The new Art

of Silence

Ultimo aggiornamento: 15 giugno 2014

Informazione on-line dal 2004 sull'inquinamento acustico

Testata giornalistica specializzata

 

Home

 

Cerca nel sito

 

 

Site search technology courtesy Free Find

Fisica Onde Musica

Università di Modena e Reggio Emilia

Giuridica

Giurisprudenza rumore

Ante 2011

Post 2011

La bacheca

Cerco Compro Vendo

Annunci presenti: 9

Materiale didattico

Corsi di formazione

Novità

Guida metodologica per la stima del carico di malattia da rumore ambientale

World Health Organization Europe (WHO) Joint Research Centre (JRC)

Posta dei lettori

Disturbo

Proposta

Protesta

Siti web

Selezionati dalla rete

Governance and Integrated Observation of Marine Natural HAbitat

Ascoltare il silenzio

Web-museo del suono

Servizi utili

Annunci gratuiti

Gazzetta Ufficiale

IT Directory

Meteo

 

Manifesto contro il rumore "Sta uccidendo il pensiero"

Articolo tratto da: Repubblica.it
11.09.2007

 

Il silenzio è d'oro, ammonisce il proverbio, ma allora è meglio non chiedersi di quale materia è composto il baccano in cui viviamo. Fate una prova, chiamate qualcuno nella stanza accanto: probabilmente non vi sentirà, e non per sua colpa. La colpa è della fitta coltre di rumore che ricopre tutto ciò che facciamo, diciamo, pensiamo.

Le sirene di ambulanze, polizia, pompieri; il ronzio di aerei, treni, automobili, motociclette; il trapano dei martelli pneumatici, il brontolio dei bulldozer, lo stantuffo di fabbriche e cantieri.
E poi i rumori provocati dai singoli: il televisore del vicino, lo stereo dei figli, il cinguettio irritante dei telefonini, il pianto disperato di un neonato in carrozzina. A proposito: l'esercito americano ha appena messo a punto un arsenale di "proiettili sonori". Sono registrazioni di bambini che piangono, sparate a 140 dB. Un suono a 45 dB, per intendersi, impedisce il sonno. Il rumore del traffico, sentito da un passante sul marciapiede, raggiunge i 70 dB. A quota 85 dB, si verifica un danno all'udito. A 120 dB si sente un dolore acuto alle orecchie. Possiamo immaginarci cosa succede a 140.

La cacofonia di suoni che ci circonda, avvertono studi scientifici a regolari intervalli, mette in pericolo la nostra salute: è causa di aggressività, ipertensione, stress, disturbi cardiaci. Ma non sembra essere questa l'unica conseguenza nefasta del "noise pollution", l'inquinamento sonoro, come lo chiamano gli esperti internazionali: se l'uomo moderno non ritrova al più presto un po' di silenziosa quiete, rischierà di perdere, insieme all'udito, anche la consapevolezza di sé. In "Manifesto for silence" (Manifesto per il silenzio), un libro pubblicato in questi giorni in Gran Bretagna e anticipato ieri dal Financial Times, il professor Stuart Sim, docente di critica teorica alla University of Sunderland, sostiene infatti che il rumore è un elemento della guerra condotta dalle forze del progresso economico contro l'individuo. Religione, filosofia, arte, letteratura, musica, - secondo la sua tesi - dimostrano che il silenzio non contraddistingue l'assenza di qualcosa, bensì rappresenta un bene di importanza cruciale per la nostra civiltà: è il fiume in cui naviga il pensiero umano. Un fiume che ora rischia di prosciugarsi del tutto.

Cantieri che lavorano 24 ore su 24, come a Shanghai, a Mosca e a New York, sempre più automobili ed aerei, sempre più gente con sempre più telefonini accesi, creano un rumore di fondo - scrive l'autore - che demolisce gradualmente la capacità umana di ragionare, esprimersi, esistere: "Cogito, ergo sum", non si può pensare in un fracasso spaventoso. Ed ecco allora questo "manifesto per il silenzio", l'invito a insorgere in difesa della quiete, citando la tradizione religiosa di buddisti, quaccheri, monaci trappisti, per i quali il silenzio rappresenta la forma più assoluta di coscienza, ma citando pure la scrittrice americana Susan Sontag ("il silenzio è una forma di discorso") e il compositore John Cage ("non esiste silenzio che non sia carico di suono"). Naturalmente non bisogna esagerare col silenzio, anche perché può essere equivocato: non dire niente, talvolta, significa soltanto non avere niente da dire. "Ma non è forse vero che tutti i momenti più belli ci lasciano senza parole?", domandava uno che di silenzio se ne intende, il grande mimo francese Marcel Marceau.

Dunque cerchiamo di stare, almeno ogni tanto, col cellulare spento, lontani dal traffico e con la bocca chiusa. Magari riusciremo a sentire noi stessi, come l'astronauta di Odissea nello spazio, chiuso in una capsula sperduta nel buio cosmico, quasi assordato dal proprio respiro: l'unico rumore percepibile nell'universo, il misterioso soffio della vita.


Autore: Enrico Franceschini

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicità

 

 

Misure in acustica, strumentazione e software

Spectra S.r.l.

Corso gratuito

23 giugno 2014

Napoli (NA)

Documenti in evidenza

Articoli selezionati

Guida Lavoro

D.Lgs. 81/2008

Manuale di buona pratica

a cura di ISPESL

Comitato Paritetico Territoriale

 

Pubblicazioni raccolte

466

Documenti liberi estratti dalla rete o forniti dagli Autori

 

 

Associazione nazionale per l'arbitrato & la conciliazione

Organismo di mediazione Iscritto nel Registro Min. Giustizia

 

 

| chi siamo | contatti | copyright | lavora con noi | partner | privacy | redazione |

 

 

Inquinamentoacustico.it ®

 

 

Sito ottimizzato per una risoluzione 1024x768