Residence costruito 5 anni fa.

Sia io che altri condomini siamo quotidianamente disturbati a partire dalle 6 del mattino dal rumore prodotto dai carrelli del magazzino, rumore che si percuote sulle mura e sul pavimento dei nostri appartamenti impedendoci di riposare; rumori che perdurano fino quasi alle 21,00 di sera.

Il mio sospetto è che la pavimentazione del supermercato, fatta di mattonelle singole, al passaggio dei roller è un "trum trum" continuo non siano a norma. Inoltre le operazioni di scarico del supermercato vengono effettuate sia la mattina dalle 5 sia nelle prime ore del pomeriggio dalle 12 alle 15,00. Riposare è davvero difficile. Segnalazioni tutte fatte al nostro amministratore che nulla attua per regolarizzare la vita condominiale.

Posso tutelarmi in qualche modo? Posso richiedere al costruttore delle certificazioni acustiche? La pavimentazione del supermercato o la sua controsoffittatura deve avere delle caratteristiche ben precise?

Ringraziandovi anticipatamente per l'attenzione, attendo fiducioso una Sua valutazione.

 

Giuseppe

» la risposta dell'esperto

 

Livelli di rumore elevato nell'ambiente di lavoro

17.05.2011

Gentile dott. Brugola,

il mio problema - rimanendo sempre in tema di rumore - a differenza di quelli riportati nel forum, è ambientato nel posto di lavoro e spero che anche in questo caso Lei possa darmi una mano. Io sono un tecnico radar e per anni ho lavorato su macchine rumorose (da 80 dB, fino a 104 dB di rumore), valori convalidati anche dalle misure effettuate da me e per conto dei vari clienti proprietari dei radar di cui sopra. Oggi purtroppo proprio per la lunga esposizione al rumore mi ritrovo a soffrire di problemi all’udito i quali mi hanno costretto a chiedere all’azienda per cui lavoro una revisione della mansione. La risposta dell’azienda è stata l’apertura di un contenzioso senza fine che mi sta portando ad attivare una azione legale per il riconoscimento.

Come è prevedibile e alla luce del contenzioso suddetto, oggi l’azienda si dichiara conforme alle normative relative all’emissione di rumore, pur non avendo mai fatto dei rilievi/misure e/o azioni preventive nello specifico. E per questo Le chiedo: considerando che parliamo di ambienti di lavoro e per giunta ambienti militari, a chi mi posso rivolgere o cosa posso fare per dare evidenza ai reali valori di rumore generati dalle macchine che produce la mia azienda e sulle quali ho lavorato per anni?

In attesa di un suo cortese riscontro, ringrazio anticipatamente e saluto.

 

Massimo

» la risposta dell'esperto

 

Il bar sotto caso rende insopportabile la vita nel condominio

07.05.2011

Gentilissimo dott. Brugola,

sono Nicoleta e abito in un piccolo paesino della provincia di Como, sono qui a chiederle un consiglio, non sapendo più a chi rivolgerci, siamo arrivati ad un punto di esasperazione totale.

Noi abitiamo in un piccolo condominio dove al piano terra, proprio sotto di noi, c’è un bar aperto tutti i giorni fino alle due di notte. Noi dal 2009 abbiamo presentato un esposto al comune per un possibile inquinamento acustico ed abbiamo più volte richiesto l’intervento del Arpa. Ma L’arpa non esce se in comune non li da l’autorizzazione. E ad oggi non sappiamo più cosa fare, questo bar non ha nemmeno l’impianto acustico però nessuno viene a controllare evitano tutti di parlare di questo. Noi siamo costretti di subire tutto questo fino ad oggi e non finisce qui. Noi per rivolgerci ad un legale abbiamo bisogno di "prove certe" quelle del tecnico dell'Arpa che vale molto, abbiamo provato a contattare anche un tecnico privato, ma anche lui sentendo di questo bar ha subito detto che non ci può aiutare non so come mai, l’ho sentito molto agitato. Lui continuava a darmi dei consigli di rivolgermi al comune, arpa ecc. ma abbiamo già fatto tutto ciò possibile, anche con le firme dei vicini. Secondo me c’è qualcosa sotto. Il comune dice che c’è una legge regionale che fa stare aperti ai bar nei condomini e che loro non possono far nulla. Noi non riusciamo dal 2009 riposare tranquillamente. Tutti noi 4 la mia famiglia ci svegliamo la mattina presto per andare a lavorare.

Siamo esausti e non sappiamo più cosa fare, spero tanto in un suo consiglio. Forse siamo screditati perché siamo rumeni da 8 anni in Italia. Siamo in regola e paghiamo un benedetto mutuo della casa che non c’è la possiamo neanche godere in pace per questo bar. Le chiedo Aiuto!

Mille grazie in anticipo e spero di avere sue notizie presto. Questo bar è molto rumoroso, con ragazzi maleducati, si sentono voci risate, e tutto di più poi le macchine sotto le finestre a sbattere le porte fino alle due di notte e nessuno fa niente!

 

Nicoleta

» la risposta dell'esperto

 

Notturno fiorentino

26.04.2011

Gentile dott. Brugola,

purtroppo abito nel centro storico di Firenze sopra un locale che recentemente da tranquilla pizzeria si è trasformato in locale da aperitivo notturno, gestito da operatori molto facoltosi legati al mondo del calcio.

Io cerco di mantenere relazioni civili ma non è facile. Quando mi hanno chiesto di fare rilevazioni acustiche per la relazione da presentare in comune io ho accettato facendo venire un testimone di mia fiducia.

Gli ingegneri preposti, gentilissimi e competenti, hanno proceduto alle misurazioni, in presenza anche di uno dei gestori e non si percepiva alcun suono anche a impianto acceso a volume a dir loro massimo (sono scesa giù a controllare). Io mi sono stupita ma loro hanno detto che l'impianto stereo di altissima qualità era disegnato proprio in modo da ottenere bassissimo impatto acustico. Ho chiesto anche di procedere a misurazioni con la porta del locale aperta (quella immediatamente sotto la mia camera dove avvenivano le misurazioni) e non cambiava niente. Inizialmente non volevano aprire la porta dicendo che comunque tale apertura, dato il condizionamento, non era prevista.

Ovviamente, dopo l'apertura la musica si sentiva eccome e la porta del locale ora rimane costantemente aperta cosi' che sotto la finestra oltre a musica e agli schiamazzi di circa 200 persone che invadono il marciapiede c'è anche una colonna di fumo e puzza che se apro la finestra anche un istante mi entra in casa. Hanno anche posizionato sedie sul marciapiede per facilitare la fruizione dello spazio pubblico.

Ho chiamato subito gli ingegneri che hanno fatto la misurazione e mi hanno detto che la musica non si deve sentire....chiaramente comunque la relazione consegnata è un falso. Cosa posso fare?

Se protesto la musica la abbassano...devo continuare a farlo ogni notte? Lo so che c'è chi è messo peggio di me ma ora che arriva l'estate sarò costretta a installare un condizionatore con elemento solo interno e a prendere un valium ogni volta che mi devo far largo tra signori e signorine chiaramente ricchi e felici e, probabilmente, senza bisogno di lavorare almeno al mattino.

Mi hanno offerto di "staccarmi un assegno" per farmi passare il malumore, ma io i loro soldi non li voglio.

 

Chiara

» la risposta dell'esperto

 

Rumore di un depuratore e di una fabbrica

08.04.2011

Egregio dott. Brugola,

mi trovo in un paio di situazioni relativamente alle quali gradirei chiederle qualche consiglio.

1. La mia abitazione principale è collocata a circa 800 metri in linea d'aria da un depuratore, nella terraferma veneziana, giusto di fronte alla laguna. Il depuratore utilizza dei potenti motori per immettere (credo) aria nei fanghi sottoposti a fitodepurazione. Detti motori funzionano continuamente, anche se pare che i regimi varino a seconda della piovosità e forse di diversi cicli "produttivi".
Sta di fatto che si percepisce chiaramente un fastidioso rumore (paragonabile al motore di camion a qualche decina di metri di distanza), non costante nell'intensità, ma presente in maniera fastidiosa quasi ogni giorno, in particolare la sera quando il rumore ambientale è più basso.

Ho contattato l'Ufficio Ambiente del Comune di Venezia, che mi ha suggerito di scrivere un esposto. Desidero quindi chiederle se ci sia qualcosa di particolarmente importante da sottolineare nel mio esposto, oltre chiaramente ad una descrizione precisa del fenomeno (ho trovato vari modelli di esposto in rete, non so se ce ne siano di migliori di altri).

2. Sono comproprietario di una vecchia casa di montagna (costruita all'inizio del '900, quando attorno non c'era nulla). Con gli anni, oltre ad altre abitazioni, nelle vicinanze è stata costruita una fabbrica, che dopo anni di inattività fin dalla sua costruzione, è stata di recente riattivata. Il ciclo produttivo prevede un'attività continuativa, che produce parecchio rumore; di notte e nei fine settimana il rumore principale smette, ma subentrano degli "sfiati" e dei fischi periodici che, anche vista la vicinanza, disturbano il riposo e la permanenza in casa. I rumori sono aggravati dal fatto che spesso le finestre della fabbrica vengono lasciate aperte. Si è tentato un contatto con la proprietà senza esito positivo. A questo punto pensavo ad un esposto al sindaco. Anche in questo caso, le chiedo se ci sia qualche particolare punto da sottolineare, anche tenendo conto che il comune non è zonizzato; da notare inoltre che gli altri residenti, pur infastiditi dal rumore (fino a spostare la camera da letto) non sono intenzionati a far nulla per il "quieto vivere".

Le faccio i miei complimenti per la sua opera importantissima su un tema così poco considerato, ringraziandola per l'attenzione.

Cordiali saluti.

 

Matteo

» la risposta dell'esperto

 

Progetto di riqualificazione di piazza dei Navigatori a Roma

11.02.2011

Gentile dott. Brugola,

abito a Roma a piazza dei Navigatori, lungo la via Cristoforo Colombo, che è un’”autostrada urbana” a 5 corsie per senso di marcia, dove transitano certamente più di 3.000.000 di veicoli l’anno.

In corrispondenza della piazza é previsto dal Comune, connesso un’enorme intervento di edilizia privata (circa 150.000 mc di nuove costruzioni!!!!) vincolato ad un Accordo di Programma del 2001 tra Comune e Privati, un progetto di Riqualificazione Urbana che, inizialmente prevedeva l’interramento della via Colombo nel tratto in questione: tale versione del progetto avrebbe ovviamente risolto anche i problemi di inquinamento acustico.

Con il passare degli anni, per motivi non chiari su cui il Comune è reticente (c’è stato un sevizio anche su REPORT), sembrerebbe abolito l’interramento della Colombo e sembrerebbe invece prevista la realizzazione di due sottopassi trasversali, lasciando inalterato, anzi aumentando, il traffico di superficie (anche in seguito ai nuovi insediamenti) e così rumore e smog.

Il nostro condominio (il palazzo a M prospiciente la piazza dove abitano più di 1500 persone) ha fatto redigere uno studio acustico da un tecnico abilitato che ha evidenziato il superamento dei limite di legge notturni: le indagini preliminari eseguite mettono in luce che l’edificio residenziale risulta esposto a livelli di rumore stradale che nel periodo notturno, in entrambi i punti di misura P1 e P2, eccedono di circa 4 dB(A) i limiti normativi. Poiché, sebbene ingegnere, io non sono un’esperta del settore, tali eccedenze non mi sembrano un granché (a parte il rumore reale!!). E’ così?

Inoltre, per il punto di misura P1 la sorgente è la via C. Colombo, che nel PGTU è classificata come “strada interquartiere” perché ha ogni tanto intersezioni semaforiche, e quindi, corrispondendo alla categoria Da secondo il DPR 142/04, origina eccedenze di solo 4 dB(A)!!!. Ma se la C. Colombo fosse classificabile nello studio acustico come Db, le eccedenze sarebbero molto superiori.

Domanda: la categoria della strada del DPR 142/04, non può determinarsi anche facendo riferimento ai flussi veicolari? Consideri che la C. Colombo ha in transito nelle ore di punta, come risulta dal Piano Strategico del Traffico del Comune di Roma (2009), più di 10.000 veicoli l’ora, pari a quelli dell’A24! (se si considera una media anche di solo 1.000 veicoli l’ora nell’arco della giornata, il volume annuale sarebbe di più di 8.000.000 di veicoli)

I tecnici che hanno redatto lo studio acustico dichiarano peraltro che, probabilmente i punti di misura non son stati neanche i più sfavorevoli, ma soprattutto non abbiamo monitorato le aree verdi della piazza: tra i ricettori (oggetto di mitigazione per legge), oltre agli edifici (residenziali) rientrano anche “aree naturalistiche vincolate, parchi pubblici ed aree esterne destinate ad attività ricreative ed allo svolgimento della vita sociale della collettività” (art. 1 comma 1 lett. L del DPR 142/04). Sbaglio? Ritiene utile ampliare lo studio anche in tal senso?

Abbiamo indirizzato una lettera al Comune per iniziare a interloquire con questa istituzione allegando lo studio acustico. Vorremmo però contemporaneamente chiedere l’intervento dell’ARPA per verificare (e al limite ampliare) lo studio acustico già redatto e procedere inoltre a misurazioni dell’inquinamento dell’aria nella zona della piazza lungo via Colombo.

E’ possibile? Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo necessariamente passare per un esposto al Comune? Soprattutto, secondo Lei, abbiamo chance per chiedere che si realizzi ancora l’interramento della Colombo?

Ci dia qualche consiglio. Nei prossimi giorni credo saremo ricevuti dal Comune.

Grazie anticipatamente.

 

Letizia

» la risposta dell'esperto

 

Una caldaia troppo rumorosa

08.03.2011

Buongiorno dott. Brugola,

ho letto i Suoi interventi e vorrei, se possibile, sottoporle il seguente problema.

Abbiamo da poco comprato casa e l’abbiamo ristrutturata ponendo la caldaia da interno (perché non abbiamo il balcone) sul muro maestro che confina con una vicina, la quale ha posizionata la camera da letto proprio al di là del muro. Il muro maestro è di 7 cm e lei si lamenta che la caldaia (tra l’altro posizionata esattamente dove era quella del precedente proprietario) fa un rumore, a sua detta, intollerabile. Le preciso che prima della ristrutturazione lì era posizionata la caldaia e la doccia e già all’epoca la signora si lamentava con il precedente proprietario, senza poter fare nulla. Questi appartamenti sono del 1950 e sia il mio sia quello della signora sono stati ristrutturati.

Vorrei chiederle cosa posso fare per ovviare al problema e se sono nel torto. Purtroppo la caldaia non ci serve solo per riscaldare l’ambiente ma anche per scaldare l’acqua e fare la doccia la mattina. Ora questo non è possibile perché è già capitato che suonasse alla nostra porta alle 6.30 e ci intimasse di spegnere perché non riusciva a dormire. Dobbiamo chiamare l’ASL per fare i rilievi?

La ringrazio molto per la Sua risposta. Cordiali saluti.

 

Silvia

» la risposta dell'esperto

 

Autorizzazione trattamenti musicali al pubblico esercizio (bar) sotto l'abitazione!

21.02.2011

Egregio dott. Brugola,

vivo a Bologna in un palazzo molto vecchio con porticato e corte interna, composto da alcune abitazioni, uffici e varie attività commerciali. Una di queste attività è per la precisione un bar che, con la deroga di orario di chiusura alle 3.00 del giorno dopo e l'autorizzazione ai trattamenti musicali, tutti i weekend si trasforma in una mini discoteca di latino-americano. Ovviamente la mia abitazione rimane proprio sopra a tale bar ed è la più coinvolta e sottoposta al rumore provocato dall'attività svolta dal locale.

A Giugno incontro il titolare dell'esercizio il quale, a seguito di mie richieste di contenere un po’ il rumore provocato dai clienti e dalla musica, mi sventola le sue autorizzazioni in viso e mi dice:"Ho le autorizzazioni, faccio quello che mi pare". Da quel momento in poi, il bar è diventato la mia ossessione!

Leggendo le esperienze analoghe alla mia e seguendo le vostre indicazioni, con un legale, effettuo degli accessi agli atti per verificare le autorizzazioni del bar ed il modo in cui sono state ottenute.

A fine Novembre, scopro che nella relazione di impatto acustico, i titolari del bar dichiarano al tecnico "competente" che in tutto lo stabile non vi sono abitazioni. Può benissimo immaginare dove e come siano state fatte le misure fonometriche e quale esito abbiano avuto!

A questo punto invio un esposto a tutte le autorità competenti allegando visure storiche del catasto delle varie abitazioni presenti nello stabile.

Nel momento in cui le scrivo, l'ARPA ha tolto il suo parere favorevole ed il Comune ha notificato al titolare del bar l'avvio del procedimento di revoca dell'autorizzazione dei trattamenti musicali, dandogli cinque giorni di tempo per depositare un'eventuale memoria difensiva.

Per quanto sono riuscito a sapere, le possibilità che non venga effettuata la revoca sono prossime allo zero in quanto tutta l'autorizzazione ha continui richiami alla relazione viziata. Mi aspetto però il colpo di scena, anche perché il bar senza la musica è destinato a chiudere e sicuramente venderanno cara la pelle.

Il motivo per cui le scrivo è, a questo punto della mia storia e a fronte di un'eventuale ordinanza di revoca, capire quante possibilità avrà (ed in che tempi) il bar di riottenere l'autorizzazione per la musica, facendo una nuova domanda in comune e presentando una relazione di impatto acustico debitamente redatta.

Nel caso venissi contattato dal titolare o da un suo tecnico per effettuare le misure presso la mia abitazione, mi conviene concedere l'accesso o lasciarli alla porta lasciandogli solo ipotizzare quanto rumore percepisco? Fino ad oggi, la propagazione infrastrutturale del rumore dava l'impressione di avere uno stereo acceso nella camera accanto!

In ultimo, nel caso dovesse riottenere l'autorizzazione ed io avessi ancora disturbo, oltre a presentare a questo punto una relazione tecnica di parte "con misure vere", cosa mi consiglia di fare per risolvere in tempi brevi il problema, visti anche i precedenti?

La ringrazio.

 

Enrico

» la risposta dell'esperto

 

Locale pubblico rumoroso sostenuto dalle autorità comunali

04.02.2011

Egregio dott. Brugola,

abbiamo letto tutti i suoi pareri pubblicati su questo sito relativi a problematiche causate dalla presenza di locali pubblici ubicati sotto appartamenti residenziali e ci è stato utilissimo per avere spunti riguardo azioni da intraprendere. Abbiamo un paio di quesiti da porle.
Innanzitutto Le riassumiamo quanto segue:

viviamo a Vimodrone, un tranquillissimo paesino alle porte di Milano, dove tutti gli esercizi pubblici non esercitano la loro attività oltre le h. 21:00. Abbiamo acquistato un appartamento in un condominio sito nel centro del paese ed esattamente nella piazza comunale, dove oltre al comune risiede anche la Polizia Locale. Purtroppo, ad eccezione del nostro piccolo condominio, composto da una decina di appartamenti e sette villette, non vi è nessun altra residenza privata.

A Maggio del 2010, due piani sotto il nostro appartamento, è stato aperto un locale pubblico, che ci era stato spacciato dal proprietario e dal comune come caffetteria/tavola fredda. Dal giorno dell'inaugurazione del locale abbiamo iniziato ad avere grossi problemi causati dagli schiamazzi incessanti che siamo stati costretti a subire dalle 5:30 alle 02:00 del giorno successivo. Le problematiche sono le usuali che abbiamo trovato descritte nel suo sito, cioè gente che urla a tutte ore del giorno fino a notte inoltrata, compresi i proprietari ed il personale del bar, sedie e tavoli che vengono trascinati a qualsiasi ora, porte interne al condominio che vengono sbattute per ben 19 ore consecutive, etc. Da notare che il locale ha una cantina al piano interrato non collegata con una scala interna al locale bar. Questa cantina viene utilizzata per preparare il cibo (anche caldo) che viene servito ai clienti e quindi c'è un costante passaggio del personale del locale attraverso le scale e l'ascensore condominiale per trasportare cibo (non coperto), bottiglie, scatolame, avanzi e quant'altro provocando rumori per lo sbattimento delle due porte d'ingresso alla cantina-cucina posta al piano interrato ed al locale posto al piano terreno.

In Novembre 2010 abbiamo anche fatto esposto all'ASL poiché la cantina è sprovvista di canne fumarie e le puzze che pervadono le scale del condominio sono nauseanti, ma purtroppo non abbiamo ancora visto il loro intervento.

Abbiamo fatto ben 4 esposti protocollati al comune di Vimodrone per evidenziare i grossi problemi di inquinamento acustico, oltre che d'igiene, ed abbiamo anche inviato numerose e-mail e avuto due colloqui con il sindaco per denunciare i nostri disagi. Da Maggio a Ottobre del 2010 abbiamo dormito al massimo 4 ore per notte e la nostra bambina di 10 anni ha iniziato ad avere problemi seri che non ha mai riscontrato dal momento della nascita. Inutile dire che il comune ha sempre asserito che le autorizzazioni concesse al locale sono del tutto pertinenti. Non importa se il bar funge da "locale notturno" all'interno di un piccolo condominio dove a pochi centimetri di altezza ci sono degli appartamenti. Non importa se il locale non è stato insonorizzato adeguatamente, tanto che l'appartamento posto al primo piano sente il vociare continuo degli avventori e i bassi incessanti della musica.

Ora siamo esasperati, anche a causa del comportamento delle autorità comunali, che hanno dato seguito a solo due dei nostri esposti con risposte assolutamente evasive ed inaccettabili. E' chiaro che stanno supportando l'attività svolta dal bar e che sono perfettamente consapevoli di recare disturbo solo ad un limitatissimo numero di cittadini di cui se ne fregano completamente. Infatti la maggioranza dei condomini sono amici intimi del proprietario del bar, oltre che commercianti e quindi sostenuti dal comune, e altri sono intimoriti dalle continue minacce che il proprietario fa a noi e ai pochi condomini che osano contestarlo.

Oggi abbiamo chiesto al comune di consegnarci la documentazione relativa all'impatto previsionale acustico che il proprietario avrebbe dovuto fornire insieme alla sua richiesta di licenza apertura locale. Poiché avevamo già menzionato in uno dei nostri primi esposti, e si risale a Giugno 2010, la questione relativa a tale documentazione ed il comune aveva evitato di rispondere al nostro quesito, abbiamo il sentore che questa dichiarazione non esista. Inoltre, quando abbiamo fatto richiesta, ci è stato detto che la documentazione poteva essere consegnata al privato cittadino solo dietro autorizzazione del tecnico competente.

I nostri quesiti sono i seguenti:

- Il comune si può rifiutare di consegnare ai privati cittadini che ne fanno richiesta, la documentazione relativa all'impatto previsionale acustico che accompagna la richiesta di apertura di un locale pubblico?

- Qualora il comune accettasse di consegnarci tale documentazione, come possiamo accertarci che non sia stata alterata per favorire gli interessi del commerciante e che sia conforme a quanto richiesto dalle leggi regionali?

 

La ringraziamo anticipatamente.

 

Renata e Massimo

» la risposta dell'esperto

 

L'insopportabile rumore prodotto dal cantiere del passante ferroviario di Torino

26.01.2011

Egregio dott. Brugola,

Le scrivo a nome di numerosi residenti che, come me, non sanno più cosa fare e non possono permettersi un isolamento acustico in uno stabile d'epoca.

Sono un residente di Corso Principe Oddone a Torino dove da ben 8 anni soffriamo la presenza del più grande cantiere della città ovvero il passante ferroviario. Questo cantiere, oltre ai molteplici disagi che provoca (polveri che si alzano, Cromo Esavalente che penetra nelle falde dell'acqua), inizia d'inverno alle 06.00 di mattina per terminare alle 22.00, d'estate dalle 04.00 fino anche alle 23.00 sollevando un continuo inquinamento acustico prodotto dalle varie trivelle, escavatrici e martelli pneumatici. Ogni sei mesi viene un ingegnere a prendere delle misurazioni da una vicina di casa il quale ha ammesso essere dipendente dell'azienda appaltatrice e di fare in modo che gli operai producano minor rumore quando lui effettua il sopraluogo.

L'anno scorso abbiamo fatto un esposto all'Arpa che hanno messo un microfono sul balcone per una settimana. Anche il tecnico dell'ente ha ammesso che i limiti di decibel del cantiere sono fuori norma, ma che oltre a sanzioni non possono fare altro in quanto l'opera è troppo "importante". Dicono di non poterci neanche installare i doppi vetri perché il problema non è di tipo 24h/24h. In ogni caso non siamo mai venuti a conoscenza dei risultati di queste misurazioni.

La notte non riusciamo a dormire, durante il giorno non possiamo rimanere in casa, lo stress si fa sentire in vari modi nello stabile: emicranie, gastriti, depressioni.

Le scrivo questa mail per chiederle cosa possiamo fare, ringraziandola in anticipo.

 

Davide

» la risposta dell'esperto

 

Rumorosità gruppi frigo ENEL - Viale Italia a Sesto San Giovanni - Milano (MI)

24.01.2011

Egregio dott. Brugola,

la ringrazio infinitamente per la possibilità che offre, almeno riusciamo ad esporre i nostri casi. Abito in prossimità di un fabbricato in locazione all'Enel, in zona Marelli a Sesto San Giovanni, la proprietà è una real-estate con sede a Roma. Il fabbricato ha 8 piani è ad uso uffici e ha al suo interno il CED, da quanto ho capito di rilevanza nazionale. La zona è prevalentemente ad uso terziario, ma vi sono molte abitazioni, la maggior parte delle quali esistenti da tempi antecedenti la costruzione dell'edificio dell'Enel, risalente a 10 anni fa circa.

Da circa 2 anni sulla copertura del fabbricato incriminato sono stati posizionati dei macchinari (penso gruppi frigo) che sviluppano un rumore notevole, specialmente nelle ore serali, notturne e nei fine settimana, ovvero quando il traffico veicolare su Viale Italia diminuisce. Il rumore si propaga in tutta la zona e si avverte anche a distanze impensabili.

Un condominio ha presentato un esposto, senza il quale il Comune quasi si rifiutava di avviare qualsiasi procedura, sebbene il Sindaco avesse già ricevuto una delegazione spontanea di cittadini. Successivamente il Comune ha contattato l'ARPA, sono state effettuate le rilevazioni, presumo anche a macchine spente, dato che le ultime informazioni in possesso di noi cittadini dicevano che ARPA ha avuto persino problemi a far spegnere i macchinari per soli 15-20 minuti, in modo da poter rilevare il rumore di fondo e non solo quello ambientale (che in prima battuta avevano già rilevato).Il Comune ha pubblicato una nota sul forum, strumento con cui informa i cittadini, scrivendo quanto le riporto testualmente.

