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L’inquinamento acustico danneggia direttamente l’organismo

A cura di ProntoConsumatore - 10/06/2007

 

Non è solo lo smog a uccidere in città: è dimostrato che anche l’inquinamento acustico, oltre ad innalzare i livelli di stress, danneggia direttamente cuore e arterie, e limita severamente la capacità di apprendimento di bambini e ragazzi.

Generalmente, quando si pensa allo stile di vita “killer” della grande città, la mente va allo smog e ai pasti frettolosi e poco equilibrati. Ma pare che anche il rumore contribuisca a danneggiare l’organismo: lo dimostrerebbe uno studio dell'istituto americano per la sicurezza e alla salute dei lavoratori (National Institute of Occupational Safety and Health), secondo il quale l’esposizione al rumore produce non solo danni all’udito, ma anche di altra natura: si va dalla dilatazione delle arterie all’accelerazione della respirazione, da un aumento dei battiti cardiaci a un rallentamento innaturale della digestione, fino al rallentamento dei processi di apprendimento.

“Naturalmente il rumore fa male innanzitutto perché innervosisce, aumentando lo stress con tutto quel che ne consegue,” spiegano i ricercatori, “ma in secondo luogo anche perché sopra gli 85 decibel produce effetti diretti sul metabolismo, rallentando la digestione e stressando cuore e arterie, con ovvie conseguenze negative sulla salute. E ormai in città si è esposti molto spesso a tali livelli di rumore”.

Dallo studio emerge anche che il rumore nuoce alla concentrazione più di quanto si pensi: da una analisi fatta in una scuola vicina a una linea della metropolitana, si è accertato che gli studenti che seguivano le lezioni dalla parte della classe affacciata sul punto di passaggio dei treni erano mediamente più indietro rispetto a quelli che avevano il banco dalla parte tranquilla della classe. Un’altra ricerca ha accertato che bambini nati nelle zone intorno agli aeroporti hanno più difficoltà nell’apprendimento rispetto a quelli nati in zone silenziose.

 


Autore: Vanni Santoni

 

 

 

 

 

 

 

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