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Ultimo aggiornamento: 28 dicembre 2014

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Udito a rischio per 6 europei su 100

Tratto da Associazione Eurosordi

In aumento le persone con deficit acustici I principali imputati sono l'intensità dei suoni presenti nell'ambiente e le sostanze tossiche per l'orecchio umano.

Sempre più persone hanno un problema di udito ma lo trascurano per l'imbarazzo che ancora c'è nell'usare protesi acustiche, un pregiudizio scomparso da anni negli Usa dove i ragazzini si abituano presto a usare coloratissimi apparecchi che sfoggiano senza disagio dietro l'orecchio. Un rimedio che consente, oltre a un contatto più chiaro con l'ambiente, un più facile apprendimento, rapporti più semplici con gli altri e un minore stato di tensione e nervosismo.

A non sentire bene sono almeno sei europei su cento. In oltre la metà dei casi per fattori genetici.

Un bambino su 22 ha problemi di udito, uno su mille una sordità profonda e si calcola che siano almeno un milione i bambini sordi o con gravi problemi di comunicazione. Grazie anche ai livelli d'inquinamento acustico a cui siamo sottoposti, l'ipoacusia (abbassamento dell'udito) sta diventando non solo un grave danno per la persona ma, insieme alla sordità profonda, una vera piaga sociale che riguarda tutte le età.

I danni più frequenti all'apparato uditivo sono, in un caso su quattro, a carico dell'orecchio medio (sordità di trasmissione che si può risolvere con terapie mediche o chirurgiche) e nel 70% dei deficit uditivi a carico dell'orecchio interno. In questo tipo di sordità c'è un danno neurosensoriale con distruzione parziale o totale delle cellule ciliate acustiche. In queste ipoacusie, dovute spesso anche a eccessiva esposizione al rumore sul lavoro o in discoteca, a farmaci ototossici, all'età, il danno è irreversibile: non ci sono rimedi medici o chirurgici ma solo ausili protesici.

Proprio perché a chiedere aiuto per risolvere il proprio problema uditivo non è nemmeno la metà di coloro che ne soffrono (solo 9 milioni su 22 milioni e mezzo di potenziali pazienti) la Commissione Europea ha stanziato da qualche anno più di 10 milioni di euro per la ricerca sulle varie forme di sordità. Un progetto specifico ha identificato diversi geni che, quando colpiti, portano alla sordità ereditaria.

La ricerca continua, si va avanti nella comprensione del processo uditivo, si sperimentano nuove terapie. Intanto, obiettivo del progetto VOICE, il Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea, è di aiutare i cittadini con difficoltà uditive a sviluppare le proprie capacità comunicative, a integrarsi nell'ambiente, a migliorare la qualità della vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

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