Dopo aver effettuato le rilevazioni, il 13 maggio 2010 ARPA ha chiesto al Comune di richiedere ad Enel una documentazione aggiuntiva:

- una valutazione di impatto acustico relativa agli impianti;

- la certificazione attestante la classificazione di impianti a ciclo continuo;

- la data di installazione e messa in servizio dei nuovi gruppi installati;

Il 10 giugno 2010 il Comune ha inviato una raccomandata ad Enel servizi e alla proprietà dell'immobile (la Torre Sgr) invitando a produrre entro 45 giorni la documentazione richiesta, necessaria per il completamento della pratica da parte di ARPA.

Nella raccomandata si legge, tra l'altro, che: all'esito della valutazione di ARPA, in caso di superamento del valore limite di immissione e/o differenziale, la proprietà e il locatario avranno, per le rispettive competenze e responsabilità, l'onere della definizione di un piano di bonifica acustica.

Tutte belle parole scritte in data 15.06.2010, poi il nulla, nessuno ci ha mai comunicato i valori registrati, o altro.

Di fatto il rumore è costante e penetra nelle abitazioni, tenendoci compagnia 24/24h, provocando enorme disturbo e stress specialmente quando si vorrebbe dormire. Il rumore è avvertibile in tutta la zona e al piano stradale sembra inverosimile che ENEL possa non curarsi di un disturbo cosi evidente. Penso che ogni dipendente che lavora li dentro sia consapevole della cosa, diversamente sarebbero tutti degli audiolesi.

C'è anche un asilo infantile, confinante proprio con la sorgente rumorosa.

Io ho dei serramenti discreti ma non performanti, penso con un livello di fonoassorbenza prossimo ai 32-34 dB, ma le frequenze mi entrano in casa ugualmente e sto seriamente pensando di sostituire il tutto per arrivare almeno a 42 dB. Comunque gli infissi ogni tanto vanno aperti e in estate il problema sarebbe più o meno lo stesso.

Prima di farlo, gradirei una suo parere in merito al caso gruppi frigo ENEL di viale Italia 26 a Sesto San Giovanni. Non sto parlando dell'ultimo artigiano senza risorse economiche, ma di un'azienda che parla costantemente di sostenibilità ambientale e poi rovina le notti all'intero circondario.

La ringrazio e complimenti per la sua grande competenza e serietà.

 

Paolo

» la risposta dell'esperto

 

Da un convento dedicato alla quiete ad uno dedicato al frastuono

20.01.2011

Salve dottore, mi chiamo Stefano e scrivo da Caserta. Anche io come molti altri lettori abito nelle immediate adiacenze di un locale pubblico. Questo locale è nel pieno centro storico di Caserta ed è stato aperto nell'estate del 2008. L'aggravante è che si tratta di un locale aperto in un ex convento/chiostro di suore di proprietà del Comune il quale lo ha concesso in fitto dietro, l'obbligo da parte dei gestori, della totale restaurazione dell'immobile. Si tratta di un locale di svariate centinaia di metri quadri come interni ma quel che è peggio è che tale locale è dotato di un giardino di circa 700 metri quadri dove insiste la maggior parte dell'attività di intrattenimento pubblico. Intrattenimento caratterizzato da musica che inizia circa alle 22,30 per finire alle tre del mattino. Una cosa davvero indicibile ed indescrivibile. Inutile dire che abbiamo cercato di fare qualunque cosa. Inizialmente andammo a parlare con l'assessore competente del comune di Caserta il quale ci promise che si sarebbe interessato del problema. Poi andammo a parlare col sindaco. Dopo di che, visto che nulla accadeva, decidemmo di depositare alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere un esposto firmato da quasi cento persone (tutti i residenti che subivano i disturbi di questo locale pubblico) e inviammo l'esposto per conoscenza a tutti gli organi pubblici, nessuno escluso compresi NAS, Prefetto e Questore. Esposto corredato anche di perizie fonometriche che puntualmente rivelavano il superamento dei livelli di decibel previsti dalla Legge! Infatti dovemmo fare queste perizie a spese nostre in quanto l'Arpac veniva a fare i rilievi acustici per verificare l'inquinamento acustico ma puntualmente la musica del locale non suonava (ne deducemmo che forse c'era qualcuno che informava i proprietari del locale delle verifiche dell'Arpac).

Non sto qui a dirle anche che decine e decine sono gli articoli scritti dai giornali locali che si sono interessati al nostro caso. Ho addirittura chiamato il numero amico del Ministero della Pubblica Amministrazione. Insomma, per non farla lunga dopo circa due anni non solo non abbiamo ottenuto nulla ma il problema si è addirittura aggravato in quanto al locale in questione ne ha aperto un secondo che è la perfetta fotocopia del primo creandoci un raddoppio del problema. Insomma dopo oltre due anni e mezzo noi siamo davvero esausti. Anche adesso, mentre molto velocemente le scrivo questa lettera (ed anzi mi scuso per errori e quant'altro), la musica impazza in un modo allucinante e siamo solo a giovedì, le lascio immaginare cosa accade nei fine settimana! Non le dico poi cosa significa per noi la primavera e l'estate con centinaia e centinaia di persone che affollano il locale e la musica che suona a mille.

Il problema è che quasi tutti non vogliono fare causa in quanto non vogliono spendere soldi ed inoltre non vogliono esporsi nei confronti di questo locale e di chi lo gestisce in quanto si dice siano persone poco raccomandabili. Ma veramente non possiamo fare nulla? Sarebbe bastato che il Sindaco emanasse un'ordinanza e facesse rispettare le leggi sull'inquinamento acustico. Inoltre Caserta è dotata di un piano di zonizzazione acustica ma che viene puntualmente, almeno nel nostro caso, disatteso.

Mi può dire in merito qualche parola di conforto. Ci può indicare una strada che forse, prima di ogni azione legale non so poi adesso quanto utile, noi potremmo percorrere? Un'azione legare, dopo circa due anni e mezzo dall'inizio del disturbo ritiene che possa produrre gli effetti sperati?

Cordiali saluti e buon lavoro.

 

Stefano

» la risposta dell'esperto

 

Motociclisti indisciplinati lungo la S.P. n. 1

31.12.2010

Egregio dott. Brugola,

Le scrivo in relazione al mio caso al fine di ottenere quella competente consulenza che, purtroppo, non riesco ad avere dai professionisti interpellati in Liguria; io risiedo in una piccola frazione del comune di Deiva Marina, attraversata dalla S.P. n. 1 del Passo del Bracco, punto di confine tra le province di Genova e La Spezia.

Da alcuni anni un'attività di ristorazione, ma sopratutto bar, funge da catalizzatore durante i week end per gli amanti dei motocicli di grossa cilindrata. Gli stessi, palesemente incuranti degli abitanti delle poche abitazioni prospicienti la strada provinciale attigue al Bar, rumoreggiano per ore ed ore durante tutto il sabato e la domenica, un vero e proprio tormento che è stato oggetto di ripetute segnalazioni alla proprietà della strada, le Amministrazioni di Genova e La Spezia. Nulla ad oggi è stato fatto e, dal prossimo 01 febbraio, la strada tornerà ad essere amministrata e gestita da Anas, rischiando di vedere peggiorare ulteriormente le cose, non essendo Anas dotata di un proprio organismo di Polizia.

Il problema fondamentalmente verte su 2 questioni: le moto entrano nel piccolo centro abitato a forte velocità, spesso stridendo le gomme in partenza o arresto del veicolo, sicuramente violando le norme del Codice della Strada; i motocicli, terminata la loro corsa, vengono parcheggiati sulla sede stradale, in palese violazione dell'art. 158 comma 1 lettera C e D, comma 2 lettera B ed N. I motoveicoli in stazionamento sulla strada arrivano ad essere anche 300, su una superficie di carreggiata non superiore ai 100 metri lineari.

E' evidente che i rumori prodotti dai motocicli, che per'altro spesso sono equipaggiati di silenziatori non omologati, che suonano i segnalatori acustici per i saluti di rito, che stridono le gomme da fermi sul posto (burning out), etc. sono infernali e rendono la qualità della vita estremamente ridotta.

Le chiedo se ci sono spazi per agire nei confronti di:

1. Motociclisti indisciplinati;

2. Ente proprietario della strada;

3. Regione Liguria, amministrazioni provinciali, comuni;

4. Ministero dell'Ambiente/salute/infrastrutture.

E le eventuali misure da adottare nei confronti dei titolari del Bar, che nulla fanno per arginare i "bikers" più scalmanati.

In attesa di un Suo gradito riscontro, porgo cordiali saluti.

 

G.S.

» la risposta dell'esperto

 

Abitare sopra un locale pubblico

10.12.2010

Egregio dott. Brugola,

mi chiamo Roberta e sono disperata. Purtroppo abito con la mia famiglia sopra un locale pubblico fracassone in centro storico a Voghera (PV).

Chi non sperimenta una situazione di questo genere non può immaginare cosa si prova. Oltre a dovermi subire gli schiamazzi notturni fuori dal locale sono costretta a sorbirmi anche quelli all’interno del locale. Nel week end la musica, erogata senza il permesso in licenza, fa tremare le bottiglie sul tavolo e ci impedisce di dormire, perché continua sino a notte fonda. Il rumore delle sedie strisciate continuamente sul pavimento ci logora i nervi.

Abitiamo in questa casa da trent’anni e da ormai 3 la vita è diventata impossibile. Quello che mi stupisce maggiormente è la totale assenza di tutela del cittadino da parte delle Forze dell’Ordine. Avevo segnalato questo problema all’ex Sindaco, il quale aveva emesso a suo tempo due ordinanze, completamente ignorate. Ho segnalato il problema all’attuale Sindaco ma nulla è cambiato. Ho segnalato il problema alla Polizia Locale i quali mi hanno consigliato, in via confidenziale, di traslocare. Ho segnalato il problema ai Carabinieri che, due anni fa, mi hanno assicurato di farmi avere notizie dopo aver interrogato gli altri condomini. In procura esiste una pratica contro questi schiamazzi notturni ma non ho idea di dove si sia arenata.

L’ARPA ha appurato che il rumore supera di molto i decibel consentiti per legge e il proprietario è stato costretto ad insonorizzare il locale (il permesso era stato dato SENZA l’insonorizzazione) ma, giudicando dal rumore, penso sia stata fatta solo una contro soffittatura: comunque l’ARPA si è dileguata senza, per ora, venire a fare i dovuti controlli.

Ho segnalato il problema all’amministratore del condominio dove vivo il quale mi ha assicurato che avrebbe contattato i Carabinieri: pensavo che esistessero delle norme condominiali contro i vicini rumorosi ma è probabile che in questo palazzo non vengano applicate.

Ora, dopo 3 anni e nessuna tutela continuo ad assumere psicofarmaci per dormire (o ad usare i tappi per le orecchie) e sto cercando un altro appartamento per trasferirmi con la famiglia, cosa non facile perché abito vicino alla stazione e sono pendolare.

Avevamo anche pensato di rivolgerci ad un avvocato, ma sono spese che non ci possiamo permettere di affrontare.

 

Roberta

» la risposta dell'esperto

 

Abitare sopra un locale pubblico

10.12.2010

Egregio dott. Brugola,

mi chiamo Roberta e sono disperata. Purtroppo abito con la mia famiglia sopra un locale pubblico fracassone in centro storico a Voghera (PV).

Chi non sperimenta una situazione di questo genere non può immaginare cosa si prova. Oltre a dovermi subire gli schiamazzi notturni fuori dal locale sono costretta a sorbirmi anche quelli all’interno del locale. Nel week end la musica, erogata senza il permesso in licenza, fa tremare le bottiglie sul tavolo e ci impedisce di dormire, perché continua sino a notte fonda. Il rumore delle sedie strisciate continuamente sul pavimento ci logora i nervi.

Abitiamo in questa casa da trent’anni e da ormai 3 la vita è diventata impossibile. Quello che mi stupisce maggiormente è la totale assenza di tutela del cittadino da parte delle Forze dell’Ordine. Avevo segnalato questo problema all’ex Sindaco, il quale aveva emesso a suo tempo due ordinanze, completamente ignorate. Ho segnalato il problema all’attuale Sindaco ma nulla è cambiato. Ho segnalato il problema alla Polizia Locale i quali mi hanno consigliato, in via confidenziale, di traslocare. Ho segnalato il problema ai Carabinieri che, due anni fa, mi hanno assicurato di farmi avere notizie dopo aver interrogato gli altri condomini. In procura esiste una pratica contro questi schiamazzi notturni ma non ho idea di dove si sia arenata.

L’ARPA ha appurato che il rumore supera di molto i decibel consentiti per legge e il proprietario è stato costretto ad insonorizzare il locale (il permesso era stato dato SENZA l’insonorizzazione) ma, giudicando dal rumore, penso sia stata fatta solo una contro soffittatura: comunque l’ARPA si è dileguata senza, per ora, venire a fare i dovuti controlli.

Ho segnalato il problema all’amministratore del condominio dove vivo il quale mi ha assicurato che avrebbe contattato i Carabinieri: pensavo che esistessero delle norme condominiali contro i vicini rumorosi ma è probabile che in questo palazzo non vengano applicate.

Ora, dopo 3 anni e nessuna tutela continuo ad assumere psicofarmaci per dormire (o ad usare i tappi per le orecchie) e sto cercando un altro appartamento per trasferirmi con la famiglia, cosa non facile perché abito vicino alla stazione e sono pendolare.

Avevamo anche pensato di rivolgerci ad un avvocato, ma sono spese che non ci possiamo permettere di affrontare.

 

Roberta

» la risposta dell'esperto

 

Ma le Leggi sono uguali per tutti?

02.12.2010

Egregio dott. Brugola,

mi chiamo Rosario e vivo a Reggio-Emilia ho già letto una sua risposta inerente al disturbo da sala prove sotto casa e confortato dalla sua risposta, che poteva essere una soluzione al mio problema, ho seguito alla lettera il suo consiglio.

Ho chiamato l'A.R.P.A. per i rilevamenti fonometrici quando però mi hanno contattato mi hanno precisato che i limiti di tollerabilità o meglio i criteri di applicabilità sono diversi a seconda dei casi, in altre parole mi spiegava che è vero che ci sono leggi che tutelano il diritto alla salute e al riposo ma è anche vero che alla stessa maniera ci sono articoli e commi che contrastano questi leggi/diritti a favore di attività che generano disturbo creando così situazioni paradossali, tipo: i valori di tollerabilità rilevati da attività notturne tipo bar, sala prove, discoteche, ristoranti, attività commerciali in genere, sono diversi in quanto legati ad attività commerciali specifiche quindi tollerabili se invece gli stessi valori rilevati sono prodotti dal vicino di casa diventano intollerabili.

La domanda mi nasce spontanea: ma la leggi sono o non sono uguali per tutti?

A me sembra incredibile che il rumore prodotto dal vicino viene rilevato dannoso insopportabile per l'orecchio umano e lo stesso rumore generato da attività commerciali diventa magicamente tollerante!

In attesa di una sua risposta in merito porgo distinti saluti.

 

Rosario

» la risposta dell'esperto

 

Rumori molesti dalla sala giochi sotto casa

11.11.2010

Gent.mo dott. Brugola,

Le scrivo per chiederle consiglio sulla mia situazione. Ormai da un anno e mezzo non si vive più, a causa dei rumori molesti provenienti da una sala giochi che ha aperto sotto il mio condominio.

Risiedo al secondo piano di un condominio composto da 4 palazzine in pieno centro storico, nella via parallela al corso principale di una piccola cittadina della riviera marchigiana.

Il piano terra dello stabile è riservato ad alcuni esercizi commerciali, essendo di ampia metratura, tra cui una libreria, una cartolibreria e lo studio privato di una pediatra. Tutti questi locali e i portoni delle palazzine si affacciano sulla galleria comune. Lo spazio ora occupato dalla sala giochi, grande circa 200 mq, fino a qualche tempo fa era di proprietà del costruttore del condominio stesso, il quale per tanti anni lo ha adibito a sede del Circolo Cittadino, poi ha venduto ad un artigiano della zona che, subito dopo l'acquisto lo ha locato ai titolari della sala giochi.

Durante i lavori di sistemazione del locale, avvenuto in tempi rapidissimi, nonostante vari condomini avessero cercato di sapere che cosa stesse aprendo, sia il locatario che il conduttore hanno taciuto sulla natura dell'esercizio che stava per aprire. Senza renderlo noto alle riunioni di condominio né all'Amministratore, hanno fatto tutto alla chetichella, certi che se noi condomini lo avessimo saputo avremmo scatenato una sommossa!!!! Dopo qualche giorno, l'amara sorpresa: l'apertura della sala giochi!!!!!

Da quel momento in poi vivere nel condominio e nella via è stato impossibile!

I giochi che si trovano all'interno della sala giochi sono di "ultima generazione", a dire del titolare, e sono parecchio rumorosi. Tra essi un simulatore di chitarra elettrica ("Guitar Hero"), un simulatore di batteria, un pugiball, numerosi flipper ed altri.

Sospettiamo che non abbiano provveduto all'insonorizzazione del locale, dato che in qualunque posto del mio appartamento ci si posizioni, tremano i muri e si sente la musica. Basti pensare che la mia bimba di sei mesi si sveglia di soprassalto quando sotto fanno certi giochi e anche per noi adulti è impossibile pensare di dormire finché la sala giochi non chiude. I giochi sono appoggiati sui muri della tromba delle scale e, come se non bastasse, il tipo lascia sempre lucernai, finestre e porte aperte. Ma in questo modo non cade il principio di insonorizzazione (supponendo che i lavori siano fatti "a regola d'arte", come dice il titolare)?

Sia io e mio marito che l'Amministratore di condominio e gli altri condomini gli abbiamo chiesto più volte di chiudere le porte, ma si è sempre rifiutato adducendo la scusa che con le porte chiuse perderebbe parte della clientela perché sembrerebbe chiuso. Impossibile, dato che la sua musica si sente per tutta la via e anche dal condominio vicino!

Possiamo costringerlo in qualche modo a chiudere le porte, per cercare almeno di attutire un po' il rumore?

Per tutta l'estate siamo stati costretti ad uscire con una bimba così piccola pur di riposare un pò i timpani e farla dormire. Anche adesso, in inverno, il sabato sera rientrare a casa prima delle 1.30 del mattino è impossibile. Più di una volta è stato chiesto di mostrarci la documentazione dei lavori di insonorizzazione (tra l'altro tutte autocertificazioni!), ma fino ad ora hanno fatto orecchie da mercante.

Inoltre, non ha mai esposto gli orari di apertura del suo locale, quindi non ha orari da rispettare! Ogni giorno apre e chiude in orari diversi. Più o meno (in base alla nostra esperienza) gli orari che fa sono i seguenti:

INVERNO:

lun-gio: dalle 15.30 alle 20.30

ven: dalle 15.30 alle 24

sab: dalle 15.30 alle 2 del mattino

dom: dalle 15.30 alle 23

ESTATE:

tutti i giorni dalle 15.30 a oltranza!!!!

Non fanno pausa per la cena e non hanno un giorno di chiusura settimanale.... ma è possibile?

Abbiamo cercato di informarci in comune all'Ufficio sugli orari che dovrebbero fare, ma ci hanno risposto che non hanno orari da rispettare: il nostro comune non ha un regolamento, sono essi stessi che ogni inizio del mese dovrebbero consegnare gli orari che andranno a fare. Invece loro, furbescamente, li consegnano il mese dopo! In questa maniera, anche ad un eventuale controllo della Polizia Municipale, non risulterebbero colpevoli di non rispettare gli orari!

La clientela del locale è composta quasi esclusivamente da ragazzini e teen ager, che stazionano per ore sotto la galleria. Fumano sigarette, mangiano e lasciano i rifiuti in terra, imbrattano i muri, diventati indecenti, sputano, urlano e bestemmiano in continuazione. Giocano a pallone con il pallone o con delle lattine vuote a qualsiasi ora del giorno e della notte, usando come porte i portoni di ingresso. Più di una volta sono stati beccati fumare canne o a fare sconcerie. Molestano i passanti e prendono a male parole i vecchietti che frequentano il vicino Circolo degli Anziani. A chi li ha ripresi o ha chiesto loro di smettere di infastidire, hanno risposto insultando e gridando. Anche i furti di biciclette sono all'ordine del giorno. Parcheggiare la propria auto sotto casa è diventato impossibile: i posti auto sono sempre occupati dai motorini, e anche quando si riesce a trovare un posto libero, c'è il rischio di trovare la propria auto devastata.

Senza contare che, essendo frequentato da tale tipologia di clientela, la galleria è diventata uno dei luoghi di spaccio preferiti.

I nostri garage sono regolarmente usati dai ragazzi come bagni pubblici per i loro bisogni corporali e, essendo nascosti e bui, anche come posto ideale per bucarsi. Siringhe ed occorrente sono sparsi ovunque.

Spesso noi residenti siamo stati costretti a richiedere l'intervento delle Forze dell'Ordine per cercare un po' di tranquillità.

Tutto il rione è stravolto da questa situazione. Lo scorso anno era stato fatto un esposto al comune per cercare di risolvere questa situazione. Non avendo avuto risposta, nè essendo stati presi provvedimenti, quest'anno è stato rinnovato l'esposto, che abbiamo sottoscritto in 107. Dai primi di settembre, ancora non si è mosso nulla. Che cosa possiamo fare per risolvere questa situazione insostenibile?

Possiamo fare qualcosa per far chiudere la sala giochi?

Siamo veramente stanchi, soprattutto noi che abitiamo proprio qui sopra. Sperando in una sua risposta, La ringrazio.

 

Federica

» la risposta dell'esperto

 

Vicina con disturbi gravi del comportamento

07.10.2010

Gent.mo dott. Brugola,

Le scrivo per segnalarle un problema che si protrae da mesi e per il quale Le chiedo gentilmente un Suo parere.

L’alloggio in cui vivo dal 2006 confina con due unità abitative, una appartenente alla mia scala (con affaccio su pubblica via) l’altra appartenente alla seconda scala (con affaccio su piazza).

Il problema riguarda i rumori molesti che provengono dall’abitazione con affaccio su piazza, occupata da una Signora (locatario) di cui non conosco le generalità.

Il primo episodio, denunciato sia al proprietario sia ai Consiglieri della mia scala, risale al mese di marzo 2010 (trattasi del primo episodio che posso segnalare poiché nei precedenti mesi di gennaio e febbraio, non ero presente nell’alloggio poiché in fase di parziale ristrutturazione. Da quanto risulta, l’inquilina ha preso affitto a partire dal nuovo anno).

In tale occasione, per una trentina di minuti, rumori molesti (urla, ululati animaleschi, tonfi e imprecazioni con minaccia di suicidio) si udivano perfettamente dalla cucina (lato cortile del palazzo) del mio appartamento.

Ho segnalato nell’immediato il fatto ai Consiglieri di scala ed il giorno seguente alla famiglia con alloggio sul mio stesso ballatoio: entrambi però non avevano “assistito” allo spiacevole episodio perché si trovavano nelle camere con affaccio su via e non sul lato cortile.

Ritenendo l’episodio grave, il giorno seguente mi sono attivata per mettermi in contatto con il proprietario, il quale, alla mia descrizione dei fatti, ha – con tono infastidito – liquidato il problema dicendo che forse si trattava di una conversazione telefonica. Non era assolutamente questo il caso. Per la privacy, non mi ha fornito le generalità dell’occupante e mi ha detto che se proprio volevo potevo mettere un biglietto (dai toni gentili) nella buca delle lettere (il cognome del proprietario compariva ancora sia sulla citofoniera sia sulla buca delle lettere). Da parte Sua, non sarebbe intervenuto.

Gli episodi si sono ripetuti: urla disumane per la semplice caduta di un oggetto piuttosto che per l’abbaiare di un cane (una mia collega, mia ospite, ha chiaramente udito le urla generate probabilmente da un semplice “bau”).

Nella notte tra il 1° ed il 2 giugno, la signora, intorno all’una, ha dato in escandescenze, forse perché infastidita dallo scambio di saluti di un gruppo di persone stazionante sul marciapiede antistante una vecchia locanda che affaccia sulla piazzetta.

La signora dopo aver, in camera da letto, urlato come un animale in rabbia, incurante dei miei tentativi (pugni alla parete) di riportarla al silenzio, ha alzato rumorosamente la saracinesca e ha minacciato e imprecato contro le persone che si stavano accomiatando.

Lo sfogo della signora è continuato poi in camera da letto.

Ho segnalato questo episodio anche al Consigliere della scala a cui appartiene questa Signora, il quale confermava di avere sentito dei rumori ma li aveva associati ad un animale di grossa taglia. Mi ha dissuaso da presentarmi da sola alla porta di quest’individuo poiché aveva avuto in passato occasione di vedere una figura maschile, dall’aspetto poco rassicurante, accompagnarsi con la donna.

L’ultimo episodio risale allo scorso sabato (02 ottobre 2010): in questo caso testimone è stato mio fratello. Io mi trovavo all’estero.

A partire dalle ore 11.00 e per circa mezz’ora, è stato disturbato da urla agghiaccianti, ululati animaleschi, tonfi, frasi indecifrabili, incurante dei tentativi messi in atto da mio fratello di riportarla al silenzio.

La situazione è diventata insostenibile: l’affittuaria ha indubbiamente dei problemi comportamentali gravi che stanno pregiudicando seriamente la serenità di vita (ed il sonno) di coloro che hanno la sfortuna di avere camere (cucina e camera da letto) confinanti.

In base alla sua esperienza, può servire una segnalazione ai vigili urbani o alle forze dell’ordine o all’assistente sociale? In questo caso, siamo indubbiamente in presenza di una persona che non arreca disturbo per semplice inciviltà ma perché ha dei disturbi di natura – presumo – nervosa o più. Ho fatto denuncia scritta all’Amministratore del Condominio che mi ha garantito un Suo intervento telefonico al proprietario e mi ha consigliato di porre la questione in occasione della prossima Assemblea ordinaria (nel’immediato non è in programma).
Nel frattempo – tenuto conto che il problema persiste e vista la gravità degli episodi non può migliorare – posso intraprendere altre azioni?

Le invio i miei più cordiali saluti e la ringrazio anticipatamente se potrà consigliarmi una strada percorribile per cercare di risolvere la situazione.

 

S.F.

» la risposta dell'esperto

 

L'ascensore del condominio è troppo rumoroso

04.10.2010

Egregio dott. Brugola,

abito da circa un anno al sesto piano di uno stabile di sette (più terrazza) a Roma. L'ascensore (nuovo) dello stabile passa attraverso l'appartamento (nello specifico i tre lati dell'ascensore passano per il mio ingresso, corridoio e la mia camera da letto), provocando un rumore notevole sia al passaggio di ogni piano che all'apertura delle porte. Inoltre essendo la cabina motore poco sopra di noi, si sente anche un rumore simile alla centrifuga di una lavatrice ogni volta che l'ascensore viene messo in funzione.

