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Il nuovo anno si appresta ad una ventata di speranza

Gennaio 2014 - A cura di Luciano Mattevi
 

In attesa della preannunciata riorganizzazione della normativa che fa capo alla gestione del rumore ambientale e, in special modo, di quella legata alla definizione dei requisiti acustici passivi degli edifici, promossa sulla scorta delle recenti norme tecniche disposte dall’Ente Nazionale Italiano di Unificazione (UNI) facenti capo alle UNI 11367: 2010 e 11444: 2012 inerenti la Classificazione acustica delle unità immobiliari, il nuovo anno si apre, guarda caso, all’insegna dell’incertezza. Di quella economica e politica oramai ci si è fatto, nostro malgrado, l’abitudine, dal momento che non passa giorno senza che la stampa renda notizia di tale preoccupante scenario, ma quel che più turba è la diffusa alterazione di una società che pare aver smarrito l’orientamento, ossia la direzione da seguire per assicurare un futuro migliore, all’insegna della crescita e della prosperità.

I proclami, da soli, non bastano per assicurare la crescita, benché alla Politica sia affidato il prezioso compito di costruire le fondamenta, ossia le condizioni, affinché il sistema produttivo possa assolvere a ciò che è nella sua natura, ossia di evolvere, sviluppando nuove conoscenze, attraverso le quali poter far nascere nuove attività utili nel sistema globale dell’economia moderna.

Anche l’acustica può assolvere a strumento di sviluppo, non solo nel campo ambientale, nel quale è stata indegnamente confinata, quanto principalmente in quello scientifico e tecnologico, dal momento che i moderni processi produttivi si avvalgono proprio di questa materia scientifica per sviluppare prodotti avanzati in grado di assicurare prestazioni migliori ad un più basso contenuto emissivo, quindi energetico. Fra questi, solo per citarne alcuni, rientra il campo aeronautico, nel quale, a fronte di uno sviluppo del sistema di trasporto aereo, è necessario nel contempo assicurare un'adeguata protezione di quelle aree urbane interessate dalle rotte di decollo e atterraggio, al fine di evitare un aumento dei livelli di rumore. Analogamente, il trasporto ferroviario e di quello su gomma (auto e camion) interessati da un’attenta politica europea che mira a voler ridurre il rumore da questi generato intervenendo direttamente alla fonte, aumentando le aree protette e limitando la realizzazione di schermi protettivi (barriere antirumore), costosi e facilmente esposti al degrado.

Un capitolo a parte, è quello destinato alla ricerca scientifica in campo medico, dove oltre ai tradizionali scopi terapeutici in ortopedia, si prospettano nuove ed interessanti applicazioni in campo oncologico, appurato che, grazie all’impiego di specifiche terapie ad ultrasuoni focalizzati, è possibile intervenire, senza ricorrere al bisturi, contro particolari forme tumorali, quali le neoplasie al seno, la forma di tumore più diffusa fra le donne, di cui sono stati presentati i primi incoraggianti risultati al recente Radiological Society of North America (RSNA).

Di conseguenza, il futuro dell’acustica si presenta, mai come prima, ricco di prospettive. E l’Italia cosa sta facendo per sfruttare questa grande opportunità? Di certo, un’elevata pressione fiscale, accompagnata da un’inadeguata fornitura di servizi essenziali al lavoro delle imprese e da un piano di sviluppo incerto, determinato da un quadro regolamentare in continuo divenire, si frappongono d'ostacolo all’accesso di nuove risorse economiche ed intellettuali in questa parte del Pianeta, trovando un’ampia e ben più allettante offerta in altri Paesi che hanno saputo imboccare da tempo il viale della crescita, così come appare inesorabilmente esposto nel recente rapporto della Banca Mondiale.

Uno scenario di sconcerto che, malgrado tutto, non deve affliggere quanti ripongono ancora la speranza, quale sorta di propulsore per ridurre, migliorando, il grande divario che ci separa da tali realtà, perché questo nostro divario possa far presagire, per contro, ad un elevato tasso di crescita e, di conseguenza, di opportunità sociali ed economiche che, se avremmo il coraggio e la capacità di far rilevare, potranno certamente allettare molti investitori, desiderosi di far crescere il loro capitale in quella terra che un tempo è stata all'origine della civiltà moderna, cercando di evitare di compiere i medesimi errori che sono seguiti all'unificazione dell'Italia.

 

 

 

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