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L'inquinamento acustico notturno è il più pericoloso

Ottobre 2008 - A cura di Arpat Toscana

 

 

Un gruppo di lavoro internazionale ha valutato in maniera sistematica e organica l'impatto sulla salute a breve e lungo termine dei disturbi del sonno causati dall'inquinamento acustico. Sulla base di questo approfondimento, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) sta valutando indicazioni importanti ai governi per modificare le legislazioni in materia di rumore notturno.

Dormire, come bere e mangiare, è una necessità biologica ed è considerato un diritto fondamentale dell'uomo secondo la Convenzione europea sui diritti umani.

In alcuni Paesi dell'Unione europea una parte della popolazione potrebbe essere esposta a livelli di rumore notturno pericolosi per la salute e il benessere.

Per esempio, in uno studio condotto nel 2003 nei Paesi Bassi, il 25% delle persone ha dichiarato che il proprio sonno è altamente disturbato dal rumore esterno, contro una percentuale del 17 % nel 1998. Questo confermerebbe che i contesti urbani tendono a essere sempre più rumorosi; e le previsioni per il futuro non sono rosee: il traffico aereo e ferroviario notturni è destinato ad aumentare in modo sensibile entro il 2030.

Benché sia nota a tutti l'importanza di un buon riposo, finora l'impatto sulla salute a breve e lungo termine dei disturbi del sonno non era stato valutato in maniera sistematica e organica. A farlo sono ora le Linee guida sul rumore notturno per l'Europa un progetto imponente avviato nel 2003 dall'Ufficio regionale per l'Europa dell'Oms e co-sponsorizzato dall'Unione europea.

Le linee guida (documento pdf) sono il risultato del lavoro di revisione della letteratura scientifica di un gruppo di esperti scelti tra 17 istituzioni di 12 Paesi europei. Per l'Italia hanno partecipato al progetto Olivero Bruni dell'Università di Roma «La Sapienza» e Gaetano Licitra di Arpat.

Commentando il lavoro svolto Gaetano Licitra ha osservato che: «Tutte le nostre città soffrono di inquinamento acustico. A luglio 2008, su 13 aree metropolitane, solo Firenze, Roma, Genova e Torino hanno provveduto alla mappatura. Milano e Bologna ci stanno lavorando. Poi abbiamo due città pilota: Pisa, la prima a dotarsi di una mappatura e Modena. Una volta definito il quadro della situazione però sono necessari piani di risanamento per risolvere i problemi evidenziati e questi richiedono finanziamenti molto ingenti, nell'ordine di milioni di euro».

I risultati del progetto danno indicazioni importanti ai governi per modificare le legislazioni in materia di rumore notturno.

 

Principali effetti del cattivo riposo

Innanzitutto, il documento ha considerato indicatori più precisi per stimare le conseguenze del cattivo riposo. Gli effetti a lungo termine, come i problemi cardiovascolari, sono stati correlati a indicatori come la «media annuale del livello di rumore notturno», che somma la situazione acustica per un lungo periodo di tempo.

Gli effetti istantanei, come il risveglio in piena notte, sono stati descritti invece con il «livello massimo di rumore per evento», dove per evento si intende il passaggio di un camion, un aereo, un treno, ecc.

La revisione delle evidenze scientifiche disponibili ha portato il gruppo di lavoro a queste conclusioni:

  1. il sonno è una necessità biologica e il sonno disturbato è associato a numerosi effetti avversi

  2. ci sono sufficienti evidenze degli effetti biologici del rumore durante il sonno, fra cui: aumento del battito cardiaco, eccitazione, cambiamenti di fase del sonno, alterazioni ormonali e risvegli improvvisi

  3. ci sono sufficienti evidenze che l'esposizione al rumore notturno induce a riportare disturbi del sonno, aumento dell'uso di medicinali, aumento dei movimenti del corpo e insonnia

  4. i disturbi del sonno hanno un impatto sulla salute futura e sul benessere generale della persona

  5. ci sono limitate evidenze che il cattivo sonno provochi stanchezza cronica, incidenti e ridotte performance lavorative e intellettive

  6. ci sono limitate evidenze che i rumori notturni provochino condizioni cliniche come malattie cardiovascolari, depressione e altri disturbi mentali. Questi effetti, ancora poco indagati, sembrano tuttavia plausibili

  7. i bambini, gli anziani, le donne incinte e i lavoratori a turno sono le categorie più vulnerabili al rumore notturno e quindi più a rischio.

 

Decibel e conseguenze sulla salute

Ecco, schematicamente, la correlazione tra i livelli di rumore notturno esterno e gli effetti sulla salute secondo le Linee guida:

  1. fino a 30 decibel: non si osservano sostanziali effetti biologici

  2. tra 30 e 40 decibel: aumentano i movimenti del corpo, i risvegli, i disturbi del sonno, l'eccitazione. Gli effetti sembrano modesti, ma non si può escludere che i gruppi vulnerabili ne risentano in misura maggiore

  3. tra 40 e 55 decibel: c'è un marcato aumento degli effetti negativi; la maggior parte delle persone esposte ne risente e si adatta a convivere con il rumore. I gruppi vulnerabili, a questo livello di esposizione, sono severamente colpiti

  4. sopra 55 decibel: la situazione è considerata pericolosa a livello di salute pubblica. Gli effetti avversi sono frequenti e il sistema cardiovascolare comincia a essere sotto stress. Lo stress cardiovascolare è l'effetto dominante.

 

Raccomandazioni finali

Per la prevenzione primaria degli effetti collaterali subclinici del rumore notturno, le Linee guida europee raccomandano la riduzione graduale, nella maniera più efficace possibile, della quota di popolazione esposta a livelli acustici che superano i 55 e, poi, i 40 decibel.

Le linee guida del 2000 consideravano come livello massimo di rumore sopportabile 45 decibel, ma questo dato era basato su indicatori differenti e valutato sulla base delle conoscenze scientifiche allora disponibili.

Alla luce delle nuove evidenze, il limite di sicurezza sarà fissato ad un livello più in basso, tenendo conto dei contributi pervenuti sul documento predisposto dal gruppo di lavoro da parte dei vari stakeholder.

 

 

 

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