Non siamo gli unici inquilini che sentono il rumore (che spesso ci tiene svegli la notte, con il quale è difficile addormentarsi e che ci sveglia non appena il sonno si fa più leggero), tuttavia gli inquilini del settimo piano sono solo degli affittuari e quindi apparentemente senza nessuna voce in capitolo.

Ci è stato suggerito dall'amministratore di provvedere da soli e a nostre spese a creare delle pareti fonoassorbenti sui tre lati all'interno dell'abitazione, tuttavia l'esperto che ho contattato mi ha assicurato che non avrebbe senso farlo solamente sui tre lati del mio appartamento perché per eliminare il rumore (o magari renderlo semplicemente più sopportabile) sarebbe necessario insonorizzare l'intera tromba dell'ascensore.

L'amministratore mi ha detto che non c'è modo che il condominio accetti di pagare questi lavori e che, di conseguenza, dobbiamo "abituarci" al rumore. E' davvero così? Devo accettare che l'ascensore mi tenga sveglia perché il palazzo non è stato costruito in modo degno e quindi farmi "cacciare" da casa mia dall'ascensore e dal condominio che non vuole porre rimedio o ho qualche diritto?

Grazie mille per i suoi preziosi consigli.

 

Claudia

» la risposta dell'esperto

 

Fontana rumorosa

28.09.2010

Gent.mo dott. Brugola,

abito da molti anni in un comune dell’hinterland milanese. Da qualche tempo, nel mio e negli altri comuni del circondario, le amministrazioni hanno costruito molte fontane, collocandole nelle piazze o nelle rotatorie stradali.

Sventuratamente una di queste è stata posizionata proprio a pochi metri dall’edificio in cui abito (al 6° piano). Il rumore prodotto dai getti d’acqua è assolutamente insopportabile, sembra di essere di fianco a una cascata. E’ talmente forte che d’estate a finestre aperte è difficile persino ascoltare la televisione, se non alzando al massimo il volume. Viene disattivata dalle 22,30 alle 7, ma in ogni caso rimane il problema delle ore diurne, in cui è impossibile riposare, studiare, rilassarsi ecc.. Da anni protesto inutilmente con il comune. Cosa posso fare?

Le invio i miei più cordiali saluti e la ringrazio anticipatamente se potrà consigliarmi una strada percorribile per cercare di risolvere la situazione.

 

G.P.

» la risposta dell'esperto

 

Vicina di casa con musica a tutto volume tutto il giorno e tutta la notte

11.07.2010

Egregio dott. Marcello Brugola,

le scrivo perché ormai non sappiamo più che fare con una vicina di casa che tiene a tutto volume del giorno e della notte la musica a tutto volume... è sempre ubriaca e la sentiamo cantare e applaudire da sola durante questi concerti privati che tiene in camera sua, camera che confina esattamente con la mia e con quella dei vicini che le abitano sopra e sotto. Nonostante le buone maniere iniziali (va avanti da una vita), ci viene risposto con minacce insulti vari e incremento del disturbo come ripicca.

Il palazzo in cui abito è un palazzo del comune, abbiamo fatto sia la lettera di reclamo, sia una denuncia alla polizia, che però ormai alle nostre chiamate non viene nemmeno più, poiché conoscono il soggetto che ha più denunce e reati a suo carico che capelli in testa.

Volevo sapere chi posso chiamare visto che comunque il volume è talmente elevato da disturbare anche la villetta che ci sta di fronte! Si può considerare come inquinamento acustico?

La ringrazio per l'attenzione, attendo una sua sollecita risposta. Con i migliori saluti.

 

n.d.

» la risposta dell'esperto

 

La danza entra in scena allo stadio

27.06.2010

Egregio dott. Marcello Brugola,

sono residente a Napoli, patria della scarsa legalità. Il primo attore della illegalità è, ovviamente, l'Ente Comune. Allo stadio Collana, al quartiere Vomero, ogni anno si aprono, per tutto il mese di giugno le manifestazioni legate alla fine dei corsi di danza. Tutte le scuole di danza (che ovviamente negli altri mesi guadagnano in altre strutture) approfittano della pista per dar libero sfogo al suono. La struttura della pista (murature perimetrali e gradinate) è tale da far convogliare il suono verso la mia abitazione.

Risultato? Tutto il mese dalle ore 16.00 alle ore 22.00 chiusi in casa al caldo per diminuire la sensazione di fastidio (aggiunga che per norma regionale, nella zona, non è possibile installare condizionatori se non quelli del tipo "unico", rumorosissimi). Ma non è finita.

Terminate le danze del mese di giugno si aprono quelle di luglio ed agosto. La pista è data in uso ad una scuola di ballo liscio privata (pare con partecipazione societaria della figlia del direttore della struttura). Per mia fortuna (sic!) dopo liti (sempre civili), dopo quattro anni di mail a tutti gli uffici comunali, le serate sono diventate da sette alla settimana (dalle ore 21,00 alle ore 24,00) ad una alla settimana. Ora Le spiego perché ho asserito che il primo a non far caso alla legalità è il proprio comune.

Nel 1998 è stato approvato il piano di zonizzazione acustica e nella stesso è previsto, per manifestazioni superiori a 3 giorni (come nel caso in esame) una formale autorizzazione del servizio progettazione e valutazione ambientale rilasciata sulla scorta di una relazione di impatto acustico, ovviamente la relazione non esiste.

Mi può consigliare cosa fare tenendo conto che ho interpellato le forze dell'ordine (che si sono dette incompetenti), la circoscrizione, il Sindaco (al quale ho inviato, per protesta, la mia tessera elettorale. Senza ovviamente ottenere alcun riscontro).

La saluto e ringrazio anticipatamente.

 

L.D.

» la risposta dell'esperto

 

L'intervento dell'Organo di Controllo non ha sollevato il disturbato dalla sofferenza

03.06.2010

Egregio dott. Marcello Brugola,

le scrivo ancora una volta approfittando della sua gentilezza e della sua professionalità. Nella mia ultima comunicazione del 06.11.2009 le raccontai che il sindaco della mia città e l'ARPA si disinteressavano delle mie insistenti richieste d'intervento. Dopo ennesime richieste e velate minacce di un probabile intervento legale, sono venuti i tecnici dell'ARPA a casa mia. Sottolineo che giorni prima del rilevamento i due falegnami si sono liberati di alcuni macchinari, essendo stati avvisati della data del rilevamento dai vigili urbani. Il giorno del rilevamento i due falegnami non hanno azionato i macchinari che di solito azionano e non hanno emesso il solito frastuono assordante che emettono quotidianamente.

Dopo questa invasione inutile di tecnici e di vigili urbani a casa mia, stanca delle numerose ore in cui si è svolta una sorta di “messa in scena” (in cui era palese che i vigili urbani non avessero la funzione di controllare la veridicità del rilevamento, ma piuttosto di favorire i due falegnami non facendo azionare tutti i macchinari e non facendo lavorare il legno) ho stupidamente firmato le carte, che per me non avevano nessun valore! Avrei dovuto invece buttar fuori casa tutta quella gente venuta a prendermi in giro, ma la mia educazione mi ha impedito di comportarmi così. Sotto la mia firma ho però scritto che i rumori emessi durante quelle ore di rilevamento non erano nemmeno una piccola parte dei rumori che quotidianamente vengono emessi dalle due falegnamerie. Il discorso è così finito... Né l'ARPA, né il sindaco, né nessuno si è degnato di comunicarmi che dai risultati del rilevamento risulta che i due falegnami possono tranquillamente continuare a fare i loro comodi emettendo rumori intollerabili. Difatti la realtà adesso è questa: a tutte le ore emettono rumori assordanti.

Qualche domenica fa, dopo una notte insonne a causa di fortissime emicranie, ho perso la pazienza quando verso le 9 del mattino le mie orecchie stavano esplodendo a causa dei forti rumori, così ho chiamato i carabinieri. Immediatamente i rumori sono cessati e da allora la domenica non fanno più rumore (almeno per ora), però il resto della settimana è un inferno.

Mi sono rivolta ad un avvocato, chiedendo consigli, però non mi ha chiarito un mio dilemma, che vorrei esporLe: dinanzi alla legge non ha nessuna valenza la sofferenza di una persona disabile, portatrice di handicap, malata cronica progressiva? Ha importanza primaria il rilevamento effettuato da un macchinario (tra l'altro in un rilevamento non obiettivo) oppure può avere valenza, anche minima, la percezione soggettiva di una persona malata (ma anche delle persone sane) di un rumore che supera il livello di tollerabilità umana?

Mi scuso se mi sono dilungata, ma sono davvero esasperata e mi sembra di aver trovato persino un avvocato che va contro i miei interessi e che non riuscirà a darmi nessun aiuto. La prego di volermi indicare una normativa che possa essere dalla mia parte.

La ringrazio anticipatamente e le porgo cordiali saluti.

 

S.R.

» la risposta dell'esperto

 

Quando è il Comune a far rumore 2

24.05.2010

Egregio Ing. Brugola,

ho letto la sua risposta alla lettera di un lettore dal titolo "Quando è il Comune a far rumore". Visto e considerato che anche nel mio Comune si vive una situazione analoga, ho seguito in suo consiglio ed ho richiesto di avere accesso alla documentazione relativa alla Valutazione di Impatto Acustico. Il responsabile del Comune mi ha semplicemente mostrato la delibera della Giunta affermando che per le manifestazioni temporanee è sufficiente un'autorizzazione in deroga alle norme di zonizzazione acustica e non serve nessuna V.I.A. come sembra sia previsto dalla legge 447/95, art. 8 dalla L.R. 13/2001, art.8 e dalla delibera della GR Lombardia n. VII/8313 del 8/3/2002 nonché dalla DGR 17/5/04, n.VII/17516. Ho fatto anche notare che che i livelli di emissione sonora ammessi in deroga (70dB) erano sistematicamente ignorati (oltre 10dB) come da misure fatte effettuare a nostre spese l'estate scorsa da un tecnico abilitato dotato di idonea strumentazione. Anche gli orari erano quasi sempre sforati di 15 o 20 minuti. L'impressione è che all'Amministrazione non importi nulla delle proteste di una ventina di famiglie e del rispetto delle regole che essa stessa emana. Ogni anno la situazione peggiora, non ci resta che la Magistratura per la risoluzione dei nostri problemi.

Possiamo denunciare l'Amministrazione per la mancanza della V.I.A., omissione di atti d'Ufficio? Anche per i mancati controlli possiamo denunciare appunto l'omissione e di conseguenza il concorso in disturbo della pubblica quiete? Vorremmo un suo parere.

Ringrazio e porgo i miei più cordiali saluti.

 

G.S.

» la risposta dell'esperto

 

Attività agricole vicino a casa

06.05.2010

Buonasera dott. Brugola,

volevo complimentarmi per l'ottimo sito e per le risposte professionali ed esaustive da Lei concesse.

Vengo al dunque per un Suo parere.

Mio padre abita in una palazzina unifamiliare e confina con un attività agricola che ha al suo attivo alcuni trattori per l'aratura dei campi. Il rumore provocato dai trattori con motore acceso è insopportabile sopratutto in primavera ed estate a tutte le ore del giorno e della notte.

Da più di dieci anni, inviti verbali al vicino poi lettere anche al sindaco, ma niente da fare i trattori sono sempre li che fanno rumore.

Le chiedo gentilmente quali sono le strade per cercare di risolvere questo problema.

 

Davide

» la risposta dell'esperto

 

Affiancamento di una nuovo binario ferroviario ad un'infrastruttura esistente

06.05.2010

Gentile ing. Brugola le scrivo per esporle il mio problema:

abito in campagna, l'abitazione è situata a pochi metri dai binari ferroviari. Da qualche anno è stato creato il secondo binario, intensificando così il passaggio dei treni tra cui anche quelli ad alta velocità creando un fastidioso rumore e fastidiosissime vibrazioni.

Il mio oltre ad essere un problema acustico è anche un problema di sicurezza, poiché il muretto a secco che separa i binari dalla strada(larga 3 metri) confinante la mia abitazione non è più alto di 1 metro.

Cosa posso fare per risolvere questo duplice problema? E' possibile fare richiesta alle Ferrovie dello Stato di Pannelli acustici che farebbero anche da barriera protettiva? Se si a chi mi devo rivolgere? A chi intestare un eventuale lettera?

La ringrazio anticipatamente...distinti saluti.

 

Giovanni

» la risposta dell'esperto

 

La sala prove sotto casa è insopportabile

20.04.2010

Gent.mo dott. Brugola,

mi chiamo Michele Marino e abito a Milano, le scrivo per chiederle un consiglio. Abito in un condominio al piano terra in un appartamento che affacciandosi su una strada chiusa era silenzioso, ma da qualche mese hanno aperto nel seminterrato (sopra il mio appartamento) una sala prova adibita a musica hard rock ed heavy metal, e nonostante i proprietari dicono di aver provveduto a tutti i lavori di insonorizzazione, sento in sottofondo i bassi che a volte fanno tremare anche il pavimento.

Mi hanno consigliato di chiamare asl per fare una rilevazione dei decibel ma non credo che il rumore prodotto sia adatto a questo tipo di rilevazione, essendo un rumore tipico di basso in sottofondo ma che a lungo andare diventa veramente fastidioso e provoca mal di testa e nervosismo.

Ho la possibilità di far valere le mie ragioni, o devo rassegnarmi?

Grazie per la gentile risposta che vorrà darmi.

 

Marino

» la risposta dell'esperto

 

Concertini svolti senza il rispetto dei limiti di rumore

20.04.2010

Egregio ing. Brugola,

lo scorso anno da metà maggio a metà settembre, il venerdì, sabato e domenica dalle 22.00 fino alla 1.00/1.30 (se facciamo intervenire i Carabinieri altrimenti proseguono) nel centro sportivo comunale di fronte alla mia abitazione (in zona residenziale mista) hanno iniziato intrattenimenti musicali da parte di DJ improvvisati che propongono musica House utilizzando una consolle, con permesso ottenuto con una DIA dal Comune che è il proprietario e subappalta la struttura.

Nella DIA presentata al Comune, il gestore autocertificava che non avrebbe superato i limiti previsti dal criterio differenziale come previsto dall’art. 2 comma 2 del D.P.C.M. 01/03/91 e art. 9 del regolamento d’applicazione dei limiti massimi del rumore, presentando una rilevazione fonometrica misurata in 4 diverse zone all’interno e all’esterno della struttura utilizzando lo strumento “Phonic mod. PAAZ”.

La pressione sonora rilevata era compresa tra 50 e 70 dB alle 11.30 e tra 52 e 60 dB alle 12.30 (il tecnico ha chiesto di entrare nella casa di una signora anziana che non sapendo cosa volesse non gli ha permesso l’ingresso) mentre non era presente nessuna rilevazione dalle 22.00 alla 1.00 periodo in cui effettivamente funzionano a pieno regime i diffusori acustici.

Il mese successivo dall’inizio degli intrattenimenti, dopo aver raccolto più di 80 firme di residenti nella zona, abbiamo presentato esposto al Sindaco per l’elevato volume dell’impianto acustico.

Inviata la richiesta, l’ARPA interveniva circa due mesi dopo, applicando il differenziale D.P.C.M. 14/11/97 per l’interno delle abitazioni e riscontrando che il limite era abbondantemente superato.

Ricevuto il verbale dell’ARPA, il Sindaco emanò l’ordinanza al gestore con l’ingiunzione di provvedere entro 2 giorni agli interventi per garantire il rientro nei parametri delle emissioni sonore.

Il gestore presentò una contro osservazione attraverso un legale che dichiarava illegittimo il verbale dell’ARPA in quanto il Comune non aveva mai approvato un piano d’azzonamento acustico del territorio, trattando l’argomento solo con delibera consigliare e quindi continuò come se nulla fosse accaduto fino al 15 settembre data di chiusura della stagione estiva (ma il Sindaco non avrebbe dovuto inviare all’ARPA la contro ordinanza ricevuta dal legale del gestore?).

Con l’approssimarsi della prossima stagione estiva abbiamo chiesto un incontro col Sindaco che ci riceverà sabato 24 aprile e Le saremmo grati se per quella data riuscisse a fornirci un parere con argomenti da presentare per riuscire a bloccare l'attività.

Ringraziando per il servizio che svolge a sostegno della collettività cordialmente La saluto.

 

Maurizio

» la risposta dell'esperto

 

Le dichiarazioni non corrispondono ai fatti

01.04.2010

Gent.mo dott. Brugola,

abito a Genova e il mio problema è rappresentato dalla musica ad altissimo volume proveniente dal bar sottostante, con casse posizionate anche all’esterno del locale. Il bar resta aperto ogni sera (musica compresa!) ben oltre le 02,00, ora in cui dovrebbe invece chiudere, come da licenza.

Le domando innanzitutto se e a chi è possibile chiedere il rispetto dell’orario di chiusura, e quali siano le sanzioni che è lecito richiedere. Inoltre, dalla lettura di tutta la documentazione depositata presso il Comune dal gestore, mi hanno colpito due passaggi.

Il primo: nel documento “dichiarazione sostitutiva di nulla osta acustico con relazione di tecnico in acustica”, ”il sottoscritto dichiara che per l’attività che si intende esercitare non è prevista l’installazione e l’uso di sistemi di riproduzione sonora in esterno”.

Il secondo: nel documento avente ad oggetto “Legge n.447/1995 – impatto acustico per nuova attività produttiva” (raccomandata A.R.) si afferma che “per quanto contenuto nella documentazione pervenuta…nulla osta in merito all’esercizio dell’attività in argomento a condizione che la stessa sia realizzata …operando una limitazione meccanica sulle manopole del volume dell’impianto stereo in modo che al massimo siano emessi i livelli ipotizzati dal T.C.A.A; della predetta limitazione dovrà essere data notizia allo scrivente nel settore entro 90 giorni dalla data del presente atto”.

Queste affermazioni scritte sono vincolanti? A chi posso chiederne il rispetto e l’applicazione?

 

Sperando in una Sua risposta, La ringrazio anticipatamente.

 

Roberto

» la risposta dell'esperto

 

Lo svuotamento dei bidoni della spazzatura

30.03.2010

Gent.mo dott. Brugola,

abito a Milano in Via Castelvetro (zona Sempione) e ogni lunedì mattina alle 6, dieci minuti in più o meno, vengo svegliato dal frastuono provocato dagli addetti dell'AMSA che svuotano i bidoni dei vetri. La mia camera da letto è posta sulla strada, finestre con doppio vetro, secondo piano.

Volevo sapere che cosa posso fare per risolvere questo problema che, ho verificato con qualche ricerca su internet, affligge parecchi cittadini milanesi. Ho già letto il sito del comune di Milano nel quale vengono descritte le funzioni dell'Ufficio Inquinamento Acustico che però non ha competenza su lavaggio strade e raccolta rifiuti.

La ringrazio anticipatamente per l'attenzione.

 

Nicola

» la risposta dell'esperto

 

Il mio appartamento è situato sopra una pizzeria

13.03.2010

Caro dott. Brugola,

le scrivo per avere un suo parere riguardo la situazione che mi trovo a vivere da ben 4 anni, da quando cioè ho acquistato un bilocale la cui camera da letto è posta sopra la cucina di un bar pizzeria ristorante.

Mi era stato assicurato che non avrei avuto alcun problema ma così non è stato, infatti non sono tanto i rumori dei macchinari (lavastoviglie, forno...) quanto lo schiamazzo e il vociare del locale stesso che arrecano disturbo durante le ore notturne. Sento praticamente anche i discorsi stessi dei clienti come se fossero accanto al mio letto per non parlare delle canzoni che intonano durante feste, compleanni etc.

Il regolamento condominiale dice che dopo le 22 non si deve arrecare disturbo tuttavia l'esercizio chiaramente chiude ben dopo la mezzanotte, il mio amministratore di condominio ha liquidato il tutto con lettere di richiamo al proprietario ma la cosa chiaramente non dipende neanche da lui quanto dal fatto che qualsiasi rumore viene comunque percepito benissimo soprattutto nel silenzio notturno della casa.

Spero possa consigliarmi sul da farsi. Grazie.

 

Marta

» la risposta dell'esperto

 

Intraprendere un'azione legale nei confronti di un esercizio pubblico

23.02.2010

Gentile dott. Brugola,

chiedo ancora una volta i suoi preziosissimi consigli.

Abito in provincia di Firenze, mi accingo a intraprendere un'azione Civile nei confronti del locale posto sotto il mio appartamento. Sono in possesso della misurazione dell'ARPAT in cui si rileva che il rumore provocato dal locale ha superato i limiti previsti per legge "cito testualmente dalla Relazione ARPAT - Il valore d'immissione differenziale della sorgente disturbante a finestre chiuse è pari a 5.8 e pertanto superiore al limite imposto di 2.8 d.B(A) - Misurazione effettuata dopo le ore 22.00-.

Da più parti leggo che per intraprendere un'azione contro il locale disturbante devo avere l'ausilio di un Tecnico Specializzato in acustica e di un buon legale. Considerando che sono già in possesso della misurazione dell'ARPAT effettuata nel mese di novembre 2009, le chiedo devo comunque rivolgermi ad un Tecnico Specializzato?

Considerando che il disturbo sta provocando in tutta la mia famiglia gravi problemi di salute, le chiedo: per un eventuale risarcimento è sufficiente la perizia Medico Legale con allegata relazione di altro specialista in psichiatria forense e di eventuali dichiarazioni testimoniali?

Sperando in una Sua considerazione, aspetto i suoi indispensabili consigli e nell'attesa la ringrazio vivamente per la sua cordialità e disponibilità.

 

G.D.

» la risposta dell'esperto

 

L'inaspettata sorpresa del bar

23.02.2010

Gentile dott. Brugola,

sono a scriverLe in quanto, vista la Sua competenza, avrei bisogno di un consiglio su cosa fare.

Circa due anni fa ho acquistato un bilocale (dopo anni di sacrifici ed accollandomi un mutuo di 30 anni); tale bilocale ha la finestra della camera da letto che da su una strada dove è collocato un bar. Ovviamente mi era stato assicurato che tale locale non disturbava, sono passata più volte prima di fare l'acquisto e così mi sembrava.

Ora mi ritrovo a vivere un incubo iniziato l'estate scorsa. Tale locale infatti è dotato di area esterna con relativi tavolini ai quali tutte le sere dal periodo primaverile a quello autunnale giovani e meno giovani stazionano giocando a carte, urlando, facendo dei veri e propri schiamazzi fino almeno a mezza notte (durante il w.e. oltre..); considerando che io lavoro tutto il giorno e mi alzo alle 6.40 desidererei andare a letto verso le 10.30-11.00 ma la cosa ovviamente non possibile.

Recentemente tale bar ha cambiato gestione ed è arrivata una compagnia di ragazzi giovani e sbandati (già conosciuti dalle forze dell'ordine) che tutti i venerdì e sabato notte non ci permettono di riposare fino alla 1.30-2.00 di notte. (non oso immaginare come sarà la prossima estate).

Premesso che il bar rispetta i seguenti orari. 6.30 - 2.00 io Le chiedo se comunque sarebbe possibile far qualcosa per lo meno per far cessare gli schiamazzi che sono veramente fastidiosi. Sabato scorso nel cuore della notte mi sono permessa di chiamare il gestore chiedendo se poteva gentilmente invitare i suoi avventori a moderare i toni ma mi è stato risposto che quello è un locale pubblico e che lui non ha nessuna responsabilità.

La informo inoltre che ad inizio anno siamo andati dal Sindaco con un gruppo di abitanti disperati, il quale ci ha promesso che avrebbe parlato per lo meno con il gestore per cercare di aiutarci ma dopo la risposta maleducata che ho ricevuto sabato non credo abbia fatto nulla. Abbiamo anche problemi con le macchine parcheggiate con il motore acceso sotto le finestre, e su questo tratto di strada c'è divieto di sosta e fermata ma i vigili non passano mai nella via.

Spero Lei mi sappia dare qualche dritta su come comportarmi, lo so che la soluzione sarebbe vendere e cambiare casa ma dopo aver fatto questo investimento non ho più la possibilità economica di cambiare.

La ringrazio anticipatamente per il consiglio che vorrà darmi. Le porgo i miei più cordiali saluti.

 

Roberta

» la risposta dell'esperto

 

Un bar che non dovrebbe esistere

22.02.2010

Ing. Brugola volevo chiedere un parere circa l’apertura di un bar di fronte casa.

Ho, anzi, abbiamo un problema io e il mio vicino di casa, abitando in una villa bifamigliare. Da circa otto mesi è stato aperto un bar di fronte casa nostra, dove, apparentemente è una villa di circa 90 mq. Il terreno perimetrale non esiste, ma tutto il terreno per una distanza dal confine mt. 5, di fatto e un lastrico solare fuoriuscente dalla quota “Zero “ di circa 1 metro, dove il piano interrato è una autorimessa, il bar utilizza questa area con presenza di tavolini, proprio sul lastrico solare esattamente al confine della nostra villa, essendo questo piano allo stesso livello del pavimento del Bar.

Tutto questo spazio a livello del pavimento del locale (già accatastato come attività commerciale di tipo Uffici, magazzini di vendita e attività artigianale, tutto corrispondendo al PRG del Comune) è stato rilasciato una licenza di somministrazione, in contrasto con il PRG stesso (forse impugnabile).

La presenza di tavolini al confine crea veri disagi oltre al disturbo della quiete pubblica.

Tutte le parete del locare sono in vetro, costruito proprio per esercitare una vendita di autoveicoli, attività svolta prima dell’apertura del BAR . Naturalmente può immaginare i rumori che si sentono sia a porte chiuse che aperte, a parere nostro le pareti non sono idonee a ricevere un’attività di somministrazione, ma solo quelle sopra descritte risultante da PRG del Comune.

La domanda che noi chiediamo come parere dell’esperto:

1. I tavolini possono essere collocati sul citato lastrico che è retrostante al locale e antistante alla nostra villa? (5 metri dal confine)

2. I rumori provocati dall’attività possono essere contestati? (da una visione degli atti amministrativi il Bar ha presenta una dichiarazione di impatto acustica al Comune, ipotizzando un certo rumore con un certo numero di persone sia dentro che fuori, in dB, solo sulla carta (ma non a locale avviato) di appena sotto la soglia 60 db su 65 db consentiti.

Le misurazione sono state fatte da una ditta autorizzata, presentate dopo l’apertura del Bar. Apertura del Bar il 14.5.2009, presentazione della valutazione acustica il 28.5.2009 da parte del titolare della licenza.

Confidiamo in una sua collaborazione. Distinti saluti.

 

Giovanni

» la risposta dell'esperto

 

Lo scrupolo non è mai troppo

12.02.2010

Gentile Dottore Brugola,

vivo in una villetta a schiera per cui ho due vicini di casa. Mio marito, chitarrista, ha insonorizzato una tavernetta nella quale mio figlio, batterista PER HOBBY, ha inserito una batteria. La batteria viene suonata mezz'oretta al giorno (non tutti i giorni) in orari LECITI : mai la sera dopo le 21 e mai le mattine e primo pomeriggio.

