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La musica dell'autunno

Novembre 2016 - A cura di Elena Cipani - psicologa (sito web: elenacipanipsicologa.it)

 

Quando arriva la stagione autunnale è possibile sentire un po' di tristezza e di malinconia. Forse è la malinconia legata all'aver dovuto lasciare l'estate, con i suoi suoni e rumori, forse si pensa di aver lasciato qualcosa di bello e di essere costretti a vivere il grigiore autunnale. Ma l'autunno non è solo grigio: ha tantissimi colori, caldi e piacevoli. E al progressivo modificarsi del paesaggio che passa attraverso le tonalità del giallo, dell'arancione, del rosso e del marrone, si accompagna il cambiamento dei rumori che diventano più tenui e di tipo diverso rispetto al periodo precedente. Diventa più facile ascoltare i rumori naturali, tranquillizzanti e piacevoli: per esempio il rumore della pioggia, delle foglie secche, del vento che non è ancora il vento freddo dell'inverno.

Ascoltando con attenzione è possibile sentire il rumore del vento, non solo il suo soffio che ogni giorno si fa sul viso sempre più pungente. Il vento fa sbattere le finestre, fa lentamente spogliare gli alberi dalle loro foglie che piano piano iniziano a cadere, ed è bello provare ad immaginare, o se possibile vivere, un momento in cui ci si possa trovare su una strada in una giornata di sole, in cui il vento riesce a creare quella che si potrebbe definire una "danza delle foglie", foglie che cadono con leggerezza dopo aver creato disegni nell’aria. Così i suoni del vento, delle foglie, dei passi sulle foglie secche, si fondono in armonia come a comporre una musica: la musica dell’autunno.

Anche in una grigia giornata è possibile ascoltare le piccole gocce di pioggia che cadono e in queste giornate grigie, che a volte possono purtroppo dare molta tristezza, i rumori tendono a calmarsi quasi completamente. Come se la foschia avvolgesse tutto, ovattando i rumori stessi, avvolgendo tutto in una atmosfera particolare che in nessun altro momento dell’anno si ripresenta. Finalmente un po' di silenzio da ascoltare.

Nei grandi centri urbani è sicuramente più difficile cogliere tutto questo ma il panorama e i rumori sono comunque caratteristici dell'autunno perché solitamente diminuiscono gli schiamazzi, sono finite le serate musicali all'aperto, si tengono le finestre chiuse, si viene meno disturbati.

Per molte persone, l'autunno è un passaggio obbligato: sempre più vengono anticipate le decorazioni natalizie a ricordarci che tra poco sarà di nuovo un periodo di festa, come una sorta di risveglio da una stagione che si tende a negare perché culturalmente associata alla tristezza, all'attesa dell'inverno. Come dire che la festa, il rumore e l'allegria debbano andare di pari passo: questo può essere vero. Forse però non è così vero che l'allegria e il divertimento vadano di pari passo con il benessere interiore, l'allegria può essere illusoria accompagnandosi a tutto il rumore che si fa per cercarla. E in questo circolo vizioso si rischia di perdere la possibilità di cogliere tutte le opportunità, in questo caso le opportunità che la natura ci dà: di vivere serenamente anche un po’ di malinconia perché anch'essa fa parte delle nostre emozioni e ci può aprire strade nuove. Troppo semplicistico considerare l'autunno una stagione di raccoglimento: meglio forse pensarla come uno spazio in cui lasciarsi attraversare, per mezzo dei suoni peculiari che regala, da emozioni dalle quali la vita ci fa prendere spesso distanza.

L'autunno, seguendo la stagione estiva, forse si fa carico di un rimpianto per il fatto che la spensieratezza e l'allegria dell'estate siano finite: in estate è naturale passare molto tempo libero fuori casa, si esce di più di sera, si ascolta musica all'aperto ma i suoni e i rumori sono molti, spesso diventano troppi: in parte perché sono "artificiali", cioè creati dall'uomo e non dalla natura, in parte perché molte volte si usano rumori e musica in modo sconsiderato.

Si può quindi provare ora a vedere le cose da un diverso punto di vista: basti pensare che forse non possiamo farlo spesso…Ma quanto si sta bene, sotto le coperte, ad ascoltare la pioggia che cade?

 

 

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