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Piccole scelte, grandi cambiamenti

Novembre-dicembre 2015 - A cura della Redazione


Non v’è dubbio alcuno che, in una società moderna, le regole costituiscano la base delle relazioni di diritto. Pur tuttavia, da sole non bastano per avviare un processo di cambiamenti utile al benessere dei cittadini. Un esempio arriva dalla normativa sull’inquinamento acustico, i cui contenuti sono spesso poco conosciuti, e alle volte addirittura ignorati, dagli stessi addetti ai lavori e, comunque, ancora diffusamente non assimilati dalla moltitudine di persone che sono alle prese con problemi di rumore. Eppure, l’impianto normativo è ricco e sufficientemente articolato di limitazioni e adempimenti volti a salvaguardare la popolazione esposta a livelli di rumore inaccettabili. Il fatto è che le troppe regole, il più delle volte sortiscono l’effetto contrario, un po’ come avviene quando di fa’ incetta di medicinali, alla fine va’ a finire che l’organismo si adatta e smette di produrre le proprie difese, indebolendo il sistema immunitario.

I temi da tempo trattati all’interno di questo sito intercettano spesso questioni note che inesorabilmente si ripetono e, nonostante il trascorrere degli anni, pare permangano immutate. Un esempio fra tutti, l’annosa questione della movida durante i periodi estivi o la realizzazione di attività produttive rumorose a ridosso di complessi residenziali, tanto per citarne alcuni. Tanto che, nonostante sia oramai diffusamente risaputo che accostare attività ad elevato impatto sonoro ad aree nella quale la quiete ed il riposo rappresentano un’esigenza primaria possa generare inevitabili contrasti, si continua a perseverare, imperterriti, in queste cattive pratiche, confidando nella tolleranza del vicinato o che le cose, non si sa’ bene per quale strano motivo, possano trovare un loro locale adattamento, demandando al “caso per caso” l’onere e la scelta di avviare un percorso rivendicativo in grado di sopperire al mal tolto. Sembra tuttavia improbabile che perseverare in queste strane logiche possa determinare positivi effetti nel prossimo futuro. Allora cosa possiamo fare?

Beh, per prima cosa, cominciare ad agire in modo diverso, magari cambiando il verso di prospettiva attraverso cui si è soliti intervenire in un problema di rumore, ossia agire prima che questo si manifesti. Le strade da percorrere possono essere differenti, ognuna delle quali richiede attenzione e sensibilità verso il problema del rumore, avendo ben chiaro che vivere in un ambiente silenzioso e confortevole migliora significativamente la qualità del vivere quotidiano.

Perciò, quando, ad esempio, si decide di acquistare casa, è importante considerare se nelle vicinanze siano presenti delle infrastrutture rumorose (strade, ferrovie, aeroporti) e, nel qual caso, chiedere al venditore quali soluzioni tecniche il progettista/costruttore abbia adottato per mitigare il rumore da queste generato. Inoltre, è utile volersi assicurare che l’edificio soddisfi perlomeno i requisiti acustici previsti dal d.P.C.M. 5 dicembre 1997 (Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici) o, meglio ancora, all’atto della compravendita si possa disporre del documento che attesti la classe di isolamento acustico dell’edificio, redatto sulla scorta delle indicazioni tecniche proposte dalla normativa UNI 11367:2010 (Classificazione acustica delle unità immobiliari). Per di più, assicurarsi che il Comune abbia adottato un apposito regolamento che disciplini le attività rumorose, così come previsto dall’articolo 6, comma 1, lettera e), della Legge 26 ottobre 1995, n. 447 (Legge quadro sull’inquinamento acustico), oltreché la Classificazione Acustica del territorio comunale, attraverso la quale assicurare, anche nel prossimo futuro, il coordinamento con il Piano Regolatore Generale (PRG), allo scopo di gestire lo sviluppo urbanistico, avendo cura di impedire l’accostamento di aree con più di un salto di una Classe.

In definitiva, la partecipazione del cittadino deve risultare più attiva, volendo per questo intervenire nel processo di gestione del territorio locale, usufruendo di quella rappresentanza democratica che ha inteso riconoscere durante l’appuntamento elettorale.

Un siffatto processo, non solo garantirebbe un intervento alla fonte del rumore, salvaguardando il cittadino dagli effetti cagionati dal rumore, ma assicurerebbe un drastico contenimento delle spese che l’Amministrazione pubblica impegna per supportare le operazioni di controllo e l’iter amministrativo ad esse conseguenti. Senza trascurare gli eventuali danni alla salute delle persone esposte, spesso per lungo tempo, al rumore, alla riduzione della produttività lavorativa, ed alla perdita di valore degli immobili interessati da tali fenomeni.

In altre parole, i gradi cambiamenti, alle volte, possono nasce anche da piccole e semplici scelte che siamo chiamati a valutare nel momento in cui decidiamo per impegnare, spesso con grandi sacrifici, le risorse necessarie per trascorrere, nel luogo dei nostri desideri (la casa), una parte importante della nostra esistenza.

 

 

 

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