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Allarme per I-Doser, la cyber-droga: molto rumore per nulla?

Fonte: Blogosfere
02.07.2008

Autore: Valentina

 

Giulietta Capacchione ha pubblicato un' approfondita ricerca spiegando il funzionamento dei battiti binaurali, alla base degli effetti di I-Doser.

I tempi cambiano e sembrano cambiare anche le droghe. La nuova frontiera della dipendenza offre sostanze stupefacenti in formato mp3, tranquillamente scaricabili da internet per meno di 14 euro e ribattezzate cyber-droghe.

Il nucleo frodi telematiche della Guardia di Finanza avrebbe diffuso un serio allarme riguardo questo nuovo tipo di droghe informatiche che sfrutta i toni binaurali riproducendo frequenze molto basse, comprese tra 3 e 30 Hz ma percepibili dal nostro cervello e che dovrebbero produrre effetti di eccitazione o di rilassamento molto simili a quelli delle droghe tradizionali, delle quali portano anche gli stessi nomi (cocaina, marijuana, oppio).

Una droga per nerd depressi? C'è da allarmarsi o è soltanto l'ennesima bufala? Sul web le opinioni sono discordanti. Alcuni magazine (come Panorama) hanno addirittura pubblicato i video (già rimossi da YouTube) di persone sotto effetto di una I-Dose, mentre secondo Trackback e il blog di Paolo Attivissimo "il Disinformatico " è solo il solito polverone estivo che serve ai quotidiani per riempire le pagine.

C' è da dire che da sempre la musica ha suscitato forti emozioni e questo lo sappiamo tutti, anzi la musicoterapia ci ha insegnato che alcune frequenze e suoni sono in grado di produrre uno stato di benessere nella persona e addirittura curarla. D'altro canto, secondo l'opinione di persone che hanno fatto uso di una I-Dose, è probabilmente più devastante per le nostre sinapsi l'effetto di un disco di Britney Spears.

Nel frattempo ci auguriamo che in caso di appurata pericolosità di stupefacenti virtuali, questa categoria di contenuti audio possa essere al più presto catalogata come illegale da parte delle autorità competenti e possa essere perseguito chi li diffonde, così come i siti che li offrono, esattamente alla stessa stregua degli spacciatori e degli spacci di droghe tradizionali.

Chissà se si arriverà alla situazione apocalittica presentata nel film dei primi anni '90 "Stange days", dove un ambiguo Ralph Fiennes spacciava attraverso una cuffia lo Squid, una droga virtuale che permetteva di far rivivere agli "utenti" ogni genere di esperienza a tutti i livelli sensoriali.

 

 

 

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