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Ultimo aggiornamento: 05 novembre 2021

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Infrastrutture di trasporto

 

 

Principale causa del rumore prodotto nelle aree urbane

 

 

Le sorgenti sonore che concorrono a determinare il rumore ambientale sono innumerevoli e con caratteristiche assai diversificate in termini di tempo, intensità, frequenza e dislocazione sul territorio.

Al riguardo, un ruolo da protagonista lo svolgono le infrastrutture di trasporto, giacché si stima che in tutta Europa siano più di 80 milioni le persone esposte a livelli di rumorosità oltre i 65 dB(A), indicata dall'Organizzazione Mondiale delle Sanità come soglia critica di rumore.

Le sorgenti sonore maggiormente significative sono attribuibili al:

- traffico stradale

- traffico ferroviario

- traffico aeroportuale

 

La suddivisione elencata assume un significato ben più importante di una semplice classificazione in quanto tiene conto del fenomeno, oramai consolidato dai dati sperimentali, secondo cui la popolazione reagisce al rumore con modalità diverse, dipendenti anche dalla tipologia della sorgente sonora. Risulta peraltro evidente che i maggiori effetti disturbanti sono rivolti a quei soggetti che risiedono nelle immediate vicinanze di tali infrastrutture. Nel grafico sottostante (grafico Miedema) è indicata la % di popolazione ritenuta fortemente disturbata dal rumore, a seconda del tipo di infrastruttura.

In Italia la normativa di settore, facente capo alla Legge n. 447/95 recante "Legge quadro sull'inquinamento acustico", individua per mezzo di specifici regolamenti attuativi i valori limite di rumorosità per ciascun tipo di infrastruttura. Nel caso in cui sia riscontrato il superamento delle soglie limite, è necessario intervenire con un idoneo piano di contenimento del rumore, in relazione a quanto stabilito dal D.M.  29 novembre 2000 recante "Criteri per la predisposizione, da parte delle società e degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento e abbattimento del rumore".

In particolare, il menzionato D.M. prevede che le società e gli enti gestori di servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture hanno l'obbligo di individuare le aree in cui si abbia il superamento dei limiti di immissione previsti e di presentare al Comune e alla Regione o all'Autorità indicata il piano di contenimento ed abbattimento del rumore prodotto nell'esercizio delle infrastrutture.

Gli obiettivi di risanamento previsti dal piano devono essere conseguiti entro quindici anni dalla data di espressione della Regione o dell'Autorità da essa indicata; oppure, dalla data di presentazione del piano qualora la Regione, entro tre anni dalla data di entrata in vigore del menzionato D.M., non abbia emanato provvedimenti in materia.

Gli interventi di risanamento devono essere effettuati secondo la seguente scala di priorità:

  1. direttamente sulla sorgente rumorosa;

  2. lungo la via di propagazione del rumore dalla sorgente al ricettore;

  3. direttamente sul ricettore.

 

Infine, l'ordine di priorità degli interventi di risanamento è stabilito dal valore numerico dell'indice di priorità P, la cui procedura di calcolo è indicata nell'allegato 1 al citato D.M.

 

 

Progetti finanziati dalla Unione europea

 

Il progetto NEMO (Noise and Emissions Monitoring and radical mitigation), finanziato dall’UE, elaborerà una soluzione chiavi in mano per l’integrazione di nuovi sistemi nelle infrastrutture esistenti al fine di misurare le emissioni e i livelli di rumore. Per identificare i veicoli rumorosi e inquinanti, sarà installato un nuovo sistema di telerilevamento autonomo per i sistemi di pedaggio o di accesso. NEMO fornirà anche una soluzione olistica per mitigare il rumore e le emissioni dei veicoli di passaggio.

 

 

 

 

 

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