La mia vicina, persona molto intollerante (non posso in questa sede descrivere le sue lamentele per tutto: barbeque, gatto, ecc.) si lamenta (mi ha fatto arrivare un appunto dall'amministratore di condominio a me e a tutti gli atri proprietari delle villette) descrivendo la situazione con enorme falsità, ovvero dichiara che la batteria viene suonata continuamente (mio figlio lavora come designer fuori casa...)e in orari sbagliati, ecc.

Io, per scrupolo, ho anche chiesto all'altro vicino laterale/diretto se sente fastidio dal suono della batteria e questo mi ha risposto che non solo si sente poco (la taverna è insonorizzata) ma anche per poco tempo (mezz'ora appunto al massimo) e in orari assolutamente non fastidiosi. Ha inoltre affermato di essere disposto a TESTIMONIARE di fronte a chiunque questo parere. Tenga conto che invece la vicina che si lamenta possiede un cane di grande taglia che non solo circola nel giardino condominiale spesso libero, ma abbaia per ore e ore in giardino, e soprattutto d'estate è veramente insopportabile. Non ci siamo mai lamentati perché siamo convinti che tra condomini ci debba essere anche un minimo di ragionevolezza nel tollerare i reciproci difetti quando questi non superano una soglia ritenuta sopportabile.

E' questo il punto...la soggettività di quello che viene ritenuto sopportabile. Mi chiedo: la mia vicina che afferma il falso DEVE PROVARE in qualche modo quello che sostiene??

La ringrazio molto del consiglio che vorrà darmi.

 

Anna

» la risposta dell'esperto

 

In attesa di una situazione definitiva

18.01.2010

Gentile Dott. Brugola,

a distanza di un anno le torno a scrivere. Premesso che la mia casa esisteva già da anni prima che la zona fosse destinata a diventare zona artigianale, da qualche tempo si è insediata a fianco della mia abitazione un'attività che nel corso degli anni ha installato oltre a un compressore due condizionatori: uno che usa per il raffrescamento estivo e uno che funziona durante tutto l'anno perché essendo a pompa di calore viene utilizzato anche per riscaldare il fabbricato.

Dopo due esposti e numerose chiamate all'ufficio ambiente del mio comune sono riuscita a far venire l'ARPA a fare i rilievi fonometrici.

Da tali rilievi è risultato che l'azienda supera (e non di poco) i limiti fonometrici sia diurni che notturni. Il comune ha emesso un ordinanza firmata dal tecnico competente che impone all'azienda di provvedere ad effettuare una bonifica su tutti gli impianti confinanti con la mia abitazione. Il risultato è che non solo l'azienda non ha attuato nulla di quello che doveva fare ma che nell'unico impianto che ha provveduto ad insonorizzare, dopo diversi mesi, ha "manomesso" il box staccando i pannelli e lasciandoli semplicemente appoggiati vanificando completamente la sua funzione.

A questo punto io non so più cosa fare visto che neanche l'intervento di ARPA e comune hanno portato a dei risultati. Mi consiglia di rivolgermi ad un avvocato? Chi mi può tutelare dopo che è stato dimostrato il superamento dei limiti se l'azienda non ha nessuna intenzione di rispettare i regolamenti?

Grazie mille per quelli che saranno i suoi preziosi consigli.

 

Foglia

» la risposta dell'esperto

 

Il disturbo causato dalla pendola del vicino

11.01.2010

Chiarissimo dottore,

il condomino a fianco del mio appartamento ha un orologio-pendola molto vecchio (dice 200 anni) appeso alla parete divisoria con la camera dove dormo. Batte tutte le ore del giorno e della notte e con un tocco anche la mezz'ora. Facile capire che ad ogni scadere dell'ora e mezz'ora la sveglia è assicurata. Fortunatamente essendo un appartamento delle vacanze non sempre è abitato.

Ad un incontro pacifico dove chiedevo di risolvere in modo civile la cosa mi sono sentito rispondere: la pendola è vecchia e deve assolutamente funzionare, in fin dei conti vengo tre volte l'anno, non posso spostarla, non fa eccessivo rumore e poi la "colpa" è della parete che non ripara adeguatamente dai rumori se la disturba si coibenti la parete, adesso la spengo per consentirle di fare i lavori ma alla prossima primavera la riapro.

Al momento dopo tre notti insonni facevo presente che avrei foderato la parete e finalmente ricominciavo a riposare. Tuttavia:
se la parete non ha le caratteristiche fonoassorbenti, come da lui asserito, perché intervenire su un lato solo? E se fosse, non è compito dei proprietari, ognuno per la sua parte, portare la parete nei limiti? Chi e cosa stabilisce un tale intervento? E comunque non è che malgrado l'inserimento di pannelli alla fine non si risolva un bel niente?

Cercavo un accordo di vivere civile ma, per quanto mi sembra intuire, il condomino ha palesato il più completo disinteresse alla cosa.

In più parti consigliano di rivolgermi al Giudice di Pace ed intraprendere causa civile ai sensi dell'art. 844 del C.C. Le chiedo, confidando nella sua autorevolezza, qual è il suo consiglio? Quale iter devo intraprendere? Grato di un cenno di riscontro.

P.S. Il condominio è degli anni 80; il regolamento condominiale non prevede niente circa i rumori.

 

Mario

» la risposta dell'esperto

 

Quando i venditori ambulanti possono diventare un problema

10.01.2010

Gentile dott. Brugola,

abito nel comune di Afragola (NA). Da anni tutti gli abitanti di questo rione popolare dove vivo siamo costretti a sopportare un frastuono causato dai venditori ambulanti dalle 8 di mattina fino alle 8 di sera. Questi soggetti maleducati e arroganti usano in modo sproporzionato gli apparati acustici per attrarre l'attenzione di chi è chiuso in casa. Il mio appartamento si trova al sesto piano eppure alle 8,00 di mattina la sveglia mi arriva con una violenza enorme da un tipo che vende cornetti tramezzini graffe e pizzette, e dire che questo tipo come quasi tutti i venditori ambulanti che girano in questo rione è sprovvisto di licenza ambulante e anche di quella sanitaria, pensate che con quelle mani luride che usa per guidare per toccare i soldi le usa anche per toccare cibi praticamente cotti e pronti da mangiare, questo è solo uno dei tanti.

Più volte ho segnalato il fatto alle autorità comunali sia online che telefonicamente ma la risposta è: indifferenza totale! Forse questi venditori sono protetti perché probabilmente sono parenti oppure amici di qualche personaggio molto influente di questo comune; oppure qui la civiltà deve ancora arrivare, o forse io vivo nella terra di nessuno e non l'ho sapevo.

Può darsi che un giorno qualcuno si sveglia male scende in strada e venga alle mani con uno di questi venditori. Il giornale cosa dirà in quella occasione: una tragedia annunciata che si poteva evitare? Spero solo che quel giorno io non sono uno dei protagonisti.

 

Vincenzo

» la risposta dell'esperto

 

Rumore eccessivo dissuasore (dosso in gomma)

26.11.2009

Gentile dott. Brugola,

abito in un edificio confinante con una via comunale. La via, nonostante sia una via secondaria interna in un piccolo comune, è abbastanza trafficata da auto e camion che spesso transitano a velocità molto maggiori rispetto ai 50 km/h del limite previsto. Fino alla scorsa estate però il rumore era tutto sommato accettabile.

La scorsa estate il comune ha pensato bene di mettere un dissuasore (dosso di gomma) a metà via con l’obbiettivo di obbligare le auto/camion a rallentare ed il dissuasore è stato messo davanti a casa mia.

Il problema è che il dissuasore oltre ad essere poco efficace in quanto molte auto/camion non rallentano comunque è anche molto rumoroso. Ogni passaggio di auto e soprattutto di camion sopra il dissuasore provoca l’emissione di forti rumori. Da quando è stato messo è praticamente impossibile tenere le finestre aperte.

Ho già esposto il problema al Sindaco del Comune ed ho anche raccolto delle firme con i vicini di casa per chiedere la rimozione del dissuasore. Per il momento però il dissuasore è ancora li.

Le chiedo un cortese consiglio su quali passi fare per ottenere la rimozione del dissuasore, ringraziando anticipatamente per la sua cortesia e per i consigli che vorrà offrirmi.

 

Andrea

» la risposta dell'esperto

 

Il tram un disagio per la città di Genova

26.11.2009

Siamo esasperati dall'inquinamento acustico prodotto dallo sferragliare dei TRAM. E' un problema di tutta la città ed in particolare nel nostro incrocio Corso Colombo, Viale Gorizia, viale Coni Zugna , Piazza Cantore e si estende fino alla Stazione di Porta Genova.

Anche se abbiamo effettuato ripetute segnalazioni (al comune all'ATM alle zone di competenza) ed inviato esposti, non abbiamo ricevuto delle risposte soddisfacenti. La situazione è veramente di grande disagio, perché anche i tram più nuovi stridono e sferragliano, sembra di vivere in una stazione ferroviaria, anzi in un'acciaieria.

Il Comitato Colombo, Coni Zugna, Gorizia, Cantore, Porta Genova.

 

Giovanna

» la risposta dell'esperto

 

Una situazione davvero insopportabile. Dopo un anno nulla è cambiato

06.11.2009

Egregio dott. Marcello Brugola,

le scrivo una seconda volta a distanza di un anno, con la speranza di ricevere ancora una volta i suoi consigli preziosissimi e altamente professionali.

Un anno fa le descrissi la mia situazione:

"Io sono una disabile, affetta da malattia grave e cronica. Da dicembre (2007) mi sono trasferita in una casa, in cui il piano terra è di facilissimo accesso per me, in quanto è sullo stesso piano della strada. Ho scelto di acquistare questa casa anche perché è dotata di una veranda, che mi permette di stare un po' fuori, visto che sono sempre in casa. Non ho fatto i conti però con il "vicinato". Infatti davanti la mia abitazione, dall'altro lato della strada, vi sono due falegnamerie. Mi avevano detto che stavano per chiudere, perché entrambi i proprietari sono in pensione, invece lavorano tutto il giorno dalla mattina alla sera, anche fino alle 20.00, facendo rumori assordanti tutto il giorno, emettendo polveri irrespirabili..."

A distanza di un anno le cose (ovviamente?) non sono cambiate di una virgola, nonostante abbia scritto parecchie volte al Sindaco del mio Comune e all'Arpa.

All'ultima raccomandata inviata ho ricevuto una risposta per iscritto da un architetto del Comune che afferma che è stata inoltrata la richiesta all'Arpa della mia provincia e che devo rimanere in attesa. E' passato un anno e dell'Arpa neanche l'ombra.

Visto che le mie condizioni fisiche sono peggiorate e che, avendo una malattia grave, non riesco più a tollerare questi rumori assordanti (che spaccano i timpani anche a chi non ha problemi di salute) che cosa mi resta da tentare? Intanto sto cercando una casa in affitto, lontana da questa inciviltà, anche se, avendo una miseria di pensione INPS (250 Euro al mese), non so proprio come posso sostenere tutte queste spese.

Forse dovrei denunciare dai carabinieri e dalla polizia (praticamente ogni giorno) che i rumori sono assordanti? Forse chiamare i vigili urbani? Denunciare anche il Sindaco, che ha dimostrato di essere davvero una persona insensibile ed anche abbastanza strafottente? Mi conviene rivolgermi ad un avvocato? In questo caso (non considerando i problemi economici) andrò pure contro al Sindaco, perché avrebbe dovuto essere lui il garante della salute dei cittadini, o no?

Come vede sono molto confusa e molto esasperata. Per me fare anche i gesti della quotidianità è molto difficile e non so proprio come fare per risolvere questa tortura. Purtroppo vivere in un contesto di gente incivile (ho anche il vicino che martella a tutte le ore del giorno) complica molto le cose. Ho tentato di discuterne civilmente, ma la parola civiltà rappresenta solo un'utopia.

La ringrazio anticipatamente per la sua cortesia e per i consigli che vorrà offrirmi.

Cordiali saluti.

 

Sofia

» la risposta dell'esperto

 

La presenza del pub rende la vita del vicinato un calvario

01.11.2009

Le scrivo perché sono arrivata veramente alla disperazione più totale a causa del pub vicino casa mia, abbiamo un muro in comune e io abito al piano di sopra mentre il pub incollato alla mia casa.

Il problema principale che rende impossibile la vita tranquilla nella propria casa è la musica altissima che si sente in tutta la casa vibrazioni fortissime anche del pavimento musica che continua fino a tarda notte spesso il gestore chiude il pub ma resta dentro con amici e quindi con musica alta.

Il secondo problema sono i clienti che restano davanti urlano e creano un chiasso veramente insostenibile, spesso e volentieri sono fonte di pericolo per il traffico, io per prima ho rischiato più volte di travolgere i clienti che si spintonano fino in mezzo alla strada; pericolo fortissimo visto che siamo in piena curva e per quanto uno viaggi lentamente ritrovarsi le persone davanti alla macchina all'improvviso.

Inoltre, le macchine parcheggiano in doppia fila e creano spesso frenate degli altre macchine che passano per evitare incidenti questo sempre in una via molto stretta e in curva, lasciano le bottiglie di vetro in mezzo alla strada e 2 volte mi è capitato di beccare 2 clienti ad urinare sui gradini dell'ingresso nella mia casa poco lontana dal pub.

Dopo varie chiamate delle forze dell'ordine dei miei vicini sono stati gentilmente invitati a non richiamare visto che la persona era sempre la stessa che chiamava. E' stata una raccolta firme di tutto il vicinato portata in comune ma che non ha avuto esito di nessun tipo. Io ho paura di mettermi di persona a denunciare o fare causa al gestore perché ho paura di eventuali vendette, ho forti ragioni di temere per la mia incolumità.

Vi chiedo cosa potrei fare e come potrei muovermi senza doverci mettere per forza il mio nome
la mia vita è diventata un inferno e parlarci umanamente non ha avuto risultati se non con aria infastidita una risposta io ho la concessione del comune. Mi chiedo se la concessione viene data per l'esercizio di una attività ma non è un'autorizzazione al disturbo della quiete pubblica.

La ringrazio. (PS: abito in provincia di Milano).

 

n.d.

» la risposta dell'esperto

 

I bambini dei vicini di casa sono insopportabili

27.10.2009

Gentile dott. Brugola,

abbiamo acquistato un appartamento di 8 unità, 4 per piano, da 3 anni. Sopra di noi abita una famiglia con tre bambini di 7, 5 e 3 anni. Anticipando che in media ogni 10 minuti c'è qualcosa che cade, batte, striscia o urla, ai quali però ci potremmo anche abituare, quello che non sopportiamo più è quando corrono. Prendendo ad esempio una giornata dalle 08.00 alle 20.30, a parte le ore di silenzio dalle 14.00 alle 16.00 e dopo le 20.00 perché vanno a letto (fortunatamente), in qualsiasi momento possono correre e andare avanti anche per ore, soprattutto all'inizio, creando un rimbombo continuo e fastidioso, tanto da non poter neanche parlare tra di noi, ascoltare la televisione o studiare visto che abbiamo una figlia di 5^ elementare. Soprattutto all'inizio, perché poi a forza di dirglielo, prima in maniera gentile, poi facendo gli arrabbiati, coinvolgendo anche l'amministratore, non salutandoli più, un po' si sono calmati.

Il problema è che, si calmano per un periodo dopo che andiamo a brontolare, ma poco dopo, ritorna tutto come all'inizio. Ai nostri brontolii ci rispondono che non è ora del silenzio, che non li possono legare e che vivendo in un condominio dobbiamo tollerare. Adesso dopo 2 anni di rimbombi anche solo 5 minuti di corse ci fanno arrabbiare.

E' mai possibile che assolutamente non possiamo avere aiuto da nessuno, che gli faccia capire che, comunque siano bambini, non possono farli correre o battere come se abitassero da soli, tanto più che sotto gli abitano delle persone e non degli animali.

La ringrazio della risposta.

 

Nicoletta

» la risposta dell'esperto

 

Il rumore della caldaia all'interno dell'appartamento

20.10.2009

Gentile dott. Brugola,

ho comperato ad Agosto un appartamento in una piccola palazzina in un tranquillo paese fuori Milano. Tutto bene sino a pochi giorni fa quando è stata accesa la caldaia centralizzata per il riscaldamento dei vari appartamenti.

L'appartamento si trova a piano terra ed è dotato di taverna. Il locale caldaia si trova esattamente sotto il mio appartamento ed è confinante con la taverna.

Dal momento dell'accensione della caldaia si è presentato nel mio appartamento un fastidiosissimo rumore di fondo, che si avverte soprattutto nelle ore serali e notturne, determinato dalle pompe per la circolazione dell'acqua.

Si tratta di un rumore di fondo continuo, non forte, ma con la presenza di toni insopportabili. Di notte sono costretto a dormire con i tappi nelle orecchie.

Il rumore si propaga all'interno dell'appartamento e sembra provenire direttamente dal pavimento. Ho subito avvertito il costruttore e sono molto preoccupato della situazione.

Le chiedo un cortese consiglio su quali passi è necessario fare per tutelare i miei interessi e per trovare una soluzione tecnica al problema. La ringrazio.

Cordiali saluti.


Andrea

» la risposta dell'esperto

 

Gli schiamazzi dei bambini di una scuola elementare

20.10.2009

La mia casa confina con una scuola elementare, lo scorso anno la direttrice ha avuto la felice idea di trasformare il cortile in un parco giochi, anche se noi non eravamo d'accordo, ha installato uno scivolo, un altalena ed altri giochini. Nonostante la nostra insistenza lei ha fatto come voleva (premetto che le finestre della camera da letto mia e di mia figlia, e la cucina anche se sono più alte si affacciano sul cortile giochi).

Le maestre per il bene dei bambini mettono i giochini mobili (casette bruchi scivoli piccoli) nella zona più riparata sotto le mie finestre per la mia gioia. Non si può nemmeno parlare al telefono figurarsi riposare e senza nemmeno una pausa perché fanno a turno tutte le classi.

Ho fatto diverse lamentele col dirigente senza nessun risultato, sentendomi dire, che essendo una scuola sono autorizzati a fare schiamazzare i bambini anche negli orari di riposo. Non riesco a darmi pace e chiedo se tutto questo è lecito.


Concetta

» la risposta dell'esperto

 

Il suono delle campane

19.10.2009

Gentile Dott. Brugola,

ormai sono due anni che io e mia moglie viviamo nella nostra casa in un paesino nel quale c'è una chiesa a circa 50 metri da casa nostra.

Le campane sono diventate per me, ma soprattutto per mia moglie, un vero e proprio incubo! Oltre a suonare 24h/24 le ore e le mezz'ore la domenica dalle 7.30 alle 12 ogni quarto d'ora, suonano a festa con un livello acustico talmente forte che nemmeno con le finestre chiuse (doppi vetri) e il televisore a tutto volume si riesce a coprire il suono delle campane!

La domenica è per noi l'unico giorno di riposo ma purtroppo non riusciamo più a dormire, nemmeno con i tappi antirumore.

Siamo una coppia giovane, tolleriamo tutto, musica, feste di paese, cani che abbaiano, ma dopo 2 anni di domeniche insonni proprio non ce la facciamo più, non sappiamo proprio cosa fare visto che ne il comune ne la curia nemmeno ci ascolta.

E possibile sapere cosa possiamo fare?


Ermes

» la risposta dell'esperto

 

Rumorosità provocata dall'unità interna dell'impianto di condizionamento

15.10.2009

Gentile Dott. Brugola,

nel 2008 venivano istallate nel mio appartamento due unità da 18000 btu per il condizionamento canalizzato del soggiorno e delle 3 camere da letto.

All'accensione delle macchine venne subito da me lamentata una elevata rumorosità provocata dalle ventole degli split interni.

Dopo inutili tentativi di risoluzione del problema nel 2009 viene richiesta al tribunale di Roma la nomina di un CTU per la rilevazione delle emissioni sonore. I rilievi sono stati effettuati a luglio 2009 sul rumore emesso da una sola unità perché la seconda (soggiorno) non funziona dal giugno 2008.

I risultati dei rilievi fonometrici sono i seguenti: 44 dB(A) camera da letto 1 – 41 dB(A) camera da letto 2 – La macchina esce dalla casa dichiarando 38 dB(A).

Il tecnico precisa che “l’emissione di rumore di condizionatore all’interno dei locali non ha un limite prestabilito per legge, ad eccezione degli ambienti di lavoro. Si potrebbe dunque parlare di valori medi di impianti all’interno delle abitazioni che istallazioni similari sono compresi tra 35 e 41 dB(A) cadauna che equivalgono a 38 – 44 dB(A) per due unità, in linea con quanto rilevato strumentalmente”.

I valori di riferimento sono: 38+3 = 41, perché secondo lui il valore dichiarato dalla casa va maggiorato di 3 dB(A) per la presenza di 2 macchine ma, ovviamente per sua stessa ammissione ne abbiamo potuta accendere solo una, o quelli del DPCM 1/3/1991 sull’inquinamento acustico che dichiara 50 dB(A) notturni esterni per zona III dove noi risediamo.

Volevo sapere se le conclusioni del CTU sono giuste e se nel mio caso possono essere prese in considerazione normative più attuali e forse anche più specifiche come il D.P.C.M. 5 dicembre 1997 recante “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”.

Attendo fiduciosa una Sua risposta e La ringrazio in anticipo per il Suo gentilissimo interessamento.


Anastasia

» la risposta dell'esperto

 

Il doppio dramma della malattia

06.10.2009

Gentile Dott. Brugola,

purtroppo il nostro caso sta causando danni ben più gravi di quanto ci aspettassimo, dato che la perdita del sonno si sta traducendo in effettivi problemi di salute e perdita della concentrazione mettendo a rischio anche il nostro lavoro.

Da qualche mese io e la mia compagna abitiamo in affitto in un condominio all’interno di un residence molto popolato. Abbiamo arredato casa senza sospettare quanto sarebbe successo. Nessuno (né il padrone di casa, né il portinaio, né l’amministratore, né i condomini) ci aveva infatti avvertito del fatto che l’appartamento “confinante” con il nostro è occupato da un’anziana signora con problemi mentali. La signora è ferma in un vano che è adiacente alla nostra stanza da letto.

Inizialmente i lamenti continui ci hanno fatto rinunciare al sonno pomeridiano anche in orari “protetti”, ma capendo la situazione drammatica vissuta dalla famiglia abbiamo tollerato. Ma ultimamente malgrado gli sporadici interventi dei parenti e della badante, i lamenti, le urla, le frasi ossessive, le drammatiche richieste di aiuto, si ripetono senza alcuna sosta anche di notte, spesso anche fino al mattino. Devo sottolineare che il suono è fortissimo e ininterrotto anche per 5-6 ore di fila e che almeno due notti a settimana rinunciamo letteralmente a dormire.

Abbiamo provato “con le buone” a spiegare il problema ai vicini, chiedendo cortesemente di cercare una soluzione che vada oltre la semplice "camomilla serale", o semplicemente di spostare la signora in un’altra stanza, dato che è costantemente sdraiata a pochi centimetri dal nostro capezzale. La risposta è stata un secco “no”, il suggerimento di spostare la nostra stanza da letto (cosa impossibile adesso a causa di difficoltà economiche, ma che probabilmente neppure risolverebbe il problema data l’entità dei suoni), e addirittura la richiesta di non lamentarci data la “situazione tragica”.

Abbiamo preferito non rivolgerci all’amministratore o alle forze dell’ordine proprio perché solidali con il loro problema, ma paradossalmente è stata la famiglia della signora a rivolgersi all’amministratore quando una notte, esasperati da mesi di insonnia, ci siamo permessi di “battere” sulla parete in segno di protesta dato che dopo ore di urla nessuno (familiari o badante) era intervenuto.

Ormai passiamo per i classici cattivi e insensibili, ma il problema sta producendo reazioni cliniche anche al di qua della parete incriminata (insonnia ormai cronica, tremori, problemi di memorizzazione, emicranie, alopecia, perdita di equilibrio, ecc.).

Eravamo convinti che il buon senso portasse ad un’unica semplice soluzione: lo spostamento o l’insonorizzazione della camera della signora. Ma siamo additati come cinici e liquidati con un “dovete capire la situazione”.

Cosa possiamo fare? Avremmo preferito evitare gli scontri, ma è una questione di salute.


G&M

» la risposta dell'esperto

 

Rumori e cattivi odori da depuratore

02.10.2009

Gentile dott. Marcello Brugola,

a febbraio 2008 ho acquistato alcuni opifici confinanti con la statale 16 Bis a Bisceglie in provincia di Bari per trasferire la mia attività dopo 37 anni da Modugno sempre in provincia di Bari.

La mia attività consiste in una fabbrica di lampadari con assemblaggio dei vari componenti e non produciamo alcun rumore che possa infastidire i vicini. Gli opifici da me acquistati sono a schiera e quindi confinanti con altre aziende.

Ho trovato già un terribile problema, infatti di fronte a noi, dall'altro lato della statale, esiste un depuratore che emana degli odori insopportabili sino a sentirsi male, tutti i giorni a tutte le ore è impossibile resistere. Ho fatto varie segnalazioni ed una emittente televisiva locale Telenorba è venuta sul posto, ha constatato il problema, ha mandato in onda il mio reclamo e quello dei vicini e anche tante altre segnalazioni al Comune, alla Provincia, alla Regione sono tutte andate nel vuoto più assoluto.

Dal mese di agosto si è aggiunto un altro grandissimo problema di natura acustica, accanto al mio opificio una ditta ha preso in affitto l'opificio confinante che produce rumori assordanti dalla mattina alle 07.00 ed anche prima a volte e sino alla sera anche sino alle 20.30 con un intervallo al massimo di 30 minuti alle 13.00 e non sempre staccano per mezz'ora.

Vorrei cortesemente essere consigliato sul come posso comportarmi, quali leggi mi cautelano, a chi mi posso rivolgere e se ho possibilità di risolvere i due grandissimi problemi.

Attendo fiducioso una Sua risposta. La ringrazio per il Suo gentilissimo interessamento salutandoLa con tanta stima, da diverso tempo la leggo su questo sito, complimenti comunque.


Marcello

» la risposta dell'esperto

 

Il "solito" pub sotto casa

01.10.2009

Caro dott. Brugola,

complimenti, non di prassi, per il sito che ho scoperto casualmente e che mi ha dato molte informazioni, in maniera chiara. Le espongo comunque il mio problema.

Il (solito) pub che si è insediato sotto casa (abito al primo piano) e che mette musica fino alle 02.00 di notte tutti i giorni.

