The new Art

of Silence

Ultimo aggiornamento: 28 dicembre 2014

Informazione on-line dal 2004 sull'inquinamento acustico

Testata giornalistica specializzata

 

Home
Su

 

Cerca nel sito

 

 

Site search technology courtesy Free Find

Fisica Onde Musica

Università di Modena e Reggio Emilia

Giuridica

Giurisprudenza rumore

Ante 2011

Post 2011

La bacheca

Cerco Compro Vendo

Annunci presenti: 12

Materiale didattico

Corsi di formazione

Novità

Guida metodologica per la stima del carico di malattia da rumore ambientale

World Health Organization Europe (WHO) Joint Research Centre (JRC)

Posta

dei lettori

Disturbo

Proposta

Protesta

Siti web

Selezionati dalla rete

Governance and Integrated Observation of Marine Natural HAbitat

Ascoltare il silenzio

Web-museo del suono

Servizi utili

Annunci gratuiti

Gazzetta Ufficiale

IT Directory

Meteo

 

A rischio l'udito di milioni di giovani

Dicembre 2008 - A cura di ARPA Toscana
 

Il rapporto pubblicato il 14 ottobre 2008 dal Comitato Scientifico per i Rischi Sanitari Emergenti Recentemente Identificati (Csrsen) della Commissione Europea ha stabilito che il 5-10% di coloro che, per un periodo di almeno 5 anni, ascoltano la musica con apparecchi musicali portatili per più di un'ora al giorno tenendo l'apparecchio ad alto volume, rischiano una perdita permanente delle capacità uditive.

Il team di 9 esperti del Comitato Scientifico, ha quindi stimato che tra i 2,5 e i 10 milioni di europei rischieranno di perdere l'udito se ascoltano la musica con lettori mp3 o iPod per più di cinque ore alla settimana per cinque anni, superando così i limiti imposti dalla Comunità Europea, 89 decibel, ed oltrepassando il livello di rumore legalmente consentito sul posto di lavoro e quindi considerato dannoso.

E' un dato che spaventa e che deve allarmare soprattutto coloro che nutrono una certa "dipendenza" nei confronti di queste nuove tecnologie.

In passato il mirino era stato puntato su walkman e lettori cd, oggi invece sono mp3 ed iPod ad essere accusati di portare danni irreparabili all'udito, dato che sono in grado di riprodurre musica a volume molto elevato, senza danneggiare la qualità e la limpidezza del suono.

Sordità ed acufene sono solo due dei problemi che potrebbero colpire un giovane che ascolta musica a volume elevato per più di 5 ore al giorno.

L'acufene o tinnitus è un disturbo costituito da rumori che, sotto forma di fischi, ronzii, fruscii, crepitii, soffi e fastidi vari, vengono percepiti in un orecchio, in entrambi o in generale nella testa e che possono risultare fastidiosi incidendo sulla qualità della vita di chi ne soffre.

Uno studio eseguito nel 2004 attesta che l'ascolto ottimale dovrebbe essere di circa un'ora al giorno e ad un volume che non vada oltre i 90 decibel, circa il 60% del livello di volume di un normale lettore mp3. Già quattro anni fa quindi erano stati esaminati e calcolati i rischi provocati dall'uso di queste nuove apparecchiature.

La Commissione intende prendere delle misure di regolamentazione a livello comunitario per imporre che il volume dei lettori tipo Mp3 non superi il livello di guardia.

Secondo una nota della Comunità Europea, si stima che negli ultimi quattro anni siano stati venduti globalmente nell’Ue fra i 184 e i 246 milioni di lettori audio portatili, e in particolare tra i 124 e i 165 milioni di Mp3, mentre sarebbero fra i 50 e i 100 milioni le persone che fanno uso quotidianamente di questi apparecchi.

Sulla base dei dati pubblicati e delle analisi compiute, la Commissione organizzerà a Bruxelles all’inizio del 2009 una conferenza per valutare i reperti del Comitato Scientifico e discuterli con gli Stati membri, i rappresentanti dell’industria, i consumatori ed altre parti interessate, e per valutare quali soluzioni adottare.

Questi sono i problemi del passaggio dall'era analogica a quella digitale, che non devono generare "tecnofobia" o disincentivare l'acquisto di certi strumenti di ascolto, ma che meritano di essere conosciuti dai consumatori per essere prevenuti.

Ma anche l'inquinamento provocato dalle discoteche non è da sottovalutare. Innovativa sotto questo punto di vista è la creazione della prima discoteca a minore impatto ambientale, la Club Watt di Rotterdam, inaugurata il 4 settembre scorso.

L'idea è della Sustainable Dance Club (SDC), un'azienda olandese che ha realizzato un originale ed intelligente modo per far divertire i giovani, inquinando meno l'ambiente e risparmiando energia.

Il pavimento della discoteca contiene un dispositivo in grado di trasformare in elettricità parte del calpestio di coloro che vi ballano sopra. Il motto del Club Watt è: "We want your energy".

Secondo il rapporto della SDC, la riduzione del consumo di energia è del 30%, di acqua del 50% e in termini di produzione di CO2 del 30%.

La musica da sempre è un collante sociale, un modo per trasmette e generare emozioni, é sinonimo di socializzazione, scambio, divertimento. E’ quindi auspicabile che non arrechi alienazione o danni di alcun tipo alla salute di coloro che la ascoltano, ma solo autentico benessere.

 

 

 

| torna all'inizio |

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicità

 

 

22° Congresso Internazionale sul Suono e le Vibrazioni

International Institute of Acoustics and Vibration

Congresso

12-16 luglio 2015

Firenze (FI)

Network solidale

SOLidarietà all'Impresa e al Lavoro Etico Sociale

Guida Lavoro

D.Lgs. n. 81/2008

Manuale

di buona pratica

a cura di ISPESL

Comitato Paritetico Territoriale

 

Pubblicazioni raccolte

471

Documenti liberi estratti dalla rete o forniti dagli Autori

 

 

Associazione nazionale per l'arbitrato & la conciliazione

Organismo di mediazione Iscritto nel Registro Min. Giustizia

 

 

| chi siamo | contatti | copyright | lavora con noi | partner | privacy | redazione |

 

 

Inquinamentoacustico.it ®

 

 

Sito ottimizzato per una risoluzione 1024x768