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Ultimo aggiornamento: 15 giugno 2014

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La risposta dell'esperto

A cura di Marcello Brugola

 

 

Il rumore della caldaia all'interno dell'appartamento

 

Gentile signor Lucchi,

esistono due normative specifiche riguardo gli impianti tecnologici, il primo è il DPCM 5/12/97, che fissa dei valori limite di rumorosità dovuta agli impianti tecnici continui, come quelli di riscaldamento, che devono essere inferiori ai 25 dB(A) nel locale maggiormente disturbato.

La seconda norma che Lei può prendere come riferimento è il criterio della normale tollerabilità, che fissa un incremento massimo di +3 dB rispetto al rumore di fondo dell’ambiente in esame.

È chiaro che se la zona è tranquilla, durante il periodo notturno è probabile che il rumore di fondo, inteso come percentile 95% del tempo di misura, cali al di sotto dei 20 dB(A) (forse potrebbe arrivare anche a 18 dB(A)) e quindi anche un rumore di 25 dB(A) risulterebbe percepibile e fastidioso, e se per caso è presente un tono puro, ovvero una banda a 1/ di ottava che presenta energia più alta delle altre vicine, allora la sensazione di disturbo è ancora peggiore.

Le suggerirei di chiamare un tecnico specializzato e fare effettuare dei rilievi fonometrici specifici, in modo da determinare univocamente le ampiezze del supero, e, se questo è presente, di fare scrivere da un Legale alla dita che le ha venduto gli immobili chiedendo immediatamente che il problema venga eliminato.

Se i livelli incrementali sono assai superiori ai dB, allora non credo ci siamo problemi anche in una causa civile: la ditta dovrà fare tutto quanto necessario per rientrare all’interno della norma.

Tenga presente che se il problema è delle sole pompe di ricircolo dell’acqua, allora è assai semplice sistemare il problema, utilizzando dei supporti elastici o delle pompe speciali a bagno d’olio.

Cordiali saluti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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