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Ultimo aggiornamento: 03 ottobre 2020

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Music in store & marketing sonoro

A cura di Alessandra Brusegan (sito web: conimmensacura.it)

 

Foto di Pexels da Pixabay

Il marketing sonoro è anche la music in store, ovvero la musica che accompagna i clienti durante i loro acquisti nei negozi, nei locali, nei megastore.

Isoliamo per un istante il tema dell’inquinamento acustico a cui questo ci espone – non c’è luogo pubblico, ormai, in cui non si senta un sottofondo musicale di playlist, cd o radio, incluse le piscine, gli ambulatori medici e i municipi – e concentriamoci sui vantaggi e sui benefici che la presenza della musica può apportare a chi vende.


La musica & il marketing sonoro

La musica è uno strumento di comunicazione che accompagna la nostra specie da sempre. Questa tradizione/passione, unita alla potenza che lo stimolo sensoriale uditivo ha sul nostro modo di percepire e interpretare la realtà, fanno della musica uno dei più potenti stimoli agli acquisti.

 

Ma perché?

La ragione principale sta nel fatto che la musica (fatta di suoni, di frequenze e di sequenze) è in grado di attivare, in modo inconscio e immediato, moltissimi meccanismi irrazionali incontrollabili.

Pensiamo ai ricordi: quante volte associamo un ricordo intenso ad una canzone che abbiamo sentito? Ogni volta che ascoltiamo quel brano la mente corre velocemente alla memoria, ricorda con chi eravamo, dove, perché e come ci sentivamo.

Lo fa istantaneamente e istintivamente, senza nessuno sforzo da parte nostra.

L’effetto della musica sulle nostre emozioni riesce a riportarci al passato ma sa spingerci anche verso il futuro perché riesce a risvegliare energie, aspettative e speranze.

Si pensi alla carica che la musica sa dare prima di uno sforzo fisico, di una gara o di un allenamento o all’effetto che una melodia delicata riesce a generare in un momento di calma e meditazione.

 

Ma non solo

La musica è anche un linguaggio universale: i suoni sanno parlare all’inconscio di tutti, indipendentemente dall’età, dal sesso e dal colore della pelle.

Alte e basse frequenze muovono i nostri meccanismi inconsci nello stesso modo e sanno spostare e generare emozioni per tutti, raggiungendo, così, un target ampissimo.

Marketing sonoro: Music in store

In un’epoca come quella attuale in cui gli acquisti online hanno raggiunto volumi e importi rilevanti, la funzione dei negozi è cambiata moltissimo.

Per sopravvivere e per continuare ad avere un senso, un ruolo e un valore, il retail non può più accontentarsi di essere (solo) un luogo fisico per gli acquisti.

I negozi devono evolversi e trasformarsi in uno spazio di esperienza e incontro tra i clienti e il brand, un’occasione di stimolo e crescita, di confronto e di relazione anche.

Negli ultimi 30 anni l’economia comportamentale e il marketing ci hanno insegnato che i clienti che entrano in un negozio non lo fanno solo per comprare qualcosa.

Non hanno solo bisogni espressi e razionali: hanno anche dei bisogni latenti e inconsci, vivi e affamati. I clienti cercano altro: vogliono vivere un’esperienza, provare emozioni, vogliono creare e testare delle nuove versioni di sé e crearsi dei ricordi.

E i negozi fisici, al contrario dell’online, sono il luogo ideale per soddisfare al massimo tutti questi bisogni, latenti o meno.

La presenza del cliente permette di rendere concreta la brand experience coinvolgendo tutti suoi sensi con luci, colori, texture, spazi, profumi e musica ovviamente.

La diffusione di musica nei negozi, lo dimostrano tante ricerche:

- aumenta il tempo di permanenza dei clienti nel punto vendita;

- migliora e intensifica la percezione del brand;

- influenza il livello degli acquisti.

 

Come scegliere il sottofondo musicale nello store?

La musica andrebbe selezionata in base ai gusti del target: è vero, infatti, che chi entra in un negozio e trova un’atmosfera gradevole, una sonorità che conosce e che apprezza, ci resta più a lungo.

Ma non solo: indipendentemente dal genere musicale dei brani, sappiamo che il ritmo della musica ha un impatto importante sulla sensazione generale di chi è in negozio: brani lenti e rilassanti generano sensazioni di benessere, di calma, di accoglienza. Questi ritmi calmano le menti dei clienti, le liberano dalla percezione del tempo e dello stress e permettono loro di dedicarsi allo shopping con maggiore concentrazione e serenità.

Parallelamente, brani più intensi e più veloci generano un aumento del battito e anche una maggiore energia nei clienti, utile per quei luoghi che hanno bisogno di un via vai o di un ricircolo continuo di persone, come i bar per esempio.

Alcune ricerche hanno dimostrato l’effetto della musica sulle decisioni di acquisto.

Per esempio, la diffusione di musica classica genera un aumento degli acquisiti a contenuto più intellettuale, la musica francese migliora la vendita di vini francesi, le sonorità della natura migliorano le vendite di frutta e verdura.

 

Brand radio per un ottimo marketing sonoro

È evidente, quindi, che l’effetto della musica sulla clientela è un elemento chiave e determinate da presidiare e indirizzare: per influenzare il tempo di permanenza nei locali e lo spirito con cui le persone vivono l’ambiente, ma anche per incrementare il numero e l’importo degli scontrini.

La gestione della musica è, però, un’attività che richiede attenzione, tempo e competenza. Non andrebbe improvvisata o lasciata al caso, né dovrebbe essere la scelta più economica.

Per alcuni negozi, specie in quelli di livello superiore, la diffusione di una semplice radio potrebbe essere percepita in modo negativo, una scelta incoerente che abbassa il livello dell’ambiente.

Meglio quindi che la music in store sia una propria brand radio o playlist personalizzata che contenga solo brani che abbiano esattamente l’effetto sonoro che si cerca per il proprio negozio.


 

 

 

 

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