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Una casa di qualità
Novembre 2006 - A cura di Luciano Mattevi
 

Fra gli elementi che definiscono il successo commerciale di un prodotto, vi è anche quello di riuscire a produrre quel bene con un elevato rapporto qualità/prezzo. Tuttavia, mentre il parametro “prezzo” è assai facile da identificare, quello legato alla “qualità” richiede spesso analisi elaborate. Per esempio, quanti di noi sono capaci di stabilire la qualità di un infisso, una porcellana, un rivestimento? Credo pochi. Posso quindi immaginare che sia ancora più arduo valutare la qualità di un sistema complesso qual è un edificio.

In questi ultimi anni sono stati introdotti degli indicatori per aiutare a differenziare le caratteristiche degli immobili. E’ questo il caso delle classi di merito indicate nella certificazione di “Casa clima”, un modello di certificazione, imposto dalla Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige, unico caso in Italia, in cui, sull'esempio della classificazione degli elettrodomestici, è stato applicato il metodo delle lettere e dei colori per indicare i bilanci energetici delle abitazioni (ad esempio: A-colore verde, per le case con consumi inferiori ai 30 kWh/m2/anno). Un documento di identità con tutte le informazioni energetiche necessarie all'inquilino, utili anche per individuare i punti critici dell'abitazione nel caso di successivi interventi di miglioramento dei consumi.

Ricordo che, quando fu presentato questo progetto, molti storsero il naso, sostenendo che un simile approccio costruttivo avrebbe determinato un significativo aumento del costo degli immobili, a scapito di quegli acquirenti meno abietti.

Oggi “Casa clima” è una bella e concreta realtà, portata a esempio in tutto il territorio nazionale e, molti di coloro che hanno mosso quelle critiche, hanno dovuto ricredersi di fronte alla forte riduzione dei consumi energetici e, di conseguenza, dei costi di gestione, giacché il costo dell’energia è in continua ascesa. Tanto che, conti alla mano, è stato possibile appurare che un edificio adeguatamente isolato fa risparmiare un bel po’ di soldi. Se pensiamo che la vita di un edificio è relativamente lunga, il recupero della differenza di prezzo all’atto dell’acquisto avviene già nel giro di pochi anni.

Una soluzione analoga potrebbe essere intrapresa anche in materia di isolamento acustico; in che modo? Ogni edificio potrebbe essere contraddistinto da un indicatore (lettera, numero, colore o altro) che ne attesti le caratteristiche di fonoisolamento.

La certificazione prestazionale degli edifici è un onere conseguente all’approvazione della direttiva europea n. 89/106 del 1988 concernente i prodotti da costruzione, nella quale, fra le altre cose, è richiesto che l'opera deve essere concepita e costruita in modo che il rumore si mantenga a livelli che non nuocciano alla salute e tali da consentire soddisfacenti condizioni di sonno, riposo e lavoro, al fine di offrire nuovi strumenti di crescita qualitativa a tutto il settore e avviare un percorso verso la “edilizia sostenibile”.

Anche in questo caso, non sono mancate le critiche promosse, strano a dirsi, dalle stesse associazioni a difesa degli acquirenti, preoccupate dell’inevitabile ulteriore aumento dei prezzi, già peraltro elevati, delle abitazioni.

Se mi è permesso esprimere un pensiero, da inesperto quale sono della materia, credo che il prezzo di un edificio diverga sempre più dalle logiche di un mercato ideale, composto dai costi di produzione e dal guadagno atteso, legandosi, invece, ai prezzi che prevalgono sul mercato. Di conseguenza, salgono pure i prezzi minimi che gli imprenditori sono disposti ad accettare per costruire quel bene. In questo contesto, aumentano i profitti, senza alcun reale beneficio per gli acquirenti che, per contro, sono maggiormente esposti alle oscillazioni del mercato.

I costi derivati dalla realizzazione di un edificio con un alto valore di fonoisolamento, dovrebbero, invece, essere riversati esclusivamente negli oneri d’impresa, mantenendo quindi inalterato il prezzo di vendita. Ciò potrebbe spingere i costruttori alla ricerca di metodi per migliorare la tecnica, contenendo i costi, il che produrrebbe un tangibile vantaggio per chi desidera indirizzare la propria scelta su un edificio di “qualità”, sia che si tratti di costruttore sia di acquirente.

Il mercato chiede a gran voce maggiore qualità, tanto che, neppure l’acustica, può esimersi da questo grido.
 

 

 

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