Prima dell'apertura il proprietario ha fatto fare una rilevazione da un tecnico. Ricordo chiaramente - ero presente - che allora non comprendevamo nemmeno se il cd di prova fosse acceso o no. Adesso invece sento distintamente la musica ed in particolare i suoni bassi, cosa che disturba moltissimo i miei tentativi di addormentarmi. Per non parlare dei rumori per sistemare sedie e tavoli ma quelli almeno, per quanto perniciosi, avvengono solo alle 2:00 ovvero all'orario di chiusura e sono di durata limitata.

Abito a Roma, e vorrei sapere come comportarmi. Mi conviene far effettuare prima una rilevazione da un mio tecnico e poi diffidare la proprietà? E in caso affermativo, che costi può avere tale rilevazione ?

Abito in zona pedonale, con un discreto schiamazzo di fondo dei frequentatori dei numerosi locali, ma il rumore più insopportabile è proprio quello dei bassi della musica: devo chiedere una qualche rilevazione particolare?

A quale autorità devo rivolgermi ? Finora ho sopportato, protestando civilmente ma con nessun risultato (abbassano per mezz'ora e poi rialzano il volume), adesso sono deciso ad andare fino in fondo in tutte le sedi: me lo da un consiglio sull'iter da adottare?

Grazie in anticipo, continuerò a leggervi sul sito.

P.S. Il regolamento di condominio, contrattuale, vieta di diffondere musica ad alto volume dopo le ore 22:00 che è esattamente l'ora in cui loro iniziano con la musica.


Francesco

» la risposta dell'esperto

 

Quando è il comune che fa rumore

08.09.2009

Quest'estate mi sono ritrovato un palco a 20 metri da casa, a Marina di Castagneto Carducci, dove il comitato turistico ha organizzato spettacoli di vario genere (una trentina da fine Giugno a fine Agosto), tra cui alcuni musicali (uno o due a settimana) fino alle 23:30 e talvolta fino alle 02:00 antimeridiane con musica da discoteca (in casa a finestre chiuse il rumore esterno sovrastava la televisione).

Inutili le proteste per il livello eccessivo del volume inoltrate ai vigili urbani che si sono limitati a confermare la presenza agli atti della deroga, inutile la protesta con il comitato stesso che ritiene di agire nell'interesse generale (ma è formato solo da operatori commerciali e/o turistici), inutile il contatto con il sindaco che ritiene che il sacrificio di una ventina di famiglie (proprietarie delle case nella vicinanza del palco) sia un giusto prezzo, in barba alla presenza di anziani, bambini e semplici persone che magari il giorno dopo devono lavorare.

Come nota di colore ricordo che il comune, quest'anno, ha pure proibito l'uso dei tagliaerba tra le 13:00 e le 16:00 per tutelare il riposo, salvo poi autorizzare lo spazzamento meccanizzato alle 07:00 del mattino con soffiatori.

Ci siamo organizzati in un comitato e a fine Agosto abbiamo inviato una diffida (corredata da una trentina di firme) al sindaco per violazione dell'art 659 del codice penale (non della legge sul rumore). Il comitato turistico ne è stato informato e ha organizzato un raccolta di firme tra i turisti per difendere le loro iniziative.

Nessuno ha mai fatto una misura, quelle fatte con iPhone davano valori tra i 70 e 80 dB già a 30 metri di distanza.

La disputa sarà lunga.

Mi chiedo se il comune che autorizza in deroga certe manifestazioni, di cui magari è sponsor, non sia in conflitto di interessi.


Alessandro

» la risposta dell'esperto

 

L'attività di un ristorante insopportabile

19.08.2009

Possiedo un appartamento estivo (lo comprò mio padre nel 1965) situato a San Benedetto del Tronto (AP) situato a piano terra sul lato nord-ovest (per intenderci la parte opposta alla facciata principale della palazzina, quella che da sulla strada, ovvero lato est) con un terrazzone di circa 25 mq.

Successivamente, verso la prima metà degli anni '70 hanno costruito a fianco un hotel, un edificio di tre piani. Lo spazio tra le due costruzioni non supera gli 8-10 metri.

Il problema è dato dalle cucine dell'hotel che sono adiacenti alle mie finestre dove è situata la camera da letto e tra preparazione, pranzo-cena, pulizie il rumore è continuo dalle 7 di mattina fino alle 10 di sera, intervallato da brevi momenti di inattività tra le 10 e le 12, tra le 15.30 e le 17.30. Premetto che lavorano (per ovvi motivi) sempre con le finestre aperte e non mancano urla di richiamo e comunque vociare tra i vari dipendenti oltre a rumore di piatti e posate (oltre a rumori tipo: mannaia che batte sul tagliere per ricavare costolette dal pezzo intero di carne: come un martello pneumatico). Tutto ciò è aggravato dall'unità esterna di un condizionatore che serve a raffreddare tutta la lobby (reception, bar, ristorante) unità di marca "MITSUBISHI" che, ho controllato, è fuori catalogo da più di 15 anni, e produce un ronzio insopportabile specie nelle ore dei pasti quando mangiamo in terrazzo.

Come se ciò non bastasse, l' hotel è fornito di un passo carraio con un vialetto di accesso che si aggira sui lati sud e ovest (quindi fin sotto le finestre) che viene utilizzato a mo' di deposito, anche di rifiuti, oltre che all'accesso dei vari mezzi che arrivano con le merci per rifornire la cucina (ovviamente alle 7 di mattina).

Lascio alla Vostra immaginazione i rumori e il vociare sostenuto che si generano. Naturalmente il passo carraio è fornito di un cancello che ogni volta che viene chiuso a mano (essendo sprovvisto di un sistema automatico o perlomeno di smorzamento).


Roberto

» la risposta dell'esperto

 

Inquinamento acustico e luminoso su territorio privato

30.07.2009

Da quasi due anni vivo in un condominio a Milano, nel quale vi è la sede di una sala prove musicale.

Il condominio è composto da ingresso con passo carraio, disimpegno coperto con le scale per raggiungere i vari appartamenti e più avanti un cortile all'aperto completamente circondato dalla struttura del condominio stesso e dei condomini adiacenti, creando come una gigantesca cassa di risonanza. In questo cortile è situato il mio appartamento, con porta d'ingresso e finestre direttamente "a vista", e di fronte a poco più di soli 5-6 metri c'è il suddetto stabile comprendente la sala prove.

A differenza di quanto si possa subito pensare, non è l'inquinamento acustico provocato dalle prove musicali che arreca disturbo, in quanto tutto sommato la sala prove è sufficientemente insonorizzata da non arrecare un vero e proprio disturbo. Il problema è di natura umana, non tecnica.

La sala prove è aperta tutti i giorni, comprendendo la domenica, dal primo pomeriggio (beati i proprietari che non devono svegliarsi alle 7 di mattina per andare a lavorare), fino a notte fonda, spesso anche fino alle 2.30 del mattino (qualche notte fa alle 3.45 era ancora aperta...). Questo comporta un via-vai senza sosta di clienti, più esattamente definibili "individui senza rispetto del prossimo", che non tengono affatto conto di trovarsi in un condominio privato ad uso abitativo. Non solo quando entrano ed escono dalla sala, ma come se non bastasse si fermano a sostare praticamente sotto la mia finestra a fumare (sporcando il cortile) e parlare nella maggior parte dei casi a voce alta, con schiamazzi e forti risate.

Spesso è accaduto che addirittura i proprietari e lo staff erano i protagonisti di tali vicende, a volte ai limiti dell'incredibile (una sera alle 00.30 qualcuno si è messo a fare bricolage in cortile scartavetrando un'asse di legno). Costoro inoltre parcheggiano i propri mezzi nel cortile, e ciò comporta una moltitudine di forti rumori durante le operazioni di mobilitazione. Quando vengono chiuse le saracinesche della sala prove (ben 4), posso garantire che nel mezzo del silenzio della notte, è come se stesse avvenendo un terremoto. Ribadisco che tutto questo avviene dalle 22 alle 2.30 / 3.00, come se fossero le 17.00 del pomeriggio.

Inoltre sulla parete della sala prove sono installati due grandi tubi di neon ad alta luminosità che illuminano a giorno tutto il cortile 24 ore su 24, irradiando completamente il mio appartamento e la stanza in cui dormo (o meglio cerco di dormire). So che esistono delle norme a riguardo, ed ovviamente in questo caso non vengono rispettate.

Come se tutto ciò non bastasse, ci sono diverse famiglie che arrecano disturbo in orari notturni, soprattutto nello stabile adiacente (che però come citavo in precedenza ha il cortile in comune al mio). Trattasi di uno stabile multietnico in cui vivono anche molte persone in uno stesso appartamento, presumibilmente illegalmente.

A proposito di illegalità, aprirei una breve parentesi; ieri notte, non riuscendo a prendere sonno, sono uscito a prendere un pò d'aria ed ho notato dei loschissimi movimenti che farebbero pensare chiunque trattarsi di racket di prostituzione, e spaccio di stupefacenti. A proposito di ciò informerò di certo le forze dell'ordine, sempre che già non ne siano al corrente, adottando un'imbarazzante omertà. Chiusa parentesi "illegalità".

Parlando con qualcuno, ho notato che sono uno dei pochi inquilini che soffre di tutto questo, forse perché la maggior parte degli abitanti è proprio la causa? Rassegnazione? Depressione da stress?

Tornando al discorso della sala prove, quasi ogni notte mi ritrovo a dover scendere dal letto, in mutande, ed uscire in cortile per cercare di far capire a questi individui che a neanche 10 metri ci sono persone che dormono, in quanto la mattina seguente devono andare a lavorare. Ed una volta mi sono sentito dire dal proprietario della sala prove: "Ma và, non ci credo che stavi dormendo a quest'ora! - Ma cosa vuoi, è solo mezzanotte!"... e via dicendo. Appunto, mezzanotte... Non credevo alle mie orecchie.

Da quel giorno ovviamente ho preso posizione e non voglio averci più nessun tipo di contatto. Nel contempo non intendo rassegnarmi. Non riesco più a vivere in questo modo, ed ho la certezza di essere nel giusto.


Alberto

» la risposta dell'esperto

 

10 giorni di concerto sotto casa!

24.06.2009

Abito a Bussero, un paesino in provincia di Milano. Il mio appartamento di trova sul vialone principale del paese e, purtroppo, di fronte ad un campo sportivo. Dico purtroppo non a causa dello sport che si pratica (il calcio) ma perché ogni anno, lo spazio erboso comunale adiacente al capo sportivo, viene utilizzato per ogni sorta di feste paesane: feste popolari, luna-park, concerti musicali giovanili!

Il nostro palazzo è proprio a 50 metri di fronte e vi lascio immaginare che è come avere la festa in casa. Il massimo si raggiunge a giugno con i 10 giorni di rock festival giovanile. Audio altissimo stile concerto San Siro di Milano sino le 24, schiamazzi che procedono anche sino le 3 di notte!

Vorrei farvi capire il disagio che si crea nelle nostre case considerando che come me, ci sono famiglie con bambini piccoli (io ne possiedo 2 di 2 mesi e 4 anni). Quest'ultimi non riesco ad addormentarsi e stanchi dal sonno si innervosiscono, piangono e passiamo interminabili serate chiuse in casa (con 26 gradi fuori) cercando di attutire i rumori.

Ovviamente in casa non si riesce a comunicare tantomeno a riposare, andando a lavorare il mattino seguente, stravolti!

Termino facendo notare che il paese è attorniato da ettari di campagna anche demaniale, ma il comune preferisce concedere questo spazio perché situato al centro del paese, quindi comodo da raggiungere (forse per i famigliari e amici del sindaco e giunta comunale!!!).

Come procedere? Fare querela? abbiamo qualche diritto le 24 famiglie che vi abitano di fronte?


Giovanni

» la risposta dell'esperto

 

Delle vicine insopportabili

10.06.2009

Cosa fare quando si hanno vicini che la parola "rispetto per la comune convivenza" non sanno neanche come si scrive?

Abito a Mentana da ormai 18 anni. Ho sempre ritenuto che fosse un paesino tranquillo, ma la quiete latita da ben tre anni. Si, perché tre anni fa si sono disgraziatamente trasferite nella via nella quale abitiamo noi (Via Sabina) due "gentili signore", madre e figlia, che evidentemente non hanno mai avuto familiarità con le parole "rispetto" e/o "educazione".

Già dalla precedente abitazione portavano un cagnolino piccolo, che non sarebbe neanche stato un problema per nessuno (dato che non si vede e non si sente), se non fosse che poi hanno pensato bene di adottare altri 5/6 cani trovatelli che non mancano di abbaiare ad ogni ora del giorno e della notte, causando disagio ai residenti più anziani (inteso come "persone che vivono da più tempo",e soprattutto anziane d'età). Dopo varie insistenze,siamo riusciti a convincerle a mettere almeno 3 dei cani più "molesti" dentro casa nelle ore notturne e il pomeriggio...cosa che è durata poco, visto che spesso si "dimenticano" di farli entrare.

La cosa più sconvolgente, è che le "signore", che risiedono in un'abitazione dotata, come le altre, di citofono e campanello alla porta, ogni volta che ritornano, per avvertire chi è in casa, suonano il clacson. Non gli basta suonarlo una volta, lo suonano ripetutamente. E questo si ripete sia alle 13,00/ 13,30, sia alle 20,00/20,30... quando la gente NORMALE è a casa e si vuole rilassare.

Il culmine si è raggiunto ieri sera, quando un "gentilissimo signore" amico della figlia di questa vicina molesta, è venuto a prendere la "gentile signorina", strombazzando il clacson a tutto spiano, neanche stesse facendo un concerto (per la cronaca...con il clacson ha replicato il suono di un nuovo messaggio arrivato al cellulare...e non era il classico "bip bip-bip bip", ma la versione più lunga, purtroppo). Dato che la "signorina" era restia dal farsi vedere, ha pensato bene di replicare la sinfonia, tanto è vero che si è affacciata praticamente tutta via Sabina. Da specificare l'orario: erano le 22,00 circa.

Ora...sono un paio di estati che io e la mia famiglia siamo impossibilitati a muoverci, e da ben due estati viviamo in questo disagio. Anche se è un disagio che purtroppo viviamo tutto l'anno. Dato che mi sono stancata, e con me tutti gli altri vicini, di questi rumori molesti, dato che prima che si stabilissero qui le "gentili signore" era una via più che tranquilla, vorrei sapere se si può procedere ad una denuncia, e se si, a chi eventualmente ci si può rivolgere, se una denuncia ai carabinieri và bene, o se bisogna rivolgersi anche al sindaco.

Purtroppo con il dialogo c'è poco da fare, le signore, quando gli si fa notare che sono "un po troppo rumorose", si straniscono anche...come se fossero padrone della strada!!!

Perdonate la lettera prolissa,e grazie anticipatamente.


Lucrezia

» la risposta dell'esperto

 

Il rumore del teatro non è destinato a cessare

06.06.2009

Buon giorno, vivo a Pisa e confino con un cinema teatro con bar incluso e da circa 6 anni lotto con queste persone in quanto il rumore prodotto da suddetto locale spesso non permette nemmeno l'ascolto della televisione, radio o il normale parlare delle famiglia.

Anni fa ho fatto ripetuti esposti al comune, ASL e ARPAT che hanno prodotto poco o niente in quanto il teatro e ancora aperto e produce sempre più rumore facendo spettacoli e concerti rock.

Circa 3 anni fa e intervenuta ARPAT e ha fatto delle rilevazioni a sorpresa durante lo spettacolo e ha rilevato un rumore differenziale superiore di ben 5 volte al normale, ha eseguito la sanzione e inviato documenti al comune, il quale ha fatto riaprire il teatro con alcune limitazioni: obbligo del limitatore (che nessuno ha mai piombato) e divieto di montaggio di strumenti e amplificatori esterni che emettano emissioni non controllate.

Il teatro ha eseguito in casa mia ad aprile 2009 le sue valutazioni con macchinari e personale esperto dicendo e promettendo le contromisure del caso. Aggiungo che il teatro è privo di qualsiasi impianto di insonorizzazione e che mai nessun tecnico del comune o ARPAT ha mai verificato l'uso improprio del limitatore che poi dovrebbe essere stato tarato in base alle valutazioni dei tecnici del teatro.

Ho chiesto l'intervento del proprietario del locale (in questo caso il rettore del seminario di Pisa), e ho telefonato varie volte al direttore del teatro che come risposta mi ha mandato una diffida del suo avvocato a non parlare più col rettore a non telefonare più e a non intraprendere nessun discorso con enti locali che sarebbe considerato come diffamazione.

Allora mi chiedo dopo 6 anni come si possa far smettere questo disagio che porta moglie e bambino a non riposare ne la notte ne il giorno (periodo nel quale si effettua prove degli spettacoli). Gli spettacoli vanno dalle 22 alle 24 e alle volte pure oltre, mi viene detto che la valutazione ARPAT non e più valida anche se le condizioni interne non sono cambiate in niente. Possibile che nessuno possa far terminare le emissioni che produce?


Francesco

» la risposta dell'esperto

 

La musica a tutto volume del disco bar

24.05.2009

Cortesi Amici,

siamo una giovane coppia che abita nel centro storico di Cagliari e gestisce un bed and breakfast. Nel nostro stesso palazzo, esattamente due piani sotto la nostra casa, è stato aperto un locale che si definisce "caffè, sala da the, ristorante" ma che dal mese di maggio ha iniziato l'attività di vero e proprio disco bar con deejay all'aperto nelle notti del giovedì, venerdì e sabato a partire dalle ore 23/24. Ne segue un intasamento del traffico conseguente allo stazionamento di auto e svariate decine di avventori fuori del locale che concorrono con schiamazzi e strombazzamenti di clacson a rovinarci il riposo notturno.

Abbiamo chiesto, prima al gestore d'interrompere tale molestia che ci troviamo a subire con i nostri ospiti che spesso partono la mattina successiva, ricevendo un'arrogante rifiuto, poi, l'intervento della Polizia Municipale che ha eseguito ben tre verbali.

La Municipale ci ha anche confermato che la concessione del Comune prevede la diffusione esterna nel plateatico del locale, di musica "soft" sino le 24 con silenzio assoluto dopo tale orario sino alla chiusura obbligatoria alle 2.

Assieme ad altri cittadini abitanti nel rione, abbiamo presentato un esposto al Comune allegando ben 30 firme! Ora, poiché la situazione continua: figuriamoci che appena i Vigili se ne vanno la "musica" viene riaccesa sino anche le 2:30, vorremmo sapere perché non vi sia stata ancora la chiusura o comunque l'interruzione dell'attività di questo locale, o forse c'è altro che possiamo fare?

Grazie anticipatamente per la risposta, un cordiale saluto e complimenti per questo portale che ci è stato di notevole aiuto.


Michele

» la risposta dell'esperto

 

Strada urbana con ciottolato

22.05.2009

Salve, da metà novembre scorso vivo a Mantova in una casa in affitto posizionata in una via abbastanza centrale parallela a una arteria di circonvallazione e alla Ferrovia. Stranamente queste due vie di traffico non nuocciono alla tollerabilità del rumore. La strada dove si trova la casa dove vivo però si. Trattasi di una strada con pavimentazione ciottolata, a senso unico ma con una corsia preferenziale in direzione opposta che dovrebbe essere utilizzata solo da mezzi pubblici, di soccorso e forze dell'ordine oltre che eventuali autorizzati (disabili, ecc..).

I problemi di questa strada che ho segnalato più volte alla polizia locale sono i seguenti:

1) Anche se non posso verificare personalmente con strumenti "autorizzati" le macchine che passano nella corsia a senso unico vanno troppo veloci, se non per eccesso di velocità almeno per la pavimentazione stradale che essendo ciottolata provoca grandi rumori. Si tenga presente anche che non essendo asfaltata, la pavimentazione è abbastanza irregolare per cui sono presenti dossi e cunette che nel passaggio provocano anche rumore non solo per i ciottoli in se quanto per l'ondeggiamento del mezzo conseguente.

2) Talvolta pur essendo strada urbana si assiste ad auto che sorpassano a forte velocità anche se non consentito.

3) Si assiste anche, soprattutto nelle ore notturne, a macchine veramente al di sopra del limite poiché meno trafficata.

4) Gli autobus non sono esenti da questi discorsi sebbene usino la corsia a loro riservata, se non devono fermarsi alla fermata vicino a casa mia proseguono aumentando la velocità. Sottolineo che tali autobus sono di tipo vecchio cioè a gasolio, cosa che provoca ancora più rumore dovuto all'accelerazione.

5) Molto spesso il traffico è superiore al normale e si assiste ad un uso improprio o presunto tale della corsia preferenziale. Tale sospetto è stato confermato dalla polizia locale (vedi sotto nelle risposte ricevute).

6) In 2 punti di questa strada ci sono bidoni per immondizia e vetro/alluminio (equidistanti più o meno dalla mia abitazione circa 200 m) che vengono vuotati sempre a orari mattinieri che vanno dalle 5 alle 6.

7) Ogni mattina passa il mezzo di pulizia stradale che fa parecchio rumore nel pulire il ciottolato con le spazzole.

8) Dato l'elevato traffico e l'utilizzo di autobus a gasolio anziché elettrici l'inquinamento della via non è trascurabile e spesso ci costringe a chiudere le finestre con tutte le conseguenze del caso. Mi sembra di vivere in un bunker. Capisco d'inverno, ma ci stiamo avvicinando alla stagione estiva e non voglio morire soffocato!

Si tenga presente anche che questa via si trova proprio parallela ad una arteria principale che a mio avviso sarebbe da utilizzare al posto della via in questione. La mia abitazione si trova affacciata a questa strada ed è al primo piano.

Alle mie lamentele non ho mai ricevuto risposta da parte delle polizia locale. Solo quando ho inviato mail direttamente a sindaco, assessore della viabilità e assessore dei trasporti ho visto  dalla sera stessa la presenza della polizia locale e tale presenza è durata dalla mattina (ore 8) alla sera (ore 7) per 10 giorni, tuttavia il loro compito è stato solo quello di controllare l'utilizzo della corsia preferenziale e parlando con loro sembra che abbiano fermato una media di 7/8 persone all'ora (si facciano i conti per il numero di ore e il numero di giorni...). Nessun provvedimento risolutorio è stato preso e ancora il problema persiste. Io, mia moglie e il mio bimbo di 3 anni non riusciamo più a riposare decentemente.

Volevo sapere cosa potrei fare (controlli, solleciti, vie legali, ecc...) per poter avere una risposta da parte del comune/azienda dei trasporti/azienda di pulizia strade/polizia locale.

Le mie proposte sono sempre state bocciate o rimaste inascoltate come la deviazione del traffico, la conversione della via in zona a traffico limitato, l'installazione di rallentatori, sebbene nella maggioranza dei casi siano stati ampiamente giustificati anche dal punto di vista logistico.

Vi prego ditemi qualcosa di confortante perché stiamo a stento sopportando la situazione ed essendo appena trasferiti non abbiamo la possibilità economica di effettuare un altro trasloco.


Daniele

» la risposta dell'esperto

 

Clacson a Cavoretto

22.05.2009

Desidero segnalare una situazione che va via via peggiorando in Strada dei Ronchi a Torino, nel zona di Cavoretto.

Gli automobilisti che transitano utilizzano costantemente e ripetutamente il clacson sin dalle primissime ore del mattino, nessuno ormai rispetta il divieto di utilizzare segnalatori acustici.

Nella stagione calda è ancora peggio poiché uscendo all'aperto e tenendo aperte le finestre si sentono ovviamente ancora di più. Mi rendo conto che se le persone avessero più buon senso e rispetto non avrebbero la necessità di strombazzare per passare, basterebbe solo avere una attimo di pazienza...ma la situazione è alquanto insostenibile soprattutto se ci si volesse rilassare all'aria aperta in contemplazione dei soli suoni della natura!


Daniela

» la risposta dell'esperto

 

Un rumore di ignota origine

28.04.2009

Sono stato interpellato da una famiglia disperata perché ossessionata da mesi da un rumore all'interno della propria abitazione. Parlo di ossessione perché il rumore continuo, anche se di piccola intensità, è continuo, notte e giorno, 24 ore su 24, sempre con la stessa frequenza, sempre con lo stesso volume, di notte e di giorno. Certamente di giorno è fastidioso ma di notte, quando tutto il resto tace, si fa sentire di più e diventa insopportabile.

Il livello è basso: c'è fra i loro amici chi lo sente, alcuni non sono riusciti a sentirlo ma per loro, che ormai non pensano ad altro, non è proprio più sopportabile. Mi hanno detto che potrebbero pensare anche di cambiare casa anche se l'hanno costruita da poco e ci abitano con i loro due bambini.

Si tratta di un'abitazione monofamiliare con giardino nei quattro lati. Il rumore all'esterno non è percettibile ne è presente nelle villette circostanti.

E' presente all'interno dell'abitazione, in modo percettibilmente uguale in tutte le stanze della casa, poste a piano terra e a primo piano; nella camera dei ragazzi hanno l'impressione di percepirlo un pò di più.

Non varia anche isolando tutti gli impianti: staccando l'interruttore generale dell'impianto elettrico, chiudendo impianto del gas e dell'acqua che hanno contatori sulla recinzione esterna al giardino.

Non ci sono impianti tecnologici pubblici se non all'esterno della recinzione esterna (illuminazione pubblica, acqua e gas). Non ci sono linee elettriche aeree; inoltre il rumore non è udibile se non all'interno della casa.

Mi sto organizzando per effettuare di notte un'analisi in frequenza per cercare indizi sulla possibile natura della fonte ma è solo un tentativo.

Mi rivolgo a tutti i destinatari della presente confidando in una indicazione circa la possibile fonte del rumore in questione e, eventualmente, una soluzione tecnologica.

Cordialmente.


Roberto

» la risposta dell'esperto

 

I bambini che giocano al pallone

08.04.2009

Abito in una frazione di un paesino montano. Nella piazzetta davanti alla chiesa vicino alla mia casa giornalmente bambini giocano a pallone creando non poco disturbo essendo le case tutte intorno alla piazza. Il pallone crea un rimbombo molto fastidioso tanto che non si può stare ne con le finestre aperte ne chiuse, non si riesce neppure a sentire la tv. I bambini con altri giochi non danno nessun fastidio, solo quelli che giocano al pallone. E' possibile fare qualcosa?


Seraiocco

» la risposta dell'esperto

 

La vicina di casa camiciaia

04.04.2009

Forse è la seconda volta che vi scrivo. Il mio problema è una vicina di casa che fa la camiciaia, ha installato nel suo balcone un piccolo laboratorio di camicie, lavora conto terzi, tutta la settimana, compresa la domenica. Il rumore è terribile anche perché oltre al rumore ci sono le vibrazioni, usa una macchina professionale, ed il rumore è ad intermittenza, dalla mattina fino alla sera. Ho provato a parlare ma per tutta risposta mi ha preso a parolacce. Abito in una casa popolare e non c'è amministratore. Cosa posso fare?


