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Rumore ambientale

Fonte: UNI
04.02.2008

 

L'UNI informa che nel novembre scorso sono state pubblicate tre norme elaborate dalla commissione Acustica dell’UNI, una delle quali di particolare interesse ed utilità per l’applicazione della Direttiva europea 2002/49/CE del 25 giugno 2002 relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale, recepita in Italia con decreto legislativo 19 agosto 2005 n. 194. Ci si riferisce alla UNI 11252:2007 "Acustica - Procedure di conversione dei valori di LAeq diurno e notturno e di LVA nei descrittori Lden e Lnight".

Tale norma descrive una procedura per la conversione del livello continuo equivalente (LAeq) per i tempi di riferimento diurno e/o notturno e dell’indice di valutazione del rumore aeroportuale (LVA) nei descrittori livello giorno-sera-notte (Lden) e livello del rumore notturno (Lnight) di cui all’allegato I della sopra citata Direttiva europea 2002/49/CE.

Il recepimento di tale direttiva introduce due nuovi descrittori del rumore ambientale - Lden e Lnight - entrambi basati sul livello continuo equivalente e impiegati per valutare rispettivamente il disturbo ("annoyance") indotto sulla popolazione e l’interferenza del rumore sul sonno.

Questi due nuovi descrittori si differenziano da quelli impiegati nella legislazione italiana vigente (Legge 447/95 e successivi decreti attuativi) principalmente per i quattro seguenti aspetti:

  1. determinazione dei livelli Lden e Lnight sulla facciata dell’edificio considerando solo il suono incidente su di essa, con esclusione delle riflessioni prodotte da quest’ultima;

  2. determinazione dei livelli Lden e Lnight alla quota di riferimento di 4 m (±0,2 m) dal suolo, alla quale devono essere ricondotte determinazioni riferite a quote diverse (comunque non minori di 1,5 m dal suolo);

  3. rappresentatività dei valori di Lden e Lnight per l’intero anno solare;

  4. diversa suddivisione delle 24 ore con introduzione del periodo serale e applicazione di una penalizzazione sui livelli LAeq dei periodi serale (+5 dB) e notturno (+10 dB).

L’impiego dei due nuovi descrittori e delle relative procedure metrologiche costituiscono una discontinuità rispetto alle vigenti tecniche di rilevamento, riducibile mediante procedure di armonizzazione auspicabilmente applicabili anche al consistente patrimonio di dati di rumore ambientale finora acquisiti, rendendolo così compatibile con i nuovi descrittori.

La procedura di conversione si applica a dati, ottenuti da rilievi sperimentali o da elaborazioni e modellizzazioni numeriche, riguardanti il rumore prodotto da traffico stradale, ferroviario e aeroportuale e ai siti di attività industriale inclusi nell’allegato I del decreto legislativo 4 agosto 1999 n. 372 in attuazione della Direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento, purché i dati acustici - oggetto della conversione - devono essere espressi in termini di livello continuo equivalente (LAeq) per i tempi di riferimento diurno TRd e/o notturno TRn riguardanti il rumore da traffico stradale, ferroviario e da siti di attività industriale e LVA o LVAj per il traffico aeroportuale.

Inoltre non è possibile procedere alla conversione di LAeq, LVA o LVAj se non esiste - o è incompleta - la documentazione sui seguenti aspetti:

  1. configurazione geometrica del sito, con indicazione almeno della distanza del punto di determinazione di LAeq, LVA o LVAj dalla sorgente, dal suolo e da edifici presenti;

  2. configurazione geometrica degli eventuali aggetti esterni della facciata (balconi, cornicioni, ecc.) se in prossimità del punto di determinazione;

  3. descrizione della tipologia di sorgente sonora cui il dato acustico si riferisce;

  4. data, tempi di riferimento (diurno e/o notturno), intervalli temporali ai quali si riferisce il livello LAeq, LVA o LVAj;

  5. numerosità e distribuzione nell’arco dell’anno solare dei dati di LAeq o LVAj sufficienti a descrivere la variabilità annuale dell’emissione sonora della sorgente specifica e quella delle condizioni meteorologiche.

 

 

 

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