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Ultimo aggiornamento: 01 aprile 2020

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Proposta di direttiva europea del 1993

La normativa tecnica di settore si sta sviluppando attraverso nuove frontiere, grazie al contributo apportato dai progressi scientifici in materia di valutazione del danno uditivo. A riguardo, preme citare la “Proposta di direttiva del Consiglio sulle norme minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici”, la quale estende il campo di applicazione della Direttiva 188 ad altri agenti fisici (vibrazioni e campi elettromagnetici) e ridefinisce alcuni aspetti della Direttiva stessa (in particolare i valori oltre i quali vanno attuate le diverse disposizioni).

Uno degli aspetti salienti riguarda l’introduzione dei livelli di soglia, di azione e massimo relativi all’esposizione al rumore, definiti sulla base dei rischi per l’udito e sulla base dei rischi di infortunio, e non sulla base dei rischi extrauditivi. In particolare:

 

- Livello di soglia è assunto il valore di 75 dB(A).

- Livelli di azione sono assunti i valori di 80, 85 e 90 dB(A).
 

 

ISO 1990/90 Acustica

Determinazione dell’esposizione al rumore negli ambienti di lavoro e valutazione del danno all’apparato uditivo causato dal rumore

 

Questo Standard Internazionale presenta, in termini statistici, la relazione tra l’esposizione al rumore ed il mutamento della soglia permanente causato dal rumore (NIPTS – Noise Induced Permanent Threshold Schift) in persone di età differenti. Fornisce, altresì, metodi per calcolare il danno all’apparato uditivo causato dall’esposizione al rumore, prendendo in considerazioni gli effetti dell’età.

Il danno da rumore è definito in base alla diminuzione della capacità uditiva alle diverse frequenze. Nella fattispecie, la norma definisce un soggetto "ipoacusico" qualora il deficit uditivo medio per le frequenze 500, 1000 e 2000 Hz sia uguale o superiore a 25 dB. Infatti, è importante ricordare che i valori limite di riferimento indicati dal D.Leg. n. 277/1991, sostituito dal D.Lgs. n. 195/2006 ed infine dal D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., derivano dai concetti e dalle proiezioni ricavate dalla menzionata norma ISO.

 

 

 

 

 

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