Stefania

» la risposta dell'esperto

 

La musica della piadineria fa rimbombare l'appartamento

02.04.2009

Mia Mamma vive da 30 anni in un appartamento a Milano e da 15 anni che ha ristrutturato l'appartamento sostituendo infissi (doppi), tubazioni e pavimenti, ovviamente le solette sono ancora quelle del tipo vecchi a "cannette".

E' da 2/3 anni che sotto di lei vi è una piadineria e solamente da 5/6 mesi a questa parte mia mamma sente un rimbombo di musica.

Il negozio ha spostato le casse dell'impianto musicale da parete a soffitto creando un abbassamento e mettendoci queste casse della "radio" nel controsoffitto.

La cosa "strana" è che non sempre e non con tutta la musica si sente il rimbombo, a mio avviso è il posizionamento delle casse, ma il titolare dell'attività nega il fatto che c'è qualcosa che non va e da della "pazza" o fantasiosa a mia mamma.

L'amministratore dice che la prassi è lunga e sinceramente non so cosa intende. Cosa può fare mia mamma per non farsi venire l'esaurimento e per risolvere il problema?


Silvia

» la risposta dell'esperto

 

Vivere con la musica della sala fitness

26.03.2009

Vivo al primo piano in una palazzina. Sotto di me hanno aperto una palestra. In particolare hanno la sala fitness proprio sotto il mio soggiorno. Sistematicamente tra le 19 e le 21 (ma a volte anche oltre tale orario) fanno lezione e a me sembra di avere la musica direttamente in casa, specialmente i bassi che fanno rimbombare il pavimento. I tentativi di composizione bonaria a nulla sono valsi. Tra l'altro ho appurato che ha fatto solo un'insonorizzazione "fai da te", con comuni pannelli credo di polistirolo, senza alcuno studio. Che posso fare? Attendo con ansia qualche indicazione.


Roberto

» la risposta dell'esperto

 

Il bar sotto casa è diventato insopportabile

16.03.2009

Sotto al mio appartamento, vi è un bar che osserva il seguente orario 05.00-01.00. Al momento dell'apertura e chiusura con l'innalzamento delle varie serrande in ferro che vengono battute in modo violento sulla struttura dell'edificio causando grosso spavento ai bambini che hanno la camera proprio sopra le serrande. Inoltre, dopo le ore 22.00, l'uso del gioco del biliardo causa fastidiosi rumori e gli avventori presenti all'interno, ubriachi, provocano schiamazzi e forti urla.

Nell'ultimo periodo mi sono accorta di essere molto nervosa, avere repentini cambi d'umore, tachicardia, vuoti di stomaco, in particolare quando si avvicinano le ore 22.30. Faccio presente che i vicini che sono conoscenti, amici, parenti e cugini vari del gestore e del proprietario del bar, inspiegabilmente non accusano nessun disturbo da parte del locale e dunque mi ritrovo la sola ad accusare .

Parlando con un pubblico ufficiale, mi è stato sconsigliato di rivolgermi ad un legale per tutelare e difendere i miei diritti in quanto l'iter sarebbe molto lungo e costoso e, probabilmente, con causa persa. Per quanto sopra esposto chiedo un Vostro consiglio, visti i suddetti elementi, con un buon legale specializzato nel problema avrei possibilità di "GIUSTIZIA"? Vi ringrazio anticipatamente e attendo fiducioso una Vostra risposta.


Maria

» la risposta dell'esperto

 

Quando l'attività di un bar è fuori controllo

09.03.2009

Da circa un anno abito sopra un bar che osserva il seguente orario 05.00-01.00, senza riposo settimanale. I clienti del locale dopo le ore 22.30 iniziano la danza con forti urla e schiamazzi senza nessuna educazione e rispetto per il prossimo, inoltre al momento dell'apertura e della chiusura del locale le serrande (che sono cinque) provocano grossi urti alla struttura dell'edificio causando disturbo e spavento in particolare ai bambini che si trovano proprio con la camera sopra due delle serrande, considerando che le stesse vengono chiuse a distanza di orario fra di loro (Esempio: due alle 23.00 una alle 24.00 e le altre due al momento della chiusura totale del locale). Contattato il proprietario (che non è il gestore del bar) facendogli presente il problema, lo stesso mi assicurava che in primavera doveva eseguire dei lavori e che interveniva anche sulle serrande. Se in quel periodo il problema non mi fosse risolto, chiedo gentilmente un consiglio come potrei regolarmi per poter porre fine a questo incubo. Nell'ultimo periodo sto accusando dei problemi di salute: nel momento che sento i suddetti rumori, attacchi di panico, forti vuoti di stomaco, stati d'ansia e il cuore a mille. Sto cercando un Bravo legale (in Firenze) che si occupi principalmente di questi problemi per potermi rivolgere per una eventuale azione legale ma finora con esito negativo.

Nel ringraziarvi per la vostra disponibilità e collaborazione nel consigliare e aiutare persone con questi grossi problemi vi saluto cordialmente.


G.D.

» la risposta dell'esperto

 

Il Gran Premio di F1 di Monza non avrà più problemi di rumore

03.03.2009

È stato approvato infatti dal Parlamento un emendamento al decreto ambiente del Ministro Prestigiacomo, che modifica la disciplina sulle emissioni rumorose.

Negli scorsi anni molti residenti nelle vicinanze dell’ autodromo di Monza avevano avviato azioni legali per l’eccessivo rumore proprio durante le gare. Nel nuovo testo di legge si dice che “le emissioni acustiche andranno valutate tenendo conto delle priorità della destinazione d’uso” della fonte da cui provengono. La norma sarà dunque applicata anche a impianti industriali e di altro genere. “È stato risolto definitivamente il problema non solo dell’autodromo di Monza ma anche degli altri impianti sportivi di tuta Italia” ha detto il deputato della Lega Nord Paolo Grimoldi che insieme al senatore Cesarini Monti è stato presentatore della proposta.

Ho trovato sul quotidiano "La Repubblica" questo breve articolo. Vorrei un giudizio sulle possibilità che restano ai cittadini di difendersi contro i rumori.


Giovanni

» la risposta dell'esperto

 

Vivere Vicino alla FI-PI-LI

25.02.2009

La nostra abitazione fa parte di una lottizzazione con concessione edilizia del 1998 che comprende circa altri 40 appartamenti. Le abitazioni si trovano adiacenti alla FI-PI-LI, strada di Grande Comunicazione che collega Firenze a Livorno.

Il motivo di questa lettera nasce proprio dal disagio che il rumore, per la vicinanza (circa 50 mt) alla S.G.C, genera alle nostre abitazioni. Le costruzioni sono state ultimate ormai da un bel po’ di anni e mi domando come mai non è stato ancora messo in regola l’inquinamento acustico.

Circa 1 anno fa abbiamo preso contatti con la Regione Toscana, richiedendo informazioni per l’installazione di barriere fonoassorbenti (in effetti si tratterebbe di sanare un tratto di strada che sarà a malapena 40 mt), ma senza alcun esito e o risposta concreta. In effetti ci è stato risposto con un elenco di leggi e decreti che regolano il risanamento acustico della regione Toscana ecc..ecc.. e ci è stato anche detto che per l’anno 2008 sarebbero stati stanziati dei fondi proprio per il risanamento acustico della zona.

Non avendo avuto risposte concrete dalla Regione abbiamo preso contatto anche con ARPAT Toscana, ci hanno ascoltato, ma ci è stato detto che non è possibile che ci sia così tanto rumore in quella zona, dal momento che era stata monitorata con alcuni rilevamenti a CAMPIONE, e quindi loro non potevano fare molto.

Infine abbiamo preso contatti (e-mail) direttamente con il presidente della Provincia Toscana, il quale si è informato sulla questione e in effetti ci ha confermato quanto avevamo già saputo e in più ci ha detto che la Regione ha stanziato dei fondi ma che la nostra zona è in priorità bassa e l'intervento non è previsto né per il 2009 né per il 2010. L'unico modo per far cambiare idea alla Regione è far fare un rilevamento dell'inquinamento acustico in loco e dimostrare che i numeri che risulteranno non sono sicuramente quelli dichiarati da Arpat nella graduatoria, risultanti infatti da soli rilevamenti a campione. Posso garantire che il rumore dei tir è veramente costante
Tra l’altro si tratterebbe di sanare un tratto che sarà circa 30-40 mt in quanto dopo le barriere sono già presenti per abitazioni “vecchie”, quindi mi domando se le barriere erano già state installate probabilmente è perché quel tratto è soggetto ad inquinamento acustico fuori dai limiti.

Come possiamo fare per richiedere un rilevamento dell'inquinamento acustico? Dobbiamo andare per vie legali? E poi chi di chi è la responsabilità della Regione o della Provincia? Vi ringrazio in anticipo per i consigli e le informazioni che mi invierete.


Silvia

» la risposta dell'esperto

 

Lo strano corso della Giustizia

21.02.2009

Vorrei far conoscere la mia esperienza personale in relazione alla giurisprudenza che pone forti interrogativi sulla tutela dei cittadini dall'inquinamento acustico che l'orientamento della magistratura ha da sempre in passato accordato. Mi piacerebbe conoscere l'opinione del dott. Marcello Brugola.

Due sentenze di primo grado che mi riguardano sono state decise del Tribunale di Parma da un giovane giudice di prima nomina, tale Ulisse Forziati. Nel merito:

1° Sentenza: Dall'anno 2000 al 2002 due bar distanti fra loro circa 50 mt. hanno ottenuto licenze per piano bar pomeriggio e sera per 5 mesi continuativi suonando costantemente sopra i limiti imposti. Di conseguenza abbiamo ottenuto 12 verbali Arpa con gli abusi accertati a cui sono seguite a carico dei bar 9 sanzioni amministrative, 3 diffide all'adeguamento dei limiti e 5 sospensioni della licenza, con abusi accertati da Arpa quali la rimozione di limitatori di potenza ed organizzazione di schiamazzi per alterare la determinazione del rumore di fondo da parte dei baristi. Purtroppo continuando negli anni l'intollerabile disturbo mi sono rivolto alla magistratura per tutelare i diritti della mia famiglia e, sulla base delle prove sopra indicate, il Tribunale di Parma nel 2002 ha emesso un'ordinanza di cessazione immediata della audizioni musicali ex art. 700 poiché eccedenti la normale tollerabilità, confermandola qualche mese dopo dal Collegio Magistrati di Parma con dovizia di particolari.

Successivamente la causa civile è andata avanti ed il Giudice ha nominato una CTU per quantificare il danno che avevamo subito e che in effetti è stato valutato. Con il passare del tempo, però, il destino ha voluto che vi sia stato un avvicendamento in questo tribunale e la decisine di primo grado del nuovo giovane giudice è andata incredibilmente a nostro sfavore. Infatti si sostiene che noi avremmo dovuto, per ottenere la liquidazione del danno, domostrare con fonometrie Arpa il superamento dei limiti per ogni serata dei 5 mesi licenziati!!!! Va detto che, fra gli atti del processo, sono presenti ben due lettere Arpa in cui si afferma che il massimo di interventi da parte loro era di 2 all'anno, quindi un privato cittadino, come il nostro caso che chiedevamo più fonometrie, è impossibilitato ad ottenerle stante che Arpa, organo di legge proposto, non le effettua.

In breve, non 1 ma 12 verbali Arpa, abusi conclamati dei bar, tra cui suonare senza licenza persino al di fuori dei 5 mesi continuativi di licenza,costante e sistematico superamento dei limiti,quattro giudici dello stesso Tribunale di Parma che hanno valutato questi stessi fatti in maniera opposta come è logico pensare rispetto al completo diniego del diritto alla quiete in ambiente abitativo che questo giovane giudice ha sentenziato.

 

Ma, se mai fosse possibile, la seconda è, a mio avviso, ancora più allucinante:

2° Sentenza: Nel 2002 e 2003 di fronte alla mia abitazione in centro città, oltre ai bar sopraccitati, un'altra società oggi posta in liquidazione, ha organizzato alcuni spettacoli rumorosi per circa un mese in tutto. Anche in questo caso il volume era insostenibile al punto che anche negozianti della zona si erano lamentati con lettere al comune, visto che una di queste manifestazioni è durata 16 giorni per 14 ore al giorno. Abbiamo anche in questo caso ottenuto dei rilievi fonometrici Arpa che hanno evidenziato una pressione sonora che arrivava fino ad 80 dB(A) a filo di facciata e superava dai 6 a 10 volte la normale tollerabilità. Tutto ciò è stato verbalizzato. Ci siamo, anche in questo caso, rivolti alla magistratura per tutelare i nostri diritti chiedendo esclusivamente la protezione per legge all'interno delle nostre abitazioni.

Ebbene, lo stesso giudice del caso precedente, ha ammesso e citato in sentenza gli abusi commessi a nostro sfavore con tanto di verbali Arpa inconfutabili, però ha affermato che per essere intollerabili le immissioni non devono solo superare i limiti, come in effetti è stato e nettamente, ma devono durare nel tempo e dato che queste licenze erano di soli 30 giorni in tutto, secondo lui non abbiamo diritto ad alcuna tutela al punto che abbiamo perso la causa e siamo stati condannati al pagamento delle spese!!! Per questo giudice il fatto che la mia famiglia, fra le altre, abbia subito per 16 giorni dalle 10 di mattina a mezzanotte delle immissioni acustiche in casa di quasi 70 dB(A) non comporta alcun abuso da parte di chi le ha prodotte, anzi l'errore è stato mio che, a fronte di verbali ufficiali di superamento dei limiti di legge, ne ho chiesto la reale applicazione.

A questo punto mi chiedo che senso abbiano le fonometrie. Queste dovrebbero servire a certificare un dato tecnico incontrovertibile e se questo supera quanto afferma il legislatore, chi deve applicare la legge non fa altro che sanzionare il trasgressore. Ebbene questo giudice afferma con questa sentenza l'esatto contrario e chi ne subisce le conseguenze siamo noi cittadini che a questo punto non abbiamo nessuna tutela su cui contare.

Sono in grado di produrre l'intera documentazione relativa a quanto ho affermato.

Ringrazio per l'attenzione.


Pietro

» la risposta dell'esperto

 

Il pianoforte del vicino

13.02.2009

Gentile Redazione,

i miei più sinceri complimenti per queste pagine web, per un argomento tanto importante quanto spesso, purtroppo, sottovalutato.

Dunque, ho un vicino che suona il pianoforte di mestiere e nonostante abbiamo entrambi due terratetti (il suo è anche più grande del mio e posto in angolo) questi si rifiuta di prendere provvedimenti per insonorizzare il suo piano, e non ne vuole sapere neanche di allontanarlo dalla parete confinante. Dice di aver già fatto un insonorizzazione, ma a me non sembra affatto sufficiente dal momento che è percepibile praticamente ovunque, su tre piani. Non che il rumore sia assordante, ma rappresenta comunque una fonte di disturbo dal momento che mediamente viene prodotto per più di otto ore al giorno fino alle otto di sera e a volte nel primo pomeriggio, quando vorrei riposare.

Dopo qualche inconcludente sfuriata, ho pensato di chiamare l'ARPA, ma mi hanno detto che non si occupano di queste questioni private. Ora, vorrei sapere se ci fosse qualche possibile soluzione al mio problema prima di ricorrere a un giudice di pace. Probabilmente il mio vicino supera di più di 3 decibel i rumori esterni, e da qualche parte ho letto che questo limite per legge non può essere superato.

E ancora: in caso dovessi per forza ricorrere all'avvocato, avrei qualche possibilità di riuscita?


Leonida

» la risposta dell'esperto

 

Le novità normative in materia di requisiti acustici degli edifici

08.02.2009

Dott. Brugola,

siamo un gruppo di condomini e abitiamo in un condominio di nuova costruzione consegnato nel luglio 2007, a maggioranza proprietari tranne 3 unità abitative ancora in possesso del costruttore. Sono stati eseguiti degli accertamenti da parte di tecnici sia di parte del costruttore che nostra. I parametri consentiti dalla legge sono stati ampiamente superati a detta di entrambi.

Siamo venuti a sapere tramite un architetto che sta per essere approvato un nuovo decreto legge, il quale andrà a sospendere tutte le sanzioni e provvedimenti a carico dei costruttori. Le risulta che tale decreto sia in atto? Se sì, possiamo fare qualcosa per poterci tutelare nei confronti del costruttore in modo tale che adempi ai suoi doveri? Premetto che il condominio non ha mai dichiarato di volersi far liquidare il danno ma vuole che il costruttore faccia interventi in modo tale che possa garantirne i risultati in qualità di isolamento acustico.

Nell'attesa di una sua risposta le porgiamo i nostri saluti più cordiali saluti.


Maurizio

» la risposta dell'esperto

 

Quali azioni possono essere intraprese per sanare il disturbo lamentato da un asilo?

07.02.2009

L'asilo nido frequentato da mia figlia (privato ma convenzionato col Comune) si affaccia su una strada di quartiere che da un paio di anni a questa parte, a causa dell'istituzione di un senso unico su una delle principali vie di accesso alla città, è divenuta una delle principali vie di uscita dalla città.

L'asilo è al primo piano di una palazzina con giardino, e durante la bella stagione ovviamente i bambini giocano in giardino. Peccato che il muretto perimetrale del giardino confini direttamente con questa strada divenuta ormai sovraccarica di traffico (con relative emissioni di smog oltre che di rumore).

Dal momento che l'asilo era preesistente alla deviazione di traffico che ha causato l'aumento del rumore e dello smog, quali sono gli adempimenti di legge che il Comune avrebbe dovuto mettere in atto per tutelare l'asilo nido? Conviene pretendere l'installazione delle barriere antirumore (che però non risolverebbero il problema smog) oppure si può chiedere una deviazione del traffico su una parallela (ve ne è una idonea, più larga e meno vicina ad abitazioni)? E se il luogo è divenuto irrimediabilmente inidoneo ad ospitare l'asilo, esiste un diritto al risarcimento del danno o al trasferimento in altra sede? E' possibile minacciare una richiesta di danni fisici per l'esposizione quotidiana dei bambini al rumore oltre i limiti?


Silvia

» la risposta dell'esperto

 

La verifica del limite differenziale

31.01.2009

Premesso che vivo in una zona a prevalenza industriale, da gennaio l'azienda che confina con la mia abitazione ha installato un altro impianto di condizionamento a pompa di calore che funziona durante tutto l'arco della giornata sabato e domenica inclusi. Ho telefonato in comune per presentare un esposto e per ora ho ottenuto che l'impianto venga spenta durante le ore notturne perché non rispettava i limiti differenziali, mentre durante il giorno in base alla perizia fonometrica fatta da un tecnico dell'azienda dicono che risulta a norma. In realtà durante le ore lavorative avendo altre aziende confinanti che hanno installato impianti di aspirazione piuttosto rumorosi il condizionatore forse rispetta i limiti differenziali cosa che non accade certamente durante i fine settimana quando tutte le aziende sono chiuse e quindi godiamo di una grande tranquillità. Ho richiesto un intervento di Arpa anche perché durante il periodo estivo l'azienda mette in funzione un altro condizionatore. Chiedevo se Arpa durante i controlli considera anche se l'impianto rimane acceso nei week-end.


Simona

» la risposta dell'esperto

 

Un caso da incubo

19.01.2009

Vivo da qualche mese in un contesto che racchiuderebbe a mio avviso tutta una serie di abusi che hanno reso la nostra sopravvivenza un caso da incubo.

Noi abbiamo acquistato casa inserita in un borgo formato da due palazzine adiacenti divise da una piazzetta comune, in una delle due palazzine e contenuto un bar. Premettendo che i costruttori, i proprietari del 70% del condominio, gestori e proprietari del bar sono la stessa cosa si verifica quanto segue:

Orari insubordinati a qualsiasi regolamento comunale o condominiale che sia;

Musica utilizzata senza rispetto alcuno;

Gli avventori ubriachi che urlano a tutte le ore interni ed esterni;

Tre calcetti Balilla esterni da impazzire ad ogni ora;

Occupazione della piazzetta a scopo di lucro con concerti e banchetti;

Abbiamo informato il Sindaco tramite l'invio di tre lettere raccomandate, abbiamo inviato una lettera raccomandata ai gestori del bar intimando un'azione legale previa rimozione dei calcio balilla.

Nel primo caso indifferenza totale, nel secondo di tutta risposta volume e feste aumentate.

Ho gia trasferito il tutto al nostro legale, ma nel frattempo vista, data la sua esperienza volevo qualche consiglio per un'azione da privato cittadino nei confronti del sindaco e Amministrazione.


Dir.Gen. Apogia Hotels

» la risposta dell'esperto

 

A Perugia un nuovo minimetrò, ma che rumore! Parte seconda

01.01.2009

Ho letto ed apprezzato sia la mail della signora Silvana Giuli del 28.11.2008, sia le sua risposta del 18.12.2008, particolarmente interessante là dove ha suggerito i percorsi da intraprendere a difesa delle emissioni sonore del minimetrò di Perugia.

Per ora, come Ella ha appreso, un gruppo di cittadini ha fatto ricorso al TAR contro una zonizzazione del territorio che ha avuto come unico obiettivo quello di legalizzare emissioni sonore (quelle del minimetrò) fuori dalla grazia di Dio, senza peraltro riuscirci appieno dal momento che, di notte, esse superano abbondantemente il limite dei 55 dB(A).

Uno dei punti del ricorso al TAR ha riguardato la non applicazione, nel PZA del territorio, del criterio differenziale. Il Comune di Perugia ritiene infatti che il minimetrò, denominato più correttamente impianto di risalita a fune, anche se non rientra nella elencazione dei mezzi di trasporto di cui all'art. 2, comma c) della Legge 26 ottobre 1995, n. 447, è pur sempre una infrastruttura viaria e, in quanto tale, non si applicherebbe il suddetto criterio differenziale, proprio in virtù dell'art. 4 della stessa Legge n. 447/1995.

I Ricorrenti ritengono invece come l'applicazione o meno del criterio differenziale derivi da come si caratterizzano le emissioni sonore stesse. Nel caso delle infrastrutture elencate nella Legge n. 447/1995, le emissioni sonore sono infatti contraddistinte da brevi periodi, anche se di forte intensità, mentre , nel caso dell'impianto a fune, si ha una emissione sonora continua( non meno di 14 ore/giorno) che rende legittima l'applicazione del criterio differenziale.

La posta in gioco è alta perché, con il criterio differenziale, il minimetrò diventerebbe irrecuperabile acusticamente, se non a prezzo di importanti e costose opere di bonifica.

Anche se Ella, nella sua risposta alla signora Giuli, ha richiamato chiaramente la necessità di rispetto del criterio differenziale, la pregherei di voler dare il suo parere in merito ai due modi di vedere delle parti, ovvero la non applicazione del criterio differenziale per il Comune, la sua applicazione invece per i ricorrenti.

Cordialmente e grazie in anticipo per il contributo che potrà dare.


Giovanni

» la risposta dell'esperto

 

I problemi di coloro che vivono vicino ad una strada

29.12.2008

Da qualche mese mi sono trasferito con la famiglia in un appartamento che si trova a pochi metri (circa 4-5) da una strada urbana in salita che collega la città di Trento ad un paese vicino.

Nonostante vi sia il limite dei 50 km/h, e vi sia anche un passaggio pedonale proprio di fronte alla mia palazzina, tutti i veicoli (automobili, autobus, moto, trattori, ecc.) transitano regolarmente a velocità oltre il limite, e soprattutto in salita utilizzano marce basse (2a e 3a) con relativo aumento del rumore.

Dalle 6 del mattino alle 9 di sera è impossibile tenere le finestre aperte per il rumore causato dal continuo passaggio dei veicoli. Nelle ore di punta, soprattutto al mattino, si formano code con un aumento dell’ inquinamento da gas di scarico che si percepisce all’olfatto.

La notte i veicoli trovano la strada libera e passano ad alta velocità, ed il rumore aumenta. Anche con le finestre chiuse il rumore è snervante. Stiamo pensando di installare finestre antirumore ma siamo in affitto ed il proprietario della casa non è disposto a contribuire. Questa primavera dovremo sicuramente installare l’aria condizionata, sempre a spese nostre, altrimenti sarà impossibile resistere.

La palazzina é stata costruita 25 anni fa, prima che la strada venisse sistemata definitivamente dal Comune ed adibita ad arteria di comunicazione. In ogni caso il traffico in quegli anni era una frazione dell’attuale.

Esiste una legge che ci permetta di richiedere al Comune l’installazione di barriere antirumore?


Ivana

» la risposta dell'esperto

 

Le esercitazioni dei complessini musicali hanno i suoi problemi

28.12.2008

Alla redazione volevo gentilmente illustrare un problema, che da un anno mi tormenta e non c'è modo di uscirne fuori! La mia situazione è la seguente.

A 10 metri da casa mia c'è una vecchia struttura che per decenni è stata utilizzata come Asilo,ed è di proprietà del Comune. Attualmente, tale struttura è abbandonata! Sennonché il Sindaco, ha avuto la brillante idea di dare la disponibilità (a parole e sapendo che non è lecito per tanti motivi da me illustrati di seguito!) a 5 persone, componenti un "gruppo musicale", di recarsi presso questo stabilimento tutte le volte che hanno bisogno di fare le cosiddette "prove prima di esibirsi"!

Premetto che:

1) E' stato accertato che questo stabilimento non è idoneo allo svolgimento di tale attività, in quanto non dispone dei requisiti previsti dalla legge in materia di Inquinamento acustico, venendo a mancare elementi fondamentali quali l'impianto di insonorizzazione ecc...

2) Queste persone non hanno mai chiesto e ottenuto il nulla osta dalla SIAE per avere il permesso di suonare fino alla Mezzanotte (24:00), ed ancora non possiedono l'autorizzazione scritta del Sindaco per poter usufruire del locale.

3) Queste 5 persone, per 3 volte a settimana si recano nello stabilimento per provare, oltrepassando l'ora prevista dalla legge (le 22:00), finendo verso la mezzanotte (24:00).

Nonostante i continui reclami rivolti al Sindaco in primis, passando per il Gruppo musicale e finendo con le Guardie comunali (vigili), a distanza di un anno le cose nono sono cambiate.

Vi scrivo affinché mi possiate aiutare, dicendomi come devo agire! C'è un rimedio a tutto ciò, posso evitare di denunciare il Sindaco, e se decidessi di farlo a che cosa vado incontro? C'è un'alternativa?

Attendo con ansia notizie dall'esperto.


Carlo

» la risposta dell'esperto

 

Vivere vicino ad un cementificio

24.12.2008

Gentile redazione, sono residente da più di un anno nel comune di Cittiglio, provincia di Varese.
Vi scrivo alle 2:05 del mattino perché come al solito, almeno da un anno a questa parte, cioè da quando vivo nel comune di Cittiglio le mie notti sono spesso insonni.

La mia abitazione si trova a circa 800 metri dallo stabilimento Colacem del comune di Caravate (un cementificio). Il cementificio in questione emette un rumore molto forte 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno, rumore che mi impedisce, come anche a molti altri, di poter dormire senza l'uso di tappi per le orecchie o sonniferi.

