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Ultimo aggiornamento: 15 settembre 2018

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La risposta della Redazione

 

 

Ciò che è impossibile evitare

 

Gent.ma Lettrice,

partiamo con le notizie positive. Essendo un solo condomine a lamentare i disagi, pare voler escludere a Suo carico delle eventuali responsabilità sanzionatorie in capo all'articolo 659 C.P. che disciplina il disturbo delle occupazioni ed il riposo delle persone. Resta dunque da appurare se l'entità dei livelli generati durante l'attivazione della serranda abbiano o meno occasione di superare le soglie di accettabilità del rumore previste dall'articolo 4, comma 1, del d.P.C.M. 14 novembre 1997, recante "Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore", ovvero dei limiti differenziali di immissione di 5 dB(A) durante il periodo diurno (06-22) e di 3 dB(A) durante quello notturno (22-06), così pure se superino la c.d. soglia di "normale tollerabilità" prevista in applicazione dell'articolo 844 c.c. in materia di immissioni moleste.

Nel primo caso, le verifiche e le eventuali contestazioni sono assunte attraverso una via amministrativa, in capo all'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA) e al Comune territorialmente competenti. Mentre, nella seconda ipotesi, la contestazione può essere assunta in ambito civile, attraverso il ricorso al Giudice ordinario del Tribunale civile, Giudice di Pace o davanti ad un Istituto conciliatore. Entrambi gli istituti (amministrativo e civile) sono semmai attivabili da parte del soggetto che lamenta il disturbo, non da parte di chi lo crea.

Entrando nell'ambito delle cause che possono essere all'origine del fenomeno rumoroso contestato, verrebbe da pensare che, dal momento che il condomine che lamenta il disturbo è solo quello del primo piano, pare ipotizzabile che il rumore sia generato dal motore di azionamento e dai binari di scorrimento della serranda, che generano delle vibrazioni che si trasmettono attraverso la struttura dell'edificio, rilasciando energia sonora nel campo delle frequenze e ampiezze udibili. Ciò, qualora avvenga nella fase del sonno, può determinarne il risveglio e, conseguentemente, enfatizzare il disturbo lamentato.

Fra le possibili soluzioni. Pur premettendo che non è possibile definire lo specifico dettaglio del fenomeno attraverso una valutazione priva di un'analisi tecnica in campo, parrebbe utile poter verificare se quanto sopra ipotizzato trovi un effettivo riscontro, usufruendo a tal fine della consulenza di un Tecnico Competente in Acustica Ambientale (TCAA) da Lei incaricato. Sulla scorta di tale valutazione potranno essere individuate le possibili soluzioni al fenomeno rumoroso e/o vibrazionale che sono all'origine del disturbo lamentato. Fra queste, possiamo annoverare: 1) la sostituzione del motore elettrico di azionamento della serranda; 2) la desolarizzazione con appositi sistemi antivibranti del motore esistente (in questo caso i costi sono molto contenuti); 3) fino ad arrivare alla modifica della stessa serranda con la realizzazione di una sezione apribile (porta) che eviti di dover alzare e abbassare la serranda, la quale sembra rappresentare la soluzione più efficace, pratica e fors'anche economica da realizzare.

Cordiali saluti.

 

 

La Redazione: 15.09.2018

 

 

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