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Ultimo aggiornamento: 07 ottobre 2018

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La risposta dell'esperto

A cura di Marcello Brugola

 

 

Inquinamento acustico e luminoso su territorio privato

 

Egregio signor Alberto,

la Sua situazione non è sicuramente facile, a meno di non affrontare una serie di sacrifici finanziari. Infatti, quello che potrebbe fare è presentare una richiesta al Comune che venga attivata l’ARPA locale, tenendo però presente che gli schiamazzi non sono considerati, dall’ARPA, rumore immesso in quanto problema delle Forze dell’Ordine, insomma, si limiterebbero a controllare le immissioni dovute alla sala prova, che se Lei definisce ben insonorizzata, non darà problemi, e quindi non troveranno il supero del valore differenziale necessario per una Ordinanza.

Ben differente è invece la situazione se Lei facesse causa, circostanziando che i rumori sono sì dovuti agli avventori all’esterno dell’attività, ma sempre di avventori si tratta, e quindi di competenza, dal punto di vista legislativo, dell’attività stessa; pertanto il CTU addosserebbe qualunque tipo di incremento al funzionamento della sala prove.

Il problema è: poi cosa succede? Dal punto di vista teorico il CTU potrebbe chiedere anche la chiusura dell’attività se non vi sono alternative, ma solitamente si cerca di arrivare ad un compromesso, che non saprei in questa fase definire.

In ogni caso Lei dovrà sostenere dei costi per la causa che non saranno inferiori a 4.000- 5.000 €, costi che poi dovrebbero essere rimborsati dalla controparte, ma però sono comunque da anticipare.

Inizia a fare un esposto al Comune ed ad andare da un Legale per informarsi, in fondo il cortile non è pubblico, e qualcosa potrebbe essere possibile fare.

Cordiali saluti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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