La mia vita è decisamente peggiorata per questo pesante problema. Non trovo possibile che una tale situazione debba andare avanti senza che nessuno "alzi la voce".

A questo punto cosa dovrei fare? a quali organismi rivolgermi? in che modo? Purtroppo l'amministrazione non si dimostra molto propensa ad affrontare il problema, ovviamente ben noto.

Grazie per la cortese attenzione e attendo fiducioso una riposta in merito a questa questione.


Paolo

» la risposta dell'esperto

 

Quando la valutazione del consulente tecnico del Tribunale compromette l'esito di un contenzioso

10.12.2008

Gentile redazione, premesso che mi trovo in una ingiusta situazione, che prima di attivare la tutela Giudiziaria facevo esperire una consulenza tecnica di parte (C.T.P.) con il risultato del supero sia dei criteri differenziali che comparativi, e oggi ho "vinto" una consulenza tecnica d'ufficio (C.T.U.) nella quale la determinazione della liceità dell'immissione è stata valutata rilevando LAF95 per il fondo e LA95 per l'immissione, ma ignorando le componenti tonali rilevate (ISO 1996 e o la ISO 266 anche la 2003 seppur modifichi le isotoniche prevedono tutte e sempre la penalizzazione per le componenti tonali), con il risultato, assurdo, che il C.T.U. esprima secondo il criterio differenziale il supero dei limiti con la rilevazione delle componenti tonali, ma invece secondo la tollerabilità (moncata delle tonali) vi sia il rispetto.

Ora mi ritrovo, cornuto e mazziato, con il ricorso 700 c.p.c. respinto, condanna alle spese della parte resistente, oltre alle mie spese e legali, C.T.P. e C.T.U., e con il mio bel rumore nella camera da letto, prospettiva ricorso in cassazione (il ricorso per altri motivi giuridici è stato deciso in sede di reclamo al tribunale), o insonorizzare la stanza.

La protesta è, che essendo il C.T.U. non un novellino (e non faccio nomi in quanto C.T.U. e C.T.P. sono personaggi più o meno noti nel vostro ambiente scientifico), emergerebbe che l'utilizzo di questa tollerabilità "moncata" sia strumentale al fine di far provocare una pronuncia in cassazione che specifici in dettaglio i criteri da seguire o opti per l omologazione civilistica delle norme amministrative o quant'altro: tutto ciò è IMMORALE, che avvenga a spese di chi subisca immissione rumorose, per affermare correnti di pensiero o quant'altro, tali questioni vanno risolte nelle sedi della comunità scientifica e non a spese dei cittadini nei processi, il C.T.U. percepisce i compensi (e non sono pochi) ed ha il dovere etico morale di assicurare la certezza delle metodologie di rilevamento in ossequio alla certezza del diritto dato il nesso diretto tra risultanze della C.T.U. ed esito del contenzioso, almeno tali guerre se dovete farle evitatele almeno nei procedimenti ex 700 c.p.c., il consolidamento lo si fa nelle corti di merito e non in Cassazione che non è il legislatore, avete consolidato voi le metodologie nelle corti di merito non è che la Cassazione si sia inventata la normale tollerabilità basandosi sulla ISO 1996 autonomamente.

Ora visto che, sono stato strumentalizzato per motivi a me estranei, se almeno forniate supporto tecnico-scientifico (cosa vado a scrivere nel ricorso per far capire ai Giudici di Cassazione una intera metodologia tecnica sottostante al criterio di tollerabilità, e che tale ricorso non sia un semplice tentativo pretestuoso solo perché "non piace " il risultato, come spiego componenti tonali distanze di frequenze-curve isotoniche, col rischio che me lo dichiarino inammissibile, visto che devo motivare il ricorso per falsa applicazione dell'art. 844 c.c.) e contributo alle spese del ricorso in cassazione, che si può perdere comportando la condanna alle spese.


Rodolfo

» la risposta dell'esperto

 

A Perugia un nuovo minimetrò, ma che rumore!

28.11.2008

Abito con la mia famiglia a Perugia, dove il 29 gennaio è stato inaugurato un "nuovo" mezzo di trasporto: il cosiddetto minimetrò. Si tratta di un impianto a fune che trasporta delle navette e che funziona dalle sette di mattina alle nove di sera.

Fin dall'inizio, anzi già da prima della sua inaugurazione, il problema del rumore è stato il principale problema di questo mezzo di trasporto che attraversa una parte della città, ma la nostra amministrazione non ha mai posto un efficace rimedio nonostante esposti, denunce al Noe e proteste varie.

Il problema, in effetti, è per chi come noi abita lungo il percorso. Già da un'ora prima dell'apertura e un'ora prima della chiusura siamo sottoposti ad un rumore continuo e monotono causato dallo scorrere della fune e che entra nelle nostre case sfiorando continuamente i limiti consentiti. Veramente i limiti consentiti sono superati almeno 5 volte ogni due minuti dall'arrivo e dalle partenze delle navette nella stazione (vedi Arpa Umbria). Non solo, i lavori di manutenzione avvengono sempre di notte spesso ad impianto acceso per cui veniamo continuamente svegliati.

La domanda è: che fare? Veramente il Comune una soluzione l'ha trovata nel luglio scorso: non riuscendo ad abbattere il rumore ha approvato un piano di zonizzazione in cui attribuisce alle zone attigue al percorso una "fascia superiore" (la quarta per l'esattezza) ignorando persino la presenza di scuole e decidendo che per noi, che abitiamo lungo la linea del minimetrò, non vale la norma relativa ai livelli differenziali.

Mentre le azioni legali (come il ricorso al TAR contro il piano di zonizzazione acustica fatto da un Comitato di cittadini) continuano, io continuo a vivere nella mia casa come in una specie di incubo. Questo rumore, del tutto identico a quello di una funivia, mi impedisce di rilassarmi, di riposare e di concentrarmi. Quando sono stanca vorrei non dover far ritorno a casa (casa mia!!).

Ora, dopo un certo periodo che vivo questo grande disagio, comincio a svegliarmi di notte e a sentire il rumore dell'impianto che funziona anche se è spento, come una specie di persecuzione. Comincio ad essere disperata!! Posso fare qualche cosa a livello individuare ed esigere un risarcimento? In questo momento, un risarcimento per me è quello di avere a disposizione una casa come quella di prima, dove regnava il silenzio, dove arrivavano sì dei rumori (si tratta sempre di una città) ma non così insidiosi e fastidiosi.


Silvana

» la risposta dell'esperto

 

Accertamento dell'ARPA preannunciato al controllato

15.11.2008

Gentilissimo Dottore,

abitiamo accanto a un ristorante, bar che ha aperto circa un anno fa.

All'inizio tutto bene, poi è iniziata un'attività di feste con musica altissima prodotta da un DJ, senza il minimo rispetto di orari, con il coinvolgimento fuori dal locale di un gran numero di giovani chiassosi fino a tarda notte, le 2 e anche oltre. Questi eventi sono occasionali, 2 3 o 4 volte al mese nei fine settimana ma sono pesantissimi.

Dopo un'estate insopportabile si è attivata una raccolta di firme indirizzata al sindaco e diverse autorità che ha avuto come esito un colloquio in comune con i responsabili del ristorante bar che avverrà nei prossimi giorni e un controllo dell'ARPA, anche questo immagino che sarà effettuato prossimamente.

Il controllo dell'ARPA è stato preannunciato tramite una comunicazione a diverse autorità, al capolista della raccolta firme e anche al gestore del ristorante, bar.

Il gestore del bar naturalmente, avvisato del futuro accertamento dell'ARPA ha già provveduto a ridurre il volume della musica, apporre cartelli invitando i clienti a non disturbare e non sostare davanti al locale. Certamente in queste condizioni il controllo dell'ARPA accerterà che il locale non produce alcun disturbo e che l'attività si svolge nel rispetto delle regole.

Ci domandiamo che senso abbia fare l'accertamento di un'attività che produce disturbo con musica, il cui volume può essere alzato e abbassato in qualsiasi momento, avvisando il responsabile in pompa magna dell'imminente accertamento. E' una normale prassi?


Marco

» la risposta dell'esperto

 

...una precisazione

Ho preso visione della lettera e l'avviso al controllato è in realtà una comunicazione che il Comune (non l'ARPA ) ha inviato a tutti gli interessati, compreso il controllato, comunicando l'avvio del procedimento da parte dell'ARPA, ai sensi della legge 241/90, quindi un'azione sicuramente pertinente.

L'ARPA, che si è messa già in contatto con diverse persone firmatarie dell'esposto, con grande tempismo, interverrà a sorpresa su richiesta del capolista in qualsiasi momento, anche tra qualche tempo, visto che il controllato, messo sull'avviso, ha già provveduto a limitare il disturbo.
Questo avviso di controllo ha avuto una grandissima efficacia.

Devo sottolineare la grande professionalità e sensibilità al problema da parte dell'ARPA.

 

 

Vivere vicino ad un discount

06.11.2008

Da circa 1 anno è nato un discount davanti a casa mia. Il mio problema è il continuo e improvviso rumore provocato dal lancio delle pedane a terra.

Dopo l'invito a poggiarle delicatamente il risultato è stato un notevole peggioramento della situazione. Vorrei aggiungere che non posso più spalancare la porta della mia stanza perché come visuale ho i clienti del supermercato che fanno la spesa (dal momento che la loro porta di vetro del retro si affaccia proprio di fronte alla mia porta).

Lavoro di sera, la mattina vado a scuola e di pomeriggio non posso più dormire; e non potendo più aprire la porta posso utilizzare soltanto la luce elettrica in pieno giorno.

E' possibile che non esista nessun tipo di tutela?


Sara

» la risposta dell'esperto

 

Van bene le misure, ma quando ai fatti

03.11.2008

Scrivo in merito al rumore emesso dalle macchine di trattamento aria poste sul tetto di un edificio costruito di recente nella città di Brescia e impiegato come centro fitness. I rumori emessi sono continui per tutto l'arco della giornata 06.00:22.00 Sabato e Domenica inclusi.

Le prime misurazioni del Comune di Brescia, Ufficio Ambiente ed ecologia, hanno rilevato un valore di 49 dBA. Queste misurazioni sono state subito contestate in quanto non eseguite correttamente.

Una seconda misurazione effettuata dalla società che ha installato le macchine, ha rilevato ~53 dBA. Presente alla seconda misurazione c'era anche il Responsabile dell'Ufficio Ambiente ed ecologia del comune di Brescia il quale ha dichiarato di voler aprire una nuova procedura di accertamento.

Dopo 20 giorni dalla presentazione di un nuovo esposto, nonostante numerosi solleciti, il Comune non ha ancora programmato la nuova misurazione affermando di aver già comunicato al soggetto disturbante di provvedere alla messa in norma ritenendo questa richiesta esaustiva.

E' dunque lecito pretendere che il Comune effettui una nuova misura che accerti l'attuale stato ambientale ed eventualmente chiedere che venga emessa una ordinanza al fine di mettere gli impianti in condizione di accettabilità? Così come, è corretto che il Comune di Brescia a fronte di un esposto, non intervenga con misurazioni proprie ufficiali?


Maurizio

» la risposta dell'esperto

 

Il tempo passa ma la situazione non cambia

20.10.2008

Gentile dottore,

ho letto numerose lettere che descrivono casi simile a quello che sto vivendo.

Disturbata da anni dai motori dei refrigeratori del negozio attiguo alla mia abitazione, in data 4 aprile 2008 ho fatto un esposto al Comune in cui vivo. Le garantisco che da sempre ho cercato un dialogo con i negozianti in questione, senza ottenere il benché minimo risultato.

Ho ricevuto la visita dell'ARPA in data 2 luglio 2008 ed i rilievi fonometrici hanno rilevato un eccesso di rumore di ben 12 dB. Il Comune ha redatto un'ordinanza imponendo una bonifica da effettuarsi entro il 30 settembre 2008 (come vede i tempi si sono dilatati di molto).

Ad oggi, 20 ottobre 2008, non è stata messa in atto nessuna opera di bonifica ed il Comune mi risponde che si deve aspettare un ulteriore controllo dell'ARPA in presenza dell'avvocato dei signori negozianti, che continuano indisturbati la loro attività.

Vorrei solo sapere per quanto tempo io debba ancora aspettare di risolvere il problema. Il mio rammarico è che una situazione verificata da un organo competente come "fuori legge" rimanga inalterata e che non venga effettuato nessun intervento per porre fine ad un inferno continuo.

La ringrazio per la sua gentilezza.


Simona

» la risposta dell'esperto

 

Una situazione davvero insopportabile

06.10.2008

Sono una disabile, affetta da malattia grave e cronica. Da dicembre mi sono trasferita in una casa, in cui il piano terra è di facilissimo accesso per me, in quanto è sullo stesso piano della strada.

Ho scelto di acquistare questa casa anche perché è dotata di una veranda che mi permette di stare un po' fuori, visto che sono sempre in casa. Non ho fatto i conti però con il "vicinato". Infatti davanti la mia abitazione, dall'altro lato della strada, vi sono due falegnamerie. Mi avevano detto che stavano per chiudere, perché entrambi i proprietari sono in pensione, invece lavorano tutto il giorno dalla mattina alla sera, anche fino alle 20.00, facendo rumori assordanti tutto il giorno, emettendo polveri irrespirabili.

Neanche nel mese di agosto si sono fermati dal lavorare ed anche l'estate l'ho passata chiusa nelle mie quattro mura domestiche, col mal di testa e i timpani che scoppiano (ho i doppi vetri alle finestre e tenendole chiuse, riesco a trovare un po' di silenzio, anche se certi rumori si avvertono anche a finestre e porte chiuse!).

Dietro la mia casa invece hanno iniziato ad edificare degli appartamenti e a casa mia non ho più un luogo, uno spazio, un centimetro in cui io possa riposare un po' e stare tranquilla.

Vorrei sapere a chi posso rivolgermi e cosa posso fare per poter vivere un po' in pace, visto che la malattia già di per se stessa non mi da tregua. Quali leggi tutelano la mia situazione e le attività di falegnameria?

Mi scuso se mi sono dilungata e se chiedo informazioni complesse, ma ho davvero bisogno di aiuto. Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione che mi dedicherete.


Sofia

» la risposta dell'esperto

 

Una considerazione su come vanno concesse le autorizzazioni ai pubblici esercizi

03.10.2008

Vorrei fare una considerazione all'esperto. Ma come? Noi cittadini disturbati da schiamazzi e rumori musicali con disck-jockey che parla a tutto volume, provenienti da un locale che fa una festa ancora a quest'ora (00.30) e noi dovremmo armarci di pazienza, andare al Comune e vedere se questi, fino a che ora gli ha dato il permesso di fare baccano? Ma dove siamo, veramente, signor esperto?

La cosa più logica sarebbe dare, tranne qualche periodo estivo, ma non più di 20/30 giorni, il permesso di suonare o cantare, in mezzo a case, fabbricati, edifici, insomma, nel centro abitato, non più che fino alle 22.30-23.30.

La gente deve andare a dormire per andare a lavorare o no? Dove sta scritto che si deve restare sbarrati in casa, con condizionatori o senza? Io ho chiamato i carabinieri alle 23.50 e mi hanno assicurato che avrebbero fatto abbassare il volume. Macché! Sono le 00.45 e si continua imperterriti ed io, dovendo alzarmi alle 05.30, non riesco ancora ad addormentarmi. Qui si deve cambiare la legge.

Un locale che funge da pizzeria, ristorante e sala ricevimenti, in mezzo a centri abitati deve avere orari particolari; se vogliono orari oltre le 23.30 (anche 24.00) non gli devono dare le licenze. Che gestiscano o si costruiscano, anche per questo scopo, i locali fuori città.

Anticipatamente ringraziandola per una sua eventuale replica, le invio cordiali saluti.


Pasquale

» la risposta dell'esperto

 

Disagio reiterato nel tempo e mai risolto

24.09.2008

Scrivo la mia lettera perché, dopo anni, sono esausto di subire rumori provenienti da un locale disco bar sotto la mia casa nel centro storico di Ostuni (BR).

Da anni io e mia madre siamo costretti a vivere, soprattutto in estate, ma anche durante gli altri periodi dell'anno, con rumori veramente insopportabili provenienti da un locale sotto casa, con musica, nonché con un condizionatore sotto il balcone che rimane acceso tutta la notte d'estate.

Il problema persiste dal 2004 anno di apertura del locale, e dopo tanti esposti con denunce e altri mezzi il locale dopo venti giorni ha riaperto perché riuscii a farlo sequestrare.

Qui il problema e che la signora che gestisce il locale è di una maleducazione inaudita e se si chiama la polizia una volta andata via aumenta il suono. L'ARPA di brindisi è stata chiamata due volte la prima volta caso strano tutto calmo improvvisamente, la seconda volta, la persona che fece il rilievo nonostante il rumore, disse che bisognava partire da da un livello alto e che c'erano anche altri bar nonostante il rumore era insopportabile. Alla fine anche la beffa.

Quindi le leggi ci saranno, ma come si fa se non si riesce a fare una rilevazione perché il soggetto che gestisce il locale probabilmente riesce a tamponare tutti i provvedimenti che in passato ho fatto.

Se cortesemente mi potete suggerire qualcosa altrimenti prima poi con sommo dispiacere sarò costretto a vendere l'abitazione antica di famiglia perché credetemi è brutto dover subire i rumori ma ancor più brutto quando cerchi nelle autorità un aiuto e queste rimangono impassibili chissà per quale motivo.

Il problema che nel centro storico di Ostuni in estate è veramente impossibile dormire di notte specie in alcuni punti ma l'amministrazione è sorda a tale problema.


Giulio

» la risposta dell'esperto

 

Un'area per le feste vicino a casa

14.09.2008

Abito in una palazzina di 6 appartamenti nella zona adiacente l'area feste comunale. Tale zona è stata adibita a questo scopo nell'anno in cui è stato rilasciato il permesso per la costruzione dell'immobile (anno 2004).

Nel primo anno in cui abbiamo abitato, le feste avevano una durata limitata, sia in termini di giorni che di eventi. Con il passare delle stagioni, gli appuntamenti sono sempre più frequenti infatti, oltre alle numerose feste campestri, è stato aggiunto anche il luna park.

I disagi che dobbiamo subire sono numerosi, ma l'aspetto che crea maggior fastidio è di carattere acustico: schiamazzi, musica ad alto volume fino a mezzanotte inoltrata, e con il luna park anche nelle ore diurne.

Nonostante le numerose segnalazioni agli enti preposti il problema sussiste, e temiamo possa allargarsi, in quanto il comune avendo un ritorno economico elevato, sta promuovendo attraverso il proprio sito l'area in questione.


Massimiliano

» la risposta dell'esperto

 

Il negozio sotto casa e ...un'altra musica

13.09.2008

Abito in un appartamento a Monza che si trova sopra un negozio di abbigliamento. Durante il giorno, dalle 9 alle 19, sono costretta ad ascoltare la musica proveniente dal negozio e qualche volta i discorsi delle commesse che devono urlare per potersi parlare. Quando c'è silenzio si sentono distintamente le voci e la musica della radio. Sembra qualcosa di sopportabile, ma in realtà per chi deve studiare e ha bisogno di silenzio è molto fastidioso. Chiedere alle commesse di abbassare il volume non è servito a niente perché dopo poco veniva rialzato nuovamente.


Claudia

» la risposta dell'esperto

 

Quando i ragazzi sono lasciati senza controllo

29.08.2008

Scrivo a nome di 4 famiglie confinanti con un Oratorio. Fino a circa 8 mesi fa non abbiamo avuto mai alcun problema con le attività che il Parroco teneva perché alle 19:30 chiudeva il tutto.

Viviamo in un piccolo paese e la struttura prima citata è praticamente un cortile, con una stanza. Le n/s abitazioni hanno i muri confinanti con la corte e le finestre delle camere da letto vi si affacciano.

A Gennaio di quest'anno la struttura è stata presa in gestione dal Comune. E' stata data la chiave di accesso a un gruppo di ragazzi che va dai 12 ai 20 anni. Questi giovani sono quindi da soli senza alcun adulto che li controlla e senza alcuna regola. Entrano/escono quando vogliono. Giocano, urlano, sentono la musica ad alto volume, lanciano oggetti, battono mani e piedi sui tavolini, dicono parolacce e altro... Tra l'altro non hanno nemmeno un bagno funzionante e quindi assistiamo anche a disdicevoli episodi...

Mi sono rivolto al Sindaco con una lettera firmata da noi tutti dove denunciavamo il fatto ma non è servito a nulla se non a solo false promesse. I Carabinieri mi hanno detto che verificheranno la situazione ma non sono mai venuti nelle abitazioni. Siamo costretti a stare con le finestre chiuse dalle 17:00 a notte inoltrata ma anche con i doppi vetri sentiamo gli schiamazzi.

Cosa possiamo fare? Può la Diocesi concedere in uso lo spazio al Comune e quest'ultimo dare in gestione il tutto senza fare le verifiche dell'eventuale disturbo della quiete? Abbiamo la possibilità di richiedere al Comune stesso una verifica fonometrica? Ci sono degli obblighi che il comune dovrebbe seguire?

Vi ringrazio e porgo i miei più cordiali saluti.


Robibaro

» la risposta dell'esperto

...finalmente una buona notizia

25.11.2008

Nel mese di Agosto di quest'anno avevo portato alla Vostra attenzione il problema dei ragazzi lasciati senza controllo in un Oratorio preso in gestione dal Comune.

Il Vescovo, conosciuti i fatti (in quanto contattato personalmente), ha immediatamente preso provvedimenti imponendo l'uso dei locali per solo 3 ore (15.00/18.00) e con la presenza di un adulto.

Il Comune purtroppo si è dimostrato completamente assente ed arrogante nei nostri confronti.
Sicuramente, noi confinanti, siamo stati, in questo caso, fortunati in quanto abbiamo avuto un interlocutore moralmente ineccepibile che ha capito il problema e quindi non abbiamo avuto la necessità di proseguire con azioni legali che, visto le nostre leggi, chissà dove ci avrebbero portato.

Vi ringrazio e porgo i miei più cordiali saluti

 

 

Gli avventori del bar sono troppo chiassosi

23.08.2008

Ho, anzi, abbiamo in diversi un problema di questo genere: da circa 8 mesi ha aperto un bar di fronte al condominio dove abito ed aveva esposto orari dove si indicava l'ora di chiusura alle 20.00. In realtà, il bar arrivava a chiudere anche alle 2 con gli avventori che, complice la bella stagione, si attardavano seduti ai tavoli esterni sotto un porticato a discutere a volte anche animatamente.

A questo punto gli amministratori dei condomini adiacenti, compreso quello dove abito, hanno predisposto una lettera di protesta indirizzata alla circoscrizione Ovest di Brescia.

L'unico effetto ottenuto è quello che il proprietario del bar ha corretto a biro l'ora di chiusura del bar alle 2.

Da rilevare che il porticato amplifica ulteriormente i toni. Ah, sotto il porticato oltre al bar c'è anche una pizzeria.

A questo punto Vi chiedo:

1) non esiste un limite di orario oltre il quale si deve rispettare il silenzio e quindi il sacrosanto diritto al riposo dei residenti? (in questa zona poi non vi sono fabbriche o attività rumorose ed è quindi prettamente residenziale)

2) i tavoli esterni sono sistemanti sotto un porticato che in pratica è un passaggio pedonale (e prima che il bar e la pizzeria se ne impossessassero erano destinati a questo scopo) per l'accesso ad un condominio (quello di fronte al mio). Come si fa a sapere se i locali menzionati hanno diritto a sfruttare commercialmente questi spazi?

3) Ma gli orari di apertura e chiusura possono essere modificati con tanta repentina facilità?

4) In molti vorremmo tornare a riposare a finestre aperte d'estate e non a dormire solo dopo le 2, cosa possiamo fare?

Grazie.


Roberto

» la risposta dell'esperto

 

La campagna in festa

20.08.2008

Ho una casa in campagna, nel viterbese, dove la mia famiglia trascorre il fine settimana e le vacanze estive. Recentemente è stato aperto sulla stessa strada, ma ad oltre 100 metri di distanza, un bed and breakfast.

Quest'estate il suddetto b&b ha spesso disturbato le nostre serate con feste serali con musica a tutto volume, chiaramente udibile anche se ci sono altre case tra noi e loro. Non sappiamo se hanno il permesso per tenere tali feste, che a volte si sono protratte fino all'una di notte, con successivo andirivieni di automobili.

Siamo tutti disperati: si va in campagna per sfuggire al rumore della città e non si riesce a dormire!

Cosa possiamo fare? Quali permessi dovrebbero avere e quali obblighi (oltre a quelli di civiltà e rispetto...) hanno?

Grazie.


n.d.

» la risposta dell'esperto

 

Il rumore dimenticato della metropolitana

31.07.2008

A Cologno Monzese è presente una grave situazione di inquinamento acustico da tantissimi anni causa la metropolitana! Passa vicinissima alle abitazioni a forte velocità anche a mezzanotte e durante il giorno non si riesce neanche a parlare al telefono o sentire la televisione con le finestre chiuse, figuriamoci in estate!

Sono stati sostituiti i giunti dei binari ma è servito a ben poco: ci vorrebbero delle barriere antirumore e qualche altro intervento efficace. Il colmo è che le barriere vengono messe dove passano strade trafficate dove il rumore è 100 volte inferiore e non qui: una vergogna ed in più si deve fare il prolungamento per Vimercate con un aumento dei passaggi! Saluti.


n.d.

» la risposta dell'esperto

 

Rumore di motore per condizionatore e centralina

31.07.2008

Gentile Dottore,

vorrei esporle un mio dubbio riguardo alla correttezza degli impianti del mio vicino.

Noi abitiamo in aperta campagna, in una vecchia cascina di ca. 100 anni. La casa di fronte a noi (oltre a queste due case non c'è nulla nel raggio di un paio di km) è stata da poco ristrutturata (cantiere di 3 anni e mezzo con tutti i disagi connessi e di cui noi non ci siamo lamentati per educazione). Ebbene, il ns. unico vicino nella sua dolce dimora ha spazio da vendere. Terreni tutt'intorno, su ogni lato. A nord ha fatto costruire piscina, campo da calcio, da tennis, a est ha un bosco e a ovest ha l'entrata. Noi ci troviamo a sud, divisi dalla strada e dal nostro cortile.

Ora, lui ha installato la sua centralina Enel (un casotto di ca. 10 mq) sul suo lato della strada di fronte a casa nostra, all'interno del suo cortile, dal nostro lato, ha installato una torretta con un motore enorme per il condizionamento (a spanne le dimensioni del motore direi sono di 2m ca.).

Ebbene, questa torretta ha due lati in muratura (caso strano dal lato della sua casa) e 2 aperti con griglia, caso strano verso di noi e a est.

Nel bellissimo silenzio della campagna noi ormai odiamo il continuo ronzio del condizionatore e nella pace assordante della notte ciò ci obbliga a tenere chiuse le ns. finestre.

Ci sono passi che possiamo intraprendere per il nostro unico e maleducato vicino?

 

Daniela

» la risposta dell'esperto

 

Quanto può disturbare il rumore di un ristorante

23.07.2008

Abito in centro storico a Piacenza in una casa che ha di fronte a 8 metri una pizzeria e un ristorante, quest’ultimo ha avuto dal comune di Piacenza l’autorizzazione per poter occupare da aprile fine a fine settembre lo spazio che normalmente è adibito al carico scarico merci con un plateatico per poter far consumare ai clienti in strada.

Dalle ore 21.00 alle ore 1.30 di tutti i giorni gli avventori del locale disturbano la quiete delle mie ore di riposo con vociare ad alta voce, schiamazzi di ogni genere e mentre i proprietari del ristorante contribuiscono con i loro rumori posate piatti bicchieri e nei periodi estivi con urla e gavettoni.

Da qualche tempo hanno una cassa acustica che produce la musica per gli avventori del ristorante.

Per anni abbiamo sopportato accettando le scuse dei proprietari dei due locali ogniqualvolta si sono verificati schiamazzi. Abbiamo cercato di sensibilizzare i gestori dei due locali ma senza nessun risultato, anzi con gli anni il rumore è aumentato sempre più.

Io non ne posso più di non poter dormire a casa mia quando voglio e data la mancanza di un sonno regolare da qualche tempo sono molto irascibile e ho continui mal di testa. Abbiamo deciso di coalizzare tutti i residenti della stessa strada per presentare un esposto al Questore. È corretto?

 

Gianluigi

» la risposta dell'esperto

 

Disagio degli abitanti vicini a ditte che lavorano ferro

14.07.2008

Abito in una zona nuova dove sono state costruite molte case. A poco distanza (ci divide solo la strada) c’è la zona artigianale o industriale (non so con certezza come sia urbanizzata) con la presenza di una ditta di raccolta e lavorazione di ferro. Quando siamo andati ad abitare lì, l’attività era poca (quasi irrilevante), ora da circa due anni (fortunatamente per i titolari e sfortunatamente per noi) è aumentata in maniera esorbitante. Lavorano “lanciando” con il macchinario chiamato ragno grandi quantità di rottami provocando grandi rumori e soprattutto alzano molta polvere. Iniziano a lavorare alle 6-6,30 del mattino fino alle ore 12-12,30 della mattina e ricominciano alle 14-14,30 del pomeriggio fino alle 18-18,30 (quanto va bene). Questa lavorazione dura dal lunedì al venerdì per tutte le ore che ho scritto e il sabato, generalmente, solo nelle ore di mattina. Lavorano non solo col ragno ma anche con altri macchinari poiché fanno anche lavoro di pressatura. Si sente un forte odore di ferro e quando si passeggia lungo la pista pedonale (che affianca la ditta e costeggia la strada) oltre a sentire un forte odore di ferrame spesso si è inondati da fumi e polveri che escono dalla ditta.

Abbiamo più volte segnalato all’ARPA questo problema (con raccolta di firme) ma ci continuano a dire che sta tutto in regola, fanno i sopralluoghi e non trovano nulla di irregolare.

Poco tempo fa passavo di lì e all’improvviso sono stata inondata da polvere marrone che usciva dalla ditta, mi sono recata al Pronto soccorso dell’ospedale e mi hanno iniettato per via endovena una fiala di flebocortid in 100 cc. di fisiologica oltre a 1 cp. di antistaminico e Ventolin per aerosol perché aveva una forte crisi di asma.

Le sarei grata se mi aiutasse a capire se questo comportamento è lecito, se queste ditte hanno degli obblighi per quanto riguarda la rumorosità e le polveri, se è giusto che una ditta che fa queste lavorazioni sia operativa vicino ad abitazioni, zone adibite al verde pubblico e piste pedonali e ciclabili e che cosa può fare il comune per risolvere queste problematiche (anche se secondo tutti gli organi di controllo dicono che la ditta è in regola).

Distinti saluti.

 

Lina

» la risposta dell'esperto

 

Traffico in centro abitativo

14.07.2008

Gent.le Redazione,

Vi scrivo per sottoporvi un problema di inquinamento acustico. Vivo in una zona periferica di Roma (quartiere Aurelio, zona Forte Boccea) ad un piano terra con un piccolo giardino. La strada confinante risulta essere molto trafficata, soprattutto di giorno (dalle 7:30 alle 20:00) ma anche nelle ore serali almeno fino alle 2:00 AM. Le macchine che procedono per questa strada, arrivano a velocità sostenuta per decelerare improvvisamente all'incrocio proprio in prossimità della mia abitazione causando forti rumori e vibrazioni. Molte volte si verificano anche incidenti dovuti al non rispetto della segnaletica (STOP). Si verificano molte volte code, con i conducenti, impazienti della fila, azionano il clacson.

Vi porto a conoscenza del mio problema per chiedere aiuto in quanto sono costretto a non aprire le finestre a causa del forte rumore. Con le finestre chiuse i rumori rumori e le vibrazioni sono un po' attenuate ma sempre presenti. Capisco che la strada non possa essere chiusa ma almeno trasformata in strada residenziale e con dei dossi che porterebbero gli automobilisti a procedere lentamente. Infatti, questa strada viene usata per evitare il passaggio da quella principale, Via Boccea.

Ringrazio per l'attenzione. Cordiali Saluti.

 

Massimo

» la risposta dell'esperto

 

Una festa di paese senza limiti di decibel

12.07.2008

Nel mio comune, Ospitaletto (BS), un parco comunale è stato attrezzato per feste popolari che si svolgono durante tutti i fine settimana estivi da metà giugno a metà settembre per 36/39 giorni in totale.

Il parco è situato in zona residenziale e le case più vicine si trovano a meno di 10 metri. Durante la festa un orchestra suona (ad un livello di volume demenziale, come si usa ora) fino a notte, impedendo il riposo alle persone che abitano nei dintorni.

Le proteste sono servite a ben poco anche perché l'amministrazione si fa pagare per l'utilizzo delle strutture.

Mi sono rivolto al difensore civico, dal quale sono riuscito solo a sapere che non è mai stata eseguito alcun controllo dall'ARPA.

E' evidente che le emissione sonore sono fuori legge, ma che cosa conviene fare?

- Obbligare il comune a far effettuare rilevazioni sonore dall'ARPA? E dopo?

- Inviare un esposto alla procura per disturbo della quiete pubblica dopo avere chiamato i vigili che dovrebbero disporre di un fonometro?

- Far effettuare una perizia di parte da un tecnico abilitato?

Nel mare di Internet ho pescato tantissime situazioni analoghe, migliaia di persone non vivono più durante l'estate per queste feste popolari.

E' possibile che le amministrazioni comunali possano infischiarsene così delle leggi che dovrebbero far rispettare? Ma in che Paese viviamo?

Grazie e cordiali saluti.


G.S.

 

 

Un'estate troppo chiassona

10.07.2008

Abito a Marina di Cerveteri, sul litorale nord in provincia di Roma. Abito a 100 metri da un bar che ha messo tavolini all'aperto, con musica e orchestra con casse acustiche amplificate gigantesche.

Da giugno a settembre, tutte le sacrosante sere dalle 21.30 fino alle 01.30 di notte, sparano musica a volume altissimo, insopportabile, a 100 metri e con le finestre chiuse.

Io lavoro e mi alzo alle 5 di mattina e torno alle 5 di sera. Dato che è una località balneare e che non tutti come si pensa stanno in ferie da giugno a settembre, se non i disoccupati o i baby pensionati che lì risiedono e si trovano bene anche con il frastuono, tanto si alzano alle 10 di mattina e si possono permettere di andare a letto alle 2 e 3 di notte.

Finito lo strazio della musica del bar, tocca cibarsi le urla e schiamazzi dai ragazzi che parlano, bevono e ridono per strada.

Una famiglia sotto di me con 2 figlie grandi e disoccupate ridono e schiamazzano sulla terrazza, in preda ad alcol e droghe.

Per il chiasso del bar nessuno interviene, per quelli della strada neppure; per il chiasso dei condomini sotto di me, non sono bastati lamentele con l'amministratore, lettere di avvocati e, anche se chiamo i carabinieri, non vengono perché hanno cose più serie da pensare e non hanno pattuglie.

Quindi, uno che lavora non ha diritto al meritato riposo notturno anche se siamo in estate e al mare?


Giuseppe

» la risposta dell'esperto

 

Una festa per alcuni, un supplizio per gli altri

07.07.2008

Insostenibile la situazione nel paese di Brusimpiano dove da Maggio fino ad Ottobre si svolge settimanalmente, 3 giorni su 7, una festa paesana nella piazza centrale che si affaccia al lago.

Il rumore generato da queste feste non permette a molti abitanti del paese di avere una vita normale e soprattutto a coloro che non godono di buona salute.

Queste feste ormai coprono quasi la metà dei giorni di un mese e si protraggono fino a tarda ora con notevoli strascichi dovuti a vociare ed urla notturne.

La località di Brusimpiano è davvero sconsigliata soprattutto ad anziani e bambini ma anche a tutte le persone che amano il giusto riposo e tranquillità. Nello stesso paese non si può contare su essenziali servizi ma sul rumore di certo si.

Grazie e cordiali saluti.


Alberto

» la risposta dell'esperto

 

Abitazione con uno scarso isolamento acustico

01.07.2008

Ho acquistato un appartamento due anni fa. L'appartamento degli anni '70, era stato in parte ristrutturato, come tutto l'edificio, dal venditore (tubature per riscaldamento, mattonelle, caldaia, ecc.).

Dopo poco tempo mi sono reso conto che il muro di separazione col vicino è spesso quanto un mio muro interno tra una camera ed un'altra, allora ho provveduto ad isolarlo tutto con del materiale 'Ecorubber' (2000 euro di lavori).

Risolto al 70% il problema col vicino, rimane quello con l'altro vicino, del piano di spora. Praticamente siamo una grande famiglia, finché non vanno a letto non posso andarci neanch'io. L'isolamento degli scarichi del bagno e di tutte le tubature in genere, inesistenti, solaio pessimo, rimbomba tutto e si sente tutto.

Ora mi dicono che la soluzione è quella di isolare il soffitto controsoffittandolo ma perderei 20 Cm e 140€ a metro quadro, cifre pazzesche per le mie tasche. Potrei rifarmi sul venditore? Anche se sono già passati 2 anni? Grazie.

 

Andrea

» la risposta dell'esperto

 

I cani del vicino

30.06.2008

Abito in una villetta bifamiliare ed il vicino ha costruito, a due metri dalla dalla camera da letto dei miei figli, uno spazio delimitato da griglie di ferro di due metri per due dove da anni vivono costantemente minimo tre cani di taglia media, oltre i cuccioli che nascono continuamente.

Doppio è il fastidio procurato da questi animali che, oltre a guaire ed abbaiare giorno e notte, emanano costanti esalazioni maleodoranti che inquinano la mia casa, tant'è che siamo costretti, anche in piena estate, a tenere le finestre chiuse.

Nonostante aver più volte manifestato le mie doglianze, questa famiglia spregevolmente continua a mantenere questa situazione.

Vorrei conoscere quali azioni posso intraprendere per risolvere il problema.

 

Salvatore

» la risposta dell'esperto

 

Schiamazzi dei bambini sulla strada

22.06.2008

Vorrei esporvi il mio problema e vorrei mi aiutaste a trovare una situazione.

Vivo in un paesino di provincia di circa 15.000 abitanti (un comune siciliano). Da quando si sono chiuse le scuole elementari e medie nella stradina in cui abito (la strada è all'interno del paese, non in periferia) si riuniscono a giocare dalle 8.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 21 gruppi di ragazzini, dai 14 ai 18 elementi, di età compresa tra 7 e 11 anni. Giocano a pallone e poiché litigano tra loro sono sempre gridando per tutta la mattinata.

I ragazzini che abitano nella mia strada sono solo 3, mentre gli altri sono tutti fuori quartiere. A soli 50 metri dalla mia strada c'e' una villetta comunale, la quale, anche se piccola, potrebbe ospitarli tranquillamente visto che è nata per i bambini; infatti, ci sono giostrine, altalene, insomma là lo spazio per loro non manca e sopratutto non darebbero fastidio a nessuno.

Ho provato a parlare con alcuni genitori dei bambini, ma tutti mi dicono che devono giocare, non vogliono proprio mandarli alla villetta.

Sono uno studente che si alza la mattina alle 7 per studiare e, a causa dei loro schiamazzi, è dal 10 giugno che sono costretto a studiare di notte e cercare di dormire di giorno, perchè è impossibile concentrarsi con loro.

Adesso vorrei chiedervi cosa posso fare? Ho consultato il codice penale e l'articolo 659 comma uno credo mi dia ragione, ma sono tutti minorenni,cosa posso fare? A chi mi devo rivolgere?

Grazie per una vostra risposta.


Paolo

» la risposta dell'esperto

 

Notizie dal Comune di Bergamo

19.06.2008

Abito in un antico borgo di Bergamo. Il cortile interno del nostro condominio appartiene al ristorante sito di fronte alla mia abitazione. D'estate il ristorante svolgeva la sua attività anche nel cortile, ovviamente disturbando non poco noi, residenti.

Nel 2004 abbiamo invitato una agenzia che si occupa dell'inquinamento acustico a rilevare il disturbo acustico differenziale all'interno del nostro cortile dal mio appartamento. Il nostro avvocato ha presentato l'esposto al Comune di Bergamo allegando i risultato rilevato, superiore di 5 volte consentite dalla legge. Il Comune ha provveduto di cessare l'attività esterna del ristorante, visto che non era neanche autorizzata.

Da quest'anno il ristorante ha cominciato svolgere l'attività esterna di nuovo, in più accendendo anche la musica fino la tarda notte. Stamattina ho telefonato all'ufficio annonario di Bergamo per avere delle spiegazioni in merito e mi è stato detto che il ristorante scrivendo al Capo dello Stato ha ottenuto il permesso per l'attività esterna e che rilevamento che è stato eseguito nel 2004 non ha nessun valore giudiziario, perché eseguito da una società privata e non da ARPA. Preciso che il tecnico che ha eseguito il rilevamento è in possesso della sua qualifica, riconosciuta con Decreto della Regione Lombardia.

Vorrei un parere del esperto se possibile in merito a questa situazione! Grazie.

 

Irina

» la risposta dell'esperto

 

Come un giardino pubblico può diventare un incubo per il vicinato

17.06.2008

Voglio denunciare la situazione di disagio che stiamo vivendo, oramai, da parecchi anni e spero vivamente si possa fare qualcosa perché non possiamo contare sull'aiuto dell'amministrazione comunale, tanto meno della polizia.

In via Alfredo Spilotros a Palese, frazione di Bari, hanno realizzato un piccolo giardino a ridosso di un complesso residenziale. Quest'area era abbandonata e infestata da topi ma, in seguito ad insistenti richieste dei residenti, l'amministrazione comunale ha realizzato un bel giardinetto con alberi, fiori e giochi per bambini.

Purtroppo, questo lieto evento, in breve tempo si è trasformato in un incubo che viviamo ormai giornalmente.

Il giardino è il luogo di ritrovo di gruppi di ragazzi (che arrivano dai quartieri vicini, San Paolo, Enziteto Santo Spirito e i locali di Palese), meglio chiamarli vandali, che a tutte le ore del giorno (senza rispetto degli orari di silenzio) scorazzano con gli scooter (impennando, sgommando) al di fuori e all'interno del giardino; ci sono continui atti di vandalismo ed il bel giardino è stato abbandonato alla sporcizia (urinano lungo la recinzione e abbandonano i rifiuti) e al totale degrado, le piante e il prato stanno scomparendo.

Abbiamo presentato molti esposti all'amministrazione comunale (da più di 2 anni) segnalando il disagio che viviamo giornalmente. Regolarmente chiamiamo i vigili urbani e la polizia e non intervengono mai anzi ci esortano a rinchiuderci in casa perché non possono fare nulla..." sono ragazzi e non possiamo mandarli via, hanno il diritto di stare per strada".

Quando abbiamo comprato casa in questa zona residenziale lo abbiamo fatto principalmente per avere un pochino di pace e per avere un piccolo giardino.

Sono due anni che non abbiamo pace, il giardino privato che confina con il giardinetto pubblico non possiamo più utilizzarlo perché i vandali gridano, bestemmiano e ascoltano le musica a volume altissimo a tutte le ore del giorno senza rispetto per noi poveri residenti e gli scooter e le auto scorazzano a tutta velocità destreggiandosi in testa coda rumorosi.

Anche questa estate sarà un incubo. Rinchiusi in casa con il caldo, sperando che vadano via prima dell'una di notte, se siamo fortunati.

Si stava meglio prima con i topi. Viva l'Italia!


Domenica

» la risposta dell'esperto

 

La batteria del vicino

12.06.2008

Help! Non ne posso più del mio vicino di casa! Abitiamo in due case divise solamente da un muro in comune.

L'anno scorso gli è venuto l'hobby della batteria e senza dire niente a nessuno a iniziato a suonare a tutte le ore del giorno!

All'inizio credevo di essere solo io a lamentarmi ma poi ho scoperto che parecchie persone del paese non sopportano il rumore, figuratevi come si sente in casa mia! Quando suona trema il tavolo della cucina e la finestra della camera! Vi sembra una cosa normale? Credo di no!

Sono già state fatte segnalazioni ai vigili ma non sono ancora venuti a controllare, ho provato anche a parlargli e a cercare degli accordi, mi ha detto che avrebbe insonorizzato la stanza ma non ha fatto nulla!

Cosa posso fare? A chi mi devo rivolgere? All'ASL, ai carabinieri...? Vi prego,aiutatemi, siamo tutti al limite della sopportazione!

 

Sara

» la risposta dell'esperto

 

Inquilini che non rispettano gli orari del silenzio - responsabilità del proprietario?

10.06.2008

Pregiatissimo Dott. Brugola,

Le sottopongo l'ennesimo caso di difficile convivenza con inquilini rumorosi. Si tratta di 2 studenti cui il proprietario di un appartamento ha affittato il locale posto nel nostro stabile.

I giovani, che abitualmente dormono di giorno, iniziano puntualmente a disturbare verso le 22.45 della notte, invitano amici, entrano ed escono sbattendo porte e portoni, schiamazzano e spostano mobili fin verso le 03.00 (gli orari del silenzio vanno dalle 23 alle 08 e sono specificati dal regolamento condominiale).

Tutti gli occupanti dello stabile si sono lamentati da diversi mesi (abbiamo verbali di assemblea che lo attestano) e, esasperati, hanno firmato un esposto contro il proprietario: questi infatti incassa l'affitto e si disinteressa alle nostre legittime lamentele ed è più che mai responsabile poiché il regolamento condominiale lo ritiene obbligato a pretendere il rispetto delle norme di condominio da parte degli occupanti il suo appartamento.

Già mi aspetto forti rimostranze e vendette da parte degli studenti (cui abbiamo sempre permesso di riposare di giorno riducendo al minimo le nostre emissioni rumorose... ottenendo nulla in cambio!) ma confido che l'esposto permetta al proprietario di esercitare uno sfratto con giusta causa.

Abbiamo possibilità di liberarci di questo strazio e riprendere a vivere auspicando che il proprietario non affitti di nuovo a disturbatori del nostro legittimo riposo?

 


Sara

» la risposta dell'esperto

 

Dei vicini "esuberanti"

25.05.2008

Vi prego di aiutarmi, sono alla disperazione. Ho comprato una casa, primo piano in bifamiliare. Nell'appartamento sotto al mio vive in affitto una famiglia di incivili: babbo mamma e due "bambini". Urlano a qualsiasi ora del giorno e della notte, cantano dalla mattina alla sera, ignorando orari del riposo, continuano a urlare la sera dopo le 23, saltano la corda in casa, giocano a pallone.

Ho parlato con i genitori senza ottenere risultato, ho parlato con il proprietario di casa, senza risultato (ha detto che gli pagano l'affitto e non può fare niente).

Dopo quattro giorni di karaoke ininterrotto ho chiamato i carabinieri, niente. Due lettere dell'avvocato, ma loro continuano.

Non so a chi rivolgermi, non vorrei andare per vie legali, ho paura che facciano del male al mio cane. Io vado a lavorare, la sera vorrei dormire.

A luglio, dopo pranzo, il sabato o la domenica non vorrei essere costretta a scappare di casa perché non è possibile riposare perché loro devono cantare! E la televisione a tutto volume!

Come devo fare? Chi mi può aiutare?


Ilaria

» la risposta dell'esperto

 

Il rumore prodotto dai cavi dell'elettricità

25.05.2008

Sono un architetto palermitano che ha comprato dei terreni vicino Termini Imerese dove sto costruendo delle ville bifamiliari.

La posizione panoramica consente di offrire a chi abiterà queste case, una vista mozza fiato sul golfo e sul mare. Purtroppo nella strada limitrofa ci sono dei pali dell'ENEL con dei cavi che producono un rumore insopportabile che disturba la quiete delle ville e che ovviamente allontana i possibili interessati all'acquisto delle case. Non so a chi rivolgermi per capire da cosa derivi questo rumore, cosa posso fare per evitarlo, isolarlo.

Per me è un forte motivo di stress sapere che i miei soldi e il mio impegno professionale per offrire un architettura di qualità, venga vanificato da questa situazione assurda.

Vi chiedo un consiglio tecnico e giuridico per risolvere la questione.


Martina

» la risposta dell'esperto

 

Lamentarsi non serve a nulla se non si attuano i necessari interventi

17.05.2008

Siamo sette famiglie che abbiamo la sventura di abitare vicino a un officina i cui macchinari emettono dei rumori assordanti e continui giorno e notte sette giorni su sette.

Dopo anni di civili rimostranze al titolare senza mai ottenere nulla, decidiamo di rivolgerci all'ufficio ambiente del comune di Novellara (RE). Anche li dopo varie insistenze il responsabile tramite ARPA rileva valori di rumore sopra la norma. Da li una multa di circa mille euro, poi più nulla.

Ricominciamo a lamentarci e, dopo varie sollecitazioni, abbiamo la promessa di interventi risolutori.

Dopo circa dieci mesi, sentendoci presi in giro, decidiamo di rivolgerci al sindaco, anche qui promesse di interventi risolutori con la presenza del titolare della ditta. Dopo un mese nessuna comunicazione al riguardo, torniamo a far presente la situazione, ma ancora una volta dal sindaco nessuna comunicazione, anzi totale latitanza. Noi, nel frattempo, continuiamo a non dormire la notte, ad essere infastiditi di giorno e nessuno sembra voler aiutarci a far valere un nostro diritto.

Tra le altre cose, questi rumori continui rimbombano nelle orecchie e provocano anche danni ai bambini che abbiamo. Cosa possiamo fare? A chi possiamo rivolgerci per risolvere questa situazione che si protrae da tanti anni? Grazie.


Vincenzo

 

 

Un magazzino di merce alimentare vicino a casa

17.05.2008

Abito in un paese di campagna attraversato da una strada provinciale dove da qualche tempo si è insediato un magazzino di merce alimentare. La mia abitazione è proprio a confine con il suddetto stabile e abbiamo l'ingresso alla strada provinciale in comune.

Vi chiedo se è a norma di legge fare un carico scarico merci a 10 metri dalle mie finestre con il conseguente traffico di camion che inizino le loro danze alle 4,30 del mattino; se è a norma far sostare tir, all' interno della loro proprietà, nelle ore notturne con i frigo accesi sotto le mie finestre; se è a norma lasciare acceso il frigo (anche per diverse ore) di un camion mentre questo viene scaricato.

Cosa posso fare per far valere i miei diritti, considerato che né l'azienda né il Comune intendono risolvere questo grave e nocivo problema?


Massimo

» la risposta dell'esperto

 

Se il bar fa troppo rumore basta alzare i limiti

12.05.2008

Buona sera a tutti. Abito in un piccolo comune nella Provincia di Brescia e, purtroppo, ho la sfortuna di abitare di fronte ad un bar che fa un rumore atroce.

Attualmente siamo nel bel mezzo di un processo dopo aver fatto analisi fonometriche con tecnici in acustica e dopo che l'ARPA ha fatto i suoi rilievi fonometrici. Risultato? Tutte le prove effettuate hanno evidenziato un rumore che supera di gran lunga quello attuato dalla zonizzazione acustica del comune.

Se non che, nel bel mezzo del processo, il Comune (la maggioranza di cui fa parte il fratello del proprietario del Bar in questione) ha deciso di cambiare la zonizzazione. La nostra abitazione è posta in zona residenziale e hanno accerchiato il bar con una fascia di colore grigio chiamata di festa, quindi si alzano i valori limite, assurdo! Questa è l'Italia. C'è qualcuno che mi può dare una mano per cortesia?


Paola

» la risposta dell'esperto

 

Abitare in campagna sarebbe bellissimo se non fosse per...

10.05.2008

Buon giorno a tutti! Io ho una villetta in campagna poco distante dal paese ma vivo in città.

Ogni volta che decido di andare a passare un po' di tempo in relax in quella villetta il mio vicino, anche di domenica, e ultimamente anche il primo maggio, ara la terra, taglia l'erba, fa qualsiasi rumore insopportabile. Il suo campo è attaccato al mio.

Con le buone gli ho fatto capire che poteva scegliere giorni in cui io non c'ero, ma lui ora per dispetto fa qualsiasi rumore. Pianta ortaggi al confine e mi infastidisce con la sua presenza proprio vicino a casa mia. Per ultimo mette sostanze tossiche agli alberi confinanti e mi arriva in casa..... e molto altro. Ma ciò che mi infastidisce di più sono i rumori la domenica mattina, ma anche di pomeriggio.

Vorrei sapere se vi siano leggi che possono tutelarmi? Non solo contro i rumori in campagna sopratutto di domenica? Vi ringrazio di cuore.



Lorella

» la risposta dell'esperto

 

L'hobby del vicino non concilia con lo studio

29.04.2008

Sono disperata! Da questa estate il mio caro vicino di casa si è comprato una serie di strumenti utilizzati nelle segherie per farsi da solo dei mobili per metterli poi in casa! Non si ferma un attimo, lavora 24h su 24h tutti i giorni, sabato e domenica compresi! Gli ho detto di farla finita, che alla mattina alle 7 non può fare tutta questa confusione, di tutta risposta mi ha detto che se voglio dormire fino alle 11 devo andare in albergo, ma vi rendete conto a che punto arriva la stupidità umana? Sono andata dai carabinieri ma non è servito a niente, mi sono rivolta al comune ed ora aspetto notizie. Speriamo bene...

In bocca al lupo a tutti i disturbati dall'inquinamento acustico!

PS. Sto inoltre preparando la mia tesi ma con tutto il rumore che c'è non riesco a scrivere una frase di senso compiuto